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Tutti gli articoli con tag discarica

Rifiuti Sicilia, Lombardo: "Abbiamo fatto cose rivoluzionarie"

pubblicato da Peppe Croce

Alla faccia della modestia! La Sicilia è sull’orlo di una tremenda crisi dei rifiuti ma il governatore Raffaele Lombardo non perde l’occasione per farsi bello: in un videopost pubblicato sul suo blog rivendica tutti i successi e i meriti, suoi e degli assessori regionali, in merito alla gestione della crisi.

“La Regione ha fatto cose rivoluzionarie” dice alla telecamera Lombardo. Quali sarebbero? La chiusura dell’Arra, l’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque inventata da Cuffaro ai tempi del commissariamento (circa otto anni fa), ad esempio. Peccato, però, che con l’Arra Lombardo ci ha convissuto e lavorato per un paio di anni, prima di rendersi conto che buona parte dei problemi venivano proprio dall’agenzia stessa.

I termovalorizzatori bloccati, poi. Se non fosse che, anche in questo caso, Lombardo è arrivato con qualche anno di ritardo rispetto alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha bocciato la gara per i quattro mega inceneritori siciliani. Ma Lombardo è arrivato, al contrario, puntualissimo rispetto all’inchiesta della magistratura di Palermo che sta facendo pelo e contro pelo al perverso sistema di gestione dei rifiuti nel capoluogo siciliano. E, giusto per notarlo, Lombardo non è affatto contrario ai termovalorizzatori: è contrario a quelli “organizzati” da Cuffaro…

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Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata

pubblicato da Peppe Croce

Nella discarica palermitana di Bellolampo anche animali morti e rifiuti tossici. Indagato il sindaco Cammarata

Della settimana scorsa la notizia dell’indagine a carico del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per presunti illeciti nella gestione della discarica di Bellolampo. Di oggi, invece, la diffusione dei dettagli dell’inchiesta della magistratura e, soprattutto, dei capi d’accusa.

Tutti pesantissimi: disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, truffa, gestione abusiva della discarica, abbandono dei rifiuti speciali e abuso d’ufficio. Secondo quanto riporta il sempre informatissimo giornale on line Sicilia Informazioni, infatti, a Bellolampo gli illeciti sarebbero stati nel corso dei mesi moltissimi:

Nella qualità di sindaco di Palermo, socio unico dell’Amia - si legge nel capo di imputazione - Cammarata dava direttive specifiche agli amministratori della società sulle modalità di gestione della discarica di Bellolampo, tra l’altro autorizzando il conferimento dei rifiuti in violazione delle norme sul preventivo trattamento e consentendo lo stoccaggio dei rifiuti in discarica in attesa della triturazione

Inoltre, sempre secondo il giornale on line che, a sua volta, riporta i contenuti dell’avviso di garanzia di cui è in possesso, Cammarata avrebbe emanato numerose ordinanze al di fuori delle proprie competenze: essendoci a Palermo lo stato di emergenza rifiuti, infatti, la competenza era attribuita al commissario delegato per l’emergenza, cioè il prefetto di Palermo, e non al sindaco.

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Emergenza rifiuti a Palermo, Legambiente: "Silenzio assordante sui media"

pubblicato da Peppe Croce

Emergenza rifiuti a Palermo, Legambiente: "Silenzio assordante sui media"

Legambiente lancia l’allarme: Palermo è in piena emergenza rifiuti, la discarica di Bellolampo è una bomba ecologica, ma nessuno ne parla. Per capire l’entità della crisi rifiuti nella discarica palermitana, infatti, basta leggere i numeri. Li riporta “La Sicilia”:

Secondo un calcolo dell’Amia, l’azienda che gestisce l’igiene ambientale, la sostanza fonte di inquinamento della falda acquifera, era nel sito di stoccaggio dei rifiuti, di 10 mila tonnellate nel novembre 2009. Ma il 17 maggio ha raggiunto quota 100 mila tonnellate. Altre 45 mila sono state rimosse

A spaventare, oltre alla quantità del percolato, il trend di crescita. Per questo motivo la Regione ha preso i primi provvedimenti, stanziando 12 milioni di euro ma, a detta di Legambiente, il problema sta al Comune di Palermo che in sette anni ha trasformato l’Amia (l’Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale) nel solito carrozzone politico:

A Palermo i riflettori dovrebbero essere puntati direttamente sulla maggioranza di centro destra che qui governa da ben sette anni consecutivi e che ha trasformato l’Amia in un carrozzone clientelare fino a portarla al fallimento. Questa emergenza non è paragonabile a quella campana del 2007, dove esisteva un problema di capienza delle discariche, qui il disastro è frutto della totale incapacità gestionale di una società ormai in amministrazione controllata, e dei gravissimi errori venuti alla luce con la progettazione la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Bellolampo attuati dalla stessa Amia

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La plastica arriva dovunque

pubblicato da missunderstanding

Ci sono posti nel mondo dove l’uomo non arriva, ma la plastica sì. Perché la plastica arriva là dove l’uomo non può spingersi (se non in surf), inquinando spiagge e baie racchiuse in angoli nascosti. Questo il messaggio del video della Plastic Pollution Coalition in cui i due surfisti Chris e Keith Malloy, leggende del surf alla ricerca di aree sconosciute in cui surfare, lottano per la tutela degli oceani.

