Che Palermo sia una delle più belle città del mondo, oltre a dirlo i palermitani praticamente ogni cinque minuti, lo pensano in molti anche fuori dalla Sicilia. Che Palermo sia una delle città italiane più in crisi con i rifiuti, lo dicono i cassonetti che traboccano e, purtroppo, non lo possono negare neanche i palermitani più sfegatati.
Il problema, però, è che se ne sono accorti anche gli operatori del turismo che cominciano a snobbare il capoluogo siciliano a causa della sporcizia che invade le strade. Recentissima, di un paio di giorni, la notizia che ha fatto traboccare il cassonetto: il direttore del San Paolo Palace Hotel, albergo e centro congressi a quattro stelle sul lungomare palermitano, ha denunciato la perdita di un grosso cliente a causa della pessima igiene urbana della città.
L’hotel era in trattativa per ospitare un congresso di medici greci, un lavoretto da 120.000 euro in totale, ma quando il tour operator che gestiva l’affare è venuto a Palermo per il sopralluogo di rito ha preferito desistere e cambiare città. Motivazione fornita al direttore dell’albergo: Palermo è troppo sporca. Ironia della sorte, che è sempre bizzarra e malvagia, il tour operator era di Napoli…
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Non sono bastati gli annunci altisonanti del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e nemmeno l’intervento dell’esercito, per risolvere l’emergenza rifiuti in Sicilia. Oggi, infatti, il comune di Bagheria (Palermo), ha emesso un’ordinanza che dispone la chiusura di tutti gli uffici pubblici a causa dell’emergenza rifiuti. La raccolta non viene effettuata da una settimana perché i lavoratori del consorzio Coinres, che gestisce il servizio, sono senza paga da due mesi.
Chissà se dopo quest’ennesima emergenza i grandi media italiani ed internazionali inizieranno a parlare seriamente dell’argomento, come fecero (giustamente) con il disastro campano del 2008, quando però a capo del governo c’era Romano Prodi.
Via | Sicilia Today
Foto | Flickr
Continua il Ministro Prestigiacomo, a capo del dicastero che dovrebbe tutelare l’ambiente, il suo iter da succursale del Ministero dell’industria. Ieri è passato l’emendamento da lei proposto per la ripresa dei finanziamenti CIP6 alle energie rinnovabili.
Ecco trovati i soldi per pagare i termovalorizzatori (assimilati alle energie rinnovabili poiché producono energia elettrica bruciando immondizia) poiché viene spostato al 31 dicembre 2009 la definizione degli impianti in regola per usufruire del Cip 6. L’emendamento prevede che i fondi siano destinati oltre che alle zone che vivono l’emergenza rifiuti anche a quelle che la potranno vivere: cioè la Sicilia.
Ecoblog aveva già annunciato lo scorso luglio le intenzioni del Ministro Prestigiacomo a proposito dei finanziamenti necessari a costruire termovalorizzatori a Augusta, Agrigento e Palermo.
Via | impattozero, alessandro ronchi
Foto |Bruno Leoni
La soluzione ai rifiuti(e non solo campani) c’è . E’ sotto brevetto e l’hanno inventata gli israeliani e si chiama Arrow-Bio. Me lo segnala Fabio. A un nostro lettore e ne leggo anche i thread su il Meetup amici di Beppe Grillo di Napoli a cui ho chiesto di partecipare all’incontro con il responsabile italiano.
Segnalo questa soluzione non solo per l’emergenza Campania. Consideriamo che anche la Sicilia e il Lazio sono sull’orlo del collasso.
In pratica con questo sistema denominato ArrowBio e che funziona ad acqua, è possibile differenziare i rifiuti e separare la parte organica da quella inorganica grazie alla forza di gravità. La parte organica opportunamente trattata diviene una poltiglia che può essere usata oltre che per produrre metano, anche come fertilizzante naturale. Insomma, si tratterebbe dell’uovo di Colombo. Il sottosegretario Bertolaso è stato opportunamente informato di questa possibilità proprio dai media: è stato intervistato da Stefano Mensurati il 27 giugno per la puntata di Radiocity su RadioUno. Vi ho estrapolato la parte che riguarda proprio la chiacchierata tra Mensurati, Bertolaso e Doron Sapir vice sindaco di Tel-Aviv (e la traduttrice) che riporta la sua esperienza:
Intervista di Stefano Mensurati RadioCity- Rai RadioUno
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