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Tutti gli articoli con tag emissioni c02

New York la Grande Mela più verde con 132 progetti ambientali

pubblicato da Marina

new york city grande mela verde New York punta a essere una delle metropoli green del Pianeta grazie alla lungimiranza ambientalista del suo sindaco Michael Bloomberg. E’ dal 2007 che il primo cittadino lavora al progetto PlaNYc- New York City Plan 2030 per ridurre le emissioni di CO2, inquinamento e rifiuti. A breve partiranno 132 nuove azioni che porteranno la Grande Mela sempre più vicina al suo obiettivo: ridurre del 30% le emissioni di CO2 entro il 2030. Dal 2007 a oggi le emissioni sono calate del 13% e dunque sembra davvero possibile raggiungere il traguardo.

La ricetta non è segreta e richiede coordinamento. Bloomberg punta a fonti rinnovabili: fotovoltaico sui tetti e minieolico, risparmio energetico e efficienza energetica degli edifici attraverso ristrutturazioni; per la mobilità la città sarà sempre più servita dal trasporto pubblico riducendo di fatto il trasporto privato per cui sarà potenziata la rete degli autobus che saranno elettrici. Dall’estate 2012 viene potenziato il servizio di bike sharing gestito da Alta Bycicle share che a prezzi interessanti (100 dollari l’abbonamento annuale) e gratis per i primi 45 minuti di spostamento conta di mettere in strada 10mila biciclette per 600 stazioni di interscambio.

Infine, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti (dei 14milioni di tonnellate l’anno già la metà viene riciclato) Bloomberg punta ancora alla riduzione del 75% di quanto finisce in discarica convincendo i suoi cittadini sia a non sprecare, sia a riciclare e sia a acquistare prodotti a basso impatto ambientale e con packaging ridotto.

Via | Eco delle città
Foto | NYC Gov Green Nella foto a sinistra Birdie la mascotte del progetto e qui i suoi consigli per un life style ecologico.

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Islanda, l'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull ha aiutato l'ambiente: meno voli e boom di videoconferenze

pubblicato da Marina

La teleconferenza salva l'ambiente

Già qualcuno ha storto il naso alla notizia che grazie allo stop dei voli sui cieli di mezza Europa si sono risparmiate tonnellate di emissioni di CO2. Un altro dato importante che è emerso è che spesso si viaggia oltre il necessario. Infatti, non perché era impossibile raggiungere le varie destinazioni che politici e manager si sono fermati. E allora? Le richieste per le sale che gestiscono videoconferenze sono triplicate in pochissime ore.

Infatti, ha dichiarato Fredrik Halvorsen, vicepresidente di Cisco Telepresence Technology Group:

Tutti i nostri centri di dimostrazione e tutte le nostre sale riunioni virtuali in tutto il mondo sono state prese d’assalto. La recente eruzione vulcanica in Islanda, che ha bloccato molti voli in tutta Europa, lasciando a terra i passeggeri, ha evidenziato ancora una volta l’importanza della business continuity e di una tecnologia che garantisca la piena attività lavorativa a tutte le persone, indipendentemente da dove si trovino e le soluzioni di teleworking, mobility e collaboration messe a punto dal gruppo, consentono alle persone di poter continuare le attività aziendali senza gravi interruzioni e minimizzando i disagi.

Via | Key4biz

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Cambiamenti climatici: i Carmelitani suonano le campane per Copenhagen

pubblicato da Marina

La cattedrale di Cophenagen L’iniziativa è singolare e coinvolge parrocchie, comunità e monasteri carmelitani in ogni angolo del Pianeta che alle 15, ora locale, del 13 dicembre, suoneranno 350 tocchi di campana. I tocchi non sono a morto ma per i cambiamenti climatici e servono a ricordare che il limite di emissioni di CO2 tollerato dalla nostra atmosfera è pari a 350 particelle per milione (ppm) di biossido di carbonio.

Il suono delle campane sarà il completamento della celebrazione ecumenica che si terrà nellacattedrale luterana di Copenhagen, dedicata alla Madonna proprio il 13 dicembre con inizio alle ore 14,00. Le campane inizieranno a suonare nelle isole Fiji, nel Pacifico Meridionale e poi nel resto del mondo.

