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Tutti gli articoli con tag forestazione

Vittoria di Greenpeace: Nestlé si impegna in favore degli oranghi

pubblicato da Peppe Croce

Vittoria di Greenpeace: Nestlé si impegna in favore degli oranghiIl video shock diffuso da Greenpeace due mesi fa per porre all’attenzione del mondo il pericolo di estinzione per gli oranghi a causa delle coltivazioni di olio di palma per scopi alimentari ha sortito il primo effetto.

Nestlé, infatti, dopo essere stata inondata di mail, lettere e fax e dopo aver visto che il video shock si è diffuso in maniera virale su blog, giornali on line, Facebook e Twitter, ha deciso di non acquistare più olio di palma prodotto da aziende che praticano la deforestazione selvaggia nel sud est asiatico.

Tale pratica è utilizzata per far spazio alle piantagioni di palma che producono l’olio necessario a Nestlé e alle altre multinazionali alimentari per produrre il cioccolato che utilizzano per i propri snack.

Questo successo, ammette Greenpeace, è il risultato della combinazione delle azioni degli attivisti come quella avvenuta in occasione del meeting annuale di Nestlé (gli attivisti, travestiti da scimmioni, si fecero trovare all’uscita del palazzo dove si teneva l’incontro e avvicinarono gli azionisti per sensibilizzarli su ciò che stava succedendo in Indonesia) e delle azioni informatiche messe in atto da centinaia di migliaia di simpatizzanti.

Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

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Pigna, carta bianca contro la deforestazione

pubblicato da missunderstanding

pigna carta bianca contro la deforestazione

Compra la carta e distruggi le foreste secolari, questo il messaggio della nuova pubblicità a marchio Cartiere Paolo Pigna apparsa ieri a Roma, in Piazza Venezia. “Per deforestare abbiamo carta bianca: le cartiere Pigna contribuiscono ogni giorno alla distruzione delle foreste secolari”: si tratta di un finto striscione pubblicitario, issato in seguito alla pubblicazione del rapporto della Onlus Terra! sulla deforestazione.

Terra! ha presentato il rapporto Tigri di Carta sulle attività forestali distruttive del colosso Asia Pulp & Paper (APP) che, nonostante vanti la certificazione PEFC, dal 1984 ad oggi ha distrutto un milione di ettari di foresta pluviale di Sumatra per farne fogli di carta. Poi l’azienda, divenuta il più grande gruppo cartario indonesiano, è passata a distruggere le foreste del Borneo ed ora rivolge la sua attenzione verso le foreste in Papua.

Secondo l’indagine di Terra! tra gli acquirenti italiani di carta, cellulosa e cartone dalle cartiere indonesiane del gruppo APP, ci sono anche le Cartiere Paolo Pigna, ad oggi certificate dal prestigioso Forest Stewardship Council, che ha rifiutato di certificare la APP per le sue pratiche distruttive. Sergio Baffoni di Terra! ha così commentato la scoperta del legame tra Pigna e le cartiere indonesiane APP:

Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni. Chi acquista i suoi prodotti, diventa involontario complice della distruzione in corso nelle foreste indonesiane.

pigna carta bianca contro la deforestazione

Foto | Terra!

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I supermercati francesi Casino mettono al bando l'olio di palma non certificato

pubblicato da missunderstanding

olio di palma prodotti alimentariIl gruppo francese Casino, proprietario di una catena di supermercati, ha deciso di mettere al bando i prodotti a base di olio di palma non certificato per tutelare l’ambiente e la salute dei suoi clienti. Per cominciare, entro la fine di quest’anno spariranno dagli scaffali dei supermercati circa 200 prodotti, ed entro un periodo di circa 7 anni quasi 571 prodotti verranno sostituti.

L’olio di palma è usato nella maggior parte dei prodotti per la cura della persona e l’igiene e anche in molti prodotti alimentari, ma gli alti livelli di grassi saturi ne fanno un prodotto sconsigliato per la salute.

La scelta di Casino per i prodotti alimentari si orienta verso una messa al bando dei prodotti a base di olio di palma, mentre per quanto riguarda i prodotti per la cura e la bellezza del corpo la catena si muove verso la sostituzione dei prodotti a base di olio di palma non certificato con prodotti a base di olio di palma certificato come sostenibile o la cui produzione ha rispettato i criteri di sostenibilità.

La catena francese è tra i pionieri in Europa a mettere al bando l’olio di palma non certificato, mentre il gigante inglese Marks and Spencer, fa sapere che cominceranno ad usare olio di palma certificato solo dopo il 2015. Così la pensa anche la Nestlè, incurante delle critiche di Greenpeace a proposito dell’uso dell’olio di palma e della deforestazione.

via | foodnavigator

Foto | Flickr

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L'Islanda è il paese da prendere come esempio per una gestione ambientale corretta

pubblicato da missunderstanding

islanda

Secondo l’EPI, l’Indice di Performance Ambientale 2010, elaborato da un gruppo di esperti dell’Università di Yale, l’Islanda è il Paese che controlla e gestisce al meglio i problemi e la salute dell’ambiente.

