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Tutti gli articoli con tag fotovoltaico a terra

In Puglia gli spagnoli sfruttano gli immigrati per costruire parchi fotovoltaici gratis

pubblicato da Peppe Croce

In Puglia gli spagnoli sfruttano gli immigrati per costruire parchi fotovoltaici gratisCi sono posti, in Puglia, dove l’energia fotovoltaica è nera. E malamente sfruttata. La vicenda ricorda le coltivazioni di cotone: la Tecnova, azienda spagnola che sta costruendo molti parchi fotovoltaici a terra in Puglia, ha ingaggiato centinaia di immigrati a 55 euro al giorno per 7 ore di lavoro. Salvo poi farli lavorare il doppio e per metà della paga.

Ciliegina sulla torta: non paga un centesimo da tre mesi. Gli immigrati non ce l’hanno fatta più e si sono ribellati: denunce ai sindacati e agli avvocati, manifestazioni davanti la sede brindisina di Tecnova (ma sono tutti spariti, si dice siano tornati in Spagna di gran corsa) e clamore mediatico annesso perché, come riporta Brindisireport lo sfruttamento raggiunge livelli ottocenteschi:

Chi protesta, licenziato. Chi si ammala, licenziato. Chi si assenta, licenziato. Chi perde un occhio, chiede di poter ricevere le giuste cure e presentare il certificato medico, licenziato.

Alla fine la magistratura ha anche aperto un’inchiesta per fare chiarezza su questa modernissima forma di caporalato. A quanto pare, infatti, c’è dietro qualcuno che recluta gli immigrati. Una nuova forma di ecomafia?

Via | Brindisireport.it, Lecce Prima
Foto | Flickr

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La Francia dice addio al Conto Energia per il fotovoltaico

pubblicato da Peppe Croce

La Francia dice addio al Conto Energia per il fotovoltaicoSe non è un addio, poco ci manca. Di sicuro viene dopo una lunga “pausa di riflessione”. L’amore della politica francese per l’energia fotovoltaica è finito e, dopo lo stop di tre mesi agli incentivi statali per questa fonte di energia rinnovabile, ora arriva la mazzata finale.

Tariffe ridotte del 20%, limite di 100 KW per gli impianti e, soprattutto, niente Conto Energia per il fotovoltaico a terra: d’ora in poi solo sui tetti. La tariffa incentivante, poi, sarà rivista ogni tre mesi tenendo conto della quantità di progetti di nuovi impianti presentati dai privati e della diminuzione dei costi di produzione del settore fotovoltaico.

In ogni caso viene posto un limite di 500 MW annui per i nuovi impianti da costruire da zero. Una vera e propria rivoluzione che ha messo in allarme tutto il settore delle energie rinnovabili francese: secondo l’associazione di categoria Soler, infatti, “i produttori sono in stato di shock” mentre per Arnaud Mine, amministratore delegato di RES-SOLER

ci sono molti imprenditori e industriali che hanno investito e creato posti di lavoro nel settore. Nello stato del testo presentato dall’amministrazione, il progetto avrebbe conseguenze drammatiche

Si spera, a questo punto, che il governo francese torni sui suoi passi e modifichi il nuovo Conto Energia con parametri meno stringenti.

Via | Energie2007, Enviro2b
Foto | Flickr

Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: "E' grave"

pubblicato da Peppe Croce

Dal governo stretta sul fotovoltaico a terraSembra proprio che l’ultima puntata di Report sugli incentivi alle fonti rinnovabili abbia smosso le acque: oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto di riordino degli incentivi. Decreto che ora passa alle Regioni per il parere di rito.

Il decreto, oltre a mettere un freno al giochetto dei certificati di origine per l’energia verde, modifica nuovamente il modello di business delle rinnovabili: il fotovoltaico a terra resta uguale fino a 5 MW, oltre questa potenza entra in funzione un meccanismo di aste competitive. Modello sul quale la nota ufficiale del Ministero allo Sviluppo economico non offre alcun dettaglio. Il cambiamento, afferma la stessa nota, serve per incentivare gli impianti fotovoltaici di piccola taglia.

Giusto o sbagliato che sia, va in ogni caso notato che un impianto da 5 MW non occupa meno di 15 ettari di terreno agricolo. Quindi non si capisce bene come sia stata messa questa soglia considerato anche il fatto che, sempre la nota, afferma che serve a favorire i piccoli investitori. Anche qui: un MW di fotovoltaico a terra costa 3-4 milioni di euro. Piccoli a chi?