Via | Madonna del Carmine
Foto | Flickr

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Copenhagen, il vertice sui cambiamenti climatici in 10 punti

pubblicato da Marina

inquinamento e clima, se ne discute al vertice di Copenaghen I negoziati del summit di Copenaghen che iniziano proprio oggi possono essere riassunti in 10 punti. Eccoli:

  • + 2°C. Secondo le teorie del riscaldamento globale sarà l’aumento di 2 gradi della temperatura globale del Pianeta a causarei cambiamenti climatici. Obiettivo del vertice di Copenaghen è raggiungere delle risoluzioni che impediscano questo aumento della temperatura. Lo scenario è suffragato dall’ultimo rapporto dell’IPCC.
  • 385 parti per milione. (ppm) L’attuale concentrazione di CO2 nell’atmosfera, superiore del 38% al livello dell’era pre-industriale. L’IPCC raccomanda di ridurne la concentrazione nell’atmosfera a 350 ppm.
  • 41 %. E’ la percentuale delle emissioni di CO2 prodotte da Cina e Stati Uniti. Le emissioni di CO2 nel mondo sono generate dalla produzione di elettricità e riscaldamento, i settori più inquinanti.
  • 570 milioni di tonnellate. La quantità di emissioni di CO2 proveniente dalla produzione e consumo di energia emesse in Italia nel 2007. L’Italia è uno dei tre paesi più inquinanti, è al terzo posto dopo Cina e Usa.
  • 20 %. La percentuale di emissioni di CO2 generate dalla deforestazione. Le foreste tropicali catturano grosse quantità di CO2, ma questa attività è inficiata dal disboscamento di ampie aree convertite in campi agricoli o per la produzione di olio di palma.
  • + 0.76°C. Aumento della temperatura media dell’aria registrato in oltre un secolo. I danni già causati da questo aumento sono notevoli la distruzione delle colture e dei terreni, la carenza d’acqua, l’aumento di eventi meteorologici estremi (tempeste e uragani).
  • 286 miliardi di tonnellate. Tonnellate di ghiaccio perdute annualmente dalla Groelandia. La perdita di ghiaccio si è accentuata tra il 2006 e il 2009 e l’Artico è entrato in un “nuovo stato” a causa dell’aumento delle temperature.
  • 192. Numero dei paesi che sono presenti a Copenaghen. L’ultima conferenza sul riscaldamento globale si è tenuta a Bali nel 2007 e attirò oltre 11mila partecipanti.

  • 20 %. A seguito dell’adozione del pacchetto energia-clima, l’Ue si è impegnata a raggiungere tre obiettivi entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, risparmio energetico del 20%, e 20% di aumento nel consumo di energie rinnovabili nell’UE.
  • 86 miliardi di euro. Somma delle operazioni nel 2008 sul mercato del carbonio, secondo la Banca Mondiale. Nonostante la crisi finanziaria internazionale, tale importo è raddoppiato dal 2007.

Via | GEO
Foto | Flickr

Inquinamento e clima: L'Africa a Copenaghen chiederà 3 miliardi di miliardi di dollari di indennizzi ai paesi ricchi

pubblicato da Marina

Africa: richiestin indennizzi sul clima per miliardi di miliardi di dollari

Ecco, si è svegliata l’Africa e ora chiede il conto con gli interessi: un indennizzo da 3 miliardi di miliardi di dollari da richiedere a tutti i paesi più ricchi. In sostanza l’Africa si sente parte lesa a causa delle copiose e continue immissioni di gas serra da parte dei paesi industrializzati, le cui conseguenze rappresentate dai cambiamenti climatici, colpiscono prevalentemente il continente nero con avanzamento della desertificazione, erosione delle coste, cambiamentro delle stagioni delle piogge e siccità.

La storica decisione sarà presa da tutti i rapprentanti dei Governi africani, finalmente riuniti per lo stesso obiettivo, sabato prossimo in Libia al vertice che si terrà domenica 30 agosto e a cui hanno fatto sapere non prenderanno parte né il Presidente Sarkozy né il Premier Putin mentre sarà presente il Premier Berlusconi. La delegazione africana, poi, presenterà la richiesta formale al vertice sul clima di Copenaghen che si terrà il prossimo dicembre.

