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La bomba del Guardian: il mondo è già nella Peak Oil zone, i dati sulla produzione vengono distorti

pubblicato da missunderstanding

peak oil zone
Pochi giorni fa il Guardian, quotidiano inglese sempre attento alle questioni energetiche, ha lanciato una bomba, i cui effetti rimbalzano da una parte all’altra della rete, che s’interroga e discute sulla verità dell’accusa. Il Guardian avrebbe annunciato che i dati sulla produzione del petrolio vengono distorti prima di essere rilasciati, sotto l’influenza degli Stati Uniti, via IEA.

Secondo il Guardian il mondo sarebbe già entrato nella Peak Oil zone, e saremmo già nella fase di esaurimento della disponibilità del petrolio, ma i dati verrebbero distorti dalla IEA per non generare il panico. Il report contiene questi dati è il World Energy Outlook, la cui versione per il 2009 è stata presentata martedì a Londra.

Il rilascio di dati distorti, che vanno a confluire nel World Energy Outlook, ha però delle conseguenze sulle strategie e sulle politiche ambientali di tutti i paesi, prima tra tutti l’Inghilyterra che basa le proprie scelte in materia di politica energetica ed ambientale su questo report e sulle statistiche della IEA. In un articolo successivo alla bomba, il Guardian sostiene ancora che la questione dell’esaurimento delle risorse e della Peak Oil zone sia ben nota, ma che si abbia troppa paura per ammetterlo. Voi che ne pensate?

Via | Guardian
Foto | Flickr

World Energy Outlook 2008, il petrolio

pubblicato da giancarlo

Il World Energy Outlook (WEO) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rappresenta un appuntamento ineludibile per tutti gli esperti di energia, gli ambientalisti ed i politici del mondo intero. Di conseguenza, in quest’anno caratterizzato da turbolenze-record nei settori delle materie prime, petrolifero ed ora della finanza e dell’economia in generale, l’uscita del WEO 2008 é stata “vegliata” con un’attenzione particolare.

L’Agenzia parigina rassicura che il mondo ha sufficiente petrolio per i prossimi 40 anni, nei termini usuali espressi dal quoziente Riserve/Produzione annua = anni (al consumo attuale), ma avverte che passare dagli attuali 85 milioni di barili al giorno ai 106 del 2030 costerà molto. Questo perché, già nel 2015, circa 30 milioni di barili dovranno essere prodotti da altri pozzi o con altri metodi. Cina ed India saranno responsabili di metà della crescita della domanda di energia primaria ed il Medio Oriente contribuirà per un ulteriore 11%.

La struttura in tre parti del WEO 08: 1) Tendenze mondiali dell’energia al 2030; 2) Prospettive della produzione di petrolio e gas naturale e 3) Il ruolo dell’energia nella climate policy (su 569 pagine!) rivela la vastità delle analisi prodotte e le molteplici prospettive considerate. Una tendenza tuttavia appare evidente, il petrolio sta cambiando e dovrà essere prodotto sempre più da nuovi giacimenti e grazie alle tecnologie di sfruttamento più avanzate (e relativi costi) applicate a quelli esistenti, per far fronte ad un declino stimato al 5/9% l’anno.

Via | International energy Agency (pdf pag 22)
Foto | David C. Foster

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