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Dal primo gennaio il Conto Energia si richiede su internet

pubblicato da Peppe Croce

Dal primo gennaio il Conto Energia si richiede su internetGli italiani amano i pannelli fotovoltaici: lo dimostrano i dati recenti, che parlano di oltre 100.000 impianti installati nel nostro paese, tra tetti fotovoltaici e fotovoltaico a terra. Per gli impianti domestici, però, c’è tutta una burocrazia poco simpatica da seguire per accedere al conto energia.

C’era. Perchè ora è arrivata una buona notizia: dal primo gennaio 2011 le pratiche si possono sbrigare online sul sito del Gse. In realtà più che di “sburocratizzazione” il Gse parla di “dematerializzazione”: la procedura resta un po’ complicata, ma sarà assistita da una guida e permetterà di risparmiare tempo e denaro.

L’unico vero difetto della dematerializzazione è la necessità di avere un indirizzo di posta elettronica certificata, tecnologia che in Italia non ha ancora fatto breccia nonostante sia praticamente obbligatoria per tutti i professionisti e per il tanto nominato “popolo delle partite iva”. Resta la buona notizia che il Gse sta procedendo verso la semplificazione e il disbrigo pratiche online è un primo passo.

Via | Gse
Foto | Flickr

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Ad Arezzo 10 MW di fotovoltaico in una ex miniera

pubblicato da Peppe Croce

Ad Arezzo 10 Mw di fotovoltaico in una ex miniera

Quando si parla di fotovoltaico a terra di grandi dimensioni solitamente si solleva un polverone. Questa volta, però, forse l’idea non è malvagia. Estra, società di produzione e vendita di energia elettrica e gas, sta per costruire un grosso parco fotovoltaico da 10 MW in provincia di Arezzo, a Cavriglia. Lo ha annunciato con un comunicato stampa nel quale da anche qualche dettaglio.

Della potenza abbiamo già parlato, andiamo all’estensione: circa 20 ettari, dice l’azienda. Sorge subito un dubbio: 20 ettari sono pochi per fare 10 MW. Per ogni mega, infatti, di solito si va dai tre ai cinque ettari quindi al massimo in 20 ettari “ce ne dovrebbero entrare” 6-7. Il parco, però, sorgerà in una ex miniera, una cava sostanzialmente.

A questo punto le pendenze forse riescono a far quadrare i conti, anche se i pannelli probabilmente staranno un po’ strettini. Fatto sta che l’azienda dice che ci stanno, vedremo…

Se si continua a leggere il comunicato si apprendono altri dettagli interessanti:

Il parco fotovoltaico, che avrà un’estensione di circa 20 ettari di superficie nell’ex area mineraria di Santa Barbara, è stato studiato al fine di ottenere una perfetta integrazione con la morfologia dei luoghi e conservare un gradevole effetto visivo in relazione alle aree circostanti

Dal punto di vista paesaggistico, in realtà, non ci dovrebbero essere molti problemi: le cave sono brutte, una distesa di pannelli fotovoltaici non dovrebbe peggiorare di molto la situazione. Per di più Estra promette anche un circuito ciclistico attorno al parco e visite didattiche per le scuole. Molto interessante anche il fatto che 500 KW, cioè il 5% della potenza istallata, sarà riservata all’azionariato popolare del paese.

Per la precisione il 5% di un investimento totale da 30 milioni di euro. E, onestamente, anche questi sembrano pochini rispetto ai costi medi di altri impianti. Ma è anche vero che un appalto di pannelli da 10 mega aiuta parecchio a contenere i costi. Ultimo dubbio: i pannelli solari temono la polvere, speriamo abbiano previsto un tappetino erboso per evitare l’effetto Sahara…

Via | Estra
Foto | Estra

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Emilia Romagna: impianti fotovoltaici nelle ex discariche

pubblicato da Marina

La Regione Emilia Romagna autorizza impianti fotovoltaici su ex discariche Impianti fotovoltaici sulle aree delle ex discariche. Un sistema per usare pezzi di territorio che diversamente non avrebbero destinazione d’uso il che porta al doppio vantaggio di poter installare per potenza complessiva oltre 56 MW di impianti e di non usare terreni destinati all’agricoltura, come d’altronde già vietato dalla Regione Piemonte.

L’accordo voluto dalla Regione Emilia Romagna, è stato firmato dagli assessori Giancarlo Muzzarelli e Sabrina Freda, da Graziano Cremonini presidente di Confeservizi Emilia-Romagna, Antonio Gioiellieri direttore Anci regionale e Enrico Manicardi direttore Upi Emilia-Romagna:

Considerando le ex discariche gestite da Hera, Iren (la nuova società nata dalla fusione tra Enia e Iride) ed Aimag, potranno essere realizzati 1 milione 214 mila metri quadri di campi fotovoltaici, per una potenza complessiva degli impianti di 56,5 MW, che permetterà di risparmiare ogni anno circa 13.129 TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) ed eviterà l’immissione in atmosfera di 39.224 tonnellate di CO2. I siti potenzialmente interessati per quanto riguarda Hera sono 34 in sei province e 8 per la parte che fa capo a Iren.