Perché il vortice di rifiuti del Pacifico e la discarica dell’Atlantico non sono che i fratelli maggiori di altri enormi accumuli di plastica galleggianti negli Oceani o abbandonati sulle spiagge. Dall’Antartide alla Nuova Caledonia, anche nelle spiagge più remote e deserte, là dove non vi era alcun segno dell’arrivo dell’uomo, la plastica era già lì ad accogliere i fratelli Malloy, perché arriva prima e non scompare.

via | Treehugger

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Tre consigli per farsi una barba più verde

pubblicato da missunderstanding

farsi la barba ecoOgni mattina milioni di uomini nel mondo si fanno la barba, molti dei quali con rasoi usa e getta fatti di plastica ed acciaio, che finiscono in discarica. Esistono dei modi per farsi la barba in maniera più ecologica? Se esistono dei consigli per far l’amore in maniera ecosostenibile, di certo ci saranno degli accorgimenti per limitare l’impatto del farsi la barba.

Al posto delle lamette usa e getta è preferibile il rasoio elettrico, e al posto di quest’ultimo è ideale il rasoio che si carica ad energia solare. I più esperti, poi, potranno ridurre il proprio impatto con il rasoio da barbiere per una rasatura manuale, perché l’antico arnese - sempre che lo si sappia usare - è riutilizzabile all’infinito, ed è quindi il rasoio più ecologico di tutti.

Al posto della schiuma da barba si può usare l’olio di oliva, così come consigliano i cugini di Benessereblog: basta passare un po’ d’olio sul viso prima di radersi. L’olio idrata la pelle, lubrifica e protegge la lametta dalla ruggine.

L’acqua: mentre ci si fa la barba, molti lasciano scorrere l’acqua dal rubinetto, con uno spreco enorme. La prima buona pratica sa seguire per una barba più verde è quella di chiudere il rubinetto, o meglio di tappare il lavandino e di riusare l’acqua. Avete altri consigli per una rasatura eco friendly? Non esitate a condividerli con noi!

via | greenme

Foto | Flickr

Gela, al via la bonifica dei rifiuti radioattivi

pubblicato da Peppe Croce

Dopo quasi vent'anni inizia la bonifica della discarica di fosfogessi a Gela

Ci sono voluti quasi vent’anni ma forse è la volta buona. Eni sta per iniziare i lavori di bonifica della discarica di fosfogessi adiacente l’ex impianto Enichem che, fino al 1992, produceva fertilizzanti all’interno del polo petrolchimico. La bonifica costerà circa 70 milioni di euro e verrà eseguita dalla Syndial, l’azienda del gruppo Eni che è subentrata all’Enichem.

Il fosfogesso è un rifiuto dell’industria dei fertilizzanti e dell’acido fosforico ed è molto pericoloso poichè potrebbe essere fonte di contaminazione radiologica per la popolazione. Come spiega l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’annuario Apat:

L’impatto radiologico dell’industria dei fertilizzanti è connesso con l’elevata concentrazione di U-238 nelle
fosforiti (minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) e nei loro derivati. In passato erano presenti in Italia diversi impianti che producevano acido fosforico attraverso il processo a umido, con la formazione di fosfogesso come sottoprodotto; impianti che hanno cessato l’attività. Sono comunque presenti alcune aree in cui sono stoccati e smaltiti i rifiuti (fosfogessi o altri residui) che possono rappresentare una potenziale sorgente di esposizione della popolazione.

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Lecce, i rifiuti di via Pimmenthel a Casarano impediscono una vita normale agli abitanti

pubblicato da missunderstanding

Patrizia Castaldi e Alessandra Isernia hanno girato questo video per denunciare la situazione di inquinamento e di degrado intorno a via Pimmenthel, alla periferia di Casarano, in provincia di Lecce. Il video illustra una situazione di inquinamento da rifiuti e scarti edili tale da impedire agli abitanti della zona di uscire di casa. I terreni intorno a via Pimmenthel altro non sono che non una discarica a cielo aperto, tra i cui rifiuti i bambini giocano usando pietre e vetri al posto dei giocattoli.

