Il treno è uno dei pochi mezzi di trasporto davvero sostenibile e ecologico. Il problema è che in Italia è molto maltrattato a fronte del costo di un biglietto esorbitante. Per non parlare delle condizioni igieniche dei treni regionali, quelli che più sono usati dai pendolari. Non se la cavano bene neanche i treni veloci, che hanno fatto registrare il fuori uso delle toilettes su molte linee. Il che sta portando all’esasperazione i consumatori.
Ecco che partono le azioni per chiedere ai vertici di Trenitalia di ripristinare non solo i servizi igienici ma anche il decoro e le giuste condizioni sanitarie per viaggiare in sicurezza in treno. Perciò stamane le associazioni dei consumatori aderenti a Casper comitato contro le speculazioni ed il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, dopo il salto il comunicato integrale)) hanno consegnato (nelle foto Massimiliano Dona segretario generale dell’Unione nazionale consumatori) un water ai vertici delle Ferrovie dello Stato.
Si legge nel comunicato:
Gli utenti sono sempre più insoddisfatti del trasporto ferroviario italiano. Ad assillare i passeggeri non sono solo guasti, disservizi e continui ritardi dei treni, ma è anche la qualità del servizio una volta saliti a bordo. In particolare il problema maggiormente segnalato dai viaggiatori è lo stato delle toilette nei convogli: troppi i bagni guasti o inagibili, mentre quelli utilizzabili versano in condizioni pietose.
Continua a leggere: I treni italiani sono un disastro: consegnato un cesso ai vertici di Trenitalia
L’ENEA ha realizzato un nuovo studio di ricerca, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, per quantificare le emissioni di CO2 con differenti mezzi di trasporto. I risultati, com’è in questo caso lecito attendersi, premiano il treno, non essendo infatti la prima volta che si mettono a punto simili ricerche. Al di là della ovvietà del risultato è comunque curioso leggere i dati e i percorsi di riferimento. La ricerca è stata compiuta sulle due tratte “Napoli-Milano” e “Roma-Venezia” mettendo a confronto il treno, l’aereo e l’automobile.
Sulla base dei dati di traffico dei servizi ferroviari ed aerei è venuto fuori il netto risparmio di emissioni di CO2 se si utilizza il treno rispetto alle altre modalità di trasporto. E’ emerso che sulla tratta Milano-Napoli al viaggiatore in treno sono imputabili appena 31 Kg di CO2 contro, che rappresentano meno della metà delle emissioni dovute con un viaggio in auto (76 Kg) e ben un quarto rispetto ad uno in aereo (115 kg) .
In questa collaborazione ENEA ha inoltre verificato l’efficienza del software EcoPassenger, l’utility delle Ferrovie dello Stato che consente di calcolare e raffrontare online l’impatto ambientale del proprio viaggio in treno rispetto ad un’equivalente tratta percorsa in aereo o auto.
Via | Euromobility
Foto | Flickr
Interessante iniziativa quella che a partire dall’anno prossimo verrà portata avanti dalle Ferrovie dello Stato. L’obiettivo è quello di cercare di far aumentare i passeggeri del treno rispetto a quelli di aereo e automobile, il tutto facendo ricorso alla carta della sostenibilità ambientale. Sui treni verrà infatti lanciata l’iniziativa delle “Millemiglia Ecologiche”.
Tutti i tagliandi d’accesso sui treni italiani infatti, compresi quelli emessi online, riporteranno, oltre naturalmente alla tratta, alla classe e al prezzo, anche il bilancio ambientale del percorso. Ciò significa che verranno quantificate le emissioni di CO2 e i consumi energetici evitati (espressi in grammi di petrolio equivalenti) rispetto a quelli che si emetterebbero nel caso in cui lo stesso percorso venisse effettuato in auto o in aereo.
Detto questo, ogni passeggero avrà una sorta di tessera personale su cui, viaggio dopo viaggio, verranno contabilizzati l’anidride carbonica e il gasolio “risparmiati”. Tale risparmio darà diritto a dei cosiddetti “punti verdi” il cui accumulo permetterà di vincere dei premi. Questi dovrebbero comprendere biglietti gratuiti, sconti e la possibilità di viaggiare in prima classe. Fra gli obiettivi futuri vi sarà probabilmente pure quello di poter detrarre fiscalmente parte delle spese di viaggio.
Continua a leggere: Ferrovie dello Stato: meno inquini più ti premio
La ricerca scientifica a volte stupisce per la fantasia degli argomenti trattati, come in questo caso. Una ricerca pubblicata su Environmental Science & Technology calcola come l’utilizzo di traversine di cemento invece che di legno nelle ferrovie può essere più utile all’ambiente. Lo dicono gli scienziati.
Esatto. Se abbiamo una ferrovia e abbiamo necessità di rinnovarla, meglio il cemento. Sembra strano, ma il cemento è preferibile in quanto come ciclo di vita netto emette complessivamente meno CO2 del tagliare distese di alberi per lo stesso scopo, considerando anche che le traversine di cemento durerebbero molto più a lungo, e che l’albero tagliato non assorbirebbe più CO2.
Ora siamo tutti più tranquilli. Ironia a parte, vediamola così, ogni piccolo contributo può servire a una causa più grande. Meno emissioni, meglio sarà.
