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Tutti gli articoli con tag emissioni di gas

Gli U2 invitano i fan a compensare le emissioni per finanziare l'impianto geotermico Dora-1

pubblicato da missunderstanding

U2 Dora-1
Alla provincia di Aydin, in Turchia, servono fondi per finanziare Dora-1, l’impianto geotermico sulle coste dell’Egeo. Alla chiamata hanno subito risposto gli U2, con un progetto che chiama in causa il senso di responsabilità ambientale di tutti i fan della band irlandese.

Gli U2 di solito compensano le emissioni di CO2 dei propri concerti, ed ora invitano i propri fan a fare lo stesso con Offset Option, lo strumento finanziario volto a ridurre le emissioni, tramite certificati che dimostrano l’avvenuta compensazione delle proprie emissioni. Offset ha calcolato che i fan degli U2 emettono in media 127 kg di gas serra ogni volta che viaggiano per seguire un concerto della band.

Ogni fan dovrà versare un contributo per ottenere il certificato che dimostra l’avvenuta compensazione delle emissioni necessarie allo spostamento: i fondi versati dai fan per compensare le proprie emissioni di gas serra per andare a vedere gli U2 saranno parte dei 450 mila dollari stimati per aiutare per Dora-1, l’impianto che produce energia pulita.

Via | Hurrietdailynews
Foto | Flickr

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Certificati Bianchi: In 5 anni con i titoli di efficienza risparmiati 5 milioni di Tep

pubblicato da Simone Muscas

Lampadina a risparmio energeticoPoche settimane fa l’AEEG ha pubblicato un interessante rapporto sulla situazione dei Certificati Bianchi in Italia. Ebbene, secondo il documento, emerge come in meno di cinque anni, ovvero dal gennaio 2005 (anno di istituzione di questo particolare meccanismo) al novembre 2009 siano stati tagliati oltre 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep). Dai dati emerge inoltre che più di 2 milioni di Tep riguardano il periodo che va da giugno 2008 a maggio 2009, nel quale è stata realizzata quasi la metà dei risparmi complessivi.

In pratica, fanno sapere i responsabili dell’AEEG, è stato come “spegnere” per un intero anno due centrali termoelettriche da 600 MW ciascuna, evitando l’emissione di oltre 5 milioni di tonnellate di CO2. Risultati eccezionali? Al di là del fatto che il meccanismo di questi titoli di efficienza energetica riscuota una certa ammirazione anche all’estero (tanto che l’Italia è spesso citata ad esempio per l’istituzione di questo meccanismo, per quanto lo Stato ideatore sia il Regno Unito) mi rimangono però alcuni dubbi.

I Certificati Bianchi stanno davvero entrando nella cultura degli italiani o semplicemente questa crescita esponenziale degli ultimi anni è più che altro dovuta all’aumento della quota obbligatoria di possesso di questi titoli che cresce di anno in anno per i soggetti obbligati distributori di energia? Che la risposta stia nella seconda domanda? Chissà, di certo per vedere risultati apprezzabili bisognerà attendere ancora molti anni ed è questa una cosa preoccupante, anche e soprattutto in considerazione del fatto che le fonti energetiche tradizionali hanno ripreso l’aumento dei loro prezzi.

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Copenhagen, il vertice sui cambiamenti climatici in 10 punti

pubblicato da Marina

inquinamento e clima, se ne discute al vertice di Copenaghen I negoziati del summit di Copenaghen che iniziano proprio oggi possono essere riassunti in 10 punti. Eccoli:

