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WWF, i 50 anni a Parigi sugli Champs-Élysées

pubblicato da Marina

Champs-Élysées, i 50 anni del WWF

Se in Italia ci ha pensato il maestro Uto Ughi a commemorare i 50 anni del WWF in Francia sono andati ben oltre.

Champs-Élysées, i 50 anni del WWF
Champs-Élysées, i 50 anni del WWF Champs-Élysées, i 50 anni del WWF

Infatti fino al 25 settembre sugli Champs-Élysées, promenade parigina e turistica sono state installate 36 gigantografie di scatti di Micheline Pelletier con testimonial d’eccezione: Yannick Noah che sostiene la tutela delle tigri, Ellen Mac Arthur, Desmond Tutu, Wangari Maathai, il Principe Albert II di Monaco, Coline Serreau, Christian Karembeu solo per citarne alcuni. Ogni personaggio rappresenta una causa sostenuta dal WWF

Via | Bioaddict
Foto | Terra Eco

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L'incidente di Marcoule fa vacillare il modello nucleare alla francese

pubblicato da Marina

l'incidente a marcoule fa vacillare le certezze nucleari francesi

I francesi continuano a cavalcare la polemica a due giorni dall’incidente di Marcoule. Oltralpe il dibattito tra nuclearisti e anti nuclearisti è molto acceso e Le Monde affida l’editoriale di oggi a Jean-Philippe Colson (professore emerito di diritto all’università di Montpellier e autore del saggio Nucléaire sans les Français- Maspero 1977) che titola così: L’accident de Marcoule révèle la faillite du modèle nucléaire français - L’incidente di Marcoule rivela il fallimento del modello nucleare francese.

Una riflessione ha attratto la mia attenzione e riguarda le motivazioni che sostengono il ricorso all’energia nucleare. Con buona pace dei nuclearisti le centrali nucleari, abbiamo capito, non sono sicure e neanche economiche. Ma allora perché sono supportate? Secondo Colson dietro tante certezze si nasconde l’ideologia:

Sebbene sia stato qualificato non nucleare - come pure dichiarato dalla presidente di Areva a proposito di Fukushima - l’incidente di Marcoule illustra una volta in più i pericoli legati a questa energia. Questa volta è toccato al più vecchio sito industriale nucleare del nostro Paese. E domani? La Francia possiede una tradizione nucleare consolidata con 58 reattori, pari a un reattore per milione di abitanti, dato che ci rende il paese più nuclearizzato al mondo. Questa tradizione volge dall’ostinazione fino all’ideologia. Siamo condannati al nucleare malgrado i ripetuti avvertimenti che ci sono arrivati da Fukushima? Questa ostinazione mette in luce il nostro sviluppo nucleare e rifiuta l’evoluzione necessaria al nostro tempo, a cominciare dalla presta di coscienza ambientale.

Intorno alle centrali nucleari e alla loro sicurezza in Francia dopo l’incidente ancora in corso a Fukushima Daiichi si gioca la campagna elettorale che vede contrapporsi all’attuale presidente Sarkozy ricandidato e anche un verde come Nicolas Hulot susperstar della Tv. E per i Verdi queste continue conferme sull’incertezza della fonte energetica nucleare potranno fare la grande differenza alle elezioni.

Nube di Chernobyl, i francesi rinunciano al processo per la verità

pubblicato da Marina

la cartina della sicurezza sulla nube di chernobyl allontanata dalla frontiere francesi

Ieri la Corte d’appello di Parigi ha accolto la richiesta del non luogo a procedere nei confronti di Pierre Pellerin, ex capo del SCPRI il Servizio di protezione dalle radiazioni in Francia e unico imputato al processo per i danni causati dal passaggio della nube radioattiva di Chernobyl. L’accusa nei confronti di Pellerin era di aver fornito informazioni rassicuranti che non combaciavano con la gravità della situazione. Furono diffusi in Francia comunicati stampa con allegate cartine geografiche che mostravano come i venti portati dall’anticiclone avessero tenuto lontano la nube dai confini francesi. Ovviamente le cose non andarono così e la Francia subì la contaminazione proprio come la Grecia, la Svezia, la Finlandia e l’Italia. Solo che ai francesi non fu detto tempestivamente e non ebbero modo di proteggersi continuando a consumare cibi contaminati.

