Ogni mattina milioni di uomini nel mondo si fanno la barba, molti dei quali con rasoi usa e getta fatti di plastica ed acciaio, che finiscono in discarica. Esistono dei modi per farsi la barba in maniera più ecologica? Se esistono dei consigli per far l’amore in maniera ecosostenibile, di certo ci saranno degli accorgimenti per limitare l’impatto del farsi la barba.
Al posto delle lamette usa e getta è preferibile il rasoio elettrico, e al posto di quest’ultimo è ideale il rasoio che si carica ad energia solare. I più esperti, poi, potranno ridurre il proprio impatto con il rasoio da barbiere per una rasatura manuale, perché l’antico arnese - sempre che lo si sappia usare - è riutilizzabile all’infinito, ed è quindi il rasoio più ecologico di tutti.
Al posto della schiuma da barba si può usare l’olio di oliva, così come consigliano i cugini di Benessereblog: basta passare un po’ d’olio sul viso prima di radersi. L’olio idrata la pelle, lubrifica e protegge la lametta dalla ruggine.
L’acqua: mentre ci si fa la barba, molti lasciano scorrere l’acqua dal rubinetto, con uno spreco enorme. La prima buona pratica sa seguire per una barba più verde è quella di chiudere il rubinetto, o meglio di tappare il lavandino e di riusare l’acqua. Avete altri consigli per una rasatura eco friendly? Non esitate a condividerli con noi!
via | greenme
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Soltanto ieri parlavamo del fatto che l’Italia, per quel che riguarda la potenza fotovoltaica installata, sia riuscita nell’impresa di raggiungere il secondo posto in Europa. A capeggiare il gruppo del vecchio continente vi è la Germania, Stato leader incontrastato per quel che riguarda l’energia prodotta da tecnologia fotovoltaica. Appena ieri sottolineavamo inoltre come, nel nostro Paese, sia forte la preoccupazione del comparto in ottica dei tagli degli incentivi previsti dal Governo.
A tal proposito mi sembra interessante segnalare come in Germania lo spauracchio dei drastici tagli si materializzerà a breve. A giorni infatti si varerà un decreto per la riduzione dei sussidi per la produzione di energia solare in modo da evitare una saturazione del mercato e quindi porre un freno alla spesa.
Il governo di Angela Merkel dovrebbe quindi approvare nei prossimi giorni un disegno di legge (di cui tempo fa Ecoblog ne riportò gli intenti) che avrà come obiettivo quello di ridurre di una quota del 15% gli incentivi garantiti dallo Stato per questo tipo di energia.
Continua a leggere: Germania: forti tagli per gli incentivi pubblici al fotovoltaico

Le Filippine sono in ginocchio a causa della siccità causata dal Niño. La carenza d’acqua ha già messo in crisi l’agricoltura e ora è a rischio la zootecnia, in particolare il settore avicolo e quello ittico. Problemi anche per le centrali idroelettriche, i cui bacini sono a secco. Elettricità, di conseguenza, razionata a poche ore al giorno. Secondo l’agenzia Asia News
la siccità si protrarrà fino a luglio a luglio inoltrato e i continui black-out rischiano di compromettere le elezioni previste per il 10 maggio. A tutt’oggi i danni ammontano a oltre 60milioni di euro solo per il settore agricolo, con oltre il 40% delle coltivazioni ormai compromesso. Per continuare la produzione le industrie del settore alimentare sono state costrette ad acquistare oltre 700mila tonnellate di prodotti agricoli, sufficienti fino al mese di giugno.
Una situazione che potrebbe facilmente degenerare nell’emergenza sanitaria: ci sono già oltre 3.000 polli morti in pochi giorni che aumenteranno inesorabilmente e, in un modo o nell’altro, dovranno essere smaltiti. Probabile, poi, che si registrino anche morie di animali più grandi facendo scarseggiare, oltre all’acqua, anche il cibo.
Ai primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.
L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.
La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.
Curioso ciò che è successo qualche giorno fa in Venezuela, Paese nel quale governa il vulcanico Hugo Chavez. Il presidente ha infatti deciso di sospendere temporaneamente i blackout elettrici (programmati dal Ministero dell’Energia per favorire il risparmio energetico), licenziando di colpo il ministro responsabile di tale iniziativa.
Io, spiega Chavez, avevo ordinato che l’elettricità venisse sospesa solo a Caracas, cosa quest’ultima totalmente disattesa. Considerando che il governo debba riconoscere i propri errori, ho chiesto al ministro responsabile Angel Rodriguez di lasciare il suo posto. Rodriguez, conclude Chavez, mi ha prontamente obbedito come un buon soldato.
Questo è quanto riferisce il presidente, anche se, a quanto sembra, la causa dell’allontanamento non sembra essere stata proprio questa. Innanzitutto è bene sapere che il piano del governo di razionalizzazione energetica era stato attivato per impedire un crollo globale delle forniture di elettricità in vista della possibile siccità dei prossimi mesi, che in teoria potrebbe abbassare ad un livello critico le acque della diga di Guri, bacino che fornisce energia a gran parte del Paese.
Continua a leggere: Venezuela: Chavez licenzia un ministro per i blackout programmati