L’indice, presentato durante il World Economic Forum 2010, tiene conto di 25 indicatori aggregati in 10 categorie, tra cui la salute ambientale, la qualità dell’aria, la gestione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, la pesca, l’agricoltura, i cambiamenti climatici.

Durante il Convegno Mondiale sull’Economia di Davos, sono stati riportati i dati relativi all”indice, applicato all’impegno ambientale di 163 paesi nel mondo: l’Islanda si è classificata prima, anche grazie alla gestione della salute pubblica ed ambientale, di qualità altissima, e al controllo eccellente delle emissioni e dei gas serra; buona anche la gestione islandese dei processi di riforestazione.

All’ultimo posto della classifica c’è la Sierra Leone. L’Italia? Non male, si guadagna il 18° posto in classifica, mentre tra le grandi potenze, gli USA arrivano al 61°, Cina e India si piazzano rispettivamente al 121° e 123° posto.

via | epi.yale.edu

Foto | Flickr

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Ogni 2 secondi perdiamo un pezzo di foresta pluviale grande quanto un campo da calcio

pubblicato da missunderstanding

Per far capire a chi non vuole la velocità alla quale perdiamo ettari ed ettari di foreste pluviali nel mondo, anche se forse lo sfruttamento della foresta Amazzonica è in declino, ci vuole un’immagine semplice, un’animazione che spiega meglio di discorsi e conferenze.

E’ così che Greenpeace Svizzera ha voluto rappresentare la deforestazione nel mondo, facendo vedere come ogni 2 secondi si perde un’area di foresta pluviale grande quanto un campo da calcio, anche se fatto di fiammiferi.

Dalla perdita della foresta pluviale più antica in Indonesia, alla più grande in Brasile, il fenomeno della deforestazione distrugge habitat ed ecosistemi unici al mondo, privando anche gli esseri umani del loro ambiente, come accade in Nigeria.

via | Treehugger

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Le scarpe ecologiche di Veja

pubblicato da missunderstanding

scarpe ecologiche veja
I saldi di gennaio attirano anche chi non ama il consumismo e vorrebbe scegliere prodotti ecologici per il proprio abbigliamento, cosa non sempre facile facile perché i prodotti eco-fiendly sono difficili da trovare nei negozi. Oggi vi presento Veja, una linea di scarpe che nasce dalla volontà di “cambiare il mondo, anche soltanto di pochissimo”.

La filosofia di Veja si basa sull’utilizzo di materie prima naturali, provenienti dal commercio equo nel rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. Da Veja il cotone viene sostituito con il cotone organico e per contrastare la deforestazione si supporta la produzione di gomma naturale nella riserva di Chico Mendes in Amazzonia, usata per le suole.

Veja produce sneakers e scarpe per tutti i gusti, ha anche una linea per bambini e da poco ha sviluppato l’area di produzione delle borse. Se cercavate un luogo dove poter trovare accessori e scarpe eco friendly, la rete è quello che va per voi, ma fortunatamente le scarpe di Veja le vendono anche a Verona, a Napoli, a Modena, e così via.

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Deforestazione illegale in Camerun ad opera di imprese del legno italiane

pubblicato da missunderstanding

foresta pluviale camerun

Le foreste del Camerun continuano ad essere tagliate in modo illegale, e tra i responsabili dello scempio ci sono aziende appartenenti a due gruppi italiani della filiera del legno. Ciò emerge da una serie di ispezioni effettuate tra maggio ed ottobre del 2009 da parte del Resource Extraction Monitoring, l’ente che verifica la legalità delle operazioni forestali per quanto riguarda le concessioni delle zone di foresta ed il volume di legname abbattuto.

Il Rapporto 88 evidenzia infrazioni commesse nei distretti di Bouma e Ngoko ad opera della SEFAC, appartenente al gruppo italiano Vasto Legno, che avrebbe dichiarato un volume di legname inferiore a quello realmente abbattuto per pagare meno tasse.

Il Rapporto 91 rivela infrazioni commesse nei distretti di Mbam e Inoubou da parte della Fipcam del Camerun, che fa riferimento alla Bruno Pavimenti Legno. Le infrazioni in quest’area riguardano le concessioni delle arre forestali da sfruttare: la Fipcam è accusata di appropriazione e furto di alberi appartenenti alle famiglie dei villaggi vicini, infrazione già segnalata nel 2007 da Friend of the Earth ed ora confermata dall’indagine della Rem.

