Agli italiani piace l’energia eolica. Lo svela una ricerca Aper/Ispo secondo cui l’80% degli intervistati si dice entusiasta dei rotori, mentre il 75% ritiene che possa essere un volano per l’innovazione nel Paese. Ben diversi i dati, invece, che riguardano il gradimento del nucleare, dove nessuno, ma proprio nessuno si dice disposto a tollerare una centrale nucleare vicino casa. L’entusiasmo per le pale, però un po’ si smorza tra chi abita nei pressi di un impianto eolico anche se la percentuale di gradimento resta notevolmente alta: è comunque è il 75% a ritenere che si tratti di un impianto moderno.
I dati sono stati resi noti durante il convegno convegno “Agli Italiani piace eolica” promosso da APER GrandEolico, l’Associazione delle aziende Produttrici di Energie Rinnovabili. In Italia gli impianti eolici sono presenti maggiormente Puglia con 1.158 MW e la Sicilia con 1.116 MW, che ha fatto registrare nel 2009, tra l’altro, un tasso di crescita del 41% rispetto al 2008.
Secondo la ricerca dell’Ispo l’87% degli intervistati ha dichiarato di conoscere l’energia eolica; Il 93% degli uomini si dichiara informato; tra i 18 e i 24 anni i più informati con il 94%; mentre le donne sono l’81%; anche gli insegnati, il 96% si dichiarano informati; il 61% ammette che ci sia poca informazione rispetto alla resa energetica o alle direttive europee in materia di energia rinnovabile; il 60% ha visto di persona un impianto eolico e ne ha tratto una impressione positiva; la maggioranza li ha valutati “moderni”(85%), “suggestivi” (58%), che non possono “rovinare il paesaggio” (69%) né che “siano rumorosi” (65%).
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Godetevi questo bel video messo su da quel genio che è byoblu. Oltre ogni dato, oltre ogni ragionamento c’è proprio una cosa dell’intervista di Piero Angela che non mi scende giù: quando afferma di non credere all’educazione. Ma lui è o non è un divulgatore? E dunque se non ci crede lui? Chi ci dovrebbe credere? Noi?
Comunque, a parte tutto tocca una nota dolente: educare al risparmio energetico e al cambio di abitudini energetiche è una faccenda assai complessa e difficile. L’ubriacatura di energia che stiamo sperimentando è un privilegio, che in 10mila anni di storia dell’umanità, ci siamo concessi solo dagli anni ‘60 dello scorso secolo. Ma forse la tecnologia ci potrebbe venire in aiuto grazie ai sistemi di domotica per il controllo degli elettrodomestici, ad esempio, o delle luci.
Infine, non credere nell’energia eolica, forse, l’unico vero competitor dell’energia nucleare, vuol dire non pensare seriamente al futuro delle generazioni.

Produrre energia da fonti rinnovabili e rispettare l’ambiente. Questo il senso delle Recommandations pour la planification d’installations éoliennes, le Linee Guida unitarie della confederazione Svizzera a proposito di impianti eolici.
Il territorio svizzero è piccolo e limitato alle Alpi, Prealpi e il Giura e entro il 2030 l’energia eolica dovrà garantire una produzione di energia elettrica di 600 milioni di kWh. Come conciliare, dunque, la tutela dell’ambiente con la necessità di produrre energia, anche de da fonte rinnovabile come l’eolico?
Spiega il BFE, l’Ufficio Federale per l’energia:
La concezione indica le condizioni quadro per la pianificazione e la costruzione di windpark e si basa sul principio di concentrare i generatori eolici in siti particolarmente adatti. I criteri per l’identificazione di tali siti sono il regime e l’intensità dei venti, la raggiungibilità, la distanza dagli insediamenti e la compatibilità con la natura e il paesaggio. La Concezione è destinata ad essere utilizzata da Cantoni e Comuni come strumento per la pianificazione degli impianti.
Via | Comunicato stampa BFE
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Mi ha particolarmente incuriosito una recente notizia secondo cui il Governo spagnolo di Zapatero avrebbe approvato un particolare piano energetico nazionale. Fra i contenuti più interessanti senza dubbio vi è la parte relativa all’energia prodotta dal vento. Ebbene, secondo gli intenti governativi, l’obiettivo sarebbe quello secondo cui entro i prossimi dieci anni il mix delle fonti energetiche del Paese dovrà essere rappresentato nella percentuale maggiore dalla fonte eolica.
Numeri alla mano l’energia prodotta con il vento dovrà essere costituita, al 2020, da una percentuale di almeno il 22,3%. Cifre da capogiro, in quanto si dovrà arrivare ad una potenza eolica installata di almeno 74.547 MW , ovvero quasi il doppio rispetto agli attuali 39.721 MW istallati che rappresentano senza dubbio già un ottimo risultato.