La richiesta di un processo fu avanzata nel 2001 dopo che diverse associazioni di cittadini, su tutti l’AFMT Association Française des Malades de la Thyroïde con molti iscritti in Corsica, la regione che più di tutte subì il devastante passaggio della nube, misero assieme i dati epidemiologici per dimostrare la correlazione tra aumento delle malattie della tiroide e passaggio della nube. Ma evidentemente non è servito, anche se l’associazione però, con i corsi in testa, annuncia che ricorrerà in Appello e alla Corte europea dei Diritti dell’uomo.

Ma facciamo un passo indietro per ricostruire la storia. I fatti, naturalmente, risalgono a 25 anni fa quando all’indomani dell’incidente nucleare del 26 aprile 1986 da Chernobyl giunse su tutta Europa la nube densa di ceneri radioattive. La gravità della situazione, però, agli inizi, in Francia o fu messa coscientemente a tacere o tutto fu sottovalutato incoscientemente: ma non essendo stato ammesso il processo non si potrà stabilire la verità. Di fatto c’è la cronaca raccontata puntualmente dai media dell’epoca. Il presidente era Jacques Chirac, Alain Carignon era ministro all’Ambiente e Pierre Pellerin, era a capo del Service central de protection contre les rayonnements ionisants. Ebbene, in quelle circostanze furono fornite ai francesi cifre della contaminazione che non corrispondevano alla gravità reale, che sarebbe poi emersa in seguito.

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Botulino c'è l'alert in Europa: pericolo per chi ha acquistato tapenade verte

pubblicato da Marina

allarme botulino in europa

Il ministero della Salute italiano lancia un alert, valido in tutta Europa, pubblicato sul suo sito e che riguarda il pericolo di contrarre il botulino dopo aver consumato tapenade verte aux amandes di Les delices de Marie Claire, confezioni da 180 gr. Lotto 112005 TMC 16/12/2012, prodotto da La RUCHE 84300 Cavaillon (Francia).

Ieri l’allarme è stato lanciato dalle autorità sanitarie francesi in seguito al ricovero di otto persone per intossicazione da clostridium botulinum tipo A dopo che avevano consumato la crema di capperi, olive verdi e mandorle Les delices de Marie Claire venduta in negozi nel sud della Francia. Si cercano perciò 60 vasetti di vetro con la crema di olive venduti a Drôme, Var, Vaucluse e Bouches du Rhône.

Secondo quanto riferisce La Provence, il produttore non aveva mai dichiarato la sua attività artigianale e il botulino si è sviluppato poiché i vasetti non sono stati sterilizzati correttamente. Le Parisienne aggiunge che la tossina del botulino è stata riscontrata anche nelle creme a marchio Terre de Mistral e nei pomodori secchi con marchio Secrets d’Anaïs.

Via | La Provence, Le Parisienne
Foto | Le parisienne

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Francia, scorie nucleari portate via per errore dalla centrale di Bugey

pubblicato da Marina

lavori in corso alla centrale nucleare di Bugey

Ho letto la notizia dai media francesi e ho sgranato gli occhi. Titola Le Progrés: Centrale di Bugey, scorie radioattive evacuate per errore; sottotitolo: Incidente alla centrale nucleare di Bugey, un camion esce con un carico risultato radioattivo. In realtà avrebbe dovuto trasportare materiale di risulta raccolto in una zona non contaminata. Cosa è accaduto?

Alla centrale nucleare di Bugey sono in corso lavori relativi al progetto ICEDA - Installation de Conditionnement et d’Entreposage de Déchets Activés- per la costruzione di un deposito temporaneo per scorie nucleari, come d’altronde informa ufficialmente EDF da suo sito.

