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Tutti gli articoli con tag etanolo

Vertice Fao- Frattini, sì a biocarburanti e OGM

pubblicato da Marina

La conferenza Fao

La giornata di lavori odierna del vertice FAO, prosegue spedita dopo le apparizioni stellari di ieri che hanno visto in prima linea il Presidente dell’Iran Ahmadinejad con tutto il carico di polemiche che si è tirato dietro, monopolizzando l’attenzione sul nucleare e sugli incontri con le aziende italiane che lo stanno seguendo nella costruzione della centrale. Facendo, probabilmente perdere di mira l’obiettivo della conferenza: la fame, i cambiamenti climatici e l’energia.

Stamattina Franco Bassanini Frattini, Ministro degli esteri, ha chiarito nel suo discorso, che per quanto riguarda l’Italia non bisogna chiudersi a dogma sui biocarburanti e OGM. Cioè, ha chiarito, che va bene usare le produzioni OGM per produrre biocarburanti e sentendosi in sintonia per questo con il Presidente brasiliano Lula, che pure ieri ha ripetuto la sua litania: il Brasile vuole l’etanolo, non coltiva su terreni nella foresta amazzonica, anzi la difende e che loro hanno bisogno di questa risorsa per crescere.

Da questa conferenza, vale la pena chiarirlo, nessuno si aspetta la soluzione miracolosa o la trovata geniale che possa portare nell’immediato sollievo alla fame per almeno 800milioni di persone. Quello che vale sono gli incontri bilaterali, più o meno ufficiali, spesso con contorno di conferenze stampa che fanno chiudere ai rispettivi governi interessanti accordi o chiarimenti.

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Etanolo da cellulosa? Si se la pianta è OGM

pubblicato da Marina

Dalla cellulosa del riso il bioetanolo?Dopo le impennate dei prezzi delle materie prime alimentari (grano, riso,mais) gli scienziati si stanno orientando verso una ricerca che consenta una produzione di biocarburanti che non vadano ad intaccare né cereali, né il sistema agricoltura. E anche se gli Stati Uniti usassero tutta la produzione annuale di mais per produrre etanolo se ne produrrebbe appena il 15% della fornitura necessaria.

Un’idea è quella di usare le parte non commestibile delle piante che attualmente risulta essere particolarmente anti-economico.Vi è un solo impianto commerciale di etanolo da cellulosa, Iogen, a Ottawa in Canada, e deve essere sovvenzionato. Discorso che potrebbe cambiare se intervenissero nuove tecniche di ingegneria genetica che consentissero agli enzimi di pre-digerire la cellulosa delle piante. Una delle piante che meglio si presa a questo scopo è la jatropa originaria dell’India e che non è commestibile né per l’uomo né per gli animali. Ma il sogno è quello di ricavare etanolo dalla cellulosa, elemento che l’uomo non digerisce ( i ruminanti si!). Ogni anno si è stimato che restano inutilizzate circa 180 miliardi di tonnellate di cellulosa, ad esempio, la paglia del riso.

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MicroFueler: la macchina per l'etanolo fatto in casa

pubblicato da lumachina

MicroFueler etanolo fatto in casaMicroFueler costa 10.000 dollari e permette di ricavare etanolo dalla fermentazione degli zuccheri. La spesa iniziale e’ notevole, ma i costi vengono ammortizzati utilizzando etanolo come carburante al prezzo di 15 centesimi al litro. (Ricordo che quando si autoproducono carburanti bisognerebbe pagarci le accise sui carburanti).

A mettere in commercio questo apparecchio e’ stata la statunitense E-Fuel Corporation, che ne ha annunciato la produzione negli USA, in Cina e nel Regno Unito. La E-Fuel promuove il suo prodotto facendo notare come partire dallo zucchero invece che dal grano per ottenere etanolo sia più “etico” visto che non si compete con la richiesta di un alimento indispensabile e come ci siano 126 nazioni in grado di produrre ed esportare zucchero, cosa che mette anche al riparo la sicurezza nazionale da forti dipendenze estere. Certo che coltivare campi per dar da mangiare alle auto, secondo me, resta un po’ assurdo.

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La benzina si può ottenere dagli alberi

pubblicato da PiccoloSocrate

Ottenere benzina dalla cellulosa

Gli studiosi dell’Università Massachussets-Ahmerst hanno scoperto come ottenere del carburante dalla cellulosa. Lo studio è apparso sulla rivista Chemistry & Sustainability, Energy & Materials e dimostra la possibilità di ottenere carburante a partire da biomasse sostenibili. Non stiamo parlando dell’etanolo, ma delle due più importanti componenti della benzina finora ancora non replicate in laboratorio: toluene e naftalene.

Portando ad alta temperatura il legno tramite un catalizzatore e riportandolo velocemente a temperature molto basse, si ottiene un prezioso liquido che contiene toluene e naftalene, che da soli costituiscono un quarto dei componenti della benzina. Gli altri componenti della benzina sono già noti e ampiamente riproducibili. Questo processo è ben meno dispendioso di energia rispetto alla produzione di etanolo e ben più sostenibile dal punto di vista ambientale, visto che possono esser utilizzati tutti gli scarti della lavorazione del legno e dei suoi derivati.

