
L’associazione animalista Peta, dopo aver iniziato le procedure per l’acquisizione del dominio sex.com, continua la sua strategia di comunicazione basata sull’utilizzo del sesso e delle belle donne per attirare l’attenzione su temi seri e impegnati.
In questo caso la bella donna è Olivia Munn, già apparsa su Play Boy l’anno scorso, oggi nuda in favore degli elefanti e contro gli spettacoli circensi.
Secondo Peta, infatti, gli esercizi che vedono protagonisti gli elefanti nei circhi sarebbero assai poco naturali e salutari per bestioni di quel calibro. I pachidermi, che notoriamente non scioperano mai, hanno ora una alleata in più. Ed è bella, formosa, mora ed esotica.
Tutti gli appassionati di cinema, dai registi ai macchinisti, dalle prime donne ai fonici dovrebbero leggere la guida GreenFilmMaking, o almeno sognare che in Italia qualche editore ne crei una simile, se hanno a cuore l’ambiente.
Quando si gira un film, la tutela dell’ambiente non è tra le prime cose a cui si pensa, e spesso non ci si pensa proprio, ad eccezione di alcuni film e documentari verdi, girati nel rispetto dell’ambiente. Pensate a quante persone, attrezzature, spostamenti, elettricità ci vogliono per girare un film, per non parlare di un colossal o di una serie.
Qualcuno ci ha pensato davvero perchè anche per il mondo del cinema è giunta l’ora di contribuire a ridurre le emissioni e pensare all’ambiente: è così che Peter e Cheryl Clarson hanno scritto la guida verde per il Cinema Verde, destinata all’unione dei tecnici del New Mexico. La guida sarà distribuita set per set, di modo che ogni tecnico al lavoro sappia come fare per ridurre le proprie emissioni. L’editore spera anche che presto il libro possa entrare nel piano di studi delle accademie e delle scuole di Cinema del paese.
Perché è stata scelta la distribuzione sul set invece che quella online che avrebbe ridotto le emissioni? La risposta è che spesso sui set non si ha accesso alla rete per sapere come risparmiare energia usando il dolly o riciclando le scenografie, mentre così non ci saranno più scuse per un settore che spreca ed inquina ancora troppo. La guida sarebbe davvero utile anche in Italia, con la speranza che tutto il cinema diventi più verde e che non ci si debba limitare a recensire film verdi solo nel contenuto.
via | ecorazzi
Come reagiscono uomini e donne di fronte ai cambiamenti climatici? Chi si interessa di più all’ambiente e alle sorti del pianeta? Chi, tra uomini e donne riuscirà ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici?
La risposta a tutte queste domande, fornita dal rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della Popolazione 2009, è la stessa: le donne sono più attente alle questioni ambientali e saranno quelle maggiormente colpite dai cambiamenti climatici, ma riusciranno ad adattarsi meglio alle conseguenze e alle circostanze.
Le donne hanno comportamenti più ecologici: guidano meno degli uomini e prendono l’aereo molto meno, riciclano di più degli uomini e propendono per acquisti eco-sostenibili. Per quanto riguarda i consumi, le donne sono molto attente e hanno una gestione improntata al risparmio energetico. A tavola le donne mangiano più verdure e vegetali e molta meno carne rispetto agli uomini: i consumi delle donne ed il loro regime alimentare sono meno impatttanti rispetto ai consumi degli uomini. E ciò per i paesi industrializzati.
Per quanto riguarda i paesi in via di Sviluppo, le donne saranno le più colpite dai cambiamenti climatici perchè vivono in uno stato di dipendenza economica che non permette loro di adattarsi facilmente ai cambiamenti. In più, a causa dei cambiamenti climatici, sarà più difficile per le donne trovare cibo, acqua e risorse per sè stesse ed i propri figli.
Il rapporto si conclude con la seguente affermazione:
I cambiamenti climatici, non solo metteranno a rischio vite umane e mineranno la disponibilità dei mezzi di sostentamento, ma renderanno più evidente il gap tra ricchi e poveri ed amplificheranno le inequità tra uomini e donne.
via | Treehugger
Foto | Flickr

L’idea di ricavare carburante da vecchi reggiseni non è un frutto della fantasia di un gruppo di ex-hippies nostalgiche, ma la proposta seria della giapponese Wacoal che produce lingerie per donna.
L’azienda, basandosi su una ricerca secondo la quale le donne sono restie a buttare e a riciclare i vecchi reggiseni, ha avviato una campagna ecologica che prevede la distribuzione di borse da restituire piene di vecchi reggiseni.
