Nel capoluogo friulano avrà inizio domani una tre giorni dedicata alla pubblicità sociale e l’ambiente, ad incontri ed appuntamenti “in verde”, a video-concorsi orientati alle tematiche sociali. Proposto e organizzato da Estroverso, associazione attiva da anni nella promozione della creatività, che stavolta si colora di verde. Il Festival, dal 20 al 22 novembre, sarà quindi promotore di una creatività atta a mettere in luce le problematiche ambientali, con lo scopo di riunire e far confrontare al suo interno enti pubblici e privati, aziende e associazioni che saranno a pieno coinvolte nell’evento.
Importante sarà l’intervento dei giovani, provenienti da scuole superiori e di grafica della regione, che saranno coinvolti in corsi di formazione con laboratori e workshop con lo scopo di far emergere la loro creatività orientata all’ambiente tramite l’immediatezza della pubblicità sociale. Il programma della manifestazione vedrà un evento speciale svolgersi al suo interno: una mostra sulle principali opere artistiche create dai “più” del settore grafico-pubblicitario, ACT EXPO, Mostra Internazionale sulla Pubblicità Sociale, che approda per la prima volta in Italia dopo aver fatto tappa nelle più grandi metropoli mondiali. Insieme a questo verranno trattati importanti temi come quello del nucleare e della raccolta differenziata.
Via | GreenSpotFestival
Le province sono enti pubblici che annoverano fra le loro funzioni più importanti quelle della gestione territoriale e dell’ambiente. Le loro competenze infatti spaziano dalla difesa del suolo, alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente e alla prevenzione delle calamità, passando per la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, al monitoraggio del sistema della viabilità sino al sistema scolastico.
Alla luce di ciò verrebbe da dire che questi enti siano in Italia dei veri e propri punti di riferimento per la gestione territoriale e ambientale, purtroppo, com’è risaputo, non è proprio così. Motivo di tale critica personale è il fatto che ieri (per l’ennesima volta) è stato sospeso l’esame alla Camera della proposta di legge costituzionale per la loro abolizione; e fa rabbia sapere che sia la maggioranza che l’opposizione avevano sbandierato il tema della loro inutilità nel corso dell’ultima campagna elettorale nazionale nel 2008.
Le funzioni di questi enti infatti, oltre che essere dei veri e propri doppioni di altre mansioni esercitate da altri enti territoriali (più alti o più bassi), sembrerebbe che, con minori competenze, siano anche i più inefficienti nel rapporto costi-benefici nel nostro Paese. In parole povere oltre che essere effettivamente molto rari i casi di indispensabilità delle Province nel momento in cui si decide per esempio sull’istallazione di un parco eolico o su questioni di gestione ambientale, allo stesso modo rappresenta una burocrazia lenta e particolarmente onerosa.
Continua a leggere: Le province italiane e l'ambiente: uno spreco di soldi?
Mai sentito parlare del Mobility Manager? Probabilmente pochi hanno familiarità con questo professionista della mobilità sostenibile, in quanto in Italia sono ancora in numero ridotto gli enti pubblici e le aziende private che se ne sono dotate all’interno del proprio organico. In sostanza si tratta di una sorta di Energy Manager esperto nell’individuare le migliori soluzioni negli spostamenti casa-lavoro-casa dei lavoratori di aziende pubbliche o private di medio/grandi dimensioni.
Il riconoscimento di tale figura professionale è persino contemplato dalla legge italiana che, attraverso il Decreto Interministeriale sulla Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998, ha fissato l’obbligo di dotarsene agli enti pubblici con più di 300 dipendenti e alle imprese private con oltre 800. Eppure, nonostante gli undici anni di esistenza della legge e così come in un certo senso accade per quel che riguarda la figura dell’Energy Manager, sono ancora pochi gli enti pubblici o privati italiani che sono andati alla ricerca di un simile professionista.
Verrebbe però da chiedersi quale dovrebbe essere il motivo per cui, oltre al già citato obbligo di legge, un’impresa dovrebbe sentirsi in dovere di dotarsi di un Mobility Manager nella propria squadra di dipendenti. La risposta non è immediata, ma probabilmente scegliere di avvalersi di un professionista di questo tipo potrebbe generare ricadute positive sia per il datore di lavoro che per gli stessi dipendenti, dando come risultato finale un importante efficientamento aziendale.