Il diplomatico sudanese in questione si chiama Lumumba Di-Aping e è rappresentante aggiunto del Sudan presso le Nazioni Unite e ha calcolato che le compensazioni potrebbero corrispondere al 5% del PIL mondiale, pari a circa 3 miliardi di miliardi di dollari.

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IPCC, da Venezia le basi per il V Rapporto sul clima. Che sarà pronto nel 2014

pubblicato da Marina

Cambiamenti climatici I 200 scienziati riuniti in queste ore a Venezia e fino al 17 luglio, per lo Scoping Meeting del 5° Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell’IPCC, costruiranno l’indice di quello che sarà il V rapporto sui cambiamenti climatici. Lo studio e le sue conclusioni saranno però pronte nel 2014. La sessione di studi è organizzata in collaborazione con il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e l’International Center on Climate Governance (un’iniziativa congiunta della FEEM e della Fondazione Giorgio Cini), e finanziato dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Più volte qui su ecoblog abbiamo dibattuto della esistenza dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale e vi sono scuole di pensiero diametralmente opposte. Per qualcuno saremmo in una fase di raffreddamento della temperatura globale del Pianeta, per altri saremmo nel pieno dell’emergenza e pertanto sono necessari accordi che pongano un freno alle emissioni di C02 tanto da tenere sotto il limite di guardia, fissato a 2 gradi centigradi, l’eventuale aumento della temperatura globale del Pianeta. Ma per alcuni scienziati il punto è: sono le emissioni di C02 le vere responsabili del cambiamento climatico? E ancora: siamo davvero in una fase di cambiamento climatico?

Per altri ancora siamo in una fase di ricostruzione dell’economia mondiale che necessita del cambiamento climatico come zoccolo d’appoggio per il suo rilancio. Basiti? Eppure il Protocollo di Kyoto è un accordo prettamente economico e molte delle valutazioni in merito ai costi/benefici del controllo delle emissioni di C02 sono fatte considerando come parametri pincipali i PIL nazionali e il PIL Mondiale.

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350: azione salva-clima mondiale

pubblicato da Gaia

Si chiama 350, come il limite massimo, in parti per milione, della concentrazione di CO2 ritenuta sicura per il pianeta, l’organizzazione nata in previsione del vertice di Copenhagen COP15, che si terrà a dicembre in Danimarca, dove verranno discusse le emergenze climatiche e nel quale verrà scritto un nuovo trattato riguardante le riduzioni delle emissioni di CO2. C’è una data, il 24 ottobre 2009, in cui in tutto il mondo scenderanno in piazza, contemporaneamente, manifestanti che svolgeranno azioni di svariato tipo, da quelle sportive alle religiose. Quello che importa alla fine è richiamare l’attenzione sul grido che ci accomuna tutti: salvaguardare il futuro del pianeta.

La scelta del 24 ottobre non è stata casuale, ma ricade in un periodo in cui molte cose vengono a combaciare e soprattutto è una data nè troppo lontana nè vicina alla data del congresso dei potenti.
Lo scopo dell’organizzazione è mettere in evidenza che la popolazione mondiale è a conoscenza della crisi ed è pronta a scendere in campo per ridurre l’emergenza. Una delle soluzioni proposte è quella di aumentare di molto il prezzo del carbonio tanto da demoralizzare chi ne fa un uso spropositato per rientrare al più presto entro i limiti.

Ma alla domanda: che senso ha fondare un’altra organizzazione quando ce ne sono già altre? Loro rispondono:

Creando una piattaforma che condivida lo stesso obiettivo, riusciremo a creare un movimento unico che abbia una forza maggiore rispetto alle singole organizzazioni.

Un’unica voce quindi che parli per il mondo intero. Per chi volesse partecipare o dare un mano ci sono molti posti dove recepire informazioni online: Twitter, Facebook e il sito ufficiale.

Via | 350.org

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Obama impone il taglio alle emissioni delle auto

pubblicato da Marina

Traffico a Los Angeles Dopo aver espresso amministrativamente le sue perplessità sulle auto a idrogeno, adottando tagli che ne finanziano la ricerca, il Presidente Obama, prosegue nella strutturazione di una politica ambientale e contenitrice degli sprechi e passa al Piano B: riduzione delle emissioni delle auto.

