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Tutti gli articoli con tag emergenza rifiuti

No del governo alla discarica di Corcolle. Si dimette Pecoraro

pubblicato da Marina

Villa Adriana a Tivoli a 700 metri dalla discarica di Corcolle che non si fa

Villa Adriana non sarà sede di una discarica di rifiuti. La discarica a Corcolle non si farà e su questo sono d’accordo il premier Monti, il ministro per l’Ambiente Corrado Clini e il governo tutto. Perciò il Commissario Luigi Pecoraro, nominato durante il governo Berlusconi ha presentato le sue dimissioni, perché lui su Corcolle ci aveva creduto. Infati appena ieri dichiarava che la reale distanza della discarica da Villa Adriana era di 1000 metri dall’area di rispetto e di 2400 metri dall’entrata del sito archeologico:

Monti conosce bene tutti i dati. E a rassicurarlo c’è stato anche il parere del Dagl, il dipartimento affari legislativi e giuridici del governo, che confermano la correttezza del mio operato. Ricordiamoci sempre che c’è una autostrada fra la discarica, che sarà interrata, e Villa Adriana. Bisogna conoscere bene le carte. Verificare sulle mappe e visitando i luoghi come è realmente la situazione. Più volte ho parlato con persone scandalizzate per la presunta discarica a Villa Adriana, poi quando spiegavo loro la reale distanza cambiavano idea.

Della folle idea di fare un buco a pochi passi da Villa Adriana a Tivoli, ovvero a 700 metri che dal sito archeologico UNESCO patrimonio dell’umanità, dove andare a interrare i rifiuti dei romani ne scrivevo lo scorso gennaio, quando fu adottata l’ennesima proroga per ficcare rifiuti a Malagrotta. Proroga che con ogni probabilità sarà rinnovata il 1° giugno per altri sei mesi. Nel mentre a Roma dovrebbe partire una vera raccolta differenziata.

Via | Il Manifesto, Euractiv
Foto | Flickr

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Napoli, Concerto per la Terra: catwalk del greenwashing

pubblicato da Marina

Earth Day 2012 a Napoli Ambientalisti, ecologisti, ma anche semplici cittadini mettetevi comodi che inizia la Giornata della Terra, lo show più greenwashing che c’è. Domani sera a Napoli si tiene il Concerto per la Terra in live streaming e sul catwalk (green per carità!) sfilerà con il sindaco Luigi de Magistris (che ripresenta così la sua città smacchiata da ogni emergenza rifiuti) il ministro per l’Ambiente Corrado Clini. A breve il ministero licenzierà un decreto per bruciare ogni sorta di rifiuti (ma tecnicamente si chiamano CSS che vuol dire tutto e non vuole dire niente) nei cementifici. Ah! per inciso il ministro Clini sostiene gli OGM, gli inceneritori, il nucleare e le trivellazioni (ma perché non è ministro allo Sviluppo? Mah!) e ha affossato le rinnovabili.

Ma attenzione essendo domani la giornata della Terra si rispetta una sorta di tregua per un giorno e dunque spazio all’ecologia, come recita il pomposo comunicato stampa del Ministero:

per creare un futuro migliore, per tutelare il nostro pianeta attraverso grandi iniziative, ma anche e soprattutto attraverso i piccoli gesti quotidiani di tutti.

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Presa Diretta: la brutta storia dell'emergenza rifiuti a Roma

pubblicato da Marina

Discarica malagrotta Ho visto, da napoletana, con un certo raccapriccio la puntata di ieri di Presa Diretta. Riccardo Iacona ha raccontato magistralmente l’emergenza rifiuti in Lazio e a Roma con tanto di commissario cioè il Prefetto Giuseppe Pecoraro (qui il video). In mezzo l’ennesima proroga alla discarica Malagrotta oramai bomba ecologica a cielo aperto e che ha iniziato a contaminare le falde acquifere della zona: fiumi di percolato oramai discendono allegramente. Poi la batosta finale: come invece una classe politica, quella di San Francisco sia riuscita a fare la differenza nella gestione rifiuti.