L’Italia, con un traffico di circa 19 milioni di tonnellate annue di legno e derivati è tra i primi importatori europei di legname, e non fa certo onore ai due gruppi italiani citati l’appropriarsi del legname in modo illegale, guadagnandoci sopra a scapito delle foreste pluviali del Camerun.

Per ulteriori informazioni potete consultare la notizia qui su l’Osservatorio sulle Foreste che riporta i link ai pdf dei rapporti citati o consultare qui i 16 rapporti di analisi della Rem.

Foto | Flickr

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Il tuo albero di Natale nel BosCO2 di Legambiente

pubblicato da missunderstanding

bosCO2 Natale
Se siete in ritardo con i preparativi e le decorazioni di Natale, e ieri non avete fatto l’albero come tradizione vuole, apprezzerete l’iniziativa BosCO2 di Legambiente, volta a compensare i consumi e gli sprechi di energia del periodo natalizio.

BosCO2 è la vostra occasione per scegliere un albero di Natale diverso: con un contributo di 40 euro si potrà mettere a dimora un albero, parte del BosCO2 di Natale di Legambiente, un bosco che crescerà grazie agli interventi di riforestazione nel Parco fluviale del Po e dell’Orba, secondo lo standard del Comitato Parchi per Kyoto.

Il Parco terrà un registro di tutte le piantumazioni, mentre Legambiente e AzzeroCO2 definiranno le procedure di gestione e manutenzione. Chi, per Natale 2009, avrà scelto di non fare l’albero nella propria dimora, ma di metterne uno a dimora nel BosCO2, riceverà un biglietto d’auguri che attesta l’acquisto dell’albero più ecologico che ci sia: quello scelto per compensare le emissioni di CO2.

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In Amazzonia la deforestazione è in netto calo

pubblicato da Simone Muscas

Foresta AmazzoniaLe notizie che arrivano dall’Amazzonia relative alle pratiche di disboscamento sono spesso inquietanti e lasciano difficilmente margini di ottimismo. Non questa volta verrebbe da dire, almeno in considerazione dei dati che sono stati pubblicati dall’Inpe ovvero il massimo istituto brasiliano delle ricerche spaziali che attraverso il satellite monitora continuamente l’avanzare delle aree prive di foresta.

Ebbene, proprio dagli ultimi dati, sarebbe emerso che tra l’agosto del 2008 e il luglio del 2009 il disboscamento dell’Amazzonia si sarebbe ridotto del 45%. Un dato particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che si tratta del livello più basso mai registrato negli ultimi 21 anni. Nel periodo preso in considerazione l’area disboscata sarebbe passata da 12.911 a circa 7.008 km quadrati.

Su Ecoblog abbiamo parlato tante volte dei numerosi problemi relativi al controllo della deforestazione nella foresta brasiliana e a tal proposito è importante segnalare come il governo locale stia per presentare una nuova strategia che dovrebbe ridimensionare in maniera sensibile il grave fenomeno. L’obiettivo del Brasile, fanno sapere fonti ufficiose, è quello di ridurre la deforestazione affinché nel 2020 sia dell’80% rispetto al livello del 2005.

Via | Inpe.br
Foto | Flickr

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Gucci sceglie carta riciclata per proteggere le foreste pluviali

pubblicato da missunderstanding

gucci foresta pluvialeGucci, il gruppo che controlla marchi di moda di beni di lusso, ha deciso di proteggere le foreste pluviali dell’Indonesia, attraverso la sua nuova politica di acquisti. La scelta prevede l’eliminazione della carta proveniente dalle foreste e dalle piantagioni dell’Indonesia, così come l’acquisto da produttori coinvolti nel processo di deforestazione.

Questa strategia di acquisti consapevoli sarà attuata entro il 2010 e sarà estesa a tutti i marchi del gruppo Gucci, tra cui Balenciaga, Yves Saint Laurent: la policy sarà estesa a tutti i prodotti a base di carta in tutte le aziende del gruppo, ed è già nota come una delle più restrittive nel campo della moda. Il Gruppo si impegna a ridurre la quantità di carta utilizzata e ad impiegare carta fatta con fibre esclusivamente riciclate, per tutti i prodotti, dai fogli delle fotocopiatrici alle shopping bags.

L’intento di Gucci, oltre a quello di proteggere le foreste pluviali indonesiane attraverso il non-acquisto, è anche quello di sensibilizzare e fare da esempio nel mondo dei marchi della moda, molto più inclini al lusso che alla sostenibilità, così come richiesto da Terra! L’associazione, assieme al Rainforest Action Network ha lanciato un appello al mondo della moda perché valuti con maggior attenzione le proprie scelte in fatto di acquisti di carta, perché a pagarne sono le foreste pluviali.

via | Terra!

Foto | Flickr

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