The Story of Food è un cortometraggio che riassume creativamente la situazione del sistema alimentare del mondo, fornendo risposte a semplicissime domande sul cibo: da dove viene quello che mangiamo? Come viene trattato quello che mangiamo? Di cosa è fatto il cibo che finisce nei nostri piatti?
Di Chris Mullington, The Story of Food evidenzia anomalie e malfunzionamenti del nostro sistema alimentare, parla del rapporto tra l’uomo e la terra, della condizione dell’agricoltura, del lavoro sporco delle industrie di pesticidi, della perdita di quasi il 75% di varietà diverse di frutta e ortaggi. Il tutto in 6 minuti, grazie a didascalie semplici ed illustrazioni vivaci.
Quello che avete appena visto è il trailer di Chandi’s Fortress, un film a budget zero girato su videocassette riciclate, con una telecamera a mano. Il film, che parla della lotta per la difesa dell’area naturale di Chandigarh, in India, è stato selezionato per il Green Lifestyle Film Festival a Los Angeles.
Chandi’s Fortress, di Gaurav Chabra, racconta la storia della difesa del patrimonio naturale di Chandi da parte degli abitanti, contro l’insensibilità dell’amministrazione, pronta a distruggere il territorio e a sacrificarne la bellezza ed il valore in nome della civilizzazione e dello sviluppo. Potete vedere il secondo video promozionale del film qui, ed augurare buona fortuna a Chandi’s Fortress e ai suoi guerrieri, che hanno già vinto la loro prima battaglia.
The edge of the sea è un documentario presentato all’ultima edizione dell’Ocean Film Festival di San Francisco, come Isla Holbox, di cui vi ho parlato la settimana scorsa. The edge of the sea documenta le vicende di un gruppo di pescatori di Porto Rico, impegnati a difendere le proprie spiagge ed il proprio diritto al lavoro dalla privatizzazione delle aree pubbliche e dallo sviluppo turistico costiero.
Il documentario narra la storia di quasi 8 anni di lotte attraverso gli occhi e la vita di Pauco, un pescatore della zona, impegnato a tutelare il proprio territorio contro un imprenditore locale. Alla fine della vicenda è arrivata anche la sentenza del tribunale, in difesa delle coste e delle spiagge, creando un precedente nell’ambito della tutela del paesaggio costiero contro i progetti di sviluppo turistico.

Si è da poco conclusa a San Francisco la settima edizione dell’Ocean Film Festival, la rassegna che celebra la bellezza ed i misteri della vita degli Oceani, per sensibilizzare riguardo all’importanza di proteggere e conservare gli ecosistemi marini.
Al Festival è stato presentato Isla Holbox, la storia di una piccola isola dello Yucatàn che da giugno a settembre ospita un inusuale numero di squali balena giganti. Isla Holbox racconta come la presenza degli squali sia la più grande risorsa per la gente dell’isola, ma anche di come si teme che il sovrasviluppo incida negativamente, sia per gli squali che per i 1600 abitanti di Holbox.
Gli squali arrivano a centinaia da circa 6 anni, ma con loro arrivano anche migliaia di turisti: l’isola di Holbox, con le sue acque ricche di plancton, è davvero un paradiso per gli squali balena o l’ecoturismo finirà per distruggerne l’habitat naturale e mettere a rischio la specie?
Holbox, che potete vedere qui sulla pagina di Kip Evans, produttore e direttore della fotografia, racconta la storia dell’Isola di Holbox, passata dall’essere una comunità di pescatori ad una meta di ecoturismo tra le prime al mondo grazie agli squali balena, con tutti i problemi che questo comporta per chi davvero ci tiene agli squali.
via | sfoceanfilm
Molti di voi, appassionati di documentari e film sull’ambiente, avranno visto The End of Suburbia, un documentario che racconta della fine del sogno americano, ponendo interrogativi e prospettando scenari sull’evoluzione del mondo dopo la fine del petrolio. A questa pellicola segue Escape from Suburbia - Beyond the American Dream, secondo episodio della trilogia di Gregory Greene.
Escape of Suburbia parla di crisi energetica, di giardini comuni, di soluzioni individuali nella stessa ottica di collasso della società americana, Suburbia, così come la pellicola precedente. Come nella campagna tcktckctck anche a Suburbia il tempo corre veloce, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse hanno già attaccato la vita quotidiana di molti. E se fossimo già nella Peak Oil zone, così come detto dal Guardian, voi cosa fareste? C’è chi risponde a domande come questa in Escape of Suburbia, da vedere al più presto o da regalare a Natale.