Gli abitanti lamentano anche una situazione di scarsa igiene, a causa dei rifiuti pericolosi lì abbandonati, e l’insorgere di irritazioni ed eritemi in estate, e la mancanza di intervento da parte del comune, che manda la “disinfestazione per 5 minuti” quando invece sarebbero necessarie giornate di lavoro per ripulire via Pimmenthel dai rifiuti e restituire agli abitanti la libertà di uscire di casa, senza aver paura di tagliarsi al buio, o di inciampare in un rifiuto pericoloso.

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Torcia al plasma: ci cascano anche gli americani

pubblicato da eymerich

Bidoni di immondiziaUna compagnia americana, la Geoplasma di Atlanta, “elaborerà” fino a 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno con la tecnologia della torcia al plasma, per immettere nella rete elettrica della Florida fino a 60 MW di energia, che, come si scomoda a spiegare Scientific American, sarebbero sufficienti ad alimentare circa 50.000 abitazioni.

Su EcoBlog abbiamo già avuto modo di parlare di questa tecnologia che vaporizza i rifiuti indifferenziati con un flusso di gas ad altissima temperatura detto plasma, e che viene venduta come versione pulita dei cosiddetti inceneritori termo-valorizzatori, mentre, come sa chi ci segue, le cose non stanno proprio così.

Con i volumi di spazzatura prodotta nelle società più consumistiche, la generazione di elettricità dai rifiuti è senza dubbio un grosso business, quindi non c’è da stupirsi che la favoletta della vaporizzazione pulita abbia attecchito nel paese più consumista del mondo.

Infatti vicino al confine con Ottawa, anche il Gruppo PlascoEnergy sta costruendo un’altro impianto al plasma, che produrrà 21 MW e, come quello di Geoplasma, si prevede entrerà in funzione per il 2011.

Stupisce che in America non ce li abbiano costruiti prima dei sistemi con torcia al plasma, visto che quello di Geoplasma in Florida sarà il primo ad entrare in funzione nel paese a stelle e strisce.

Via | Scientific American
Foto | isado

L'uomo che non butta via nulla

pubblicato da Simone Muscas

RifiutiLo stile di vita degli americani è considerato in tutto il mondo come un esempio poco educativo in tema di sostenibilità ambientale. Tuttavia è proprio dagli Stati Uniti che arriva un esempio particolare che sembra stare al confine fra realtà e fantasia. Proprio due americani, David Chameides e sua moglie, nel dicembre del 2007 hanno intrapreso un’iniziativa abbastanza curiosa, ovvero quella di non gettare via nulla ed accumulare l’immondizia nella cantina della loro casa.

Il protagonista della storia, un giovane cameraman di Los Angeles, sta vivendo questa particolare esperienza dal dicembre 2007 ed ha l’obiettivo di continuare a farlo sino al prossimo dicembre con un unico imperativo: non utilizzare il cassonetto dei rifiuti. L’idea, dice Chameides, è quella di buttare via per eliminare l’immondizia, ma la verità è che la stiamo solamente spostando in una discarica.

Si tratta, continua il protagonista, di un comportamento irresponsabile che non porteremmo avanti se la discarica fosse nel nostro giardino. Partendo da questo principio i coniugi di Los Angeles hanno iniziato ad accumulare gli scarti della loro vita quotidiana in cesti e bidoni e ad immagazzinare tutto nella cantina della loro abitazione.

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Le miniere di plastica saranno le nuove miniere d'oro?

pubblicato da Simone Muscas

discaricaIl riciclaggio sarà il nuovo oro nero? A giudicare dalla notizia che giunge dalla Gran Bretagna sembrerebbe proprio di si. Le discariche di plastica del Regno potrebbero diventare delle vere e proprie “miniere d’oro” e fronteggiare l’impennata del prezzo della materia arrivata ormai a 200 sterline alla tonnellata. Secondo gli esperti ci sarebbero più di 200 milioni di tonnellate di plastica sepolte nelle discariche.

Entro il prossimo decennio - spiega Peter Mills di New Earth Solutions, ditta specializzata nel trattamento e nel recupero dei rifiuti da discariche - queste miniere saranno economicamente vantaggiose. Dati i prezzi sempre più alti delle materie prime, soprattutto del petrolio, i materiali riciclabili sono sempre più preziosi. La plastica di seconda mano può essere infatti trasformata in maniera più economica e con meno emissioni di anidride carbonica di quanto si possa fare con quella nuova. Certi materiali hanno anche un alto valore calorifico, rendendoli quindi un buon combustibile. L’estrazione della plastica servirebbe inoltre a creare nuovo spazio nelle discariche, in aree dove le località adatte allo smaltimento dei rifiuti sono sempre più rare.

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