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Nucleare: in Francia persino Le Figaro lamenta i ritardi di Flamanville

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: in Francia persino Le Figaro lamenta i ritardi di Flamanville

Se lo dice pure la stampa di centro-destra, allora i conti non tornano: Le Figaro, più o meno il Corriere della Sera francese, è parecchio innervosito dai ritardi del cantiere della centrale nucleare di Flamanville. Critiche te le aspetti da qualche movimento e comitato antinuclearista, come l’odiato Crilan, ma non certo dal fidato Figaro…

Eppure il più antico e filogovernativo giornale francese ha speso tempo e spazio in pagina per fare un resoconto dei ritardi del dream ticket nucleare Areva-Edf nella costruzione dei due Epr attualmente in cantiere: Olkiluoto, in Finlandia, e Flamanville in Francia. Scrive Le Figaro:

L’EPR, il fiore all’occhiello della tecnologia nucleare francese, oggi affronta un’ondata senza precedenti di domande. Dopo la gara non vinta ad Abu Dhabi e in previsione della relazione Roussely dedicata alla articolazione dell’industria francese , design, prezzo e capacità di esportazione di questo impianto cristallizzano dibattiti . Al punto che, per alcuni osservatori, l’EPR sarebbe già stato colpito dalla “sindrome del Concorde”: una macchina certamente performante, ma particolarmente difficile da assemblare, costosa e non commerciabile. I ripetuti ritardi di Areva nel sito di Olkiluoto hanno ampiamente sostenuto questo sospetto. Ma, dopo la Finlandia, anche l’EPR di Flamanville, costruito da EDF, mantiene anche la possibilità di “incidente industriale”

Secondo il blog Inchiesta Nucleare, inoltre, nell’edizione cartacea di Le Figaro si farebbe persino accenno a Atmea 1, progetto alternativo all’Epr derivante da una collaborazione tra Areva e Mistubishi.

Via | Inchiesta Nucleare, Le Figaro
Foto | Flickr

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Nucleare: nuove rogne per l'Epr di Flamanville

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: nuove rogne per l'Epr di FlamanvilleIl Comitato di riflessione, informazione e lotta al nucleare (Crilan) avanza seri dubbi sulla sicurezza della centrale nucleare francese di Flamanville. Secondo l’associazione, infatti, la lega M5 di rivestimento delle barre di combustibile nucleare non sarebbe sufficientemente sicura.

Ciò ha portato Crilan, il 10 luglio, a inviare una richiesta all’Autorità di sicurezza nucleare francese per la revoca dell’autorizzazione al reattore EPR di Flamanville.

La stessa associazione, nel marzo di quest’anno, insieme ad altre associazioni e alla rete Sortir du nucleaire aveva affermato di essere in possesso di documenti interni ad Edf dai quali si evince che l’Epr in costruzione a Flamanville presenterebbe un “rischio di incidente maggiore” rispetto al reattore esploso a Cernobyl.

Il Primo Ministro francese Francois Fillon aveva risposto che l’Epr è il reattore più sicuro al mondo nella sua categoria.

Via |
Brest Ouvert
Foto | Flickr

Rinnovabili e nucleare sono in competizione?

pubblicato da Peppe Croce

Secondo l'Ad di Enel Fulvio Conti il nucleare e le rinnovabili non si escludono a vicenda

Non tutti sono convinti che sviluppare le rinnovabili e tornare al nucleare siano due direzioni opposte e in conflitto tra loro. C’è, infatti, chi crede proprio l’opposto e ritiene che entrambe le tecnologie siano indispensabili per la sicurezza energetica del paese e la tutela dell’ambiente. La pensa proprio così, ad esempio, l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti che ha affermato:

Nucleare e rinnovabili sono compatibili. Tutti i paesi intelligenti usano il nucleare, noi ancora lo importiamo. Se lo importiamo, perche’ non farlo direttamente noi? Mi sembra dunque naturale pensare che sia corretto usare anche il nucleare per la generazione di elettricita’. Una fonte non esclude l’altra, tutte sono necessarie

E’ quasi superfluo ricordare che Enel ha enormi interessi economici tanto nelle rinnovabili, già oggi tramite Enel Green Power, che nel nucleare, in futuro tramite l’accordo con Edf. La pensa nello stesso modo anche la Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia che fa capo all’Ocse, cioè l’organizzazione tra i paesi più industrializzati per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il direttore esecutivo dell’Aie, Nobuo Tanaka, presentando il Rapporto 2009 sulla politica energetica italiana, ha lodato sia gli sforzi dell’Italia nello sviluppo delle fonti rinnovabili sia l’inizio di una nuova stagione nucleare. Tanaka ha affermato che la nuova stagione nucleare italiana:

consentirà di diversificare il mix energetico, di ridurre la dipendenza dall’importazione di combustibili fossili, e di limitare, almeno su un orizzonte temporale di lungo termine, i livelli di emissione di CO2.