Se da un lato qui in Italia si guarda agli obiettivi della Spagna con una certa invidia dato l’impegno e l’energia profusa dalle parti competenti in materia di rinnovabili, dall’altro sono molti gli ostacoli che sicuramente dovranno essere superati per arrivare ad una quota percentuale così ambiziosa.
Continua a leggere: Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull'eolico come prima fonte di energia
Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, torna alla carica sulla questione energia e, in particolare, sull’energia eolica. Dopo aver visto sonoramente bocciato dal Tar il “suo” (aggettivo generoso) Piano energetico e ambientale regionale siciliano (Pears) ora studia le contromosse. Per evitare che l’esperienza si ripeta, visto che ci sono attualmente pendenti altri 70 ricorsi al Tar Sicilia su quel piano (forse incautamente benedetto da Jeremy Rifkin che, assai probabilmente, neanche lo ha letto), annuncia che il Pears si farà, ma attraverso un regolamento e non, come avvenuto con il piano bocciato, tramite delibera di Giunta Regionale.
La notizia è stata data dallo stesso governatore siciliano in apertura del convegno “Quale energia in quale futuro”, inaugurato a Palermo ieri nei locali della splendida Villa Malfitano. Un convegno, è giusto il caso di accennarlo, che ha avuto “il contributo di Enel”, società che, però, è attualmente sotto esame dell’Anti Trust che crede che Enel (ma anche Edipower) abbia messo in atto una serie di comportamenti commerciali scorretti per mantenere altissimo il costo dell’energia in Sicilia. Forse un po’ di prudenza in più, da parte di chi rappresenta il popolo siciliano, sarebbe stata opportuna.
Ma torniamo al “nuovo” Pears che, dice Lombardo, sarà fondato sui concetti di convenienza e sicurezza. Giova ricordare che “convenienza” e “sicurezza” sono gli stessi termini utilizzati in occasione della presentazione del vecchio piano. Lombardo, quindi, ribadisce quanto già affermato mesi e mesi fa: no all’eolico, no al fotovoltaico su terra, sì al fotovoltaico sui tetti. Visto che il governatore ribadisce cose già dette, e sulle quali abbiamo già fatto il pelo e il contro pelo, è inutile ripetersi anche su questo blog.
Continua a leggere: Piano energetico Sicilia. Lombardo prepara il regolamento anti-Tar
Una bella storia, meravigliosamente vera, di genialità e bellezza ci è stata segnalata. Tanto edificante da meritarsi la stesura di un libro dedicato: The boy who harnessed the wind che presto uscirà in Italia, edito dalla Rizzoli.
William Kamkwamba è un ragazzo del Malawi che, nel 2004, appena quattordicenne, non sogna che di frequentare la scuola ma non ne ha i mezzi. Così, aiuta i genitori a lavorare la terra. Fino a quando, affascinato dalle pale eoliche che vede disegnate sui suoi libri, non decide di provare a “imbrigliare il vento” con dei rifiuti trovati nella discarica del suo paese. Lentamente, li assembla fino a costruire un mulino in grado produrre elettricità per la sua casa perché gli sia consentito studiare anche la sera grazie alla luce. Stupefacenti i mezzi utilizzati: il ventilatore di un trattore, grosse lame arrugginite, un enorme assorbitore d’urto (cuscinetto), un pistone, una vecchia bobina, ecc. Il tutto, sotto gli occhi di volta in volta divertiti o costernati della gente. Si tratta di un’utopia per i più, oppure di una sprezzante rivalsa contro gli spiriti del luogo che non porterà nulla di buono… Incredulità e derisione i sentimenti che accompagnano l’esperienza di William nella costruzione di questa sua torre di Babele. E, invece, questo timido adolescente ce l’ha fà, sotto gli occhi esterrefatti dei suoi compaesani. La luce nella sua casa si accende, come fosse un’epifania e, presto, con le necessarie aggiunte verrà messa a disposizione dell’intero paese.
Eppure, nei due anni successivi, William quasi si rassegna all’idea di essere schiavo della sua terra e di non poter frequentare la scuola. Finché, Hartford Mchazime, un docente legato a una Ong, non riesce a fare di lui un caso internazionale convogliando l’interesse dei media sulla sua impresa. In breve, e nonostante l’iniziale l’ostracismo manifestato dal Ministero dell’istruzione del Malawi, William torna a studiare! Oggi vive in Sudafrica e frequenta l’African Leadership Academy a Johannesburg, grazie a una più che meritata borsa di studio…
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Sul sito internet di EurObserv’ER, l’osservatorio europeo sulle fonti rinnovabili, sono disponibili i dati aggiornati al 2009 dell’eolico in Europa e nel mondo. La potenza installata lo scorso anno è cresciuta in tutto il pianeta, ma l’Europa si conferma leader mondiale in questa tecnologia.
