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Tutti gli articoli con tag erbe officinali

Al bando, in Europa, le erbe medicinali

pubblicato da alessandra

E’ passata quasi sotto silenzio, in Italia, l’entrata in vigore della direttiva europea 24/2004/EC che, dalla giornata di ieri, ha messo al bando le erbe medicinali che non vantino un’esperienza 30ennale sul mercato (di cui almeno 15 in quello comunitario) e che non siano correttamente registrate o, almeno, prese in considerazione dall’Agenzia europea del farmaco (EMA).

La direttiva, come si lamenta da più parti, pecca di un’eccessiva sproprozione a tutto vantaggio delle case farmaceutiche e dei composti chimici da esse prodotte contro i rimedi verdi e naturali di antichissima tradizione. Inoltre l’atto normativo si tradurrà necessariamente in una restrizione alla libertà individuale di curarsi secondo le proprie inclinazioni

Più in dettaglio, la Medicinal Herbs directive impone che i prodotti vegetali classificati come “medicinali vegetali tradizionali” (Herbal Medicinal Drug) debbano adeguarsi a uno specifico, complesso e costoso iter registrativo per “guadagnarsi” il mercato a seguito di prove chimico-fisiche, biologiche e microbiologiche che, spesso, solo le case farmaceutiche possono permettersi. I piccoli produttori in questo modo si trovaranno a fare i conti, nel territorio dell’UE, con una crisi definitiva. Le piante messe maggiormente a dura prova dalla direttiva saranno certamente quelle appartenti alla tradizione millenaria ayurvedica, cinese e tibetana.
Via | euractive, defense medicine naturelle

Foto| Flickr

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Dopo il labirinto Kränzel a Cermes i canederli alle erbe di bosco e capperi di montagna

pubblicato da Marina

Le mani di Othmar Raich

Spesso su ecoblog abbiamo parlato dei labirinti. Molto particolare è il labirinto Kränzel a Cermes costruito all’interno della tenuta del conte e mecenate Franz Graf Pfeil. L’arte e la simbologia astrologica lo contraddistinguono facendolo diventare un occasione per perdersi non solo nella natura, tra le viti, ma anche tra le opere d’arte che sono ospitate. Accanto al labirinto, la casa di legno in cui si trovano le etichette dei vini tirolesi. Più in la il ristorante Miil, il Mulino dove con lo chef Othmar Raich, abbiamo raccolto le erbette che vedete nelle foto e che già ci erano state illustrate da Dora e Anni. Con lo spinacio selvatico, gallina grassa o lassana comune, fiori di trifoglio selvatico, piantaggine lunga e altre di cui non conosco il nome ma di cui vi lascio le foto abbiamo preparato la base per i canederli alle erbe selvatiche. Le medesime erbe erano state usate da Othmar per la cena della sera precedente. L’entrée, infatti, lo aveva preparato con queste piante formando una fresca insalata condita con aceto di mele.

Grazie a Othmar ho compreso che anche un gesto molto semplice, come quello di raccogliere erbe selvatiche da usare in cucina, rappresenta non solo una posibilità di recupero di sapori perduti in cucina, ma un vero e proprio gesto ecologico che aiuta a sostenere e divulgare concretamente la biodiversità e i prodotti naturali che ci sono nei nostri boschi. Infine, un piccolo trucco che Othmar ci ha svelato: usare i prodotti del territorio in una sorta di upcycle culinario. Infatti, i capperi, ad esempio, sono un prodotto inesistente vicino le Alpi, ma la creatività di Othmar lo ha portato a prendere i fiori ancora non sbocciati del sambuco (almeno ho capito che fossero quelli i boccioli ancora verdi) e di trasformarli in capperi…di montagna!

I canederli sono di fatto un piatto povero della splendida cucina tirolese che recupera dal territorio il necessario: pane secco tagliato a piccoli cubetti, poco latte, 1 uovo e le erbe selvatiche appena colte, velocemente pulite sotto l’acqua corrente e tritate finemente. Ebbene è molto semplice prepararli, si tratta di impastare tutti gli ingredienti e di formare delle polpette. I canederli non hanno una misura standard, sono grandi quanto la mano del cuoco. Vanno poi immersi nell’acqua bollente salata e si attende la cottura che avviene quando risalgono a galla.

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Merano Feelgood 2010: Erbe officinali, i consigli di Anni e Dora per raccoglierle e consumarle

pubblicato da Marina

Dora Ho conosciuto due donne straordinarie a Merano, si chiamano Anni Schwarz e Dora Somvi (nella foto a sinistra con il suo zainetto ricolmo di piante officinali appena raccolte). Anni è il direttore dell’Ufficio gestione del verde e ambientale del Comune di Merano e segue tra le tante cose il Giardino botanico della Passeggiata Tappeiner. Merano è in una conca tra le Alpi che le dona un clima pressoché mediterraneo. Nel Giardino botanico, grazie all’esotismo che conquistò i tedeschi di fine ottocento, cespugli di gelsomino, palme provenienti dal Sichuan e una incredibile pianta di Fichi d’india, che però non riesce a fare frutti, che si inerpica sulla roccia calcarea alpina.

Anni ci mostra tra le tante piante anche l’orto pubblico in cui sono piantate piante officinali semplici come la salvia, la maggiorana, il timo, vari tipi di assenzio curate dai giardinieri comunali ma a disposizione del pubblico che può liberamente entrare e raccoglierle. Ovviamente le aiuole destinate sono piccoline. La passeggiata oltre che salutare è istruttiva e infatti molte le scolaresche che ci passano e a cui viene dato un DVD che profuma di citronella e che raccoglie tutta la parte didattica destinata ai ragazzi, appunto per divulgare l’uso delle piante officinali.

Le piante officinali di Dora e Anni Le piante officinali di Dora e Anni Le piante officinali di Dora e Anni

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