Tra poche settimane arriverà tra gli scaffali dell’ Ikea la nuova collezione di lampade e luci per interni ed esterni, arricchita quest’anno da un particolare: tutte le lampade della gamma Solig saranno alimentate ad energia solare.
Per illuminare le notti di primavera con bulbi a led e risparmiare energia, Ikea offre la classica gamma di colori e linee di luci decorative per la propria abitazione o il giardino, arricchendo però il suo catalogo con la nuova variante ecologica. Tutte le luci delle gamma Solig sfruttano la luce del sole per ricavarne elettricità e sono provviste di Led per il risparmio energetico. I prezzi e la qualità sono quelli soliti di Ikea, e chi ci va regolarmente ora sa quali lampade scegliere per la prossima stagione.
via | inhabitat
Tutti gli appassionati di cinema, dai registi ai macchinisti, dalle prime donne ai fonici dovrebbero leggere la guida GreenFilmMaking, o almeno sognare che in Italia qualche editore ne crei una simile, se hanno a cuore l’ambiente.
Quando si gira un film, la tutela dell’ambiente non è tra le prime cose a cui si pensa, e spesso non ci si pensa proprio, ad eccezione di alcuni film e documentari verdi, girati nel rispetto dell’ambiente. Pensate a quante persone, attrezzature, spostamenti, elettricità ci vogliono per girare un film, per non parlare di un colossal o di una serie.
Qualcuno ci ha pensato davvero perchè anche per il mondo del cinema è giunta l’ora di contribuire a ridurre le emissioni e pensare all’ambiente: è così che Peter e Cheryl Clarson hanno scritto la guida verde per il Cinema Verde, destinata all’unione dei tecnici del New Mexico. La guida sarà distribuita set per set, di modo che ogni tecnico al lavoro sappia come fare per ridurre le proprie emissioni. L’editore spera anche che presto il libro possa entrare nel piano di studi delle accademie e delle scuole di Cinema del paese.
Perché è stata scelta la distribuzione sul set invece che quella online che avrebbe ridotto le emissioni? La risposta è che spesso sui set non si ha accesso alla rete per sapere come risparmiare energia usando il dolly o riciclando le scenografie, mentre così non ci saranno più scuse per un settore che spreca ed inquina ancora troppo. La guida sarebbe davvero utile anche in Italia, con la speranza che tutto il cinema diventi più verde e che non ci si debba limitare a recensire film verdi solo nel contenuto.
via | ecorazzi
Qualche giorno fa in Danimarca ha avuto inizio l’attività di Horns Rev 2, quello che è considerato il parco eolico off shore più grande del mondo. A sottolineare l’importanza dell’evento erano presenti il Principe Federico ed il Primo Ministro danese Rasmussen Lars Løkke. Il parco è di dimensioni enormi, dispone infatti di 91 aerogeneratori e, secondo alcune stime, sarebbe capace di fornire una quantità di energia elettrica pari al consumo annuale di 200.000 famiglie.
La Danimarca, da tempo impegnata nello sviluppo dei parchi eolici off shore, prevede di triplicarne la sua capacità già nei prossimi quattro anni. Attualmente nel territorio danese sono presenti sei parchi di questo tipo e già si pensa di costruirne altri tre più grandi di Horns Rev 2. Il punto di forza dell’obiettivo di diffusione di questi “parchi acquatici” è senza dubbio rappresentato dal fatto che le acque del Mar del Nord ben si prestano, in quanto poco profonde, all’installazione di questo tipo di impianti.
La società che gestisce il progetto, la Dong Energy, intende inoltre triplicare la sua capacità di produzione di energia rinnovabile entro il 2020, e già dai prossimi mesi metter mano su cinque nuovi progetti di costruzione di parchi eolici nel Paese.
Continua a leggere: Inaugurato in Danimarca il più grande parco eolico marino del mondo

Comincia da oggi in tutta Europa la morte delle lampadine a incandescenza, avviata per mano del Parlamento Europeo, che le ha dichiarate fuorilegge e le mette al bando, per sostituirle con quelle ad alta efficienza energetica. L’Italia, è bene ricordarlo, qualche mese fa ha rinnegato questa risoluzione con la Legge 1195 che di fatto prolunga la vendita di lampadine a incandescenza pari o superiori a 100 watt e di frigoriferi anche di classe C.
La sostituzione delle lampadine per uso domestico a livello mondiale con lampadine a Led o a risparmio energetico porterà un risparmio di 46 miliardi di euro in elettricità e 239 milioni di tonnellate di CO2. A livello europeo si risparmieranno circa 10 miliardi in elettricità e le emissioni diminuiranno di 38 milioni di tonnellate, secondo i dati di una ricerca riportati da e-gazzette.
Per i nostalgici e i collezionisti che vorrebbero tenerne una per ricordo come gli inglesi o trasformare gli ultimi esemplari di lampadina in un artistico terrario non c’è problema: purtroppo l’Italia è stata reticente rinnegando il veto europeo e ad ogni modo, in tutti i paesi le lampadine ad incandescenza saranno disponibili fino ad esaurimento scorte.
Foto | Courtesy Fedele Marco

Un gruppo di studenti del Mit, coordinati da Shakeel Avadhani, ha avuto l’idea di recuperare l’energia che normalmente viene dissipata dagli ammortizzatori dei veicoli quando si incontrano irregolarità nel terreno su cui si marcia. Il gruppo ha quindi messo a punto un prototipo di automobile nella quale gli ammortizzatori pompano un fluido in una turbina che produce energia, invece di dissiparla.
L’energia prodotta è abbastanza per ricaricare le batterie di un’auto elettrica o per sostituire l’alternatore nei veicoli a motore a scoppio: gli esperimenti condotti mostrano che un camion in marcia su strada normale riesce a produrre in media 1 kW per ammortizzatore. Gli studenti del MIT che hanno partecipato allo studio hanno fondato la Levant Power Corporation, per diffondere la loro semplice, ma utile idea di “energia dalle buche stradali”, sperando che il loro sistema possa essere adottato sui diversi veicoli per risparmiare nei consumi di carburanti, così come illustrato nell’immagine.