
Dell’esperienza di Louis Palmer e del suo Solartaxi ne abbiamo scritto sin dall’inizio su Ecoblog. Palmer stasera presenta al Think Forward Film Festival a Venezia il suo documentario che racconta l’incredibile avventura partita da Lucerna nel luglio del 2007.
Solartaxi, autovettura alimentata da pannelli fotovoltaici montati su un carrellino a rimorchio, ha percorso 21.146 Km, attraversando 18 stati, incontrato migliaia di persone e partecipato a eventi sui cambiamenti climatici.
Il progetto di Palmer però non si è chiuso e infatti a settembre ha intrapreso una nuova avventura, che ha per obiettivo la diffusione della cultura dell’uso di veicoli non alimentati da combustibili fossili. Le nuove tappe del viaggio vanno da Parigi a Praga e attualmente le auto in viaggio sono 20.
Dopo il salto il video con un intervista a Palmer e il trailer del documentario.
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Bubbles è diventato uno tra gli scimpanzè più famosi al mondo grazie al suo incontro con Michael Jackson: ora negli studios di Animal Planet sono al lavoro per montare un documentario sulla storia di Bubble the Chimp, lo scimpanzé del re del pop.
Salvato dai test di un centro di ricerca sul cancro nel 1985, Bubble ha da allora avuto il privilegio di accompagnare la star dovunque e di dormire a Neverland, ai piedi del letto di Jacko. Inseparabile compagno della pop star, lo scimpanzé è rimasto accanto a Michael Jackson fino al 2003, quando cominciò a manifestare segni di aggressività e venne allontanato, mandato in una pensione per animali, dove tentò il suicidio.
Che ne è stato di Bubbles? Quale la sua storia al fianco di Michael Jackson? Per saperlo, i curiosi dovranno attendere giugno.
Il Parco degli Iblei non esiste. Attualmente è solo un progetto e, per di più, con molti oppositori. Dovrebbe abbracciare parte delle province di Ragusa, Siracusa e Catania mettendo insieme, in un solo parco, diverse zone di alto pregio naturalistico che già fanno parte di riserve o aree tutelate.
Contro il parco ci sono moltissimi sindaci e politici locali che temono che l’istituzione del nuovo ente blocchi l’economia locale con una sere infinita di prescrizioni e vincoli. La tesi della politica contraria al Parco degli Iblei, oltre che da considerazioni economiche, parte dal presupposto che il territorio da tutelare non sarebbe poi di gran pregio.
In favore del parco, invece, oltre al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che è siracusana e conosce molto bene la zona, una discreta parte della cultura locale nelle tre province. Artisti, architetti, archeologi e naturalisti del sud est siciliano, con varie sfumature, sono in larga parte favorevoli al parco partendo dai presupposti opposti ai precedenti: il territorio che verrà tutelato è un patrimonio di biodiversità e può diventare anche un’occasione economica.
Continua a leggere: Parco degli Iblei: un documentario per convincere i politici
The edge of the sea è un documentario presentato all’ultima edizione dell’Ocean Film Festival di San Francisco, come Isla Holbox, di cui vi ho parlato la settimana scorsa. The edge of the sea documenta le vicende di un gruppo di pescatori di Porto Rico, impegnati a difendere le proprie spiagge ed il proprio diritto al lavoro dalla privatizzazione delle aree pubbliche e dallo sviluppo turistico costiero.
Il documentario narra la storia di quasi 8 anni di lotte attraverso gli occhi e la vita di Pauco, un pescatore della zona, impegnato a tutelare il proprio territorio contro un imprenditore locale. Alla fine della vicenda è arrivata anche la sentenza del tribunale, in difesa delle coste e delle spiagge, creando un precedente nell’ambito della tutela del paesaggio costiero contro i progetti di sviluppo turistico.
Molti di voi, appassionati di documentari e film sull’ambiente, avranno visto The End of Suburbia, un documentario che racconta della fine del sogno americano, ponendo interrogativi e prospettando scenari sull’evoluzione del mondo dopo la fine del petrolio. A questa pellicola segue Escape from Suburbia - Beyond the American Dream, secondo episodio della trilogia di Gregory Greene.
