
Un uomo è stato arrestato, aveva ogni sorta di cucciolo stipato nel suo bagaglio nel tentativo di portare i cuccioli oltre frontiera, più precisamente a Dubai. Il trentaseienne è stato arrestato all’aeroporto internazionale di Bangkok mentre aspettava di fare il check in per il suo volo.
Il suo bagaglio conteneva due piccoli leopardi, due cuccioli di pantera, due cuccioli di orso e due piccoli di scimmia. Steven Galster, direttore di FREELAND ha dichiarato di essere molto soddisfatto dell’operazione e di non aver mai visto un simile zoo in un bagaglio.
Via | Treehugger
Foto | Flickr
Vi parlavo qualche mese fa dell’urbanizzazione di Dubai. Il fenomeno è esteso tanto che ha destato l’interesse della NASA che lo sta seguendo con il satellite Terra, dal 2002 e il risultato di questo interesse è una sequenza fotografica abbastanza inquetante. Infatti nel giro di sette anni la città di Dubai è triplicata per estensione e urbanizzazione, il che potrebbe mettere in serio pericolo l’equilibrio dell’ambiente su cui sorge: il deserto.
Nelle immagini il deserto appare di colore marrone, la vegetazione è in rosso, l’acqua blu scuro e gli edifici e le superfici pavimentate appaiono di colore blu o grigio. Con il passare degli anni, l’urbanizzazione si diffonde e l’immagine finale mostra l’area quasi interamente occupata da strade, edifici e terreni irrigati. Qui il resto della galleria.

Si può ammazzare un ecosistema? Si può ammazzare il deserto? Non lo so, ma di certo la Disneyland per adulti messa su a Dubai rischia di diventare un killer micidiale per l’ambiente. Leggo di questo in un un articolo The dark side of Dubai a firma di Johann Hari su The Independent, che davvero getta una luce spettrale sulla città che oggi rappresenta il massimo dei consumi del Pianeta.
Dubai è nel deserto e non ha acqua, ma ne consuma in maniera spopositata. L’acqua a Dubai costa più del petrolio che si estrae. L’acqua a Dubai viene presa dal mare, desalinizzata con un enorme uso di energia e di emissioni di C02 e viene usata non solo per bere, ma per innaffiare il deserto, per alimentare uno dei campi da golf più grandi al mondo, il Tiger Woods Gold Course che ha bisogno di circa 16milioni di litri di acqua al giorno.
Spiega Mohammed Rouf Direttore ambientale del Gulf Research Center:
Questo è il deserto e stiamo cercando di sfidare il suo ambiente. Non è molto saggio: se si sfida il deserto si perde. Se la recessione si trasforma in depressione a Dubai potrebbe esaurirsi l’acqua. Al momento, abbiamo riserve finanziarie che coprono le spese per portare l’acqua dal mare al deserto. Ma dovessimo avere minori ricavi - se, ad esempio, il mondo passerà ad una fonte di energia diversa da quella del petrolio … - e scuote la testa- ci saranno grandi problemi. L’acqua è la principale fonte di vita. Sarebbe una catastrofe. Dubai ha riserve di acqua per una settimana, non c’è quasi nessun deposito. Non sappiamo che cosa succederà se le nostre forniture vacilleranno. Sarebbe difficile sopravvivere.
Di progetti inutili e ambientalmente insostenibili ne abbiamo commentato tanti, questo che arriva da Dubai potrebbe però battere tutti. Infatti nascerà, proprio nella città degli Emirati Arabi, la prima spiaggia fredda del mondo su cui sarà possibile camminarci senza scottarsi la pianta dei piedi.
La spiaggia avrà un impianto di refrigerazione che sarà sistemato sotto la sabbia accompagnato da una serie di ventilatori giganti il cui ruolo sarà quello di rinfrescare le torride temperature del luogo. Il tutto sarà controllato da un termostato centralizzato collegato ad un sistema informatico che si occuperà di regolare la temperatura per soddisfare i capricci dei turisti più facoltosi.
A usufruire di questa “meraviglia tecnologica” saranno ovviamente i ricchi frequentatori dell’hotel adiacente alla spiaggia che potranno trascorrere le loro vacanze in un ambiente decisamente più confortevole rispetto all’abituale. Oltre al costo dell’operazione, che si preannuncia comunque alto, il progetto si dimostra ovviamente insostenibile da un punto di vista ambientale tanto che gli ambientalisti lo hanno criticato aspramente.
