
Google ama la green economy. Le ama al punto da aver investito qualcosa come 780 milioni di dollari in aziende della Cleantech e 1.2 milioni di dollari nel primo trimestre di quest’anno per finanziare i lobbisti delle energie alternative. Sensibilità ambientale? Non soltanto. Dalle parti di Mountain View sono convinti che “spingendo” la green economy si potranno ottenere entusiasmanti risultati di crescita per l’intero prodotto interno lordo statunitense.
In un report, pubblicato qui, Google ipotizza che ritardando delle politiche pubbliche di stimolo alle tecnologie verdi anche soltanto di 4 anni la perdita in termini di posti di lavoro e di crescita economica sarebbe mostruosa: 1.4 milioni di “green jobs” e 3200 miliardi di dollari in meno.
Puntare sull’energia pulita permetterebbe di ridurre i costi medi energetici delle famiglie di un migliaio di dollari l’anno, tagliare del 13% le emissioni e ridurre il consumo di petrolio americano di 1,1 miliardi di barili l’anno. Secondo Google puntare forte sulle energie rinnovabili porterà, entro il 2050, un guadagno di 3.9 milioni di posti di lavoro e una riduzione delle emissioni del 55%. Gli interessi economici di Big G sono innegabili, ma è comunque un segnale positivo per contare su un colosso come Google per lo stimolo delle rinnovabili e dell’energia pulita.
Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha spiegato il suo punto di vista sul futuro dell’energia in un’intervista a Wired USA. Il secondo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio personale stimato in 56 miliardi di dollari secondo Forbes, boccia le energie alternative (solare in primis), almeno quando si parla di produzione domestica:
Le soluzioni che funzionano nel mondo ricco non si avvicinano nemmeno a risolvere il problema energetico. Se siete interessati a qualcosa di “carino”, [i pannelli fotovoltaici] sulle case possono andare bene, ma se siete interessati a risolvere i problemi energetici del mondo, i progetti giusti sono quelli di enormi campi solari nel deserto.
Secondo Gates bisogna ragionare in un’ottica “macro”, la produzione energetica non può prescindere da progetti su larga scala, ma soprattutto non può prescindere dal nucleare. L’incidente in Giappone non dimostra l’insicurezza intrinseca dell’energia prodotta dall’atomo, i reattori di Fukushima erano di vecchia concezione e Gates ritiene che la ricerca e lo sviluppo di tecnologie più moderne (nelle quali è personalmente impegnato come finanziatore) possono essere la risposta giusta. D’altra parte la produzione d’energia dalle fonti fossili sono almeno altrettanto dannose per la salute dell’uomo:
Le centrali a carbone uccidono, solo che lo fanno più lentamente proprio come piace ai politici.
Aldilà delle istintive reazioni a questa presa di posizione bisogna riflettere sul fatto che se un uomo tanto ricco, e di conseguenza influente, ritiene il fotovoltaico poco più di un “giocattolo” e dimostra di avere fiducia nel nucleare di quarta e di quinta generazione il futuro delle energie alternative è a rischio. Il ruolo degli Stati si conferma fondamentale, se si aspettano fondi da presunti magnati “illuminati” non si va lontano.
[Via | Wired]
Aggiornamento.
Riprendo questo post per aggiungere ulteriori informazioni rispetto alla possibilità di finanziare un impianto fotovoltaico grazie ai gruppi di acquisto fotovoltaici o GAF. Un buon esempio è dato dal GAS Jacopo Fo che praticamente segue l’installazione in tutti i suo passaggi, sia di richieste di autorizzazione, sia amministrative, sia di finanziamento appoggiandosi a Banca Etica. Per ricerche di GAF nella propria zona un buon punto di partenza è la rete GAS, Le mille città del sole.
Finanziarsi attraverso un mutuo un impianto fotovoltaico scegliendo il prodotto finanziario più conveniente. Osservatorio Finanziario ha sondato le proposte di 10 istituti di credito per scoprire quale sia la migliore. Ovviamente il finanziamento risente di una serie di parametri quali: la provincia in cui viene installato l’impianto fotovoltaico che è più bassa al Nord e più alta al Sud; l’impatto ambientale; la potenza.