  • + 2°C. Secondo le teorie del riscaldamento globale sarà l’aumento di 2 gradi della temperatura globale del Pianeta a causarei cambiamenti climatici. Obiettivo del vertice di Copenaghen è raggiungere delle risoluzioni che impediscano questo aumento della temperatura. Lo scenario è suffragato dall’ultimo rapporto dell’IPCC.
  • 385 parti per milione. (ppm) L’attuale concentrazione di CO2 nell’atmosfera, superiore del 38% al livello dell’era pre-industriale. L’IPCC raccomanda di ridurne la concentrazione nell’atmosfera a 350 ppm.
  • 41 %. E’ la percentuale delle emissioni di CO2 prodotte da Cina e Stati Uniti. Le emissioni di CO2 nel mondo sono generate dalla produzione di elettricità e riscaldamento, i settori più inquinanti.
  • 570 milioni di tonnellate. La quantità di emissioni di CO2 proveniente dalla produzione e consumo di energia emesse in Italia nel 2007. L’Italia è uno dei tre paesi più inquinanti, è al terzo posto dopo Cina e Usa.
  • 20 %. La percentuale di emissioni di CO2 generate dalla deforestazione. Le foreste tropicali catturano grosse quantità di CO2, ma questa attività è inficiata dal disboscamento di ampie aree convertite in campi agricoli o per la produzione di olio di palma.
  • + 0.76°C. Aumento della temperatura media dell’aria registrato in oltre un secolo. I danni già causati da questo aumento sono notevoli la distruzione delle colture e dei terreni, la carenza d’acqua, l’aumento di eventi meteorologici estremi (tempeste e uragani).
  • 286 miliardi di tonnellate. Tonnellate di ghiaccio perdute annualmente dalla Groelandia. La perdita di ghiaccio si è accentuata tra il 2006 e il 2009 e l’Artico è entrato in un “nuovo stato” a causa dell’aumento delle temperature.
  • 192. Numero dei paesi che sono presenti a Copenaghen. L’ultima conferenza sul riscaldamento globale si è tenuta a Bali nel 2007 e attirò oltre 11mila partecipanti.

  • 20 %. A seguito dell’adozione del pacchetto energia-clima, l’Ue si è impegnata a raggiungere tre obiettivi entro il 2020: riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, risparmio energetico del 20%, e 20% di aumento nel consumo di energie rinnovabili nell’UE.
  • 86 miliardi di euro. Somma delle operazioni nel 2008 sul mercato del carbonio, secondo la Banca Mondiale. Nonostante la crisi finanziaria internazionale, tale importo è raddoppiato dal 2007.

Via | GEO
Foto | Flickr

Ferro e cambiamenti climatici: primi risultati

pubblicato da Simone Muscas

Emissione di gas a effetto serraRicordate l’esperimento, di cui Ecoblog riportò notizia, che aveva l’obiettivo di studiare le interazioni tra il ferro e i cambiamenti climatici? Per chi lo avesse dimenticato (o mai letto) si tratta di uno studio portato avanti da un centro di ricerca tedesco. L’intento è quello di “concimare” di ferro i fondali circumpolari per stimolare la fioritura di plancton e microalghe.

In sostanza se questa biomassa aumenterà in modo significativo si potrà aprire un nuovo canale nella lotta alle emissioni di gas serra. Il motivo, almeno nelle intenzioni dei ricercatori, sarebbe da ricercarsi sul fatto che la biomassa generata potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “contenitore” della CO2 atmosferica.

Progetto destinato a creare ulteriori aggravamenti di tipo ambientale o davvero nuova finestra da cui guardare per uscire dal problema del riscaldamento globale? Mentre l’opinione pubblica sembra più propendere per la prima ipotesi, è interessante sapere che sono stati presentati i risultati della spedizione preventiva. Si tratta al momento solo di anticipazioni, le quali però, indicano i responsabili del progetto di ricerca, sarebbero addirittura incoraggianti.

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A Shanghai un servizio di bus capaci di ricaricarsi alla fermata

pubblicato da Simone Muscas

Autobus elettricoPoco tempo fa uno dei nostri autori riportò un’interessante notizia circa la presentazione, a Roma, di una nuova tecnologia di bus elettrici capaci di ricaricarsi durante le fermate del loro percorso. In riferimento a quel post è interessante la notizia che arriva da Shanghai dove questi mezzi di trasporto, qualche mese fa, sono stati introdotti su una linea di trasporto pubblico della città.

Questi autobus hanno la particolarità di essere alimentati da supercondensatori al carbone attivo, detti ultracapacitor. Andiamo a vedere le caratteristiche. Gli ultracapacitor esistono da una quarantina d’anni, tuttavia, a causa delle loro dimensioni troppo grandi, non si è mai riusciti a trovare applicabilità nel settore trasporti almeno sino a quando il Mit di Boston, dopo un lungo programma di ricerca e sviluppo, ne ha diminuito le dimensioni e migliorato l’efficienza, rendendone di fatto possibile la produzione a livello industriale.

