
Sei metri e mezzo di lunghezza per più di una tonnellata di peso: queste le misure del coccodrillo gigante catturato vivo nelle Filippine, più precisamente attorno a Bunawan nella provincia di Agusan del Sur. Alla caccia, durata tre settimane, hanno partecipato una dozzina di esperti e qualche decina di abitanti molto preoccupati dalle recenti imprese del coccodrillo capace di divorare da solo un bufalo e di aver attaccato un pescatore, dispero nel mese di luglio.
L’animale dalle dimensioni record è stato catturato vivo dopo diversi tentativi andati a vuoto proprio a causa della sua mole che rendeva le tecniche di caccia tradizionali inefficaci. Uno dei cacciatori coinvolti ha affermato:
Eravamo molto preoccupati, ma è il nostro dovere cercare di risolvere il problema quando c’è una minaccia come questa per gli abitanti del villaggio. Quando alla fine siamo riusciti a catturarlo eravamo attoniti, non potevamo credere ai nostri occhi.
Ora l’animale diverrà l’attrazione principale di un parco a tema, l’obiettivo è attirare turisti che vorranno vedere da vicino lo straordinario esemplare.
Il Coccodrillo gigante catturato nelle Filippine




Via | MsnNBC
E’ un’estate tragica per il mare. Mentre ancora si cerca una soluzione alla marea nera al largo della Lousiana, un altro sversamento - per fortuna di entità decisamente minore - è stato segnalato in corrispondenza del villaggio di pescatori Talibayog, Filippine, nella provincia settentrionale di Batangas. Qui, accusano i cittadini, le spiagge sono già ricoperte da una spessa coltre di petrolio. Stando alle analisi effettuate immediatamente sul posto essa sarebbe il risultato di una perdita da parte di una delle 4 navi cargo, battenti bandiera straniera, ancora presenti nella zona interessata. Ancora sconosciuto l’autore del disastro. Saranno le indagini che si stanno volgendo in queste ore a fare chiarezza su questa punto. Già, perché secondo gli esperti lo sversamento sarebbe avvenuto non più tardi del 4 luglio, ma solo ieri la tv locale ha dato l’allarme mentre chi ha prodotto il danno ambientale ha taciuto sperando di farla franca.
Intanto, le mangrovie ripiantate di recente per ripristinare l’equilibrio ecologico dell’area dopo che l’arrivo di orde di turisti aveva indotto, negli anni passati, gli amministratori locali a distruggerle in modo da avere più spazio a dispozione per costruire resort e alberghi di lusso, stanno già “succhiando” il petrolio, rischiando di morire a breve vanificando gli sfozi e gli invesimenti fatti fino ad oggi. Dalla costa, invece, i pescatori guardano preoccupati i lavori dell’environmental protection team della Pfg e dei dipendenti del Department of Environment and Natural Resources di Calatagan sperando riescano al più presto a ripulire il mare e ad evitare che troppi pesci e uccelli possano invischiarsi nel liquido nero….
Via | greenreport
Foto | flickr

Le Filippine sono in ginocchio a causa della siccità causata dal Niño. La carenza d’acqua ha già messo in crisi l’agricoltura e ora è a rischio la zootecnia, in particolare il settore avicolo e quello ittico. Problemi anche per le centrali idroelettriche, i cui bacini sono a secco. Elettricità, di conseguenza, razionata a poche ore al giorno. Secondo l’agenzia Asia News
la siccità si protrarrà fino a luglio a luglio inoltrato e i continui black-out rischiano di compromettere le elezioni previste per il 10 maggio. A tutt’oggi i danni ammontano a oltre 60milioni di euro solo per il settore agricolo, con oltre il 40% delle coltivazioni ormai compromesso. Per continuare la produzione le industrie del settore alimentare sono state costrette ad acquistare oltre 700mila tonnellate di prodotti agricoli, sufficienti fino al mese di giugno.
Una situazione che potrebbe facilmente degenerare nell’emergenza sanitaria: ci sono già oltre 3.000 polli morti in pochi giorni che aumenteranno inesorabilmente e, in un modo o nell’altro, dovranno essere smaltiti. Probabile, poi, che si registrino anche morie di animali più grandi facendo scarseggiare, oltre all’acqua, anche il cibo.
Il Megachasma pelagios è uno squalo estremamente raro. La sua scoperta risale al 1976 e da allora solo altri 40 esemplari sono stati rinvenuti, almeno fino a qualche giorno fa. Alcuni pescatori nelle filippine infatti si sono imbattuti nel 41° esemplare.
Questa specie è classificata dall’International Union for the Conservation of Nature come “data deficient” ovvero di cui non si hanno sufficienti dati in merito. Dai rinvenimenti si è notato che questi animali possono crescere fino a 5.5 m di lunghezza (i maschi sono più piccoli, intorno ai 4 metri) e peso che raggiunge la tonnellata.
Presentano un corpo molliccio ed una grande bocca (da cui il nome inglese Megamouth) sembrano infine non essere abili nuotatori. L’esemplare pescato il 30 marzo era lungo 4 metri e dal peso di mezzo tonnellata, è morto cercando di uscire dalla rete ed è stato successivamente mangiato dai pescatori.
Via | News.com.au
Foto | News.com.au

