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Tutti gli articoli con tag energia solare

Algeria, si concretizza il DESERTEC con l'accordo con Sonelgaz

pubblicato da Marina

Sonelgaz

E’ stato firmato pochi giorni fa a Bruxelles un Mou, Memorandum d’intesa, per concretizzare ulteriormente il progetto DESERTEC che prevede l’esportazione di energia solare dall’Africa del Nord e Medio Oriente in Europa. A impianti completati, dall’altra sponda del Mediterraneo giungeranno in Ue 10giga watts di energia. L’accordo è stato raggiunto dalla Sonelgaz società statale in Algeria e già un pioniere nell’ibrido solare/gas nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e DII Desertec Industrial Initiative

Ha detto Youcef Youfsi Ministro algerino per l’energia:

Entro il 2030, circa il 40 per cento della produzione di energia elettrica per il consumo nazionale verrà da energia rinnovabile.

Via | AlgerieCity, GreenProphet
Foto | GreenProphet

Vetri basso emissivi contro le dispersioni termiche

pubblicato da Olivia

Un'idea di involucro esterno dell'architettura moderna

A chi si chiede quanto possa incidere sui consumi una finestra poco isolata, rispondo che attraverso le normali finestre il calore si dissipa, così come l’energia impiegata per produrlo. Le perdite di energia termica nelle nostre case, infatti, possono raggiungere il 22% dell’energia prodotta. Quest’ultimo dato cresce fino al 40% se aggiungiamo il fatto che molti edifici del nostro Paese appartengono all’edilizia degli anni ‘70, che non poneva, all’epoca, attenzione alle dispersioni termiche dell’involucro, tenuto in gran considerazione invece dall’architettura bioclimatica.

Quest’ultima disciplina, secondo regole del tutto funzionali, cerca di coinvolgere nella sua progettazione tutto ciò che può permettere all’uomo di sfruttare energia in modo “gratuito”. Per questo motivo colloca le finestre sui lati sud e est dell’edificio: per far si che l’energia solare sia sfruttata al massimo nella stagione invernale, mentre nella stagione estiva sono studiate apposite schermature per evitare il fenomeno del surriscaldamento e dell’effetto serra.

Nel caso di un edificio passivo, ad esempio, si punta al miglioramento dell’involucro opaco (finestre, porte finestre etc.) , senza dover introdurre tecnologie complesse, attraverso l’isolamento delle chiusure e l’assenza di ponti termici e l’utilizzo di vetrate ad alte prestazioni, opportunatamente dimensionate per la captazione solare.

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Energia solare: In Gran Bretagna taglio netto agli incentivi per il fotovoltaico

pubblicato da Nestor Carnevali


In Gran Bretagna gli incentivi per il fotovoltaico verranno tagliati del 50% entro la fine dell’anno. Da mesi si rincorrevano voci su una possibile riduzione, ma un documento della locale autorità per l’energia finito nelle mani della stampa prima del tempo ha permesso di rendere nota l’entità del taglio: si passerà dai 43.3 a 21 penny per Kwh. Questa decisione, ipotizzando l’installazione di un impianto con un costo di 10000 sterline, aumenta il tempo necessario all’ammortamento dell’investimento iniziale da 10 a 18 anni.

Un’autentica bastonata, una decisione presa per mettere un freno ai costi che gravano sulle bollette di tutti gli utenti britannici per finanziare questo livello di incentivi. Con questo tasso di sviluppo a partire dal biennio 2014/15 si sarebbero dovuti recuperare 980 milioni di sterline con un aggravio per ogni utente nel 2020 di 26 sterline l’anno a fronte di una bolletta media stimata di 512 sterline.

Secondo il Governo il costo dell’energia solare è sceso e con questo livello di incentivi il profitto per le aziende del settore è talmente elevato da poter sopportare un taglio del genere. In sostanza, secondo le autorità, saranno gli installatori e le aziende produttrici di pannelli a dover rinunciare ad una parte del guadagno per mantenere i prezzi ad un livello simile a quello attuale per i consumatori finali. D’altra parte la rendita rimane del 4% (contro il 7.5% attuale), un tasso considerato comunque superiore a quella di un qualsiasi altro tipo di investimento a rendimento sicuro sul mercato.

[Via | The Press Association]

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Secondo l'EPIA nel 2013 l'energia solare può costare già come quella convenzionale

pubblicato da Nestor Carnevali


Già nel 2013 l’energia fotovoltaica potrebbe costare quanto quella prodotta da fonti convenzionali, con l’Italia in testa. La conclusione di uno studio sui mercati dei principali paesi europei pubblicato dalla EPIA (Associazione europea delle industrie del fotovoltaico) è convinto che l’energia solare sia già oggi più conveniente di quanto pensano in molti, troppi, compresi alcuni dei leader politici più influenti del vecchio continente.

