
Il Treno Verde 2011 è alla sua 22° edizione e nasce dalla collaborazione tra Legambiente e Ferrovie dello Stato . Grazie al Treno incontri con le scuole, i cittadini, le amministrazioni per comprendere meglio i temi legati all’ambiente e all’inquinamento. In ogni tappa del Treno Verde, oltre a monitorare l’inquinamento acustico e atmosferico, verrà chiesto ai sindaci di siglare un patto per l’ambiente.
Via | Legambiente
Al termine della campagna di monitoraggio sulle condizioni di salubrità ambientale nei comuni italiani, effettuato da Legambiente nell’ambito dell’iniziativa Treno Verde, posta in essere in collaborazione con le Ferrovie dello Stato e con il contributo di Telecom Italia, si aprono nuove polemiche circa la necessità che i piani di risanamento dell’aria - in molte Regioni approvati già da molti mesi - vengano effettivamente attuati mediante idonee misure funzionali a incrementare l’uso del trasporto pubblico da parte dei cittadini e la limitazione del traffico stradale privato.
La maglia nera, oggi, spetta a Torino, con 59 sforamenti, seguita da Frosinone (57) e Padova (56). Lungo lo stivale, del resto, la situazione non è certamente più rosea: il 35% degli 88 capoluoghi di provincia monitorati, infatti, ha dimostrato di non riuscire a rimanere entro il limite massimo di concentrazione di polveri sottili nell’aria valutato in 50 microgrammi su metro cubo da non superare per più di 35 giorni all’anno.
Ciò che sconcerta di più è che rispetto al monitoraggio effettuato nel 2009 i valori riscontrati non hanno subito variazioni di rilievo testimoniando, in questo modo, la poca propensione delle autorità politiche nazionali, regionali e comunali, ad impegnarsi sul serio sul fronte congiunto della tutela ambientale e della salute umana. Così si è espresso, a tal proposito, Vittorio Cogliati Dezza - presidente nazionale di Legambiente:
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