Il processo per elettrosmog contro Radio Vaticana è finito: reato prescritto. La radio era accusata di “lancio di cose pericolose”, per le onde elettromagnetiche provenienti dalle antenne di Santa Maria di Galera. Le parti civili, però, verranno risarcite perché la Cassazione ha confermato, oltre alla prescrizione del reato già dichiarata nel 2009, anche l’indennizzo alle vittime.
In primo grado, tra l’altro, Radio Vaticana era stata condannata ma in appello la sentenza è stata rovesciata perché il fatto non costituisce reato. O meglio: non esiste una legge che preveda il reato tanto è vero che si suppone che da quelle antenne siano state “lanciate cose pericolose”.
Ed è proprio questo il problema e la questione da chiarire. C’è chi dice che le onde elettromagnetiche facciano malissimo, chi dice che sono totalmente innocue. Certo è solo che siamo circondati da emissioni elettromagnetiche di ogni tipo e frequenza e non sappiamo realmente se siano pericolose. Radio Vaticana, nel frattempo, è sotto accusa anche in un altro processo: quello per il sospetto aumento delle leucemie nel comune di Cesano, vicino Roma. Anche in questo caso a creare il danno sarebbero state le antenne.
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L’Arpacal, l’agenzia regionale della protezione dell’ambiente della Calabria, ha monitorato la situazione dei campi elettromagnetici nella regione, riportando i dati nel seminario di presentazione del lavoro “L’esposizione della popolazione a campi magnetici ed elettromagnetici. Lo stato dell’arte dei controlli ambientali in Calabria”, con la collaborazione di Em Engineering & Monitoring ed Epsilon Italia.
Il progetto è stato realizzato con i fondi Por Calabria 2000/2006. Sono state censite nella Regione le stazioni radio base per telefonia cellulare, gli impianti ripetitori radio-televisivi e le linee elettriche ad alta tensione. Sono state analizzate le misure di esposizione dell’intensità del campo elettrico, del campo magnetico, le sorgenti di emissione delle onde elettromagnetiche, la genesi e l’evoluzione delle radiazioni non ionizzanti. Sono state 479 le postazioni monitorate, di queste 120 nella Provincia di Catanzaro, 167 in quella cosentina, 112 in quella reggina, 32 nella crotonese e 39 nella Provincia di Vibo Valentia.
Secondo i dati riportati durante il seminario: “Nella Provincia di Catanzaro 59 postazioni hanno presentato valori irrisori, inferiori allo 0,5% di voltmetri, l’unità di misura cioè del campo elettrico, 54 valori compresi tra 0,5 e 2 voltmetri, valori ancora molto bassi, 10 postazioni con valori compresi tra 2 e 4 voltmetri, un caso tra 4 e 6 voltmetri; 5 casi con un valore maggiore di 6 voltmetri e di questi solo 2 superavano i limiti di legge: Gagliano e Stalettì, siti complessi”.
Emanuele Migliari, direttore tecnico di Em ha spiegato:
“Si è trattato della prima indagine sistematica realizzata nel territorio regionale. Attraverso i fondi Por nel gennaio 2008 sono partiti i lavori che hanno richiesto circa un anno di lavoro. L’Arpacal ha affidato l’incarico a ditte specializzate. I risultati sono tranquillizzanti. Su 1231 postazioni solo il 5% per quanto riguarda i campi ad alta frequenza, presentano criticità. Si tratta di campi generati da impianti di telecomunicazione. Questo 5% si concentra per lo più nella Provincia di Reggio ed in particolare nel capoluogo reggino. Territorio che è stato quindi oggetto di una indagine più accurata per risalire alle sorgenti responsabili. 27 postazioni sono state oggetto di analisi approfondite. Di queste circa la metà è rientrata nei valori grazie a gestori della telefonia mobile che hanno concertato un depotenziamento degli impianti“.
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L’interramento dei cavi dell’alta tensione a San Giuliano Milanese ha portato tutto il paese a far festa. I cittadini lo chiedevano da anni, visto che i tralicci passavano a pochi metri dai condomini.
Verranno interrati anche 160 chilometri di linee obsolete tra Valcamonica e Valtellina. Il progetto costa 155 milioni di euro e il presidente di Terna, Luigi Roth, ha sottolineato come “la sostenibilità ambientale oltre che un dovere è anche un fattore strategico”. Qui penso si riferisse al fatto di aver fatto passare come “opera di mitigazione dell’elettrosmog e dell’impatto paesaggistico richiesta dai cittadini” un ammodernamento della rete che rischiava di causare black-out per caduta di tralicci in occasione di temporali violenti.
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