Il traguardo della piena parità di costi di produzione dell’energia fra i combustibili fossili e il solare nel 2020 sarebbe più a portata di mano di quanto immaginato. Negli ultimi 20 i costi di produzioni del fotovoltaico sono diminuiti costantemente, ma hanno la potenzialità di scendere di un altro 50% entro la fine del decennio, ma secondo l’EPIA l’energia elettrica fotovoltaica potrebbe costare dagli 8 ai 18 cent per KWh entro il 2020.

Già oggi in Germania produce dal carbone a 9 cent di euro e questo costo è previsto in salita grazie alle normative ambientali più stringenti e ai costi per le emissioni di CO2. Il presidente di Epia, Ingmar Wilhelm, è convinto e parla di “esempio italiano da seguire“:

Già oggi, l’elettricità fotovoltaica è più conveniente di quanto molti pensino. Nei prossimi anni lo sarà ancora di più grazie alla tecnologia in costante miglioramento e le economie di scala. Il prezzo di energia elettrica da fonti convenzionali aumenta, solare fotovoltaico diventerà parte pienamente concorrenziale del mix energetico. Il passaggio all’energia solare fotovoltaica non è solo un’opzione auspicabile per il raggiungimento dei nostri obiettivi energetici e ambientali, è anche un obiettivo realistico e competitivo, creando oggi le condizioni per lo sviluppo del fotovoltaico, possiamo garantire che rispetti la sua promessa di un ambiente pulito, fonte di energia sicura e infinitamente rinnovabile e una parte importante del mix energetico europeo.

Via | BusinessGreen

CRO building a Miami, edificio a risparmio energetico

pubblicato da Marina

Miami, la torre ecologica

Leggo della realizzazione del condominio che risparmia energia Cro building a Miami su “Energia solare e rinnovabili” (pag. 18, nr. 2-tecniche nuove). Trovo le belle foto della torre sulla pagina fb del suo progettista, l’architetto Chad Oppenheim che la definisce “eco machine”. La struttura sarà completata alla fine di quest’anno.

La torre è alta 122 metri e ha 25 piani, ospiterà centri commerciali al pian terreno, mentre i piani bassi sono riservati agli uffici, gli appartamenti sono 113. Se fate caso, nella foto in basso a destra riuscite a vedere nei fori alti delle turbine eoliche. L’edificio è in grado di generare energia e la progettazione è stata affidata a Buro Happold, consulente energetico e a Ysreal Seinuk ingegnere strutturale. Oltre alle pale eoliche sono stati integrati pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Tutto l’edificio è stato strutturato per essere isolato termicamente e per fornire ombra.

Le unità possono costare dai 400mila dollari ai 2 milioni di dollari però ogni unità residenziale comprende elettrodomestici Energy Star, pavimenti con piastrelle di vetro riciclato e rivestimenti in bambù.

Miami, la torre ecologica
Miami, la torre ecologica Miami, la torre ecologica

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5 tra i vip più ''verdi'' del 2010

pubblicato da Barbara Arlati

Madonna

Ecco 5 tra le celebrità che nel 2010 hanno fatto qualcosa per rendere il nostro pianeta un posto migliore dove vivere.

Madonna
Si è unita con uno studio di New York per costruire una scuola femminile alimentata da energia solare in Malawi, Africa.

Pamela Anderson
Si è unita No Tanks Coalition e ha filmato un messaggio per la causa.

Leonardo DiCaprio
L’attore americano noto per le sue donazioni ”verdi” quest’anno ha donato al WWF un milione di dollari per salvare le tigri dall’estinzione.

Betty White
Questa popolare attrice ha recentemente coronato il suo sogno di diventare un ranger. E’ diventata un U.S. Forest Service onorario e spera di poter proteggere i preziosi alberi e la natura.

Jenny McCarthy
L’attrice americana ha lanciato la sua linea ”verde” chiamata ”Too Good” in cui usa materiali non tossici, 100% riciclabili e senza PVC.

Leonardo DiCaprioBetty WhiteJenny McCarthy

Via | GreenDiary

Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

pubblicato da Peppe Croce

Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

Enel Green Power è entrata nella “short list” delle papabili aziende che costruiranno una centrale solare termodinamica in Marocco. Si tratta di un primo stralcio di un progetto per 500 MW di potenza totale installata nel 2015. Il Marocco, in realtà, vuole fare anche di più: entro il 2020 mira a raggiungere i due GW.