Spiega Roberto Zerbola, responsabile del Settore Agrario e Energie Alternative del Gruppo Banca Sella:
Ormai quasi tutti gli istituti di credito sono convenzionati con la GSE. Il trucco sta nello scegliere il prestito con più alto tasso di personalizzazione, in modo da poter variare durata e percentuale di finanziabilità per riuscire a ottimizzare i vantaggi del Conto Energia
Ecco le analisi fatte: Banca Popolare di Milano propone Credito fotovoltaico che finanzia 150mila euro da restituire al massimo in 15 anni; Intesa Sanpaolo finanzia al massimo 100mila euro con Prestito Ecologico, da restituire al massimo in 15 anni e finanzia anche pannelli solari, termici, caldaie ,infissi, automezzi ecologici e a trazione elettrica; BNL-Gruppo BNP Paribas con Prestito Energia finanzia un massimo 100mila euro e il tasso fisso di 5,95%; Ubi Banca finanzia con il prodotto ForzaSole al massimo 70mila euro con tasso fisso di 6,75% e rientro al massimo in 15 anni; Cariparma finanzia al massimo con Fiducia Contante Energia Solare, 50mila euro e tasso fisso al 6,50%; BCC Roma finanzia con Sistema Energia al massimo 50mila euro e si tratta di un mutuo chirografario anche per impianti eolici, pannelli soalri e termici, impianti di geotermia, biomasse, biogas; Unicredit con Chirografario Fotovoltaico finanzia al massimo 50mila euro da restituire in 10 anni, MPS finanzia 50mila euro da restituire se con rata mensile in 10 anni se semestrale in 15 anni; Banca Sella ha proprio una divisione dedicata al finanziamento del fotovoltaico con Sella Ambiente e finanzia al massimo 30mila euro da restituire in 15 anni, convenzionato con il Conto Energia GSE e un tasso di interesse fisso di 5,95%; infine la Banca popolare di Vicenza finanzia al massimo 30mila euro con un tasso fisso da calcolare sull’Irs+ spread tra 1% e 2,50%.
Via | Osservatorio Finanziario
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A partire da oggi gli ospiti dell’hotel Crowne Plaza Towers di Copenhagen avranno la possibilità di contribuire alla produzione di energia elettrica mantenendosi in forma, grazie alle cyclette elettriche.
Il Crowne Plaza di Copenhagen è il primo hotel a sperimentare questo progetto pilota: un sistema di cyclette permette agli ospiti dell’albergo di mantenersi in forma grazie all’esercizio fisico e di produrre energia elettrica utile all’hotel. Un iPhone monitora quanta energia viene prodotta per ogni sessione; ogni volta che un ospite raggiunge 10 Wh viene premiato con un pasto gratuito.
L’energia prodotta pedalando, ovviamente, contribuisce in minima parte all’alimentazione di un albergo della grandezza del Plaza, ma l’iniziativa è stata lanciata per vedere quanti degli ospiti aderiranno. Se la pedalata pro-energia dovesse avere successo, potrebbe essere esportata a tutti gli hotel della catena Crowne Plaza, per sensibilizzare gli ospiti alla questione del risparmio energetico.
Il Crowne Plaza di Copenhagen vanta di essere tra gli alberghi più ecologici della città: è certificato come edificio ecologico secondo la normativa europea, nelle sue 366 camere ci sono esclusivamente lampade a risparmio energetico, è dotato di un sistema di pannelli solari e mira ad essere presto carbon free. Anche grazie al contributo degli ospiti che pedaleranno.
via | Guardian
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La Direzione Generale dell’Educazione e della Cultura della Commissione Europea invita chiama i giovani a raccolta per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione delle emissioni. Il progetto COOL si rivolge ai giovani e a tutti coloro che usano il web ed i video come mezzi di comunicazione preferiti: li useranno per proporre le proprie idee relativamente a stili di vita sostenibili, risparmio energetico, energie alternative.
Il concorso si rivolge a tutti i giovani fino a 30 anni, chiamati a proporre la propria idea sull’ambiente presentando un’opera ideata e realizzata con il videofonino, il filmato di uno spot, una photostory, uno slogan in formato audio.
I contenuti e le idee dovranno essere inviati al coordinatore italiano del progetto entro il 21 febbraio, così come riporta il bando scaricabile dal sito ufficiale del concorso, qui su Klima. Tra i premi ci sono buoni in denaro e la possibilità di vincere borse di studio. Se secondo voi esiste una ricetta per salvare l’ambiente, mettetevi all’opera!
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La Germania è da tempo una realtà in cui lo sviluppo delle rinnovabili ha raggiunto livelli elevati. Alla base dei segreti dello Stato tedesco in questo campo vi è probabilmente la forte politica di incentivi attuata da parecchi anni nei confronti delle energie alternative. Il sistema sembra però inizi a scricchiolare.
Proprio in questi giorni in Germania è infatti emerso come i lobbisti dell’industria solare tedesca abbiano minimizzato i tassi di crescita del settore nel 2009, nel tentativo ovviamente di impedire che dal governo vi sia il taglio delle sovvenzioni. Sembrerebbe che oltre 3000 MW di moduli siano stati installati lo scorso anno, quadruplicando in sostanza l’importo inizialmente previsto per il comparto fotovoltaico.
A pagare questo surplus non programmato saranno ovviamente tutti i contribuenti tedeschi. Fine del periodo delle vacche grasse? Sembrerebbe proprio di si, anche perché le voci che girano in questi giorni parlano di una riduzione degli incentivi del 25% e di un aumento del prezzo dell’energia elettrica nelle bollette dei tedeschi in modo da compensare il buco creatosi lo scorso anno.