I problemi però non sono stati completamente risolti. Vi è infatti da sottolineare il fatto che la batteria ideale, capace di rispondere a tutte le esigenze possibili probabilmente ancora non esiste, e, quella utilizzata nei bus di Shanghai, non è sicuramente da meno. Basti pensare che gli ultracapacitor non sono in grado di accumulare molta energia avendo una densità energetica circa 40 volte inferiore rispetto ad una normale batteria al litio (la stessa che troviamo nei comuni telefonini), oltre scaricarsi abbastanza rapidamente (basti pensare devono essere ricaricati ogni tre km).

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Europa e cambiamenti climatici: accordi destinati al fallimento se non ci saranno soldi per i paesi in via di sviluppo

pubblicato da Marina

Mentre si celebra il Climate action Day, qualche giorno fa i Ministri europei dell’ambiente e quelli dell’economia, hanno discusso degli accordi da portare alla Conferenza di Copenaghen (in alto il video della conferenza stampa) sui cambiamenti climatici che si terrà dal 7 al 18 dicembre. Una seconda tornata di discussioni è attesa per il 29 e 30 ottobre prossimi in occasione del Summit europeo in cui si ritornerà a discutere di aiuti al Sud del Pianeta per far si che a Copenaghen non ci sia il flop totale.

Ha detto secco Stravos Dimas, Commissario europeo per l’ambiente:

Aspettiamo la sentenza dei vari capi di Stato e governo, ma lo ripeto: se non ci saranno soldi sul tavolo non ci potranno essere accordi a Copenaghen.

I negoziati sono stati difficili e l’accordo fissato prevede la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 (rispetto a quelle del 1990) da qui al 2050. Perciò la Ue stima che i paesi industrializzati dovranno pervenire nel 2050 a una diminuzione delle emissioni di gas serra tra l’80 e il 95%. A più breve termine i ministri si impegnano affinché i paesi industrializzati riducano le loro emissioni dal 25 al 40% da qui al 2020 contro la percentuale dal 15 al 30% dei paesi in via di sviluppo. I ministri si sono anche impegnati a coinvolgere le compagnie aeree e marittime nella lotta ai cambiamenti climatici imponendo, a livello mondiale, la diminuzione delle emissione del 10% entro il 2020 per le compagnie aeree e del 20% per quelle maritttime.

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Biella, impianto a cogenerazione con cippato di legna vergine

pubblicato da Marina

Biella, i pioppi alimenteranno una centrale a cogenerazione Nasce a Biella un impianto a cogenerazione per ricavare energia dagli alberi. L’impianto si trova a Cossato e la turbina a vapore che genererà i 2,8Mw di potenza sarà alimentata dal cippato di legna vergine, circa 35mila tonnellate all’anno, proveniente in parte dalla pulizia dei boschi e in parte dai pioppeti coltivati per lo scopo.

Scrive Vividaria:

La centrale, che si avvarrà della tecnologia della turbina a vapore, potrà contare su un sistema di abbattimento delle emissioni all’avanguardia e, per quanto riguarda le emissioni di gas serra, sarà a impatto zero, come stabilito dalla legge (la CO2 rilasciata in ambiente sarà di fatto pari a quella assorbita dalla pianta durante il suo ciclo vitale).

Via | Vividaria
Foto| Flickr

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G8 L'Aquila, Cina e India non vogliono pagare da sole per i cambiamenti climatici

pubblicato da Marina

C’era da aspettarselo da Cindia che le risoluzioni da adottare da oggi al 2050 per la riduzione delle emissioni non sarebbero state accettate. Sono, India e Cina paesi in via di sviluppo, che bruciano energia per restare in competizione con l’altra metà del mondo. Dunque, le leggi del profitto basate sull’economia globale e il basso costo del petrolio si ritorcono contro quegli stessi paesi che le hanno messe in piedi nel corso degli ultimi 100 anni.

Un risultato, però, se non altro è stato portato a casa: per la prima volta nero su bianco la richiesta a tutti i partecipanti di prendere seriamente impegni affinchè la temperatura globale del pianeta non superi di 2 gradi centigradi quella attuale. L’obiettivo del controllo della temperatura lo si potrà raggiungere, però, a patto che tutti i paesi prendano parte alla riduzione delle emissioni di gas serra dal 50% all’80% entro il 2050 senza passare per quell’obiettivo intermediario che l’Unione Europea aveva fissato al 20% da qui al 2020.