Il piano è quinquennale e farà si che siano introdotte sul mercato autovetture in grado di percorrere con un gallone di benzina, cioè circa, 3,8 litri, 35,5 miglia,cioè 57,1 chilometri. Dal 2016 le auto potranno consumare 1 gallone per 39 miglia, mentre i camion 1 gallone per 30 miglia. Attualmente il limite è di 1 gallone per 27,5 miglia per le auto e di 1 gallone per 23 miglia per i camion.

L’annuncio sarà fatto nel pomeriggio alla presenza di Ron Gettelfinger, presidente del United Auto Worker (UAW) e di Fritz Henderson amministratore delegato di GM e i limiti che noi continuiamo a considerare elevati, non devono meravigliare: le auto americane bevono come spugne e mettere un limite di 15 a litro è già una rivoluzione tano che se messa in pratica tra il 2012 e il 2016 porterebbe a risparmiare 1,8 miliardi di barili di petrolio e a ridurre di 900 tonnellate di emissioni di CO2 per ciclo di vita di un veicolo.

L’operazione però non è esente da investimenti: i nuovi standard costeranno all’industria automobilistica 1300 dollari a veicolo, costi per cui Obama non intende tirare fuori un centesimo.

Via | Swissinfo
Foto | Flickr

Il Senato italiano cancella con una mozione i cambiamenti climatici

pubblicato da Orangeskies


Il Senato della Repubblica italiana ha cancellato dalla sua agenda il problema dei cambiamenti climatici, dopo l’approvazione di una mozione, proposta dagli esponenti del Pdl Marcello Dell’Utri, Domenico Nania e Adriana Poli Bortone, che nega esplicitamente la responsabilità umana nel riscaldamento climatico.

Il documento, firmato da 34 senatori della maggioranza e approvato all’inizio di aprile, contesta in primo luogo:

l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto all’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili)

Certezza che è poi alla base di tutte le politiche internazionali sull’argomento, ultimamente sostenute anche dagli Stati Uniti e dalla maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, a partire dall’accordo “20-20-20″ della Commissione Europea, che punta:

ad un drastico cambiamento della politica energetica finalizzato all’ottenimento di una rilevante riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

che a sua volta potrebbe comportare:

un rilevante aumento del costo dell’energia termica e in particolare dell’energia elettrica, con pesanti conseguenze sulla capacità competitiva internazionale degli Stati membri dell’Unione, in mancanza del coinvolgimento di importanti paesi industrializzati e in via di sviluppo.

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Greenpeace denuncia: "I rifiuti RAEE non sono smaltiti". Ma Ecodom non è d'accordo

pubblicato da Marina

Greenpeace protesta contro la bella addormentata-Prestigiacomo

Nella stessa giornata due differenti comunicati stampa sul medesimo argomento: i rifiuti RAEE. Da un lato Greenpeace che con la sua manifestazione Hi-Tox davanti al Ministero dell’Ambiente, ieri mattina (nella foto un momento della protesta, qui la galleria completa) per denunciare, come spiega Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace:

Se la Prestigiacomo non va dai rifiuti, i rifiuti vanno alla Prestigiacomo. Visto che sulla questione della raccolta di rifiuti elettronici la ministra fa la bella addormentata, abbiamo deciso di portare davanti al suo ufficio un esempio dei tanti centri di raccolta irregolari che avvelenano l’Italia e il futuro dei nostri figli.

Dall’altro il comunicato di Ecodom il consorzio che si occupa della raccolta dei RAEE che dice:

Ecodom nei primi 13 mesi di operatività, dal gennaio 2008 a febbraio 2009, ha raccolto, su tutto il territorio nazionale, circa 40 mila tonnellate tra frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie (i RAEE). Grazie al processo di trattamento e riciclo realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, 848 mila tonnellate di anidride carbonica (CO2) non sono state immesse nell’atmosfera, e si è inoltre evitata la dispersione di una significativa quantità di gas che danneggiano lo strato di ozono.

Dopo il salto le ragioni dell’uno e dell’altro.

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