Certo che se questo sistema fosse impiegato su scala mondiale non ci sarebbero i drammatici problemi dovuti agli aumenti ei prezzi degli alimenti che si traducono nel pericolo carestie per 100 milioni di persone, come la Fao ha annunciato nello scorso weekend. Questa pratica consentirebbe di destinare colture agricole alla sussistenza piuttosto che alla produzione di bioetanolo e allo stesso tempo permetterebbe la discesa del prezzo del petrolio, la cui recente impennata ha frenato l’economia mondiale.

Via | LaStampa.it

Vino: restrogusto al veleno

pubblicato da Marina

Vini avvelenati: attenzione alle etichette e al prezzoNei giorni in cui il Vinitaly consacra la bevanda nazionale vettore dell’export agroalimentare “Made in Italy” , louie ci segnala il reportage curato da l’Espresso in edicola questa settimana dove si denuncia la messa in vendita di 40 mila bottiglie di vino avvelenato.

Le aziende coinvolte sono già 20: otto si trovano al Nord, in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia. Con i veleni sono state confezionati 70 milioni di litri e messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore per un totale di 40 milioni di fiaschi e confezioni di tetrapack d’ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

Tutto solo per soldi: con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità. L’istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo.

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Barilla: il prezzo della pasta aumenta per colpa del clima e di Bush

pubblicato da Matteo Razzanelli

Aumenti pasta dovuti a clima e biocombustibili - Foto Paulo Heuser su FlickrI listini Barilla sono aumentati del 15% da dicembre ad oggi. Il motivo lo spiega direttamente Guido Barilla in un’intervista su Repubblica: dietro all’impennata dei prezzi c’è il raddoppio del prezzo del grano nell’ultimo anno. E l’aumento del prezzo del grano a cosa è dovuto?

L’imputato numero 1 per Guido Barilla è il clima, che ha ridotto il volume e la qualità dei due ultimi raccolti. L’imputato numero 2 invece viene citato con “nome e cognome”: è George Bush e più esattamente la sua politica di forti incentivi ai biocombustibili, tesa a sostituire con i biocarburanti il 20% del petrolio.

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L'etanolo inquina il 54% in più della benzina?

pubblicato da Matteo Razzanelli

Etanolo emette il 54% di CO2 in più della benzinaLo dice uno studio di un ingegnere biochimico con 40 anni di esperienza interpellato dalla società di consulenza intota.

Secondo questo esperto sia la benzina che l’etanolo rilasciano in atmosfera lo stesso quantitativo di anidride carbonica per ogni gallone di carburante consumato. Il problema però sorge nei motori a combustione interna delle automobili: a pari chilometraggio, serve più etanolo che benzina, perché i motori che bruciano etanolo sono meno efficienti. Questo fa sì che l’uso di etanolo comporti il 54% in più di emissioni di CO2 rispetto alla benzina.

Va a finire che, a forza di spingere sui biocarburanti, la benzina “verde” si meriterà finalmente il suo appellativo!

Sull’attendibilità dello studio non posso garantire: certo è che questi calcoli si aggiungono alla lunga lista di studi che lanciano l’allarme biocarburanti. (foto xeni da flickr)

Via | Digg

»Ufficio svizzero dell’energia: biocarburanti peggio della benzina su ecoblog
»Meglio la riforestazione dei biocarburanti su ecoblog

Nuovo stabilimento di bioetanolo a Zinasco

pubblicato da Gianluca Pezzi

sorgoSpesso abbiamo parlato di produzione di bioetanolo all’estero. Questa volta la notizia arriva dalla provincia di Pavia, per la precisione da Casei Gerola.

L’ex zuccherificio di Casei Gerola, la cui chiusura aveva creato tensioni tra le varie parti sociali coinvolte, sarà infatti riconvertito per la produzione di bioetanolo.

A regime nel 2010, l’impianto avrà una vocazione diretta in particolare ai cereali (mais, frumento, sorgo) e, secondo le stime di Italia Zuccheri, lavorerà i prodotti agricoli provenienti da 55.000 ettari di coltivazioni all’anno.

Via | Mi-Lorenteggio.com

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Lula all'UE: viva i biocarburanti, ve li certifichiamo anche!

pubblicato da Matteo Razzanelli

5-6 luglio 2007: Conferenza internazionale sui biocombustibili a Bruxelles - Lula e BarrosoSi è appena conclusa a Bruxelles la Conferenza Internazionale sui Biocombustibili organizzata dalla Commissione europea per fare il punto su luci e ombre dei carburanti alternativi. La Commissione, che in Europa ha il monopolio dell’iniziativa legislativa, deve infatti capire qual è la strada da seguire nel campo minato delle agroenergie. L’evento è quindi una sorta di mega-audizione pubblica ai massimi livelli ad uso dei legislatori.

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D'Alema a Lula: l'etanolo non affama il mondo

pubblicato da Matteo Razzanelli

D'Alema e Lula al Parlamento europeo, 5 luglio 2007
Il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha incontrato stasera - al Parlamento europeo di Bruxelles - il Presidente del Brasile Luiz Inàcio Lula da Silva. L’occasione era quella di un seminario organizzato dall’associazione EUBrasil intitolato “Brasile ed Europa: frontiere del futuro”. Tra i temi trattati, vi è stato anche quello dei biocarburanti.

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