Su 157.932 Mw di potenza installata nel mondo, infatti, ben 76.185 Mw provengono dalla sola Europa. L’Asia, in totale, raggiunge la metà della potenza del vecchio continente con 38.909 Mw installati, praticamente identici ai 38.478 Mw del nord America. Nel complesso, dal 2008 al 2009, il mondo ha guadagnato 37.042 Mw di eolico e ne ha dismessi 113.
Veramente incredibile, però, è il dato cinese: 13.000 Mw installati nel solo 2009, a fronte dei 14.000 totali dell’Asia. Numeri incredibili che dimostrano, come se ce ne fosse bisogno, l’enorme fame di energia cinese che il gigante asiatico sazia con qualunque tipo di tecnologia e fonte, dall’eolico al carbone. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, EurObserv’ER mette in evidenza la “cura Obama”: +17.8% di potenza eolica installata nel 2009.
Continua a leggere: EurObserv'ER: l'eolico non teme la crisi. Nel 2009 è cresciuto del 13,3%
Il TAR di Lecce ha azzerato le autorizzazioni a costruire per i parchi eolici di Martano, 15 pale, e per Zollino, 10 pale. Lo rende noto un comunicato di Italia Nostra, l’associazione che si è occupata della vertenza e che ha chiesto al TAR l’intervento contro la Regione Puglia.
Si legge nel comunicato:
Il Tar ha disposto l’annullamento della determina regionale, che consentiva l’impianto senza sottoporre una parte di esso alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale. Annullata anche la convenzione, ritenuta “piuttosto ambigua”, tra Comune e società che stabiliva una royalty di 3.000 euro per ogni torre approvata, nonostante l’autorizzazione regionale definitiva ancora non ci fosse. Il Tar ha argomentato anche ritenendolo come unico impianto assieme a quello di Zollino, per cui andava prevista “l’equa distribuzione delle torri nel territorio dei due Comuni” e come se non bastasse la Regione Puglia è stata condannata alla corresponsione ad Italia Nostra della somma di 4.000 euro a titolo di spese del giudizio a favore di Italia Nostra. Battaglia vinta.
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L’Autorità per l’energia mette mano alle regole per disciplinare meglio l’eolico. Con due delibere, la ARG/elt 4/10 e la ARG/elt 5/10, l’Autorità ha infatti cambiato l’attuale normativa sugli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili cioè, in pratica, fotovoltaico ed eolico. In realtà, però, il vero oggetto delle delibere è proprio l’energia prodotta dal vento.
La questione saliente che viene disciplinata è, paradossalmente, la non produzione di energia. Come tutti ormai ben sanno spesso e volentieri Terna impone ai gestori degli impianti eolici di fermare la produzione di energia per non compromettere il delicato equilibrio della rete elettrica. La cosa avviene anche per il fotovoltaico, ma per l’eolico è molto più frequente vista la grande produzione di energia delle pale quando il vento fa il suo dovere.
Fino ad oggi, quando Terna imponeva di fermare un impianto, l’energia non prodotta veniva comunque pagata in base alle statistiche di produzione del sito. Ora, invece, il nuovo regolamento affina il metodo: viene introdotta la possibilità da parte del Gestore dei Servizi Energetici (meglio noto con la sigla di GSE) di monitorare in tempo reale i dati sulla produzione effettiva degli impianti e tali dati potranno essere usati in caso di interruzione forzata della produzione per quantificare, tramite un modello matematico appositamente messo a punto, la mancata produzione.
Continua a leggere: Eolico: nuove regole dall'Autorità per l'energia

Terna ha presentato ieri il Piano di sviluppo della rete 2010-2014. Il piano, che viene aggiornato ogni anno, altro non è che l’elenco dei buoni propositi di Terna che, onestamente tra mille difficoltà, cerca di mettere toppe alla rete elettrica italiana ad alta e altissima tensione. Quella, per capirci, che regge tutto il sistema elettrico italiano permettendo all’energia prodotta dalle centrali termoelettriche e dagli impianti da fonti rinnovabili di andare su e giù per il bel paese.
Le mille difficoltà, ovviamente, derivano dal fatto che non sempre i progetti di Terna sono al 100% compatibili con l’ambiente e dal fatto che quasi mai sono esattamente quello che le popolazioni locali vorrebbero. Si sa, è difficile accettare di buon grado un traliccio di fronte casa. In ogni caso, visto che la rete italiana è quella che è, qualche rattoppo non può far male. Anche per questo il Governo, recentemente, ha approvato il decreto sblocca-reti che dovrebbe rendere la vita più facile proprio a Terna.
Cosa contenga esattamente il nuovo piano, in realtà, non è dato saperlo perchè il documento non è ancora disponibile su internet per la consultazione. Dal materiale per la stampa, invece, si deduce che il Piano di sviluppo 2010-2014, dal punto di vista ambientale, ha due cose interessanti: la prima è che, persino nei comunicati stampa, tornano alla ribalta i limiti strutturali allo sviluppo delle rinnovabili che, a detta di Terna, verranno finalmente “sbottigliate”.
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