Via | ScienceDaily
Foto | Scris
Il 37% dei treni arriva in ritardo. Questo il risultato di un monitoraggio fatto da Legambiente nell’ambito della campagna Pendolaria. Dall’11 al 14 Novembre sono stati monitorati 1400 treni pendolari tra le 7 e le 10 del mattino, e di questi poco meno di un terzo sono risultati in ritardo almeno di 5 minuti. Il ritardo medio calcolato supera il quarto d’ora.
Le città prese in esame sono Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo. Di queste Palermo e Napoli presentano la statistica peggiore, quasi metà dei treni in ritardo. Milano non sta messa poi così bene (43%), e nemmeno Roma e Bologna (42% dei treni monitorati in ritardo), segno che il disagio delle nostre ferrovie non ha una vera e propria connotazione geografica.
Dopo il salto, la classifica delle città in base ai ritardi
Continua a leggere: Pendolari: quasi 4 treni su 10 sono in ritardo
Parlavamo ieri del Rapporto Pendolaria e di come le ferrovie regionali siano decisamente in condizioni pietose. Gli investimenti oramai vanno là dove si guadagna di più, a scapito di quello che dovrebbe essere un servizio ai cittadini. Alta velocità a tutto spiano, e i poveri pendolari viaggiano stipati come bestie. Viene proprio voglia di usare la macchina, anche se con i costi attuali della benzina ci si pensa due volte.
E anche i treni “nazionali” non sono poi così comodi e convenienti. Io che sono romana di adozione, spendo quasi 60 euro a tratta per andare a vedere i parenti, per 4 ore e 30 di viaggio, in quanto considerata pensolare di lusso. Sono stati tolti gli Intercity più economici, non mi lasciano scelta. Altre tratte verso sud durano di più è costano meno. Insomma. Penso che il treno sia una ottima soluzione per viaggiare, ma la voglia, come dicevamo, spesso mi passa… Voi che ne pensate?
14 milioni sono i pendolari che secondo il Censis regolarmente usano il treno per andare al lavoro o a scuola, ma la loro vita è sempre più dura. L’ho fatto anche io durante l’università, e non ce la passavamo poi così male. Qualche ritardo, qualche sovraffollamento e viaggi in piedi, prezzi decenti. Ma sono passati più di dieci anni e da allora le condizioni sono molto peggiorate.
In un rapporto presentato oggi da Legambiente insieme ai Comitati dei Pendolari, si sottolinea come da anni gli investimenti nel settore delle ferrovie “popolari” (mi prendo la briga di chiamarle così per distinguerle da Eurostar e Alta Velocità) sono ridotti al lumicino o totalmente spenti. Sia a livello nazionale, ma soprattutto a livello Regionale. Sono infatti di competenza delle singole regioni gli stanziamenti di fondi per le ferrovie locali. Ma invece la tendenza degli ultimi anni è di dare il 70% dei fondi statali per le infrastrutture al trasporto su strada, lo 0,4% dei fondi regionali a quello su ferrovia.
Continua a leggere: Pendolari sul piede di guerra: treni fatiscenti e linee tagliate

Un principio ecologico: finanziare il trasporto su ferro tassando il trasporto su gomma.
E’ uscito martedì un lancio dell’agenzia di stampa Agr, che nessuna testata ha pensato bene di riprendere. Al massimo, il lancio è stato riportato pari pari fra le news flash (così hanno fatto Corriere.it e La Stampa.it). Peccato, perché si tratta di una notizia interessante: il ministro delle infrastrutture Di Pietro ha detto che i lavori per il treno ad alta velocità saranno finanziati anche da una quota dei pedaggi autostradali.
Ecco le parole di Di Pietro: “L’obiettivo è trasferire le merci della strada su ferrovia, il principio è stato già applicato in alcune convenzioni autostradali e in alcuni interventi normativi, in modo che parte del denaro che si paga per i pedaggi va destinato per l’infrastruttura ferroviaria, quello che si paga per viaggiare via strada serve per far viaggiare meglio su ferrovie”.
Solitamente, i capitali per costruire nuove autostrade si trovano sempre, mentre i privati rifuggono gli investimenti ferroviari, che vanno quindi fatti con soldi pubblici. Togliere alla gomma per dare al ferro è una mossa che mi piace molto, perché invece che far ricadere l’onere dell’alta velocità solo sulla tassazione generale, in questo modo si fa pagare una quota dell’investimento a chi usa la strada. Gli automobilisti, in fondo, beneficiano del fatto di trovarsi, grazie alla TAV, autostrade meno trafficate e più sicure.
Via | Agr
» Immagine: collage a partire da foto di orsorama e di smuzew
“Qui puoi costruire tutte le autostrade che vuoi”. Tanti striscioni gialli con il cigno di Legambiente srotolati a casa di Di Pietro. No, l’associazione ambientalista non ha cambiato idea e dato il beneplacito al programma per le infrastrutture presentato dal Ministro. Gli striscioni, le persone, e la “casa” erano virtuali. Tutto si è svolto su Second Life.
Oggi Legambiente in una conferenza stampa ha espresso il suo disappunto nei confronti del piano Infrastrutture presentato in allegato al DPEF (documento di pianificazione economica e finanziaria). Secondo l’associazione, il piano non si distacca di molto dalla politica del precedente governo, molto criticata nel programma elettorale dell’attuale coalizione governante.
In soldoni, la maggior parte degli investimenti previsti sono per autostrade al nord, il sud rimane un po’ all’asciutto (solo il 10%) e soprattutto rimangono briciole per il potenziamento delle ferrovie.