Un camion carica materiale di risulta ma non si sa ancora perché non viene controllato dalla Sicurezza; passa il controllo automatico all’uscita della centrale che però segnala anomalie sulle emissioni di radiazioni; esce comunque indisturbato; arriva a Pérouges e scarica in una cava il materiale di risulta. Ai controlli prima dell’interramento si registrano radiazioni anomale, ma nessuno ci fa caso.

Il fatto è avvenuto martedì mattina. Ma solo il giorno dopo, cioè ieri, gli addetti alla sicurezza si rendono conto che le radiazioni rilevate vanno oltre gli standard e decidono di intervenire. Ricostruiscono il percorso del camion e arrivano fino alla cava di Pérouges dove recuperano il materiale riportandolo in centrale. Non è chiaro però, e ci saranno controlli interni, da quale zona della centrale nucleare provengano i detriti e si ignora come mai il camion sia riuscito a passare nonostante il controllo automatico abbia registrato le anomalie nelle emissioni di radioattività. Intanto montano le polemiche sul fatto che il materiale di risulta non doveva contenere neanche tracce di radioattività e sul buco causato dalla sicurezza che comunque non si è allertata prima nei controlli.

Foto | Edf

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Francia, nasce il commercio equosolidale Nord-Nord

pubblicato da Marina

alter eco commercio equosolidale Nord nord Quando si parla di commercio equosolidale si pensa a prodotti provenienti dal Sud del Pianeta come caffè, cioccolata, cotone. In genere si acquistano perché provenienti da piantagioni spesso biologiche o sostenibili e dove i lavoratori sono rispettati. In Francia Alter Eco colosso del commercio equo solidale lancia però una nuova gamma di prodotti locali ossia un equosolidale Nord-Nord.

Per ora a marchio Alter Eco con CORAB - Coopérative Régionale d’Agriculture Biologique – di Saint Jean d’Angely in Charente Maritime, si possono acquistare , cerali e legumi come lenticchie o fagioli provenienti da coltivazione biologica francese.

Spiega Laurent Muratet direttore marketing e comunicazione di Alter Eco:

Ciò che noi difendiamo è un modello agricolo di policoltura. Valido in tutto il mondo. Ad esempio, il té può crescere all’ombra delle palme di cocco ciò perché la policoltura permette una migliore preservazione del suolo e fornisce prodotti più gustosi. Questo modello e più generalmente l’agro-ecologia si dovrebbe applicare al Nord come al Sud del mondo. Evidentemente non possiamo coltivare in Francia cioccolato e caffè. Ma per ogni altro prodotto daremo privilegio a quelli francesi ottenuti secondo criteri bio, locali, sostenibili e solidali.

Via | ConsoGlobe
Foto | Alter Eco

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Eole Water, acqua potabile dall'energia eolica

pubblicato da Marina

eole water

Eole Water è una start-up con base a Sainte Tulle nel sud della Francia che ha messo a punto un sistema eolico per produrre sia energia sia 2000 litri di acqua potabile al giorno.

Il concetto è semplice: acqua e vento provengono dall’aria. Leggo dal loro sito:

L’atmosfera terrestre è carica di umidità. E’ un’immensa riserva di acqua dolce: circa 13.000 Km3. Eola Water usa l’energia del vento per rendere liquido il vapore acqueo. Viene aspirata l’umidità dell’aria e poi condensata per estrarre l’acqua.

Spiega Thibault Janin direttore marketing e logistica di Eole Water:

La pala eolica pesa 11 tonnellate ed è alta 30 metri e non ha bisogno di essere collegata a una rete. Sfruttiamo la condensazione dell’aria e il sistema può essere installato ovunque. Abbiamo formato contratti con Abu Dhabi e le prime turbine eoliche sarà consegnate a settembre. Siamo anche in contatto con la Polinesia francese, Cile, Benin e Zambia.