Via | Regione Emilia Romagna
Foto | Flickr

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Comune di Alba: vietato il fotovoltaico a terra

pubblicato da Marina

Il comune di alba bandisce gli impianti fotovoltaici a terra

Mentre in Puglia si installano a tutto spiano impianti fotovoltaici a terra, in Piemonte, nel territorio del Comune di Alba sono stati banditi. Infatti, secondo la delibera approvata nei giorni scorsi, è stata esclusa la possibilità di installazione di pannelli fotovoltaici a terra per impianti con potenza superiore a 20 Kilowatt. Vietati a terra nel centro storico, centro urbano, sulle colline, nei pressi della Scuola Enologica, zone agricole, boschi, nei pressi e fino a 150 metri dai fiumi Tanaro, Cherasca, Seno D’Elvio, Talloria, nei pressi del sito archeologico di San Cassiano, nelle terre coltivate a nocciole, su terreni fragili, vicino le cascine e a La Morra e Roddi poiché sono da tutelare le colline candidate a diventare patrimonio dell’Unesco.

Spiega il sindaco Maurizio Marello:

Il fotovoltaico va benissimo sugli edifici, sui capannoni, nelle aree produttive, dove non solo è consentito, sarà consentito e noi spingeremo perché sia praticato. Altro è sui terreni agricoli. Una realtà come Alba deve fare molta attenzione. L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica.

Dove si possono allora installare i pannelli fotovoltaici a Alba? Spiega Targato Cn:

L’installazione è possibile solo in pochissime aree classificate 1 e 2. Zone in cui la proprietà è talmente frazionata che difficilmente i proprietari si metteranno d’accordo per rendere disponibili vari ettari necessari a creare distese d’innumerevoli pannelli a terra occupanti 10 metri a Kilowatt atte a produrre quantità elevate di energia, dice l’assessore all’Ambiente ed Agricoltura Massimo Scavino dopo aver incontrato nei giorni scorsi le Associazioni agricole del territorio per un parere sull’argomento. Tuttavia, nelle rare zone possibili l’installazione dovrà rispettare determinate condizioni: migliori tecnologie disponibili, no a fondazioni in cemento armato, no a sostanze chimiche per la pulizia dei pannelli, altezza atta al passaggio della fauna, etc.

Via | Targato Cn
Foto | Flickr

Piano energetico Sicilia. Lombardo prepara il regolamento anti-Tar

pubblicato da Peppe Croce

Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, torna alla carica sulla questione energia e, in particolare, sull’energia eolica. Dopo aver visto sonoramente bocciato dal Tar il “suo” (aggettivo generoso) Piano energetico e ambientale regionale siciliano (Pears) ora studia le contromosse. Per evitare che l’esperienza si ripeta, visto che ci sono attualmente pendenti altri 70 ricorsi al Tar Sicilia su quel piano (forse incautamente benedetto da Jeremy Rifkin che, assai probabilmente, neanche lo ha letto), annuncia che il Pears si farà, ma attraverso un regolamento e non, come avvenuto con il piano bocciato, tramite delibera di Giunta Regionale.

La notizia è stata data dallo stesso governatore siciliano in apertura del convegno “Quale energia in quale futuro”, inaugurato a Palermo ieri nei locali della splendida Villa Malfitano. Un convegno, è giusto il caso di accennarlo, che ha avuto “il contributo di Enel”, società che, però, è attualmente sotto esame dell’Anti Trust che crede che Enel (ma anche Edipower) abbia messo in atto una serie di comportamenti commerciali scorretti per mantenere altissimo il costo dell’energia in Sicilia. Forse un po’ di prudenza in più, da parte di chi rappresenta il popolo siciliano, sarebbe stata opportuna.

Ma torniamo al “nuovo” Pears che, dice Lombardo, sarà fondato sui concetti di convenienza e sicurezza. Giova ricordare che “convenienza” e “sicurezza” sono gli stessi termini utilizzati in occasione della presentazione del vecchio piano. Lombardo, quindi, ribadisce quanto già affermato mesi e mesi fa: no all’eolico, no al fotovoltaico su terra, sì al fotovoltaico sui tetti. Visto che il governatore ribadisce cose già dette, e sulle quali abbiamo già fatto il pelo e il contro pelo, è inutile ripetersi anche su questo blog.

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