
E’ tempo che l’Europa riscopra e si prenda cura delle sue foreste boreali, perché i piani annunciati dai governi scandinavi non sono stati in gradi di proteggere tutte le foreste boreali e luoghi di indiscusso valore ambientale sono ancora soggetti a taglio indiscriminato e deforestazione. Di tutte le foreste allo stato naturale della Finlandia, solo il 5,1% gode di una qualche forma di protezione, mentre il Norvegia la percentuale scende al 2%.
In molte delle foreste boreali dei paesi del Nord Europa, gli alberi sono soggetti al tagli a raso, per essere poi ripiantati. In questo modo la biodiversità e gli ecosistemi vengono distrutti e le foreste che ricrescono sono molto più simili a piantagioni che agli antichi boschi distrutti.
Per porre fine a questo fenomeno e sensibilizzare governi ed opinione pubblica è nato il sito NordicForests, per volontà di Taiga Rescue Network, con la partecipazione di Friends of the Earth Norvegia ed altre associazioni. Sul sito è disponibile la mappatura delle foreste boreali del Nord Europa e delle aziende che le controllano per produrre legname: in questo modo i grandi consumatori di legname avranno a disposizione notizie sulla provenienza del legno e sullo stato delle foreste.
Foto | Flickr
Questo documentario appartiene, come Garbage, alla serie come scegliere una stile di vita sostenibile e sperimentarlo nalla propria famiglia. Per un anno, la famiglia Webster sceglie di vivere eliminando la dipendenza dal petrolio e da tutti i suoi derivati, per una scelta consapevole nei confronti del pianeta. La vita borghese di periferia della famiglia finlandese si trasforma in una battaglia quotidiana all’insegna dello humor e dell’allegria di chi, da un giorno all’altro, si trova ad eliminare tutti gli oggetti di plastica dalla propria casa e dalla propria vita.
Trovate qui Recipes for disaster raccontato del regista, dal momento in cui capisce che è il proprio stile di vita il responsabile del disastro ambientale - e che l’essere umano è perfettamente consapevole delle conseguenze delle proprie scelte sull’ambiente - a quello che ironicamente chiude la pellicola.
Fino a qualche anno fa l’entusiasmo per il nucleare sembrava dormiente, non si costruivano centrali nucleari nuove in USA e praticamente in tutto il mondo occidentale, la Germania nel 2000 annunciava di volersi affrancare dal nucleare a partiva con una massiccia campagna di investimenti nelle rinnovabili, oltre al personale orgoglio per l’Italia che con un referendum ha votato l’atomo fuori dai propri confini.
Poi tutto è cambiato. Negli Stati Uniti hanno introdotto i sussidi statali per nuove centrali (grazie Bush) e la corsa è ripartita, e qui da noi la Finlandia ha deciso di riprendere una strada che sembrava quasi abbandonata. Perché? Negli Usa si è fatta molto forte la lobby dell’atomo, forse la paura per la scarsità del petrolio, ufficialmente hanno tirato in ballo i cambiamenti climatici. Ovvero, costruiamo le centrali nucleari così possiamo continuare a consumare un sacco di energia senza emettere CO2, quindi abbiamo la coscienza a posto.
E’ questo il caso della Finlandia (ma anche degli Stati Uniti). Anche se la scelta un po’ gli si sta ritorcendo contro.
Continua a leggere: La Finlandia e i ritardi del nucleare di quarta generazione