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Francia: Total, dalla raffineria al rigassificatore per mantenere i posti di lavoro

pubblicato da Peppe Croce

Total si appresta a riconvertire la raffineria di Dunkerque in un rigassificatore

La multinazionale francese dell’energia Total è pronta a riconvertire la raffineria di Dunkerque in un rigassificatore. Preso atto della pesante crisi del comparto della raffinazione, che in tutto il mondo è un business che rende sempre meno, Total ha in programma di sostituire l’attuale raffineria, ferma dal settembre 2009, con un ben più redditizio rigassificatore. Ma non solo: a Dunkerque dovrebbe nascere anche un centro di supporto tecnico e di training per tutto il settore. Il progetto non è ancora definitivo, ma è già nelle intenzioni ufficiali dell’azienda che ha espressamente affermato che la riconversione è l’unico mezzo per mantenere l’occupazione a Dunkerque e non disperdere le conoscenze dei suoi lavoratori. Il rigassificatore verrà realizzato insieme all’altra multinazionale francese dell’energia, Edf ma non è ancora chiaro se sarà totalmente sostitutivo delle attività di raffinazione o aggiuntivo.

Se il rigassificatore si dovesse aggiungere alla raffineria, il precedente sarebbe ghiotto per i fan di queste infrastrutture energetiche anche in Italia: i progetti di rigassificatore attualmente in discussione nel nostro paese, infatti, spesso prevedono come sede le aree industriali petrolchimiche. Zone che, secondo i numerosi e agguerriti comitati locali, sono troppo pericolose per ospitare anche un rigassificatore a causa del cosiddetto “effetto domino”: se in un impianto del polo petrolchimico si innesca un incendio (cosa tutt’altro che rara) il fuoco potrebbe espandersi anche all’area che ospita il rigassificatore. Con un grande botto finale. L’esempio più concreto di questo rischio e delle conseguenti critiche da parte dei residenti è quello di Priolo, in provincia di Siracusa, dove la Ionio Gas (joint venture 50-50 tra Erg e Shell) vorrebbe costruire un rigassificatore.

Forse, allora, non è casuale che Erg e Total si siano appena fuse per creare TotalErg, altra joint venture che da vita ad un gigante italo-francese della raffinazione e della distribuzione di carburante. L’accordo, però, al momento non include le attività di Erg in Sicilia.

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La Francia costruirà una seconda e forse una terza centrale nucleare EPR

pubblicato da Roberto Bosio

La Francia - qui l’atomo fornisce l’80% dell’elettricità - è sempre in prima fila sul nucleare. A Flamanville sta costruendo la prima centrale francese di terza generazione. Rappresenta il più grande cantiere del paese: 2.000 persone, 3,3 miliardi di euro di budget, 400.000 metri cubi di cemento e 50.000 tonnellate di armature metalliche - l’equivalente di 7 tour Eiffel. Tutto per costruire un reattore di 1.650 megawatt - mentre le attuali centrali non superano i 900 -, una potenza che equivalente al fabbisogno elettrico di una città di 1,5 milioni di abitanti.

L’inaugurazione di questo monumento alla tecnologia è previsto per il 2012, anche se il cantiere è stato fermato più volte per rimediare a diversi vizi costruttivi, come cemento di bassa qualità, fessure nel calcestruzzo, assenza o difetti dell’armatura, presenza di personale non qualificato e addirittura modifiche non autorizzate al progetto in corso. Difficoltà simili si sono verificate anche in Finlandia, dove lo stesso tandem di imprese - Bouygues ed Areva - sta costruendo un altro reattore di terza generazione. In questo caso, il cantiere ha tre anni di ritardo, con un conseguente aumento dei costi dell’ordine di 2 miliardi di euro.

Questi problemi non sembrano però fermare la corsa nucleare francese. Secondo diverse fonti, Sarkozy starebbe per annunciare la costruzione in Francia di un secondo, se non anche di un terzo reattore nucleare EPR. Per Greenpeace, dietro la scelta ci sarebbero solo gli interessi della grande industria e non dei cittadini francesi.

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Come sono stati fatti i controlli nelle installazioni nucleari francesi?

pubblicato da Roberto Bosio

Con discrezione, il 16 dicembre scorso, l’Autorità di sicurezza nucleare (ASN), il gendarme francese dell’atomo, ha rifiutato di rinnovare l’accordo con i laboratori che si occupano dei controlli di diciannove centrali nucleari - così come dell’impianto in via di smantellamento a Creys-Malville, nell’Isère.