Ad oggi l’azienda ha ricevuto 350 borse per un totale di 35.900 vecchi reggiseni: le tonnellate di rifiuti raccolte durante la campagna vengono riciclate e riconvertite in carburante.La nuova campagna ecologica sembra avere successo e l’iniziativa mira a sensibilizzare le donne a contribuire alla crisi del carburante con risorse alternative.
Foto | Flickr

Se siete donne attente all’ambiente, allora probabilmente sarete a conoscenza della moltitudine di packaging che viene prodotto e sprecato ogni giorno per prodotti mestruali, della questione dello sbiancante negli assorbenti interni e anche dell’esistenza di assorbenti ecologici e del lunapad.
Ma forse, nessuna delle preceddenti è la soluzione che fa per voi. Ecco quindi, un rimedio all’antica, una serie di tutorial che illustrano come creare un assorbente di stoffa, imbottito a seconda delle esigenze del flusso, riusabile, pulito. Trovate qui un tutorial in pdf, e qui un intero sito con modelli diversi, consigli e suggerimenti. Tra le stoffe più usate, sono consigliate la flanella, perchè asciuga in fretta ed il cotone.
Armatevi di stoffe destinate al riciclo, di ago e filo e di un po’ di spirito di fai da te ed in men che non si dica avrete contribuito ad eveitare gli sprechi in un’ottica, di ciclo, ecologica. Se conoscete altri siti con tutorial simili a questo, consigliateli a ecoblog!
Foto | Sherunsintheforest

Il cavaliere dice di non voler fare nomi sulla sua squadra di Governo. Intanto il gossip brucia e di indicazioni ne sono venute fuori già diverse. Da sinistra a destra nelle foto sopra ci sono: Gianni Alemanno (An), Guido Crosetto (FI), Altero Matteoli (An) e Adriana Poli Bortone (An) in lista per i ministeri dell’Agricoltura, Ambiente, Infrastrutture e Attività produttive.
L’incognita però è proprio in Gianni Alemanno già ministro per l’agricoltura nella scorsa edizione del Governo Berlusconi. Ministro amato, peraltro. Ma lui è in corsa per la poltrona di sindaco di Roma. Altero Matteoli, potrebbe essere chiamato in causa per il dicastero dell’Ambiente, carica ricoperta in passato e che gli ha regalato la nomea di “cuore di cemento”. Questa volta però Berlusconi vedrebbe bene per lui anche l’interim alle Infrastrutture, giusto perché si comprenda bene che il Ponte sullo stretto “saddà ffà”.
New entry, la salentina Adriana Poli Bortone, a cui potrebbe essere riservata la poltrona di Ministro per le politiche agricole visto che Berlusconi ha promesso che dei 12 dicasteri 4 saranno assegnati alle donne. Magari la Poli-Bortone ha il piglio della Fisher-Boel e forse riusciremo a farci rispettare un po’ di più in area PAC. Infine per lo stesso dicastero in pole-position anche Guido Crosetto che però potrebbe essere anche alle attività produttive. Infine in queste ore è spuntato il nome di Giampaolo Dozzo (Ln) già sottosegretario nel II Governo Berlusconi alle Politiche agricole e Michela Vittoria Brambilla che potrebbe strappare il Ministero dell’Ambiente mentre Matteoli sarebbe spostato alle Politiche agricole.

Dopo le accese discussioni a proposito dei post “Cibi alle diossine. Parliamone!” e “L’agricoltura secondo Monsanto” dove i vostri commenti sono scivolati sui prodotti derivati da agricoltura biologica e sulla loro, o meno, salubrità, ho contattato Andrea Ferrante, presidente A.I.A.B. (Associazione italiana per l’Agricoltura biologica) 39 anni, siciliano, agronomo, che ci chiarisce un po’ di luoghi comuni che girano sull’agricoltura biologica. L’intervista è avvenuta due giorni fa al telefono (impossibile seguirlo nei suoi spostamenti) e a bruciapelo gli ho posto la domanda sulle aflatossine.
D.: Presidente, alcuni lettori sostengono che le aflatossine sono presenti nei prodotti Bio e non nei prodotti OGM. E vero?
R.: Questo è un argomento che viene tirato fuori ciclicamente. Secondo gli scienziati del Sagri, il mais Bt è più sicuro per la salute, perché contiene un bacillo che allontana la piralide, un insetto che stimola la produzione di tossine nella pianta. Il punto è che le aflatossine le troviamo indipendentemente dal metodo di produzione, dal fatto che sia un seme OGM, a causa del cattivo stato di conservazione del mais o per un errato sistema di raccolta. Ricordo che le principali aflatossine che si trovano nei cereali, sono del genere fusarium, che trova la condizione ottimale di sviluppo in presenza di azoto nitrico e replicazione della stessa coltura sul terreno. L’agricoltura biologica come principio obbligatorio, usa azoto organico e pratica la rotazione delle colture. Il problema si pone invece, seriamente, nella filiera di conservazione e trasformazione.