L’approccio alla monnezza da parte delle amministrazioni capitoline e laziali è da bassoliniana memoria: ficcare tutto sotto il tappeto. Ma poi il tappeto esplode. Se in Campania si sono registrate connivenze malaffaristiche e di mala etica tra la politica e la camorra (ne scrive Tommaso Sodano oggi assessore all’ambiente e vicesindaco di Napoli) il Lazio vede solo la mala etica degli affari e dello strappaconsenso politico, che vuol dire voto. Dare ai cittadini una città pulita, perciò, non è una questione di sana gestione ma un affare. In sostanza l’amministrazione romana con 70-80 euro a tonnellata butta in una buca l’immondizia talquale. La differenziata a Roma è ferma al 25%. Un niente. Non interessa alla politica forzare la mano sulla differenziata perché costa e dunque sarebbe impopolare in un momento simile andare a chiedere altri soldi ai cittadini. La visione è miope e pure ignorantella e lo dimostrano le migliaia di esempi dei Comuni virtuosi che hanno innescato le buone pratiche di gestione dei rifiuti a costi irrisori.

Poi che dire della vergogna provata da italiana nel vedere le zone intercettate per diventare nuove discariche (in spregio alle leggi europee che ne impongono la chiusura): aree con coltivazioni biologiche, vite, ulivo, ortaggi, allevamenti. Da Riano a Tivoli dove c’è un monumento all’archeologia che è Villa Adriana fino alla splendida fattoria di Pizzo del Prete che sarebbe da radere al suolo per costruirci una discarica con annesso inceneritore.

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Roma, discarica Malagrotta: ennesima proroga al giugno 2012

pubblicato da Marina

malagrotta

L’ennesima proroga all’apertura della discarica di Malagrotta la annuncia Giuseppe Pecoraro Prefetto di Roma nonché commissario per l’emergenza rifiuti: per ancora 6 mesi fino a giugno 2012 sarà possibile sversare tal quale. Yes! a Roma sono combinati come la Napoli di un paio di anni fa. Certo non ci sono i coreografici sacchetti della monnezza per strada perché hanno preferito ammassarli sulla montagna di rifiuti di Malagrotta, anzi un vero e proprio invaso bomba ecologica se si leggono i dati ISPRA:

Falde inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e terreno contaminato dal mercurio, insieme a una pericolosa sostanza cancerogena, l’N-butylbenzenesulfonamide. Un dossier dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell’Ambiente, lancia un nuovo allarme sull’area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta.

Riporto da Toghe Verdi di Stefania Divertito (pag.77) le parole dell’eco-avvocato Vanessa Ranieri, presidente WWF Lazio:

La chiamano emergenza ma non lo è. Semplicemente non esiste un piano concreto di gestione dei rifiuti del Lazio. Noi ci siamo costituiti parte civile nei procedimenti perché l’inquinamento prodotto dalla discarica non riguarda solo coloro che abitano nei dintorni ma noi tutti cittadini della Terra.

Via | Roma Capitale, Diffferenziati
Foto | Differenziati

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Dopo l'emergenza rifiuti a Napoli è guerra tra il Comune e le lobby degli inceneritori

pubblicato da Marina

tommaso sodano denuncia la lobby degli inceneritori

A Napoli non c’è nessuna emergenza rifiuti. Circostanza confermata anche dal ministro Clini lungo la sua passeggiata nella città partenopea l’altro ieri. Dunque piano piano Napoli cerca di scrollarsi di dosso l’immagine di città zozzona mettendo in moto il circolo virtuoso della raccolta differenziata e del riciclo. Anche senza i 6 milioni di euro nelle casse statali e non ancora sbloccati né dal vecchio e né dal nuovo governo. Le promesse attuali riferiscono di fondi Fas da destinare al progetto differenziata.