La notizia, data qualche mese fa, della costruzione a Dubai di un grattacielo eolico, non solo autosufficiente energeticamente, ma anche in grado di produrre energia per alimentare gli edifici circostanti, suscitò molte perplessità nei lettori.
Qualcuno credette si trattasse di una bufala. Qualcun’altro sospettò che il progetto sarebbe rimasto solo sulla carta. Le torri eoliche nel frattempo saranno costruite anche a New York e Mosca. L’energia sarà ricavata non solo dai pannelli fotovoltaici, ma dalle pale eoliche inserite nelle intercapedini tra un piano e l’altro dell’edificio.
Il progetto, dunque, prosegue e il grattacielo sarà costruito così come previsto. Nel frattempo Confapi riconosce a David Fisher l’architetto italiano (di origine israeliane) che lo ha progettato il Premio Innovazione dell’anno: i moduli degli appartamenti saranno costruiti ad Altamura, in Puglia.
Bosh, invece, ha disegnato delle turbine speciali per far ruotare i moduli, mentre per portare fino all’ultimo piano l’acqua, sono stati studiati degli speciali tubi flessibili in acciaio che assecondano le rotazioni della torre.
Via | Comunicato stampa
Questi sceicchi vogliono sempre stare un passo avanti a tutti e il bello è che spesso ci riescono. E’ notizia di questi giorni, apparsa sul Khaleej Times, che a Dubai verrà costruito il più grande impianto per la produzione di pannelli fotovoltaici del Medio Oriente.
Questa fabbrica è frutto di un accordo fra Dubai Techno Park e Solar Technologies FZE, che investirà 14 milioni di dollari nella costruzione che inizierà a novembre e finirà nel 2010. Il target di Solar Technologies saranno le municipalità, le compagnie energetiche e di telecomunicazioni in Oman, Qatar, Kuwait e Bahrain.
Ora, potrei stare qui a snocciolarvi le magnifiche sorti decantate dal CEO di Solar Technologies o da quello di Dubai Techno Park ma quando leggo di produttori di petrolio che da un lato continuano a mantenere segreta l’entità dei loro giacimenti e dall’altro fanno investimenti milionari in tecnologie rinnovabili, mi sento come un topo che guarda il gatto che si lecca la zampa prima dello scatto felino che gli sarà fatale.
Continua a leggere: A Dubai la più grande fabbrica di pannelli solari del Medio Oriente

Ci arriva direttamente da Dubai la segnalazione letta su 7Days della petizione su Facebook per liberare una femmina di squalo balena. L’animale è stato infatti pescato e comprato come attrazione per il resort hotel Atlantis Aquarium di Dubai.
Donna Ralph, insegnante 45enne, ha creato il gruppo su Facebook senza immaginare che la vicenda potesse suscitare così grande interesse. Nel momento in cui scriviamo, infatti, si contano più di 9000 iscritti a questo gruppo. La Ralph è preoccupata per l’animale: se ora è lunga 4 metri, nell’età matura dovrebbe raggiungere i 15.
Lo squalo balena, sempre secondo Donna Ralph, viene utilizzato unicamente come attrattiva turistica, e non è poi così lontana l’ipotesi che il resort decida di affiancare un secondo esemplare.
Continua a leggere: Petizione a Dubai per liberare lo squalo balena
Mentre in Italia e nel resto di Europa ieri si festeggiava il windday la giornata eolica, a Dubai si metteva nero su bianco la costruzione, che partirà il prossimo mese, di una torre alimentata ad energia eolica, progettata dall’architetto italo-israeliano David Fisher che terrà la conferenza stampa di presentazione a New York il 24 giugno prossimo.
Dynamic Architecture Tower è un edificio in grado di cambiare costantemente la sua forma generando energia per se e per gli altri. Alla base di questa magnifica soluzione tecnica ci sono 48 turbine eoliche alloggiate tra i piani di rotazione e pannelli solari posizionati sul tetto dell’edificio. Il totale dell’energia prodotta ogni anno sarà pari ad un valore di circa sette milioni di dollari. Ogni turbina, infatti, è in grado di produrre 0,3 megawatt di energia elettrica (una normale turbina verticale -mulino a vento- ne produce 1-1.5 megawatt). Considerando che se a Dubai ci sono in media 4000 ore l’anno di vento, le turbine integrate sono in grado di generare 1200000 chilowattora di energia.
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