Una vaschetta gratis contro gli sprechi di cibo più il ricettario Riecolo non chiamateli avanzi dello chef Adriano Irranca per imparare a riusarli. Questi i nuovi tassello incastonato dalla Provincia autonoma di Trento nel progetto Ecoristorazione Trentino avviato la scorsa primavera.
Dal prossimo anno, infatti, gli esercizi ristorativi potranno richiedere l’etichetta ambientale che li impegnerà però a usare materie prime locali, biologiche e solidali, prodotti ecologici, risparmio energetico e idrico.
Ecco che a Fa la cosa giusta a Trento da oggi e fino al 30 ottobre viene distribuita gratuitamente la vaschetta con il claim: Ri-gustami a casa: con il tuo cibo riempi il frigo e non il cestino. La vaschetta è disponibile per tutti i ristoratori a costo zero è in carta certificata FSC e compostabile ed è in distribuzione all’Ecosportello Fa la cosa Giusta a Trento e all’Ufficio Comunità di Valle.
Via | Comunicato stampa

L’uso di distributori alla spina per i detersivi si sta ampliando, arrivando fino negli spazi comuni dei condomini o nelle lavanderie di ospedali, scuole o grandi alberghi. A Fa’ la cosa giusta ho avuto modo di vedere da vicino il DDH proposto dalla Chimital.
Un DDH (Detergent Dosing Hub) è un macchinario che permette di diluire e dosare i detergenti. Permette il riuso dei flaconi in plastica e permette di risparmiare sia sul prezzo dei prodotti che sulla produzione di rifiuti. Il macchinario va collegato ad una presa di acqua e di corrente e può essere azionato sia liberamente (quando a utilizzarlo è il personale di una sola struttura), sia con un sistema di contabilità (per addebitarne l’uso a diversi utenti come potrebbero essere i condomini).
Ogni distributore contiene cinque diversi prodotti, scelti tra i detergenti per i piatti, per il bucato, per pavimenti e per le superfici. Si può scegliere la fornitura tra varie marche di ogni prodotto, tutte certificate ecolabel. Il macchinario può anche essere montato in un camioncino, per essere usato da ditte di pulizia che lavorano in località diverse.
Alcuni comuni sensibili alla divulgazione di un nuovo modo di intendere l’ambiente sia per ridurre l’impatto ambientale sia per contenere i costi di gestione hanno organizzato degli “eco sportelli” che forniscono ai cittadini informazione e strumenti per affrontare meglio le piccole scelte quotidiane. Ferrara rappresenta l’eccellenza in questo senso anche se in molti si stanno attrezzando per proporre ai cittadini un nuovo stile di vita.
In questo senso l’eco sportello del comune di Ferrara propone ai suoi cittadini, ad esempio, una piccola guida inviata per email gratuitamente per il “Consumo critico dell’acqua”, ma offre anche altre guide scaricabili qui e qui.
Di seguito vi segnalo i link degli ecosportelli censiti, mancano un sacco di regioni, penso che sia ora di bussare alle porte dei comuni e di richiederne l’attivazione!
Sportello Fa la cosa giusta! - Trentino Arcobaleno
Sportello Energia - Provincia di Savona
Sportello Energia - Legambiente Padova
Sportello Energia - Comunità Montana dell’Appennino Reggiano
Banca Dati delle Opportunità Ambientali - Provincia di Bologna
Ecopoint - Comune di Genova
Sportello Ecoidea itinerante - Provincia di Rimini
Sportello Filiera corta - Provincia di Ascoli Piceno
Sportello Eco Equo - Comune di Firenze
Sportello Infoconsumo - Comune di Maranello (Mo)
Centro di educazione al Consumo Sostenibile - CECS - ARPA Liguria
Sportello Stilinfo - Comune e Provincia di Venezia
Ecosportello Comune di Tolentino
Sportello InfoSmog - Cremona
Come da segnalazione sui commenti aggiungiamo lo sportello del Comune di Foligno
A Venezia, isola della Giudecca, ci sono cassonetti per rifiuti con una parete di vetro e dei ripiani. Li si usa per gli oggetti di cui ci si vuole disfare ma che non sono proprio “da buttare”: oggetti ancora in buone condizioni che potrebbero interessare a qualcuno e che, quindi, vengono messi a disposizione in un luogo pulito, protetto e pubblico.
Il progetto si chiama “rifiuto con affetto” ed e’ attivo da un anno. A inventare e studiare la collocazione, la pubblicizzazione e l’utilizzo di questi “armadi/vetrine di strada” sono state tre studentesse di Design e Arte. Un cassonetto dei loro e’ stato esposto a Milano, a Fa’ la cosa giusta, e l’ho usato con successo per dar via alcune mie cose.
La parte interessante dal punto di vista sociale e’ stata la volontà di dare dignità al recupero degli oggetti. Gli oggetti molto spesso vengono progettati con una obsolescenza programmata per far si che vengano buttati e ne vengano comprati di nuovi. Osannare la moda e denigrare il riuso favorisce i consumi e la produzione di rifiuti. Ravanare in un cassonetto e’ percepito da molti come qualcosa da barboni, che le persone per bene non fanno. Questo cassonetto aiuta invece a scambiarsi le cose mantenendo la propria dignità.
Le tre ragazze sono partite raccogliendo le sensazioni di chi lava, stira e impacchetta i propri vestiti per metterli nei cassonetti per abiti che ci sono nelle strade. La sensazione non e’ del tutto positiva perché non si sa dove vanno a finire e non si sa bene chi li utilizzerà. Su ecoblog avevamo parlato di come una minima parte dei vestiti finisca rivenduta in Africa e come un’altra parte diventi imbottitura per i sedili delle auto. Usando il cassonetto del rifiuto con affetto la gente sa che le proprie cose resteranno in zona e saranno prese da qualcuno che le apprezza.

