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Emendamento alla Finanziaria: si toglieranno soldi alle energie rinnovabili?

pubblicato da Marina

Pannelli fotovoltaici Le cose stanno così: l’Italia si appresta a costruire centrali nucleari e servono soldi, tantissimi soldi da recuperare il più velocemente possibile. Dunque via ai tagli in quei settori ritenuti non indispensabili. E se si sceglie il nucleare cosa risulta essere di troppo? Le energie ricavate da fonti rinnovabili, quali eolico, fotovoltaico e biomasse. Ebbene ecco che da qualche giorno, tra gli industriali del settore gira il documento contenente gli emendamenti alla finanziaria 2010 che appunto tolgono soldi alle energie rinnovabili.

In sostanza salta il finanziamento CIP 6/92 dopo 6 mesi dall’approvazione dell’emendamento; i produttori di energia da fonti rinnovabili devono dotarsi di adeguati sistemi di accumulo e in assenza di tali sistemi i coefficienti di incentivazione si ridurranno del 10% dal 1°gennaio 2010 e del 20% dal 1° gennaio 2011. Capitolo certificati verdi: saranno dimezzati e da 85,00 €/MWh si passerà a circa 40,00 €/MWh; Terna avrà il potere di indicare quanta energia dovrà essere prodotta che sarà poi erogata con continuità. Ovviamente le questioni più spinose oltre al dimezzamento degli incentivi sono il sistema di accumulo e il fatto che le energie ricavate da fonte rinnovabile non sono per loro natura stabili e che dunque non si potrà indicare a priori quanta energia dovrà essere prodotta, piuttosto andrebbero potenziate infrastrutture e reti per produrne la maggior quantità possibile.
Dichiara Gianni Chianetta, presidente Assosolare a Zeroemission Tv:

Non ha alcun senso prevedere l’accumulo dell’energia, così come previsto da alcune ipotesi di modifica alla finanziaria avanzate dal governo ma sarebbe più opportuno dedicare le risorse al potenziamento della rete, anziché pensare di adeguare la crescita delle rinnovabili alla rete esistente. Il problema della saturazione e l’obsolescenza della rete elettrica rendono difficile immettere l’energia prodotta dalle nuove centrali e i ritardi di allacciamento stanno causando delle perdite non programmate da parte degli investitori.

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Uno studio afferma che l’eolico Usa può soddisfare la domanda mondiale di energia

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratori eoliciDi studi curiosi ne abbiamo trattato tanti su Ecoblog, tuttavia questo che arriva dagli Stati Uniti merita particolare attenzione. Infatti secondo un importante centro di ricerca sembrerebbe che tutto il fabbisogno di energia nel mondo potrebbe essere soddisfatto dall’energia elettrica prodotta solamente con i sistemi eolici negli Stati Uniti. Questo è quanto stimato in uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze Pnas da Michael McElroy della School of Engineering and Applied Sciences, Harvard University di Boston.

Secondo il calcolo eseguito dagli esperti sarebbe sufficiente una rete di turbine da 2,5 MW di potenza che operi ad appena il 20% della capacità, per produrre un quantitativo di energia pari ad oltre 40 volte il consumo globale di elettricità, oltre cinque volte il consumo mondiale di energia in tutte le sue forme. Stupiti? Sicuramente lo studio non rivela tutto ciò che dovrebbe, nel senso che l’applicazione di un progetto faraonico di questo tipo genererebbe, oltre che investimenti molto onerosi, soprattutto dei chiari problemi di fattibilità tecnica.

Già qualche tempo fa parlammo su Ecoblog di ciò che in quest’ultimo periodo sta succedendo con i parchi eolici spagnoli i quali, a causa della crisi economica ed alla conseguente riduzioni dei consumi elettrici, stanno venendo scollegati dalla rete. Questo perché l’energia prodotta risulta oltre che più costosa anche di produzione maggiormente incostante rispetto ad altre fonti convenzionali.

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