I grandi gruppi dell’energia si sono fiondati sull’affare: sono state 19 le società che hanno partecipato alla prima fase di selezione che, in breve tempo, ha portato ad una lista di soli quattro gruppi in gara per realizzare gli impianti solari: un consorzio guidato da Enel Green Power con la spagnola Asc, un altro che vede dentro Mitsui, Abeinsa, Abengoa Solar e Abu Dhabi National Energy, un terzo gruppo formato da Orascom, Solar Millenium e Evonik Steag e, infine, International Company for Water & Power.

Il colossale progetto Desertec, che il ministro marocchino per l’Energia Amina Benkhadra, ha definito “ardito, ma realistico”, fa passi avanti. La tecnologia che verrà utilizzata sarà sostanzialmente gemella di quella utilizzata nel progetto Archimede sperimentato (ma mai portato realmente a termine) a Siracusa da Enel: grandi specchi che concentrano il calore su un tubo all’interno del quale scorrono sali fusi.

Con il calore catturato dai sali si produce il vapore che viene poi inviato ad una classica centrale termoelettrica a ciclo combinato.

Via | Investire Oggi, Enel

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Il pannello fotovoltaico che funziona anche al buio

pubblicato da Simone Muscas

Pannello fotovoltaico

Il titolo non tragga in inganno: si tratta soltanto di una ricerca e non di una tecnologia già in uso, tuttavia, data l’eccezionalità della scoperta, mi è sembrato interessante segnalarla. A studiare questi particolari sistemi di celle solari nanotecnologiche capaci di funzionare anche la notte, sono dei ricercatori americani dell’Idaho National Laboratory. Il modulo solare si basa su un principio semplicissimo ovvero sul fatto che più della metà dell’irradiazione proveniente dal sole si trova nello spettro dell’infrarosso la cui energia durante il giorno viene assorbita dalla superficie terrestre, mentre di notte viene rilasciata sotto forma di calore.

Il funzionamento di questi moduli solari parte proprio da questa osservazione. Per comprenderlo toglietevi dalla testa lo schema dei comuni pannelli fotovoltaici, questi nuovi prototipi hanno infatti caratteristiche completamente differenti. Mentre i classici moduli producono energia assorbendo fotoni e rilasciando elettroni, questi sarebbero invece capaci di catturare l’energia con delle piccolissime antenne che, colpite dalla radiazione infrarossa, entrano in risonanza generando corrente alternata.

Purtroppo allo stato attuale delle cose l’applicabilità è rallentata da due problemi particolarmente ostici da superare. Innanzitutto la corrente che viene generata da queste antenne è ad altissima frequenza, quindi per poter essere utilizzata è necessario trasformarla previamente in corrente continua. Per far questo si stanno testando dei particolari diodi che permettano questo passaggio, ma ancora non si è arrivati a definire dei modelli affidabili al 100%.

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Orologi a energia solare di Casio a Eco Product 2010

pubblicato da Barbara Arlati

Orologio a energia solare di  Casio

Casio ha cominciato a produrre orologi a energia solare da qualche tempo nelle linee G-Shock e Oceanus. I nuovi modelli presentati a Eco Product 2010 sono veramente innovativi e hanno i pannelli solari appena sotto il quadrante dell’orologio.

La Casio ha stimato che un orologio ha bisogno solo di 6,2 W di energia rinnovabile per effettuare 860,000 movimenti del meccanismo dell’orologio.

Via | Ecofriend

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Lo spray fotovoltaico

pubblicato da Simone Muscas

Bomboletta spray
Fra le tecnologie emergenti mi ha particolarmente incuriosito la messa a punto di un nuovo sistema di produzione di energia. Si tratta sostanzialmente di una bomboletta spray capace di emettere una sottile pellicola fotovoltaica in grado, stando alle parole dei suoi inventori, di produrre circa 100 watt per metro quadro.

A metterla a punto (si tratta ricordiamolo di un protipo da laboratorio) è stata la EnSol, società norvegese da tempo impegnata nel campo dello sviluppo di tecnologie sostenibili, in collaborazione con l’Università inglese di Leicester. La particolarità della pellicola fotovoltaica consiste nell’essere così sottile da poter essere spruzzata su superfici piatte come quelle degli edifici, consentendo un adeguato sfruttamento dell’irraggiamento solare.

Fra le possibili applicazioni, per il fatto di essere completamente trasparente, anche l’utilizzo sui vetri. I responsabili del progetto fanno sapere di essere attualmente in una fase di ricerca, ma visti i risultati sinora conseguiti, ci sono tutte le condizioni necessarie per migliorare l’efficienza dello spray di almeno il 20% e addirittura lanciarlo sul mercato entro il 2016.

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