La sfida che il colosso dell’ecologia lancia al colosso dei social network è in fondo semplice e complessa al tempo stesso: smetterla di usare energia da fonti fossili per alimentare i propri server.
La proposta è stata presentata durante il recente forum di Davos una di quelle annuali riunioni dove le aziende si scambiano notizie in merito ai migliori investimenti nel settore energetico. La pazza idea, avanzata da Greenpeace, battezzata Facebook: Unfriend coal e sostenuta da circa 600mila persone è questa:
che il social network diventi un leader globale nell’utilizzo di energia rinnovabile. Quattro sono gli impegni che Greenpeace ha inserito nella sua richiesta a Facebook: aumentare l’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei suoi server, sviluppare un piano per ridurre l’impronta climatica e diventare “carbon free” entro il 2021, informare gli utenti di Facebook sul modo in cui vengono alimentati i propri server e promuovere l’utilizzo di energia rinnovabile a livello locale, nazionale e internazionale.
Spiega Greenpeace:
Nel 2010, Facebook ha scelto di realizzare i suoi due nuovi data center in Oregon e North Carolina stipulando contratti di fornitura di energia elettrica con aziende che generano la maggior parte della loro elettricità dal carbone. Greenpeace chiede di rivedere questa scelta a favore di energia pulita da fonti rinnovabili. I consumi energetici delle aziende IT stanno rapidamente aumentando e, oggi, il settore informatico è uno di quelli a più rapida crescita nella domanda di energia elettrica. Basti pensare che la quantità di elettricità consumata al momento da Internet, posizionerebbe la rete al quinto posto tra i Paesi con il più alto consumo.
Riusciranno i nostri eroi?
Via | Comunicato stampa
Gli svizzeri ci hanno abituato ormai da tempo ad attuare iniziative ed attività particolarmente originali e di tutto rispetto nel campo della sostenibilità ambientale, e quest’altra, messa in atto un anno e mezzo fa e confermata lo scorso mese per tutto il 2011, è un’ulteriore prova del trend green che lo Stato elvetico ha deciso di portare avanti da svariati anni. Il Governo locale ha infatti confermato che continuerà a far far pagare ai cittadini svizzeri un supplemento di 0,33 centesimi di euro per kWh di energia utilizzata prodotta da fonte fossile.
La manovra dell’Ufficio Federale dell’energia ha ovviamente lo scopo di promuovere l’elettricità prodotta da fonte rinnovabile. L’idea del Governo svizzero è infatti quella di utilizzare la somma raccolta, che le stime quantificano in circa 192 milioni di euro, per il finanziamento nell’anno successivo di tutte le misure previste dalla legge sull’energia.
Il prezzo, che solitamente varia a seconda della domanda e della disponibilità di energia, rimane lo stesso rispetto all’anno in corso in quanto il numero di istallazioni previste e la produzione stimata sembra sarà inferiore rispetto a quanti hanno ottenuto le autorizzazioni e che inizieranno la produzione solo dal 2012. Che l’erba del vicino sembri sempre più verde è cosa risaputa, tant’è che immaginiamo che anche da quelle parti a livello di accettazione popolare qualche problemino lo abbiano (in fondo la maggiorazione del prezzo non è poca cosa), tuttavia è importante sottolineare come per l’ennesima volta l’Italia dimostri di essere davvero distante da certe realtà.
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