D.:Gira voce che il vino prodotto biologicamente serva a tagliare quello prodotto in maniera tradizionale e con qualche problema di pesticidi…
R.: Se così fosse si tratterebbe di frode in commercio e andrebbe denunciata. E’ da tener presente che se i Nas svolgono in un anno 11mila controlli, noi ne effettuiamo 60mila. Purtroppo il regolamento comunitario in materia di agricoltura biologica è in vigore da 19 anni e ancora non si è percepito che il livello di controllo e sicurezza per i prodotti biologici è molto severo. I produttori biologici, in termini di occupazione, sono più forti di Telecom e Fiat messi assieme e muovono un volume di affari pari a 2miliardi di euro annui. Se non sono certezze queste.
Continua a leggere: Il biologico è per tutti. Intervista a Andrea Ferrante Presidente A.I.A.B.
Donne e assorbenti. Ci dobbiamo avere a che fare per tutta la nostra vita. Ne parlava qualche post fa Silvia con la proposta della Mooncup.
Invece, ho scoperto che esiste una gamma completa di assorbenti, proteggislip e assorbenti interni, che 20 lettrici di Ecoblog potranno ricevere gratuitamente a casa, completamente “Made in Italy”, ipoallergenici, privi di sostanze chimiche superassorbenti e di profumi, biodegradabili (materiali di imballaggio inclusi!) e certificati bio al 100%, e dunque compostabili.
Ma che purtroppo non sono ancora distribuiti in Italia per scarsa richiesta del mercato! Organyc sta riscuotendo un grande successo in Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, soprattutto, cioè, in quei paesi dove il consumo di prodotti biologici è maggiore. Ho contattato l’azienda e ho chiesto i motivi di questo scarso interesse per il mercato nazionale.
Donne bombardate dalle pubblicità di assorbenti leggeri, notte, ripiegabili, con le ali (anche vive!), profumati, invisibili e chi più ne ha più ne metta…c’è una novità per voi: Mooncup, la soluzione che dichiara guerra all’usa e getta. Si tratta di una coppetta in silicone riutilizzabile per la raccolta del flusso mestruale. E’ l’iniziativa lanciata Comune di Maserada sul Piave (in provincia di Treviso) per le sue cittadine. E non solo.
Storco il naso alla notizia, ma sono curiosa di sapere come funziona. Intanto leggo una stima che mi fa pensare: una donna nella sua vita consuma circa 11.400 assorbenti! Un bel po’ considerando che ognuno ci mette 500 anni a smaltirsi. In pratica Mooncup è un imbuto di silicone da svuotare più volte al giorno e che può essere lavato e riutilizzato.
Sembra poi che i vantaggi di utilizzare queste coppette non siano pochi. Interessante a questo proposito l’intervista alla dottoressa Evelina Bertolissi, esperta in medicina naturale (che vi segnalo a questo link). Secondo l’esperta alcuni dei fastidi che una donna può avere durante il ciclo (come pruriti o arrossamenti) derivano dalla presenza di sostanze chimiche negli assorbenti: ad esempio le diossine che si sviluppano a seguito di trattamenti della cellulosa del prodotto.
Via | Comune di Maserada
Foto | AehoHikaruki
Il Forum Cittadino delle Donne di Pesaro propone un ciclo di incontri al femminile per sapere cosa concretamente si può fare per rendere più sostenibile la gestione della casa. Il ciclo e’ nato dalla collaborazione tra l’ Assessorato Ambiente ed Energia e quello alle Pari Opportunità nell’ambito dell’Agenda 21 Locale.
Gli argomenti trattati spaziano da come ottenere i contributi statali per passare a sistemi di riscaldamento a maggiore efficienza (tenuti dal personale dell’Agenzia delle Entrate), fino alla spiegazione del significato e del valore dei differenti marchi ecologici. Interessanti gli appuntamenti sulle funzioni di filtro del verde e sulla sicurezza alimentare.
Uno degli incontri su riciclo e riuso ospiterà anche un intervento di ZeroRelativo, il sito per barattare on line oggetti usati di cui avevamo parlato un anno fa.
Esiste anche una news letter “donne per l’ambiente” dedicata alle donne, lanciata per “creare una rete al femminile capace di innescare un processo virtuoso contro il deterioramento e la distruzione progressiva della vita e dei ritmi del pianeta e della nostra città.”
Via | Pesaro Ambiente