The edge of the sea è un documentario presentato all’ultima edizione dell’Ocean Film Festival di San Francisco, come Isla Holbox, di cui vi ho parlato la settimana scorsa. The edge of the sea documenta le vicende di un gruppo di pescatori di Porto Rico, impegnati a difendere le proprie spiagge ed il proprio diritto al lavoro dalla privatizzazione delle aree pubbliche e dallo sviluppo turistico costiero.
Il documentario narra la storia di quasi 8 anni di lotte attraverso gli occhi e la vita di Pauco, un pescatore della zona, impegnato a tutelare il proprio territorio contro un imprenditore locale. Alla fine della vicenda è arrivata anche la sentenza del tribunale, in difesa delle coste e delle spiagge, creando un precedente nell’ambito della tutela del paesaggio costiero contro i progetti di sviluppo turistico.
Continua a leggere: The edge of the sea: difendere le spiagge di Porto Rico dalla privatizzazione
Molti di voi, appassionati di documentari e film sull’ambiente, avranno visto The End of Suburbia, un documentario che racconta della fine del sogno americano, ponendo interrogativi e prospettando scenari sull’evoluzione del mondo dopo la fine del petrolio. A questa pellicola segue Escape from Suburbia - Beyond the American Dream, secondo episodio della trilogia di Gregory Greene.
Escape of Suburbia parla di crisi energetica, di giardini comuni, di soluzioni individuali nella stessa ottica di collasso della società americana, Suburbia, così come la pellicola precedente. Come nella campagna tcktckctck anche a Suburbia il tempo corre veloce, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse hanno già attaccato la vita quotidiana di molti. E se fossimo già nella Peak Oil zone, così come detto dal Guardian, voi cosa fareste? C’è chi risponde a domande come questa in Escape of Suburbia, da vedere al più presto o da regalare a Natale.
Continua a leggere: Escape from Suburbia, oltre la fine del sogno americano

Vi ricordate del Festival di Cinema EcoVision, quello che si tiene ogni anno da Palermo a Fortaleza, in Brasile? L’edizione del 2009 del festival internazionale dedicato a cinema e ambiente è stato vinto da Colours at the end of the world, il documentario che ha denunciato la storia della Comunità di Santa Rosa espropriata dei propri terreni da Benetton, di cui abbiamo parlato anche noi su Ecoblog.
Chi sarà il vincitore per l’edizione del 2009? Il bando per iscriversi a EcoVision 2010 è stato pubblicato sul sito di EcoVision: se sei un regista, un aspirante videomaker o un produttore a cui sta a cuore l’ambiente, leggi attentamente il regolamento e compila il form di iscrizione, il vincitore di EcoVision 2010 potresti essere tu. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è il 5 marzo.
Poichè del Recipe for Disaster, vincitore della XII edizione di Cineambiente vi ho già parlato sui Ecoblog, oggi vi presento il vincitore del premio speciale Asja nella sezione Film e Documentari internazionali, Old Partner, di Lee Chung-Ryoul. Il documentario ha ricevuto il premio per la grande capacità di regalare emozioni al pubblico, che vive la storia di una lunga e stretta amicizia tra un uomo ed un animale.
Il film commuove e trasmette un messaggio di protezione verso l’ambiente e gli animali, tanto forte quanto semplice, attraverso un racconto poetico ed una saggezza che ormai sembra sempre più rara negli esseri umani. Old Partner è la storia di un uomo e del suo vecchio bue, che diventa metafora della vita umana stessa, portandoci a riflettere sulle libertà dalle contaminazioni e sull’importanza del rapporto tra l’uomo e la natura.
Continua a leggere: Old partner, l'amicizia di una vita tra un uomo e un bue
Ieri, in occasione dell’incontro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato presentato in anteprima sugli schermi internazionali The Age of Stupid, proiettato in Italia a Roma al cinema Aquila, in contemporanea ad altri 40 paesi per la prima première mondiale.
Il film, di Franny Armstrong, girato in 6 anni con una produzione indipendente e tra mille difficoltà economiche, sostenuto anche da Greenpeace e dal WWF, vuole diffondere un messaggio chiaro e preciso sulle tematiche ambientali, in vista dell’incontro di Copenaghen a dicembre, in cui si dovrà aggiornare il protocollo di Kyoto.
Il film racconta la storia di un uomo solo in un mondo devastato in un futuro non troppo lontano dal nostro: siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d’anni d’anticipo è “Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”
Continua a leggere: The Age of Stupid: nel 2055 l'ambiente sarà devastato e sarà colpa nostra
Earthlings è un documentario sugli animali, e su tutte le torture e i maltrattamenti che gli animali subiscono da parte dell’uomo. Earthlings è un film crudo, duro, ma realista: mostra realmente quale e quanta sia la crudeltà dell’uomo nei confronti dell’animale, una crudeltà inutile e senza fine.
In giro già da un po’ di tempo, la pellicola è stata da poco selezionata al Blue Planet Film Festival di Los Angeles. Se non vi è ancora capitato di vederlo, potete richiederne una copia della nuova edizione sul sito di Earthlings; se lo avete già visto diteci cosa ve ne è parso.
Continua a leggere: Earthlings, tutta la crudeltà dell'uomo verso gli animali