Il titolo non è uno scherzo, e la questione è seria: l’Istat ha diffuso i dati relativi alle spese ambientali sostenute dalle amministrazioni delle regioni italiane per il triennio 2004-2006 e il risultato medio della spesa per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente è appunto 75 euro (pro capite). La serie di dati è calcolata secondo gli schemi del metodo europeo Seriee per le spese ambientali. Questi conti descrivono le spese effettuate da parte delle amministrazioni regionali per proteggere l’ambiente da fenomeni di:
Per tutte queste spese ogni regione italiana spende in media 75 euro l’anno. Si registrano valori inferiori alla media nazionale nel Nord-Ovest, Nord-Est e Centro (rispettivamente 44, 65 e 41 euro), e valori superiori di spesa destinata all’ambiente nel Sud e nelle Isole (rispettivamente 93 e 183 euro). Questa differenza è dovuta ad un ritardo strutturale delle regioni del Sud Italia e delle Isole nel triennio preso in esame, mancanza che è stata colmata dalle amministrazioni regionali che hanno investito in infrastrutture.
A cosa sono destinati questi 75 euro? Nel periodo 2004-2006, in media, in tutta Italia la spesa ambientale è stata destinata principalmente a finanziare interventi che hanno interessato i settori ambientali della gestione delle acque reflue, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie, delle acque interne oltre a quelle destinate alla protezione e al risanamento del suolo. Una parte delle spese è andata anche alla protezione della biodiversità e del paesaggio. Le amministrazioni regionali delle Isole, oltre che a questi settori ambientali, hanno destinato una quota importante della loro esosa spesa di 183 euro all’anno anche all’uso e alla gestione delle foreste.
Continua a leggere: La spesa delle Regioni per salvaguardare l'ambiente è di 75 euro all'anno
Su Ecoblog abbiamo parlato spesso di nuove idee per il risparmio e l’efficienza dell’energia. A tal proposito vorrei segnalare come in Italia sia contemplata dalle nostre leggi l’esistenza di una figura professionale capace di ottimizzare questo aspetto sia per quel che riguarda gli enti pubblici che i privati di una certa dimensione.
Parliamo dell’Energy Manager, di cui molti di voi hanno sicuramente sentito parlare, ovvero il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Si tratta di una figura introdotta in Italia gia dal 1991 e rivolta a soggetti (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi importanti espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Il limite minimo è 10.000 tep per le imprese del settore industriale, mentre è di 1.000 tep per i soggetti del terziario e della Pubblica Amministrazione.
Il ruolo di un Energy Manager è quello di ottimizzare i consumi dei soggetti obbligati alla sua contrattazione, in modo da rendere efficiente il processo di produzione o di servizio. Tutto bene? Purtroppo bisogna sottolineare come anche in questo caso si ripeta la solita storia all’italiana, infatti, nonostante siano ormai già 18 anni che il nostro Stato prevede l’esistenza di questa figura, sono davvero pochissimi quelli che vengono impiegati dalle imprese pubbliche e private in tutto il territorio nazionale.
Nel nostro Paese i lavoratori del settore pubblico sono da un po’ di tempo messi sotto torchio dall’attuale governo, tuttavia, per quanto impopolari possano sembrare le prese di posizione, vi sono altre istituzioni che hanno legiferato in maniera ben più severa.
Parliamo di Giakarta, capitale dell’Indonesia, dove l’amministrazione locale ha creato una legge abbastanza particolare che prevede che tutti i dipendenti pubblici siano obbligati ad andare al lavoro in bicicletta.
La particolare legge rientra in un piano per combattere l’inquinamento della città ed il provvedimento, entrato in vigore questi giorni, obbliga che tutti i lavoratori in questione lascino in garage le loro auto e utilizzino la bicicletta fino all’ufficio. In teoria il provvedimento non vieta che si possa utilizzare l’auto per recarsi al lavoro al mattino tuttavia, una volta arrivati, gli stessi lavoratori non potranno più riprendere il veicolo, ma dovranno obbligatoriamente uscire in bicicletta.
Continua a leggere: Quando andare al lavoro in bicicletta diventa un obbligo
Da qualche giorno si è conclusa alla Fiera di Padova l’ottava edizione del premio “la Città per il Verde“.
Il concorso premia le amministrazioni che si sono mostrate maggiormente impegnate sia in opere di riqualificazione del verde urbano sia per attività di comunicazione.
Quattro le categorie: Comuni fino a 5.000 abitanti, da 5.000 a 100.000 abitanti, oltre i 100.000 abitanti ed infine la quarta categoria che contempla tutte le Provincie italiane. La maggior parte delle città premiate sono al Nord Italia, ma non mancano alcune amministrazioni del Sud, come Catania o Brindisi.
Brindisi e’ stata premiata per lo sforzo della conservazione della biodiversità mantenendo, ad esempio, le dune e le zone umide retroduna e per l’impegno nella comunicazione tramite l’iniziativa “Conosciamo le aree protette”.