Questi laboratori sono incaricati di effettuare ogni giorno una serie di misurazioni sulla radioattività, in un perimetro da 1 a 5 chilometri, attorno ad ogni sito atomico. Rappresentano il punto di partenza per la redazioni di bilanci radioecologici sul suolo, l’erba, i vegetali, il latte, certe derrate agricole, i corsi d’acqua, le acque sotterranee e fluviali, la flora e la fauna acquatica. Un compito di un’importanza fondamentale.

Quali sono le ragioni di questa scelta? L’ASN ha parlato di errori nel metodo, “il non rispetto di regole di protocollo, che ha generato risultati sbagliati” e di “misure incompatibili con la qualità richiesta per assicurare la sorveglianza della radioattività dell’ambiente intorno ai siti nucleari”. In altre parole, le misure dell’EDF - l’equivalente della nostra ENEL - non sono abbastanza precise, e i metodi di misurazione della radioattività hanno mostrato diversi difetti, riguardanti il livello di trizio nell’aria e nell’acqua così come l’irraggiamento beta nell’acqua e nella polvere.

Non c’è nulla da stupirsi se pensiamo che il gestore degli impianti nucleari - l’EDF appunto - era anche l’ente che si doveva occupare dei controlli, ovvero si trovava nella doppia vesta di controllato e controllore. Questa notizia ha scatenato le reazioni delle organizzazioni che si oppongono al nucleare: parlano di emissioni “superiori del 40-50% a ciò che è autorizzato”, o di “un inganno messo in piedi dall’EDF”.

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Una lista di incidenti nelle centrali nucleari francesi negli ultimi mesi

pubblicato da Roberto Bosio

foto torri centrali nucleariQuando si parla della Francia e del nucleare si parla sempre dei bassi costi di produzione. Mai o quasi degli incidenti che regolarmente si verificano. Cerchiamo, almeno in parte di colmare questa lacuna, elencandovi gli incidenti principali degli ultimi mesi. Perché il nucleare non è pulito né sicuro:

7 luglio 2008: fuoriuscita di circa 30 metri cubi di una soluzione contenente uranio nel sito nucleare di Tricastin. Una parte finisce nei fiume Gaffière e Auzon e nei pozzi d’acqua potabile. Ovviamente viene vietato il consumo di acqua e pesce - oltre al divieto di balneazione e di svolgere sport in acqua.

18 luglio 2008: rottura di una canalizzazione che genera una fuoriuscita di acque contaminate in un impianto a Romans-sur-Isere.

23 Luglio 2008: vengono contaminati cento operai per una perdita di una tubatura del reattore 4 della centrale di Tricastin. E’ il terzo incidente nucleare nella zona in una quindicina di giorni. gli operai sono stati irradiati dal cobalto 58.

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Regno Unito, Toyota e EDF iniziano i collaudi delle nuove plug-in

pubblicato da Marina

Parte nel Regno Unito il collaudo di EDF (Électricité De France) e Toyota della nuova rete di distribuzione di energia elettrica per le Toyota Prius Plug-in viste come il passo avanti rispetto alle Prius benzina-elettrico.

In pratica saranno sperimentati i “juice points” cioé i punti di rifornimento elettrici, attualmente circa 40, lungo le strade cittadine per capire quanta autonomia hanno di fatto queste auto.

A partecipare alla sperimentazione una cinquantina di dipendenti EDF che useranno le auto come parte integrante della flotta aziendale. I test dureranno 12 mesi.

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Salvare l'ambiente con le azioni quotidiane

pubblicato da pentolaccia

EDF risparmio e tutela dell'ambiente

Prima ancora di parlare di nuove fonti di energia sostenibile bisogna che noi utenti si impari ad essere meno “scialacquoni”. L’educazione al risparmio è una vera novità nel campo della comunicazione ecologista, soprattutto quando a farla sono le grandi compagnie che producono e distribuiscono l’elettricità. Questa campagna, creata da EDF, con le bellissime fotografie realizzate da Jean-Yves Lemoigne è a tal proposito un esempio veramente calzante.

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Un pinguino per spegnere le centrali nucleari

pubblicato da eugenio


Se non lo fate voi, chi credete che spegnerà il vostro pc? Ah, sì certo, i pinguini. Simpatico ecomarketing targato Edf per il risparmio energetico. Encomiabile da parte loro, comunque per chi non lo sapesse, ricordo che il gigante francese Edf nel tempo libero gestisce uno dei parchi di centrali nucleari più grandi del mondo. Magari passasse un pinguino a spegnere pure quelle…

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