Vi ricordate del Festival di Cinema EcoVision, quello che si tiene ogni anno da Palermo a Fortaleza, in Brasile? L’edizione del 2009 del festival internazionale dedicato a cinema e ambiente è stato vinto da Colours at the end of the world, il documentario che ha denunciato la storia della Comunità di Santa Rosa espropriata dei propri terreni da Benetton, di cui abbiamo parlato anche noi su Ecoblog.
Chi sarà il vincitore per l’edizione del 2009? Il bando per iscriversi a EcoVision 2010 è stato pubblicato sul sito di EcoVision: se sei un regista, un aspirante videomaker o un produttore a cui sta a cuore l’ambiente, leggi attentamente il regolamento e compila il form di iscrizione, il vincitore di EcoVision 2010 potresti essere tu. Il termine ultimo per la presentazione delle opere è il 5 marzo.
Durante la dodicesima edizione di Cinemambiente sono stati premiati i film che hanno trattato parallelamente i temi della crisi economica e della crisi ambientale, come aspetti e conseguenze dell’azione dell’uomo. Tra questi, accanto a The Age of Stupid ha richiamato l’attenzione di pubblico e critica Owning the Weather. Nel film l’uomo è una tra le forze della Natura, o meglio, la forza della Natura, perchè riesce a comandarla e a governarla.
Owning the weather mette in scena la possibilità che l’uomo possa gestire e programmare i fenomeni atmosferici, avendo la presunzione di potersi sostituire alla natura. Come se non bastasse tutto quello che l’azione dell’uomo ha causato all’ambiente e alla salute del Pianeta, in un futuro prossimo mancano soltanto i burattinai che controllano il clima, ma forse è tempo di “cominciare a pensare all’impensabile”.
Ieri, in occasione dell’incontro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato presentato in anteprima sugli schermi internazionali The Age of Stupid, proiettato in Italia a Roma al cinema Aquila, in contemporanea ad altri 40 paesi per la prima première mondiale.
Il film, di Franny Armstrong, girato in 6 anni con una produzione indipendente e tra mille difficoltà economiche, sostenuto anche da Greenpeace e dal WWF, vuole diffondere un messaggio chiaro e preciso sulle tematiche ambientali, in vista dell’incontro di Copenaghen a dicembre, in cui si dovrà aggiornare il protocollo di Kyoto.
Il film racconta la storia di un uomo solo in un mondo devastato in un futuro non troppo lontano dal nostro: siamo nel 2055 e la domanda che il protagonista si pone, e pone a noi che lo guardiamo con una trentina d’anni d’anticipo è “Perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”
Inaugurato ieri, l’Ecologico Film Festival di Nardò (Le) è giunto alla sua seconda edizione, con un notevole successo di partecipanti e pubblico. L’edizione di quest’anno è dedicata a Cesare Zavattini, maestro del Neorealismo che rappresentava una città attraverso i frammenti di quotidiano.
Il Festival, che vede in gara documentari, mediometraggi e corti provenienti da tutto il mondo, sarà in corso fino al 20 settembre presso il Chiostro dei Carmelitani.
Durante la manifestazione cinematografica si svolge anche, in diverse location del centro storico, una mostra dedicata alle architetture sostenibili, “Urban Intersection - La architetture sottili”, a cura di Paolo Marzano, che vede esposte opere a tema ambientale da parte di diversi artisti.
Se vi trovate in Salento per motivi di lavoro o per turismo, pensate all’Ecologico Film Festival di Nardò, un’occasione da non perdere per godersi una serata di cultura, arte e cinema all’insegna dell’ecologia.
Earthlings è un documentario sugli animali, e su tutte le torture e i maltrattamenti che gli animali subiscono da parte dell’uomo. Earthlings è un film crudo, duro, ma realista: mostra realmente quale e quanta sia la crudeltà dell’uomo nei confronti dell’animale, una crudeltà inutile e senza fine.
In giro già da un po’ di tempo, la pellicola è stata da poco selezionata al Blue Planet Film Festival di Los Angeles. Se non vi è ancora capitato di vederlo, potete richiederne una copia della nuova edizione sul sito di Earthlings; se lo avete già visto diteci cosa ve ne è parso.