La Procura di Palermo indaga sulle tre gare per l’assegnazione dei bandi per i quattro termovalorizzatori siciliani. Un affare da circa quattro miliardi di euro che, alla fine, non andò in porto.
I reati ipotizzati sono pesantissimi: associazione mafiosa e illeciti nella gestione degli appalti. Le gare prese in esame dalla Procura, che sta esaminando anche le carte fornite dall’attuale assessore regionale all’Energia e ai Rifiuti, Pier Carmelo Russo, sono quella del 2002 e le due andate deserte nel 2009.
La prima, infatti, la vinsero quattro associazioni temporanee di impresa, tre facenti capo al gruppo Falck e una al gruppo Waste Italia. Ma secondo la Corte europea di giustizia era invalida a causa delle procedure seguite, non conformi alla normativa europea in fatto di appalti.
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