

Veramente incredibile, Bp ha perso la testa: in preda al panico da marea nera, e vittima delle infinite polemiche sull’immobilismo nella gestione del disastro della Deepwater Horizon, la multinazionale inglese dell’energia ha ben pensato di taroccare la foto del centro di comando dell’ormai famigerata “response” di Houston. Avranno pensato: è meglio che diamo l’impressione che stiamo lavorando sodo.
Il grafico, però, di voglia di lavorare ne aveva veramente poca e ha fatto un lavoro pessimo: ha preso una foto del 2001, per di più brutta, raffigurante tre addetti che non fanno assolutamente nulla, ha clonato qualche monitor e ha affermato che la foto è del 16 luglio 2010, trasformando tre scanza fatiche in tre solerti addetti alla sicurezza. E, per fare il danno completo, ha scontornato malissimo le teste e le orecchie tanto che si vede a un chilometro che i monitor sono appiccicati.
Risultato: un blogger, John Aravosis di Americablog.com, ha scoperto il tarocco e Bp ha fatto l’ennesima figuraccia, dovendo persino ammettere il colpo di Photoshop dopo che la notizia è stata riportata sul sito del Washington Post.
Ma c’è anche di peggio: il tarocco non è un caso isolato! Sempre Aravosis, su suggerimento di un lettore, mostra un’altra foto truffaldina: questa volta si tratta di un tavolo di lavoro durante l’operazione “Top Kill”, miseramente fallita. Anche in questo caso i volti sono scontornati con l’accetta…
Guarda la gallery con tutte le foto taroccate da Bp:
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Come si serve un caffè nel modo più ecofriendly possibile? Per Kickstand bastano due bici per gustare un caffè ecosostenibile per le strade di New York.
Kickstand - mobile coffee ha come mission quella di offrire la miglior tazza di caffè con il minor impatto ambientale e per riuscire nella sua opera ha costruito due bar mobili: le bici servono a far gustare il caffè lungo un percorso a tappe e a fornire parte dell’energia che serve per preparare il caffè stesso.
Kickstand pedala e serve caffè per sensibilizzare la gente ad uno stile di vita più ecologico e sostenibile. Fareste una pedalata solidale per un caffè?
Se mosche, zanzare e moscerini da soli possono sembrare innocue creature, addirittura bellissimi esseri da ammirare in tutte le loro sfumature come accade per le farfalle, quando arrivano tutti insieme possono diventare terrificanti. Chi ha paura degli insetti?
Ammirateli in tutta la loro spaventosa densità nelle foto qui sotto, tratte dalla gallery sugli insetti di Dildou, e diteci come reagireste in mezzo ad uno sciame di insetti. Foto bellissime o terrificanti?
via | Dildou
La cucina del futuro sarà più o meno come quella che vedete in foto: è Ekokook, dello studio Faltazi Design, uno dei prototipi di cucina integrata meglio riusciti. Ekokook è anche un concept adatto a chi ama il riuso e il riciclo, perché sviluppata secondo la possibilità che ognuno di noi possa diventare autosufficiente in casa propria, e soprattutto in cucina, ambiente in cui si conserveranno e riutilizzeranno le risorse, siano esse acqua, scarti di cibo, contenitori.
Se la biosfera da cucina segnalato da Marina aveva entusiasmato anche voi, non potrete fare a meno di ammirare tecnologia, design e praticità ecologica mixati assieme in maniera impeccabile in Ekokook. Gustatevi nella gallery tutte le funzionalità di Ekokook, la cucina del futuro.
via | Inhabitat
I rifiuti elettronici e i gioielli, apparentemente, non hanno niente in comune, ma se si guarda bene e si utilizza la fantasia, si scoprirà che i circuiti elettrici e le perline delle collane possono essere la stessa cosa, per non parlare del tessuto delle scarpe.
Gli accessori frutto di riciclo creativo a partire da materiali di e-waste, che potete ammirare nella vetrina virtuale della nostra gallery, hanno partecipato alla mostra Jewelry_cycle, dedicata all’upcycle dei rifiuti elettronici e fatta per sensibilizzare contro il ricambio sfrenato di oggetti tecnologici. Vi piacciono?
via | ecouterre
Yuken Teruya è un artista che trasforma gli oggetti della vita quotidiana: con i cartoni della pizza, vecchi bicchieri, bandiere, scatole di dolci crea mondi meravigliosi e installazioni provocanti. Corner Forest è una foresta di alberi, rami e foglie, fatti con i rotoli della carta igienica. Nel creare la foresta di rotoli “l’artista non ha fatto altro che tirarne fuori l’anima, facendo simbolicamente tornare il materiale alla sua origine”.
A proposito dei nostri amici animali, ecco una sequenza di foto che documenta l’amicizia tra un gattino ed un pappagallo. A quanto pare i due sono davvero buoni amici, così come appare nella gallery a seguire. Non sono tenerissimi?
Come va a finire l’amicizia tra il gatto ed il pappagallo, sarà vera? Dopo aver guardato tutte le foto, fate le vostre ipotesi. Poi cliccate qui sulla pagina di reddit dell’utente che le ha caricate e tornate a commentare.
La Natura ha il potere di regalarci degli spettacoli incredibili, squarci di mondo intoccati che qualcuno ha fissato in una foto. E Humorarticles li ha raccolti in una gallery dedicata ai paesaggi più belli riflessi in corsi d’acqua, che riporto a seguire per i lettori di ecoblog.

Segnalato dalle cugine di Fashionblog, questo esperimento di riciclo creativo al fine di creare gioielli è tra i meglio riusciti e i più originali che io abbia mai visto. Dell’artista Margaux Lange, senza l’approvazione della Mattel.
Barbie e Ken e trasformati in braccialetti, collane, orecchini e altri particolari gioielli a metà tra il revival anni Ottanta e lo splatter. Siete pronti a portare al collo una serie di gambe di Barbie e alle orecchie le mani di Ken? Potete scegliere la creazione che più vi aggrada attraverso la gallery dedicata di Fashionblog.

Ci è sembrata questa la più bella di una bellissima galleria di cartelli e segnali stradali insoliti (non tutti ecologici, a dire il vero) che l’edizione online del Telegraph ha selezionato per tutti gli amanti del viaggio e della natura, con qualunque mezzo viaggino, ovviamente. Del resto, quest’immagine può essere un mezzo di trasporto validissimo (oltre che poco inquinante), almeno per chi la vedrà per la prima volta in ufficio, e non nel mezzo di una pineta secolare.
Cogliamo l’occasione, per segnalarvi che il programma Tree City USA, che si occupa di sensibilizzare agli alberi e al piantare alberi i cittadini americani, ha appena nominato 191 nuove “città degli alberi”.
Lancio una proposta: ne facciamo un po’ di versioni italiane, sia di cartelli che di città?
Via | Telegraph