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Tutti gli articoli con tag futuro

4 film sull'ambiente da non perdere

pubblicato da Barbara Arlati

la locandina del film di Al Gore

Una scomoda verità (An Inconvenient Truth, 2006). Probabilmente il più acclamato film di sempre sull’ambiente. Il film, che ha protagonista Al Gore, parla del riscaldamento globale.

Erin Brokovich (2000). Un film molto noto in cui Julia Roberts decide di andare contro una grossa società per difendere gli abitanti di una cittadina che erano stati contaminati dalle loro esalazioni.

Wall-E (2008). A prima vista potrebbe sembrare un film per bambini ma non è assolutamente solo questo. Il film punta il dito sul futuro dei rifiuti che se gestiti male potrebbero sommergerci.

2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973). Un altro film che guarda al futuro in modo molto pessimistico. Siamo nel 2022 e la popolazione ha continuato ad espandersi tanto che ormai lo spazio per ognuno è molto ridotto. Cibo e acqua sono razionati. La temperatura è costantemente intorno ai 32°.

Via | Talkingaboutgreen
Foto | Generation Exe

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Nucleare: nuova lettera a Bersani, ma questa volta per dire no

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: nuova lettera a Bersani, ma questa volta per dire noNeanche due settimane fa un gruppo di scienziati, manager e politici simpatizzanti del centro-sinistra avevano scritto all’onorevole Bersani per chiedergli di favorire il ritorno italiano al nucleare. Tra i firmatari c’erano anche nomi famosi, come Umberto Veronesi e Margherita Hack.

Ora, invece, Bersani riceve una seconda lettera, dai toni opposti: non si deve tornare al nucleare e si devono aumentare gli investimenti nelle rinnovabili.

Questa volta il mittente è “Energia per il futuro“, un “gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca, pienamente convinti che non sia più il tempo in cui gli scienziati possono chiudersi nelle loro torri d’avorio per dilettarsi con loro ricerche, senza curarsi dei problemi della società in cui operano e di quelli dell’intero pianeta”.

Non è la prima lettera anti-nucleare che questo gruppo di studiosi invia ai rappresentanti politici italiani: durante l’ultima campagna elettorale per le regionali 2010, infatti, ne avevano mandata un’altra ai candidati delle varie regioni. In entrambi i casi, i mittenti erano 24.

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Ginevra: la Green Economy è l'unica soluzione alla crisi mondiale?

pubblicato da missunderstanding

green economy

Si è conclusa ieri a Ginevra la trentesima edizione dell’incontro annuale delle Nazioni Unite, International Association for Impact Asessment, incentrata quest’anno sulla transizione verso la Green Economy e sulle conseguenze per la Società e l’Ambiente.

L’economia mondiale è in crisi sotto molti punti di vista e l’obiettivo della conferenza di Ginevra è stato proprio quello di trovare e discutere alternative possibili dello sviluppo economico futuro, miranti alla crescita economica in un’ottica di sostenibilità e tutela dell’ambiente. Il programma della conferenza internazionale è stato incentrato sulla definizione dei principi della Green Economy per aiutare i governi a ripensare politiche ed investimenti da un punto di vista ecologico.

Gli esperti di 75 paesi hanno discusso dell’impatto sociale della transizione all’economia verde, mentre 600 delegati di tutto il mondo hanno esaminato le possibilità di investimento nei 5 settori cardine dell’economia: Industria, Agricoltura, Turismo, Città e Trasporti.

Per la conferenza mondiale questo è il momento di agire e di muoversi verso la Green Economy, vista come soluzione possibile alla risoluzione della crisi mondiale, ma affinché le società si possano muovere in questa direzione di sviluppo, ci dovrà essere l’intesa tra operatori privati e governi. Riusciranno realmente i Paesi e muoversi verso uno sviluppo economico sostenibile? Riuscirà la Green Economy a salvarci dalla crisi?

Foto | Flickr

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La democrazia dell'energia? Per Enel sarà già nel 2030, ma con nucleare e CCS

pubblicato da Peppe Croce

La democrazia dell'energia? Per Enel sarà già nel 2030Nei giorni scorsi si è tenuto a Pisa, presso l’auditorium del Cnr, un ciclo di incontri sul futuro dell’energia. Tra i partecipanti anche Enel, presente con il Responsabile del filone Energie Rinnovabili e Generazione distribuita della Ricerca Enel di Pisa, Gianluca Gigliucci, che ha tenuto il seminario “L’uomo e l’ambiente: nuove tecnologie per nuove energie”.