Moussa Traore è uno scultore ambientalista che ha allestito una mostra delle sue opere a Milano, in occasione del Salone del Mobile. Lavora a Dakar, in Senegal, dove raccoglie gli scarti e e i rifiuti della città, li rielabora e ridà loro una funzione e un po’ di dignità.
Oggi alle 18.30 è in programma il cocktail di inaugurazione, la mostra, allestita alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, sarà visitabile dalle 10 alle 19 fino al 20 Aprile 2008. Ingresso libero
L’artista sostiene con la vendita delle sue opere il progetto di sviluppo agricolo “Defaral sa bopp” promosso dall’Associazione Sunugal. Sunugal in lingua wolof significa “la nostra barca” ed il nome dell’associazione è stato scelto per riassumere l’azione di ponte tra gli immigrati in Italia e la loro zona di origine. Sunugal cerca di sostenere sia chi emigra, sia la famiglia dell’emigrante che resta a casa.
Ad organizzare l’esposizione è il laboratorio teatrale Maschere Nere, che propone viaggi di scoperta del Senegal naturale e culturale e laboratori di teatro per spiegare agli europei come funziona l’Africa e viceversa.

Zerorelativo è un sito di baratti on line dove è facilissimo offrire le proprie cose e scambiarle con quelle di cui altri utenti si vogliono disfare. Ne avevamo parlato l’anno scorso e oggi abbiamo incontrato di nuovo i ragazzi che hanno resto possibile questo progetto dedicandovi buona parte del loro tempo libero, molte energie e anche qualche soldo.
Barattare le cose, invece di buttarle via, riduce la velocità con cui i rifiuti arrivano in discarica. Se poi pensate che due persone otterranno qualcosa che vogliono, senza pagarla e senza farla produrre apposta, avrete un guadagno distribuito tra le persone e sul territorio, dovuto al minor consumo di risorse.
Questa settimana, invece di rilasciare riviste in bookcroosing, ho deciso di provare a portare qualche oggetto allo stando di Zerorelativo alla fiera Fa’ la cosa giusta di Milano. Porto blocchetti per appunti di carta riciclata, un attrezzo che trasforma una valigia normale in un trolley, un tagliere, varie creme per il corpo mai aperte, una confezione di dado da brodo di pollo (che non uso, visto che a casa mia si cucina veg) e, udite udite… una vacca volante (solo per intenditori).
Nel cassonetto di “rifiuto con affetto”, il progetto di scambio di oggetti usati attivo nell’isola veneziana della Giudecca, lascerò qualche vestito. (Di questi cassonetti vi parlerò la settimana prossima, datemi il tempo di fotografarli in modo decente e di finire di intervistare le ideatrici!). Se passate in fiera oggi o domani, portatevi dietro qualcosa che non vi serve e provate a fare un’offerta.
Ieri a Fa’ la cosa giusta io e Pentolaccia ci siamo imbattuti in due ragazzi e una ragazza seminudi. Avevano le scarpe, le calze e un grembiule con su scritto “chiedimi perché sono nudo”. Per dovere di cronaca lo abbiamo fatto e la risposta è stata: siamo nudi per manifestare la volontà di Lush di ridurre gli imballaggi inutili”.
Lush produce e vende saponi, shampoo, creme varie e prodotti per il corpo cercando di minimizzare il packaging. Puoi entrare in uno dei loro negozi e chiedere 2 etti di sapone: te lo tagliano e, se vuoi, te lo incartano. Se non vuoi nemmeno la carta, puoi portarti da casa il tuo portasapone o puoi comprarne uno dei loro, in alluminio riciclabile. I commessi, in quel caso, come ti danno solo l’etichetta che ti spetta per legge.
Per i prodotti che vengono venduti nelle confezioni di plastica saranno utilizzate delle confezioni fatte totalmente di plastica riciclata. Quelli nella plastica sono i prodotti che non vengono preparati in Italia, ma che arrivano dal Regno Unito. Ci sono anche linee (come quelle per la doccia) che sono confezionate in PLA ovvero in plastica ricavata dal mais.
Continua a leggere: Commessi senza vestiti per prodotti senza packaging
Abitare sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale, dall’arredamento ecologico, alla riduzione dei consumi fino alle fonti di energia pulita. Questo il cuore della fiera “Fà la cosa giusta” che si tiene a Milano al Fieramilanocity dall’’11 al 13 aprile.
Dalle cooperative di abitanti al cohousing fino ai condomini solidali, come vivere insieme all’insegna dell’integrazione e della socialità; dalle associazioni ai centri di ricerca, esperienze concrete di progettazione del territorio nell’interesse pubblico, questi gli argomenti declinati in più di 15 aree tematiche: energie rinnovabili, risparmio energetico, bio-edilizia, riuso e riciclo, mobilità sostenibile, pace e partecipazione, finanza etica, turismo responsabile, cooperazione sociale, commercio equo e solidale, software libero e information technology etica, agricoltura biologica e a Km zero, editoria e promozione culturale, eco-prodotti, formazione e comunicazione.
Non solo. C’è la possibilità di essere partecipanti attivi a questa iniziativa in qualità di “volontari”, iscrivendosi al, programma che prevede anche una giornata di formazione il 7 aprile. Dai 15 anni in su, tutti sono bene accetti. E per chi lo richiede e frequenta ancora la scuola c’è la possibilità di vedersi convertire le giornate in crediti formativi.