Continua a leggere: La Germania verso la riduzione degli incentivi al fotovoltaico
In Sardegna è in corso una vera e propria protesta per impedire che venga dato il permesso alla costruzione di un parco eolico off shore. Siamo nella costa occidentale dell’isola, nelle vicinanze del capoluogo della provincia di Oristano, dove sorge una pineta riconosciuta come sito di interesse comunitario e quindi protetto da una serie di vincoli.
Già qualche tempo fa si parlò del sito in questione nelle cronache locali a proposito della costruzione (già eseguita) di un campo da golf. Questa volta però a far balzare agli onori della cronaca l’area di Is Arenas è un gruppo imprenditoriale il quale, aggirando le leggi regionali, ha presentato un progetto per creare un campo eolico off shore costituito da 80 pale da situare a 1 miglio dalla spiaggia.
Secondo il progetto le pale dovrebbero essere alte circa 100 metri sul livello del mare (come un edificio di 30 piani) e verrebbero associate a due cabine di trasformazione (una situata in mare e l’altra a terra) per la cui edificazione, fanno sapere gli oppositori al progetto, verrebbero distrutte vastissime praterie di posidonia che costituiscono oggi un elemento fondamentale di contrasto all’erosione della costa.
Continua a leggere: Sardegna: protesta per la costruzione di un parco eolico off shore
Prenderà il via domani a Torino la dodicesima edizione di CinemAmbiente, il più importante festival del cinema italiano dedicato all’ambiente. Diretto da Gaetano Capizzi ed organizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, il festival racconta attraverso cortometraggi, documentari, dibattiti e workshop lo stato di salute dell’uomo e del pianeta.
I film e i documentari in gara consentiranno di fare il punto sull’interesse e sull’importanza dell’azione riguardo ad argomenti controversi come i cambiamenti climatici, gli impatti ambientali legati ai processi di produzione e di consumo, lo sfruttamento minerario e petrolifero, le energie alternative e le tecnologie sostenibili, la crescita economica e il rapporto tra uomo e ambiente.
Tra i film in gara ci sono anche Recipes for Disaster, Be water my friend, Green Porno e The Age of Stupid, corti e pellicole di cui abbiamo già visto i trailer o abbiamo discusso su ecoblog.
Tra le iniziative parallele segnalo quella di Panorama, che raccoglierà le opere fuori concorso, e il Focus sui Diritti Umani che con il contributo dell’Inail finanzierà 5 film sulle buone pratiche di sicurezza sul lavoro. Verrà poi riproposta Ecokids, la sezione dedicata a bambini e ragazzi che porta il cinema ambientalista nelle scuole dei comuni piemontesi.

Comincia domani a Roma, presso la Città dell’Altraeconomia - Ex Mattatoio, a Testaccio, la Festa Nazionale dell’Altraeconomia, uno spazio/evento dedicato alle pratiche economiche che rispettano la natura e la persona, ponendole al centro dell’agire economico.
All’interno della città, aperta fino al 20 settembre, sarà possibile informarsi sul biologico, sul turismo responsabile, sulle pratiche di riciclo dei materiali, sulle energie rinnovabili, sulla finanza etica e sul consumo equo e solidale, attraverso incontri, dibattiti e workshop.
Le serate degli adulti saranno allietate da diversi concerti, mentre i bambini troveranno laboratori a loro dedicati ogni mattina ed ogni pomeriggio. Segnalo anche l’iniziativa di Altraeconomia dedicata ai genitori “Eco…logicamente genitori”, che aiuta ad orientarsi nel difficile percorso educativo, là dove le nostre scelte pesano sulla vita dei nostri figli.
Se siete a Roma e fate un giro ad Altraeconomia, tornate a dirci cosa vi è sembrato più interessante e cosa più utile: trovate qui l’intero programma dell’evento per scegliere cosa fare.
Ho letto con una certa curiosità una delibera recentemente pubblicata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ovvero la massima autorità che si occupa del mercato dell’energia elettrica in Italia. Nel documento viene proposto di rivedere la disciplina per il dispacciamento dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, in sostanza tutte le energie alternative con esclusione della biomassa.
L’intento, a quanto pare, è quello di superare le criticità riscontrate nell’attuale assetto del mercato e ridimensionare la “priorità” di cui godono queste fonti. Negli ultimi anni infatti si sarebbe registrato in Italia un aumento progressivo delle installazioni di impianti da fonti rinnovabili, soprattutto eolici e fotovoltaici, che per loro natura sono fonti di natura intermittente, quindi con una produzione non programmabile.
Tali impianti, specie quelli eolici, sono concentrati soprattutto nell’Italia meridionale e insulare, situazione che avrebbe portato queste zone a subire nell’ultimo periodo inefficienze in termini di regolazione e controllo della rete. L’AEGG pone all’attenzione il fatto che la non programmabilità di questi impianti, unita allo scarso fabbisogno elettrico che caratterizza le aree in cui sorgono, avrebbe reso particolarmente critico l’esercizio in condizioni di sicurezza delle reti.
Continua a leggere: AEEG: servono nuove regole per le energie rinnovabili