Ma a essere buoni è in atto una guerra. Spiega Tommaso Sodano vice sindaco e assessore all’Ambiente:

Siamo sotto ricatto delle lobby che vogliono gli inceneritori. Abbiamo risorse per arrivare fino a 500 mila abitanti ma mancano i soldi per arrivare all’intera città questo lo si può fare se si sbloccano i fondi che attualmente sono bloccati in sede nazionale e comunitaria.

Infatti, dopo aver ricevuto Corrado Clini ministro per l’Ambiente con il sindaco de Magistriis è stato aggredito all’uscita di palazzo San Giacomo (il video dopo il salto). E noterete che la forma è più simile a un avvertimento che non a una legittima protesta di cittadini.

Il ricatto a cui è sottoposta la città, va ben oltre quello denunciato da Sodano, ed è quello della camorra che ha tutto l’interesse a tenere in piedi il sistema emergenza rifiuti (sospesa lo scorso 11 novembre proprio da Sodano NdR), grazie alle infiltrazioni nella politica e nelle amministrazioni. Se volete conoscere la geopolitica degli affari della camorra nella munnezza basta leggere La Peste il libro di Sodano. Detto ciò l’Europa ha sospeso con una moratoria di due mesi il deferimento dell’Italia alla Corte di Bruxelles. Janez Potocnik è stato chiaro: non vogliono le magie ma la credibilità. Secondo il ministri Clini in visita a Napoli, servirebbe non l’esercito ma un inceneritore, proposta definita ultima ratio dall’Europa e sopratutto che non piace nè a Sodano e né a de Magistriis.

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Rifiuti a Napoli: messa in mora dell'Europa, vogliono risultati immediati

pubblicato da Nestor Carnevali


Janez Potocnik, commissario europeo all’ambiente, è deciso a passare ai fatti. La sua lettera di messa in mora all’Italia è partita e riguarda l’emergenza rifiuti a Napoli. Scattano dunque i due mesi entro i quali dimostrare alla Commissione di avere un piano credibile (e già avviato) per risolvere il problema della gestione dei rifiuti, dopo quella data possono partire le sanzioni pecuniarie, quelle che dovremo pagare tutti.

Con questo forte avvertimento la Commissione europea preme sull’Italia affinché trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi che destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e l’ambiente, c’è la necessità di conformarsi alla sentenza del 2010 della Corte Ue. È passato troppo tempo dal nostro primo avvertimento all’Italia sulla questione rifiuti, nulla è stato fatto, e ora abbiamo bisogno di vedere risultati a breve termine

Di chi è la colpa? Almeno per il momento non di De Magistris che, quando era ancora parlamentare europeo, di fatto ha contribuito a “provocare” questa messa in mora della Commissione contestando il piano complessivo di smaltimento dei rifiuti, ancora inattuato, sul quale punta il Governo Berlusconi e il Governatore Caldoro. Il sindaco di Napoli spera che questa decisione europea spinga la Regione a rivedere i suoi piani, una posizione condivisibile anche se condita da “auto-complimenti” per come sta operando la sua amministrazione che appaiono inopportuni e affrettati al momento:

Condivido la posizione di Bruxelles e abbiamo contribuito a redigere questo giudizio, quando non governavamo adesso il giudizio sulla nostra gestione è lusinghiero, perchè abbiamo liberato Napoli dai rifiuti, e non parliamo di discariche o inceneritori. Se la Regione e il presidente Stefano Caldoro ci seguissero, invece delle sanzioni arriverebbero plausi e soldi.

Napoli, il bilancio di Tommaso Sodano a 100 giorni di lotta alla monnezza

pubblicato da Marina

Tommaso Sodano vice sindaco di Napoli nonché assessore all’ambiente dal suo blog tira le somme dei primi 100 giorni di governo di Napoli, iniziati nel pieno dell’emergenza rifiuti. Scrive Sodano:

Il primo impegno è stato quello di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città. Il primo step di questo impegno si chiuderà a dicembre 2011 quando si passerà dai 140.000 a 325.000 abitanti serviti dal porta a porta. Per il 2012, infine, con l’accordo scritto con il Ministero dell’Ambiente ed il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), c’è l’impegno di portare a ben 600.000 gli abitanti serviti dal porta a porta.Il quadro delineato dalla delibera è ben più vasto difatti identifica non solo nel riciclo ma anche nella prevenzione e nella riduzione i punti fondanti su cui investire.