Via | NeoPlanete
Foto | Neo Planete

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Papetee, commemorate le vittime del primo test nucleare francese

pubblicato da Marina

papeete, commemorazione per le vittime del primo test nucleare francese

La commemorazione tenuta a Papeete (paradiso in Terra) è stata toccante e i sopravvissuti hanno così voluto, non solo ricordare, ma trasmettere il racconto alle generazioni future, di quella esplosione del 2 luglio 1966 quando i francesi effettuarono il loro primo test nucleare.

Quarantacinque anni fa, i francesi decisero di vedere che effetto faceva sganciare una bomba atomica di 30 chilotoni a Mururoa nell’aricpelago di Tuamotu (altro paradiso in Terra). Da allora proseguirono con i loro test fino al 1996 coinvolgendo anche zone nel Sahara.

Il test fu battezzato Aldebaran mentre in lingua Reo Mahohi è chiamato Te Ana Muri. I rapporti tra Polinesia e Francia non sono distesi e nel 2009 la Francia fu obbligata a risarcire con un indennizzo di 10milioni di euro le vittime degli esperimenti nucleari. Molte le morti di innocenti causate da diverse forme di tumore.

Via | Tahiti Presse
Foto | Tahiti Presse

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Energia nucleare: la Francia si candida per venderla alla Germania

pubblicato da Marina

merkel sarkÃ�² Ne scrivevo ieri: la Francia è seriamente preoccupata per l’abbandono del programma nucleare della Germania, ratificato dal parlamento. Ha chiesto perciò gli Stati generali dell’energia perché vuole che vi sia concertazione.

Oggi però il presidente Nicolas Sarkozy fa sapere che la decisione dei tedeschi di rinunciare al nucleare sarà un vantaggio per i francesi e ha detto:

Non critico la scelta della Germania. Se fermano le centrali dovranno rimpiazzare l’energia. Ci candidiamo a vendere loro l’elettricità anche in un rapporto di competitività che ci sarà favorevole.

La Germania, però progetta piuttosto di delocalizzare l’approviggionamento e parte delle centrali a carbone che le serviranno per avere energia ma senza inquinare la Germania, saranno impiantate in Polonia. Eric Besson, ministro francese per l’Energia teme più che altro dunque la perdita di forniture alla Germania, fatto probabilmente confermato dall’accordo per il Nord Stream, il gasdotto che porta il gas dalla Russia, passando per il Baltico direttamente in Germania. Entrerà in funzione a pieno regime nel 2012. A quel punto i tedeschi saranno tutti figli del gas di Putin.

Via | Le Figaro, L’Occidentale,
Foto | Instabulian

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La Francia chiede gli Stati generali dell'energia in Europa

pubblicato da Marina

eric besson

La Francia è preoccupatissima per l’uscita della Germania dal programma nucleare. Non ne fa mistero e anzi chiede gli Stati generali dell’energia che si dovrebbero tenere a Parigi giovedì 9 giugno tra tutti i ministri per l’Energia e l’Industria dei 27.

L’invito lo lancia Eric Besson ministro francese per l’Industria che chiede una concertazione europea. Ha detto Besson in un tweet:

La Germania è sovrana ma le conseguenze sono europee.

Si discuterà di mercato unico dell’energia così come propone Angela Merkel e dei costi. In sostanza il cancelliere tedesco punta a calmierare i prezzi interni del costo dell’energia che si otterrà evidentemente da fonti rinnovabili sostenendoli grazie anche al contributo dell’Europa. I francesi che invece, vorrebbero si rinunciasse al nucleare, ma di fatto si tengono strette le centrali che hanno, credono che il prezzo dell’energia non dovrà essere fissato per scelta politica, ma in base ai costi di produzione e di mercato.

Certamente la Francia in questa fase iniziale di transizione da un sistema di produzione energetico all’altro ci guadagnerà e si dicono, di fatto, pronti alla speculazione. Europea.

Via | Les Echos
Foto | Flickr