Ma a non essere convinti delle risoluzioni sul clima proposte in questo G8 sono i G5 cioè i paesi in via di sviluppo: Cina, India, Sud Africa, Messico e Brasile che trovano che gli obiettivi proposti siano penalizzanti nei loro confronti, dopo che i paesi industrializzati hanno passato oltre 100 anni ad inquinare. La delegazione indiana stima che i paesi ricchi debbano definire, a tal proposito, un piano di finanziamenti per aiutare i paesi emergenti a sostenere le conseguenze di un cambio nella politica degli approviggionamenti energetici e dunque per tenere sotto controllo il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi proposti. In fondo l’idea è quella che ognuno debba portare il suo fardello.

Via | Nouvelobs

Cambiamenti climatici: Greenpeace occupa 4 centrali a carbone e manda un messaggio al G8

pubblicato da Marina

L'azione di Greenpeace a Porto Marghera

Da stamattina e fino alle 13, cioè l’ora di apertura del G8 a L’Aquila, un centinaio di attivisti di Greenpeace provenienti da 18 nazioni diverse hanno manifestato in 4 luoghi strategici ed esattamente nelle centrali a carbone di Brindisi, Fusina a Marghera (Venezia), Vado Ligure (Savona) e Porto Tolle.

Greenpeace: manda silvio a copenaghen La manifestazione (qui il diario delle 4 azioni) non è stata esente dalle iniziatie anti-sabotaggio dei responsabili degli impianti, come nel caso di Brindisi, dove il nastro trasportatore è stato più volte attivato per far scendere gli attivisti di Greenpeace, azione che ha anche messo a rischi la stessa sicurezza dei partecipanti. Le iniziative hanno voluto smuovere i media e sopratutto mandare un messaggio ai leader dei paesi G8 a proposito dei cambiamenti climatici in atto. La richiesta è quella di prendere dei seri provvedimenti affinché la temperatura del Pianeta non si innalzi globalmente di 2 gradi centigradi.

Dice Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia:

I politici chiacchierano. I veri leader decidono. Abbiamo perso anche troppo tempo e l’occasione di quest’anno, al summit di Copenhagen, è un treno che non si deve perdere! Le maggiori economie del pianeta devono decidere ora di salvarlo dai cambiamenti climatici.

Dunque per far senire la propria voce anche verso il Governo italiano, Greenpeace con l’iniziativa Manda Silvio a Copenaghen propone di inviare una mail al Premier Silvio Berlusconi in cui si chiede sia all’Italia, sia agli altri Paesi industrializzati di prendere praticamente una serie di impegni.

Dopo il salto la lista delle richieste.

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Tassa sulla CO2? La Cina dice no

pubblicato da Simone Muscas

Bandiera CinaMentre in Europa si vocifera sull’introduzione di una tassa sulla CO2 per tutti i cittadini comunitari c’è chi da tutt’altra parte opta per politiche completamente differenti. Parliamo della Cina e delle dichiarazioni rilasciate dal vice Ministro degli Esteri He Hafei, in questi giorni in visita a Roma. In un discorso tenuto nella capitale il vice Ministro ha sottolineato infatti come la potenza asiatica non abbia alcuna intenzione di introdurre una tassa sulla CO2 per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

He Hafei ha inoltre indicato il bisogno di una strategia comune dei Paesi più potenti economicamente, anche se questa non deve assolutamente supporre l’introduzione di tasse sull’anidride carbonica o misure di protezionismo che creino distorsione al mercato. Le parole di He Hafei effettivamente rimangono abbastanza vaghe sulla questione clima e non lasciano aperte molte speranze affinché la Cina si allinei a breve termine con gli altri Paesi sviluppati del pianeta.

La Cina nell’ultimo decennio si è convertita fra i maggiori responsabili delle emissioni di CO2 del globo, ma continua a rivendicare il ruolo di Paese emergente con nessuna grande responsabilità sui danni ambientali del pianeta sino ad ora provocati. Una posizione sicuramente scomoda per tutti quei Paesi che finalmente, seppur a fatica, stanno iniziando a considerare la sfera ambientale come un qualcosa in più rispetto ad un semplice corollario nelle decisioni politiche.

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