Il festival EcoVision, da Palermo è migrato a Fortaleza, in Brasile, per presentare all’altra parte del mondo i documentari, i film e le animazioni sull’ambiente che noi abbiamo avuto il piacere di vedere lo scorso mese con la vittoria del documentario sui Mapuche vs Benetton per l’esproprio dei terreni in Patagonia.
La formula di EcoVision fil festival, il festival che migra dalla Sicilia al Brasile, ha suscitato tantissimo interesse, tanto che l’anfiteatro del centro culturale Dragão do mar di Fortaleza ha registrato il tutto esaurito.
Il festival dedicato al cinema e all’ambiente, che si terrà a Fortaleza fino al 24 luglio, ha richiamato l’attenzione anche di California e Cina, pronte a dare spazio e visibilità a questa formula che coniuga insieme le produzioni indipendenti e la volontà di mostrare e denunciare tutto ciò che ambiente non è, per una tutela ed un impegno reali.
Continua a leggere: Grande successo per EcoVision a Fortaleza

Sulla scia di Tapped e dei documentari ecologici che segnaliamo su Ecoblog, vi parlo oggi di No Impact Man, un documentario sulla possibilità di una vita senza rifiuti, che uscirà a breve.
No Impact Man è Colin Beavan, che ha sperimentato un anno di vita a New York senza produrre rifiuti. Accanto a lui, la moglie e la figlia di 18 mesi, soggetti per i quali è stato molto più difficile passare ad uno stile di vita ecologico. Da Starbucks e Prada alla vita senza rifiuti, Michelle ha sperimentato su se stessa il passaggio ad uno stile di vita ecosostenibile, apprezzandone i vantaggi in una città dove lo spreco è all’ordine del giorno.
L’esperimento di una vita senza rifiuti, a impatto zero, senza emissioni, da cui Colin ha tratto un libro e il film, ha fatto sì che dopo un anno No Impact Man e la sua famiglia si sentissero felici e realizzati. La pellicola uscirà a breve in America, mentre in Italia dovremo aspettare qualche mese per vederlo sottotitolato. Intanto, potete ascoltare qui in un’intervista il parere di Laura Gabbert, regista e produttrice, che ne ha parlato al Sundance 2009.
Continua a leggere: No Impact Man, vivere senza rifiuti a impatto zero è possibile
Tapped è un film sull’acqua in bottiglia, o meglio, un film a favore dell’acqua pura e naturale, contro la più grande operazione di marketing della storia che tutti ci beviamo, letteralmente: l’acqua in bottiglia.
Stephanie Soechtig, regista del documentario, indaga il business dell’acqua in bottiglia e ne denuncia scorrettezze e lati oscuri, dalla produzione della plastica destinata alle bottiglie, all’abbandono delle bottiglie che finiscono negli oceani, al diritto di accesso da parte dei cittadini all’acqua come risorsa pubblica, scuotendoci dal torpore che ci fa bere di tutto.
Continua a leggere: Tapped, l'acqua in bottiglia è il più grande nemico dell'ambiente
Questo documentario appartiene, come Garbage, alla serie come scegliere una stile di vita sostenibile e sperimentarlo nalla propria famiglia. Per un anno, la famiglia Webster sceglie di vivere eliminando la dipendenza dal petrolio e da tutti i suoi derivati, per una scelta consapevole nei confronti del pianeta. La vita borghese di periferia della famiglia finlandese si trasforma in una battaglia quotidiana all’insegna dello humor e dell’allegria di chi, da un giorno all’altro, si trova ad eliminare tutti gli oggetti di plastica dalla propria casa e dalla propria vita.
Trovate qui Recipes for disaster raccontato del regista, dal momento in cui capisce che è il proprio stile di vita il responsabile del disastro ambientale - e che l’essere umano è perfettamente consapevole delle conseguenze delle proprie scelte sull’ambiente - a quello che ironicamente chiude la pellicola.
Continua a leggere: Recipes for disaster, come vivere liberi dal petrolio