La visione di Enel è a dir poco ottimistica: entro il 2030 avremo la democrazia mondiale dell’energia, in cui tutti avranno a disposizione l’energia di cui hanno bisogno per il proprio sviluppo, per di più a prezzi ragionevoli e con un abbattimento delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali standard. Ma, ovviamente, questo risultato va perseguito tramite una attenta strategia che Enel così sintetizza:

Per raggiungere questo obiettivo – che a livello di numeri significherebbe stabilizzarsi su una quantità di emissioni pari a 450 parti per milione ed un incremento della temperatura media terrestre non superiore a 2°C – occorre lavorare sull’utilizzo delle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica, sull’evoluzione delle tecnologie CCS per la separazione della CO2 dagli altri gas di scarico delle centrali alimentate da combustibili fossili, ma soprattutto sulla diversificazione del mix energetico

Del CCS, e di tutti i dubbi che suscita sia nel mondo scientifico che tra le associazioni ambientaliste, abbiamo già parlato spesso su Ecoblog. Ci limitiamo solo a ricordare che si tratta di una tecnologia che, di fatto, ancora non esiste se non allo stato sperimentale e in piccolissima scala: in genere pochi megawatt per ogni centrale termoelettrica vengono “trattati” con questi impianti sperimentali e, di solito, si tratta di centrali a carbone.

Per quanto riguarda il mix energetico, invece, Enel non fa esplicito riferimento al nucleare ma, essendo l’atomo uno dei business su cui l’azienda ha puntato maggiormente per il futuro prossimo insieme al CCS, è assai facile intuire che Enel non ne voglia affatto fare a meno.

Via | Enel

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Il decreto 193 cancella l'autonomia della ricerca ambientale e dell'Ispra

pubblicato da missunderstanding

ispra futuro

I ricercatori dell’Ispra sono scesi dal tetto, ma l’indipendenza e il valore della ricerca ambientale in Italia sono ancora fortemente minacciati: se passasse il regolamento in discussione alle Camere sarebbero affidati al Ministro dell’Ambiente i poteri di controllo gestionale, scientifico e contabile dell’ISPRA.

L’eventuale approvazione del decreto governativo 193 comporta l’annullamento dell’autonomia dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale. Massimiliano Bottaro, ricercatore precario dell’Istituto sceso giù dal tetto e candidato indipendente nelle liste del Pd, ha così commentato la situazione dei ricercatori e dell’istituto:

La prima speranza che avevamo, al di là dell’ovvio obiettivo di salvare i nostri posti di lavoro era che all’ISPRA, il più importante istituto pubblico che si occupa di ricerca e controllo ambientale, si cambiasse finalmente registro, tornando a svolgere le nostre attività a favore della collettività, valorizzando le professionalità. (…) Il regolamento in discussione alle camere cancella completamente l’autonomia della ricerca, rendendo l’Istituto una semplice succursale del ministero dell’ambiente, che deciderà tutto, dalla nomina del consiglio di amministrazione e del presidente alla loro revoca, fino all’entità e la distribuzione dei finanziamenti all’Ispra“.

A commentare la situazione non soltanto i ricercatori, ma anche relatori della maggioranza: Giuseppe Marinello e Roberto Tortoli del Pdl hanno espresso preoccupazione riguardo all’accentramento che potrebbe derivare dall’unione dei poteri politico, gestionale e scientifico e riguardo ad un possibile futuro asservimento dell’Ispra al Ministro dell’Ambiente di turno, con una conseguente politicizzazione della ricerca ambientale, che dovrebbe rimanere libera ed indipendente.

via | Giornalettismo

3R-C, l'ecomoto a 3 ruote di Honda presentata a Ginevra

pubblicato da missunderstanding

Honda ha portato 3R-C, il suo concept ecologico, al salone di Ginevra. L’ecomoto a tre ruote, disegnata in Italia, è una via di mezzo tra un’auto ed una moto, ideale per sopravvivere nel traffico cittadino.

L’abitacolo è monoposto ed ha uno strumento di comando a metà tra un volante ed un manubrio. 3R-C di Honda è un concept 100% ecologico, elettrico, a zero emissioni. Tutti coloro che non sono andati a Ginevra possono ammirare il concept di Honda nel video o nella gallery ad essa dedicata di motoblog.

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Come sarà la moda nel 2025?

pubblicato da missunderstanding

moda 2025Come sarà l’industria della moda nel 2025? Continuerà a sprecare e ad emettere tanto quanto oggi o avrà compiuto un percorso verso la sostenibilità? Ci auguriamo la seconda, e con noi il Forum for the Future, che compie uno sforzo per guidare l’industria della moda mondiale verso un futuro più verde.