La lampadina ad incandescenza con la crisi energetica ed i prezzi alle stelle è stata dichiarata tecnologia obsoleta e “sprecona”. In tutto il mondo sono stati avviati i procedimenti legislativi al fine di ridurne l’utilizzo e in molti paesi addirittura a vietarlo in nome del risparmio energetico.L’Italia risparmierà ben 3 milioni di tonnellate di Co2 immesse nell’aria dal 2011 (in viola), quando insieme ad Olanda, Spagna e Gran Bretagna metterà definitivamente al bando le lampadine a bulbo mentre già dal 2010 (in rosso) Argentina, Filippine, Francia, e Nuova Zelanda hanno dichiarato e legiferato in materia.
Nel gruppo purtroppo non si vedono alcune nazioni europee fortemente sviluppate come la Germania, la Danimarca o i paesi scandinavi o alcuni colossi mondiali in espansione come Cina e India o le economie emergenti dell’Est Europa. La domanda energetica mondiale è aumentata e continuerà a crescere: non possiamo prevedere quando queste nazioni legifereranno seriamente in materia.
Continua a leggere: Mappa mondiale della fine delle lampadine ad incandescenza

Dopo Nargis che ha devastato la Birmania arriva Halong ed è il nuovo tifone tropicale che nelle prossime ore colpirà le Filippine. Lo riferisce il TSR- Tropical Storm Risk- che già via satellite lo sta monitorando. Attualmente è classificato secondo la scala Saffir-Simspon a livello 1 il che porta danni alle costruzioni e alle strutture, onde alte un metro e mezzo, danni a cartelloni e inondazioni a causa delle forti precipitazioni. Halong potrebbe aumentare di potenza con il passare delle ore. Dalle previsioni del TSR Halong dovrebbe poi proseguire la sua corsa verso il Giappone.
Dopo l’India e la Cambogia anche il Brasile ha annunciato la sospensione temporanea delle sue esportazioni di riso per assicurare il fabbisogno alimentare nazionale, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore mondiale di riso, ha deciso di ridurre le spedizioni dell’11 % e la Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell’inflazione interna. E ancora, le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso. Il prezzo del riso con una crescita ininterrotta da inizio anno, ha fatto segnare, un nuovo record storico a 24,82 dollari per hundredweight (50,8 chili) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.
“Si tratta - sottolinea la Coldiretti - degli effetti delle tensioni sui mercati internazionali dove si registrano preoccupazioni ben più gravi per l’impennata dei prezzi di un prodotto come il riso che sfama oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo. Il balzo in avanti delle quotazioni - sostiene la Coldiretti - è anche il frutto delle speculazioni che si sono spostate sul mercato delle materie prime agricole e sta provocando rivolte e proteste in numerosi Paesi”.
L’Italia è il primo produttore di riso in Europa con oltre 220mila ettari di terreno e con circa 1,4 milioni di tonnellate, ma che negli ultimi anni ha visto perdere terreno per le colture risicole a favore di altri cereali come il mais che rendono di più al produttore. L’analisi è fatta dall’ Enterisi che in largo anticipo, dallo scorso febbraio cioè, aveva previsto che i mercati avrebbero subito un attacco da parte degli speculatori.
Continua a leggere: Speculazione del riso: il Brasile blocca le esportazioni

A dispetto dell’iscrizione nell’enciclopedia degli animali estinti e dei continui sforzi dell’uomo nella caccia, uno studio pubblicato in settimana a Kuala Lampur, ha dimostrato che l’elefante del Borneo è in realtà l’elefante di Giava che per un errore di classificazione compiuto nel 1800 è stato ritenuto estinto definitivamente.
Per una volta bisogna ringraziare la mano dell’uomo: nel 1800 infatti il sultano di Giava, in Indonesia, inviò alcuni esemplari come dono al sultano Sulu nelle Filippine. Il primo sultano voleva soltanto stupire il suo “collega” delle Filippine e facendo fare circa 250 miglia marine agli esemplari in realtà è riuscito anche a salvare una specie ritenuta estinta. Secondo gli esperti infatti, basta una sola coppia per ripopolare un’intera area nel giro di 2-300 anni: ecco come si è salvata la specie.
Via | Yahoo News.com

Pare che non ci siano abbastanza targhe per immatricolare le Jeepney, le Jeep elettriche filippine costruite nell’ambito del Climate Friendly Cities Project. Stando a quanto riferiscono altre fonti, pare che la burocrazia abbia fermato il processo di immatricolazione dei furgoncini usati per il trasporto pubblico perché alle Jeepney mancano le cinture di sicurezza, gli specchietti retrovisori e l’indicatore di velocità. (Difetti a cui si e’ rimediato dopo il mese di prova, lo scorso luglio).

L’arcidiocesi di Bohol sta cercando di fermare le prospezioni geologiche che, secondo le parole di mons. Leonardo Medroso, potrebbero portare allo sfruttamento petrolifero di un’area protetta marina.
Medroso, che e’ arcivescovo di Bohol, sa che le necessita dei suoi fedeli non sono solo spirituali e si chiede, pubblicando un post nel suo blog: “Il mare dello stretto di Bohol continuerà a essere un’oasi di vita per le generazioni presenti e quelle future, o si trasformerà in un insieme di acque fangose prive di vita, orribile promemoria della nostra indifferenza e irresponsabilità?”.
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