La spazzatura napoletana raccolta in questi 100 giorni sarà portata in Olanda e trattata in impianti a Amsterdam, in alto il video. Ma al di la delle ordinanze che vietano agli esercenti la vendita di bottiglie di plastica e imballaggi vari e le isole ecologiche mobili dove andare a depositare i rifiuti, c’è una parte più complessa da affrontare: ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e far si che i rifiuti non siano considerati solo monnezza ma risorsa. Insomma, il ripristino della normalità e della legalità non è una faccenda facile in Campania, regione strozzata dallo strapotere delle ecomafie. Ci sono complicità, connivenze e lassismo che non giustifico, ma me lo spiego con il video che ho messo dopo il salto.

Comunque, a tenere alta l’attenzione sulle ecomafie, di cui la monnezza per le strade di Napoli non è che un sintomo, c’è l’associazione Terra dei Fuochi che ancora una volta denuncia i continui e sistematici roghi di rifiuti speciali e tossici che si consumano nella provincia di Napoli.

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La fattoria di Sandokan da discarica a parco fotovoltaico

pubblicato da Marina

ferrandelle

A piccoli, piccolissimi passi, procede il percorso del ripristino della legalità in Campania. Questa volta nel regno di Sandokan, che realtà si chiama Francesco Schiavone e è un feroce camorrista, la Giustizia mette a segno un nuovo passo: dopo alterne vicende durate 30 anni Ferrandelle ex fattoria del boss sarà trasformata in parco fotovoltaico da 3 Megawatt, centro di documentazione ed educazione ambientale ed isola ecologica e un impianto con 9000 eucalipto.

Ma Ferrandelle, che sorge tra i comuni di Santa Maria La Fossa, Casal di Principe e Grazzanise ha una storia tormentata che risale al sequestro negli agli anni Ottanta, ma che fu portata alla ribalta nel 2008 con l’emergenza rifiuti gestita da Guido Bertolaso nominato Commissario straordinario proprio da Berlusconi. Per far fare bella figura al Premier, Bertolaso andò a stoccare la monnezza talquale proprio su quel suolo e fu così che divenne la discarica di Ferrandelle (dopo il salto il reportage di Legambiente fatto prima sparire da Youtube e poi ricollocato). La discarica è stata poi svuotata agli inizi di quest’anno. Gli escamotage usati per portare il talquale a Ferrandelle furono diversi, come ricostruisce Agrorinasce Consorzio nato per ripristinare la legalità nel suo asettico comunicato stampa scrive:

L’azienda confiscata a Francesco Schiavone, Sandokan, fu oggetto di una precisa azione di recupero da parte dello Stato con il Demanio Militare (43 ettari) per la realizzazione di un Poligono per attività addestrative e con Agrorinasce (13 ettari) per la realizzazione di una ‘Fattoria dei prodotti tipici’. Agrorinasce presentò ed ottenne dal Ministero dell’Interno un finanziamento di circa 560.000,00 euro per la realizzazione della Fattoria. Nell’anno 2008, mentre erano quasi ultimati i lavori della Fattoria, l’allora Commissario per l’emergenza dei rifiuti nella Regione Campania, il Prefetto De Gennaro, utilizzò la parte assegnata al Demanio Militare per localizzare il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti solidi urbani di oltre 500.000 tonnellate. I lavori furono immediatamente sospesi e Agrorinasce si impegnò con lo stesso Ministero dell’Interno a trovare una soluzione alternativa che fosse più coerente con lo stato dei luoghi considerato che era inimmaginabile realizzare una fattoria didattica. Un impegno che Agrorinasce ha certamente mantenuto, proponendo di riconvertire quella che era un’area agricola in un nuovo progetto molto ambizioso che avesse l’obiettivo di realizzare su un’unica area confiscata un’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, di produzione di energia da fonte rinnovabile, di rimboschimento con colture destinata a ‘biomasse’ e di sensibilizzazione sui temi dell’ambiente e del risparmio energetico.