Quattro diversi scenari ipotizzano il futuro della moda nel 2025, tenendo conto dei cambiamenti climatici, della crescita della popolazione, della scarsità delle risorse, dello sviluppo della tecnologia, dei cambiamenti nella produzione.

  • Lo scenario Techno-Chic prevede abbigliamento camaleontico, capace di mutare a seconda di situazioni e necessità, scelto grazie a specchi virtuali che usano la tecnologia 3D;
  • Lo scenario Patchwork Planet immagina materie prima che vengono dalla cellulosa dei batteri e lavatrici senz’acqua per far fronte alla scarsità delle risorse;
  • Lo scenario Slow is Beautiful pevede una lotta tra marchi su parametri di sostenibilità, mentre la gente indossa abiti intelligenti, che ne preservano la salute ed il benessere;
  • Lo scenario Community Couture prevede che l’industria della moda tenda a minimizzare i costi e si basa sul riciclo di abiti e materiali di sartoria.

Voi, come immaginate il futuro della moda: c’è uno tra i 4 scenari che ritenete possibile per il 2025? O immaginate un’industria della moda molto simile a quella di oggi, con le grande case che si contendono il mercato tra sprechi ed eventi tutt’altro che sostenibili?

via | fastcompany

Foto | Flickr

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Ekokook, la futuristica cucina ecologica

pubblicato da missunderstanding

ekokook

La cucina del futuro sarà più o meno come quella che vedete in foto: è Ekokook, dello studio Faltazi Design, uno dei prototipi di cucina integrata meglio riusciti. Ekokook è anche un concept adatto a chi ama il riuso e il riciclo, perché sviluppata secondo la possibilità che ognuno di noi possa diventare autosufficiente in casa propria, e soprattutto in cucina, ambiente in cui si conserveranno e riutilizzeranno le risorse, siano esse acqua, scarti di cibo, contenitori.

Se la biosfera da cucina segnalato da Marina aveva entusiasmato anche voi, non potrete fare a meno di ammirare tecnologia, design e praticità ecologica mixati assieme in maniera impeccabile in Ekokook. Gustatevi nella gallery tutte le funzionalità di Ekokook, la cucina del futuro.

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via | Inhabitat

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Il 12 febbraio arriva M'illumino di meno, per illuminarci di più

pubblicato da missunderstanding

m'illumino di meno 2010M’Illumino di meno torna anche quest’anno, ed in veste rinnovata e sempre più propositiva per il suo sesto compleanno: la Giornata dedicata al Risparmio Energetico si celebrerà tra 3 giorni, venerdì 12 febbraio.

L’iniziativa, lanciata da Caterpillar in onda su Radio2, ha conquistato pian piano tutta l’Italia, lasciando simbolicamente al buio un sacco di città negli anni ed è arrivata anche all’estero. Per la sua popolarità quest’anno ha deciso di trasformare il suo messaggio in un invito, dal silenzio energetico si passa ad una festa dell’energia pulita: Abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre energia pulita.

Se nelle edizioni precedenti di M’illumino di meno abbiamo spento la luce, quest’anno in tutte le piazze d’Italia si accenderanno luci virtuose, portatrici di testimonianze di consumo efficiente, per una gestione illuminata del nostro futuro. Pronti ad illuminare di meno ed illuminarvi di più il 12 febbraio?

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Come saranno New York e Tokyo nel futuro post cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

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Aqualta è un progetto dello Studio Lindfors di New York che rappresenta visivamente come saranno le città tra centinaia di anni, a causa dell’innalzamento dei livelli delle acque e dei cambiamenti climatici. Nel progetto sono rappresentate due tra le più grandi metropoli del mondo, New York e Tokyo, sommerse dall’acqua, mentre è facile immaginare che Venezia sarà scomparsa.

Così come le città, i loro abitanti si adatteranno ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze, muovendosi in gondola invece che in macchina, nuotando sotto l’acqua alta invece di camminare. Nel futuro si salirà verso piani sempre più alti e secchi e ciò che oggi si coltiva sul terreno, crescerà sui tetti riadattati. Nella visione di Acqualta la città e l’uomo riusciranno ad adattarsi in un mondo fatto di acqua, perdendo la necessità di utilizzare tecnologie e macchine, per una vita più tranquilla e strutture capaci di adattarsi all’imprevedibilità della Natura. Studio Lindfors ha immaginato così il futuro di queste metropoli, voi come lo immaginate?

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Foto | Courtesy of StudioLindfors

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