Escape of Suburbia parla di crisi energetica, di giardini comuni, di soluzioni individuali nella stessa ottica di collasso della società americana, Suburbia, così come la pellicola precedente. Come nella campagna tcktckctck anche a Suburbia il tempo corre veloce, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse hanno già attaccato la vita quotidiana di molti. E se fossimo già nella Peak Oil zone, così come detto dal Guardian, voi cosa fareste? C’è chi risponde a domande come questa in Escape of Suburbia, da vedere al più presto o da regalare a Natale.

Vi ricordate del Festival di Cinema EcoVision, quello che si tiene ogni anno da Palermo a Fortaleza, in Brasile? L’edizione del 2009 del festival internazionale dedicato a cinema e ambiente è stato vinto da Colours at the end of the world, il documentario che ha denunciato la storia della Comunità di Santa Rosa espropriata dei propri terreni da Benetton, di cui abbiamo parlato anche noi su Ecoblog.
Chi sarà il vincitore per l’edizione del 2009? Il bando per iscriversi a EcoVision 2010 è stato pubblicato sul sito di EcoVision: se sei un regista, un aspirante videomaker o un produttore a cui sta a cuore l’ambiente, leggi attentamente il regolamento e compila il form di iscrizione, il vincitore di EcoVision 2010 potresti essere tu. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è il 5 marzo.
Poichè del Recipe for Disaster, vincitore della XII edizione di Cineambiente vi ho già parlato sui Ecoblog, oggi vi presento il vincitore del premio speciale Asja nella sezione Film e Documentari internazionali, Old Partner, di Lee Chung-Ryoul. Il documentario ha ricevuto il premio per la grande capacità di regalare emozioni al pubblico, che vive la storia di una lunga e stretta amicizia tra un uomo ed un animale.
Il film commuove e trasmette un messaggio di protezione verso l’ambiente e gli animali, tanto forte quanto semplice, attraverso un racconto poetico ed una saggezza che ormai sembra sempre più rara negli esseri umani. Old Partner è la storia di un uomo e del suo vecchio bue, che diventa metafora della vita umana stessa, portandoci a riflettere sulle libertà dalle contaminazioni e sull’importanza del rapporto tra l’uomo e la natura.
Ieri, in occasione dell’incontro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato presentato in anteprima sugli schermi internazionali The Age of Stupid, proiettato in Italia a Roma al cinema Aquila, in contemporanea ad altri 40 paesi per la prima première mondiale.
Il film, di Franny Armstrong, girato in 6 anni con una produzione indipendente e tra mille difficoltà economiche, sostenuto anche da Greenpeace e dal WWF, vuole diffondere un messaggio chiaro e preciso sulle tematiche ambientali, in vista dell’incontro di Copenaghen a dicembre, in cui si dovrà aggiornare il protocollo di Kyoto.
Il film racconta la storia di un uomo solo in un mondo devastato in un futuro non troppo lontano dal nostro: siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d’anni d’anticipo è “Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”
Earthlings è un documentario sugli animali, e su tutte le torture e i maltrattamenti che gli animali subiscono da parte dell’uomo. Earthlings è un film crudo, duro, ma realista: mostra realmente quale e quanta sia la crudeltà dell’uomo nei confronti dell’animale, una crudeltà inutile e senza fine.
In giro già da un po’ di tempo, la pellicola è stata da poco selezionata al Blue Planet Film Festival di Los Angeles. Se non vi è ancora capitato di vederlo, potete richiederne una copia della nuova edizione sul sito di Earthlings; se lo avete già visto diteci cosa ve ne è parso.

Il festival EcoVision, da Palermo è migrato a Fortaleza, in Brasile, per presentare all’altra parte del mondo i documentari, i film e le animazioni sull’ambiente che noi abbiamo avuto il piacere di vedere lo scorso mese con la vittoria del documentario sui Mapuche vs Benetton per l’esproprio dei terreni in Patagonia.
La formula di EcoVision fil festival, il festival che migra dalla Sicilia al Brasile, ha suscitato tantissimo interesse, tanto che l’anfiteatro del centro culturale Dragão do mar di Fortaleza ha registrato il tutto esaurito.
Il festival dedicato al cinema e all’ambiente, che si terrà a Fortaleza fino al 24 luglio, ha richiamato l’attenzione anche di California e Cina, pronte a dare spazio e visibilità a questa formula che coniuga insieme le produzioni indipendenti e la volontà di mostrare e denunciare tutto ciò che ambiente non è, per una tutela ed un impegno reali.