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Rifiuti Campania: 282 milioni di euro per disinnescare le bombe ecologiche

pubblicato da Marina

pozzi avvelanti dagli sversamenti resit a Giugliano Sbloccati dal Governo i soldi destinati alle bonifiche ecco che in Campania arrivano 282 milioni di euro da destinare al piano anti-veleni. La metà circa arriva dal Ministero dell’Ambiente, mentre i restanti provengono dalla Regione e saranno impegnati quando saranno disponibili.

Ne scrive Daniela De Crescenzo su Il Mattino (pag. 44 del 14-08-2011):

Serviranno per eliminare le bombe ecologiche dell’area Nord di Napoli con le discariche Resit, Masseria del Pozzo e Novambiente e della zona a sud di Caserta con l’invaso di parco Saurino, (la DIA di Napoli ancora indaga e Giovanni Balestri perito geologo della Dda ha annunciato il disastro ambientale causato proprio dalla Resit). Ma anche per rifare le fogne a Chiaiano e la rete idraulica di lago Patria e per risanare Pianura.

Da Castel Volturno a Casal di Principe a Villa Literno la camorra ha stuprato il territorio (caro Sgarbi questa è vera violenza) interrando, per profitto, ogni sorta di veleno proveniente anche da aziende del Nord. Di fatto la zona è disseminata di bombe ecologiche. E aver cancellato il Sistri dalla manovra, ovviamente non aiuta. Anzi come ha avuto modo di mettere in guardia l’inascoltata Prestigiacomo, si fa un favore alle ecomafie.

Per bonificare lo sversatioio ex-Resit che ha contaminato 170 pozzi agricoli occorreranno 50milioni di euro. Scrive Inchiesta Napoli:

La vasta aerea nel comune di Giugliano che è stata il centro nel corso degli anni dello sversamento criminale e legalizzato di 341 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, di 160 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi e di 305 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani. L’intervento di bonifica sarà effettuato dalla Sogesid s.p.a., una società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in quello che va configurandosi come l’ennesimo caso di conflitto di interessi del nostro paese.

Foto | Inchiesta Napoli I pozzi avvelenati da Resit

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Rifiuti: i Comuni di Napoli e Casoria progettano il riciclo di Vedelago

pubblicato da Marina

Presto in Campania potrebbero essere allestiti due centri per il trattamento meccanico dei rifiuti a freddo secondo il sistema Vedelago. La firma al protocollo d’intesa è stata apposta qualche giorno fa dal vicesindaco di Napoli e assessore all’Ambiente Tommaso Sodano e da Carla Poli direttrice della Vedelago Srl.

Il Centro di riciclo probabilmente sarà allestito anche a Casoria grosso comune alle porte di Napoli per volere di Pasquale Carfora il primo cittadino. I protocolli firmati per il momento, fanno riferimento a fasi di studio, fattibilità e preventivo. Per i soldi ci sarà da attendere un pochino, il che fa slittare la realizzazione del progetto perché come ha avuto modo di spiegare Sodano:

Purtroppo i Comuni non hanno accesso diretto ai finanziamenti. Bisogna dunque superare un gap ideologico con la regione Campania. Quest’ultima infatti ha un idea basata sull’inceneritore e quindi eliminare i rifiuti, noi invece parliamo di recupero, di trasformare quelli che sono considerati rifiuti in risorsa. In Campania sono arrivati i fondi fas ma sono ancora bloccati al Ministero del Tesoro, tale risorsa economica potrebbero essere utilizzata per la costruzione di isole ecologiche, siti di riciclaggio capaci di generare addirittura occupazione in una terra dove si ha fame di lavoro.

Grazie a Go-seo per la segnalazione.

Via | JulieNews, CasoriaDue

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