Proprio ieri ragionavamo della necessità che ha l’Europa dell’energia Russa. Ebbene proprio ieri il cancelliere tedesco con il Premier russo, Angela Merkel e Dmitrij Medvedev, hanno aperto i rubinetti del gasdotto Nord Stream lungo 1.224 chilometri che per ora trasporta 27,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Diveranno 55 miliardi di metri cubi all’anno dal 2012 grazie alla seconda linea attualmente in costruzione.
Presenti anche François Fillon primo ministro francese, il premier olandese Mark Rutte e il commissario europeo all’Energia, Gunther Oettinger. Come si è capito accanto alla Germania ci sono Francia e Olanda che fanno parte del consorzio composto dai russi di Gazprom, i tedeschi di Wintershall e E.On Ruhrgas, gli olandesi di Gasunie e i francesi di Gdf Suez.
I russi sono al lavoro per South Stream che fornirà gas all’Europa meridionale. Ha detto Medvedev:
I consumatori europei potranno avere fino a 55 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia nei prossimi anni con il lancio della seconda condotta del North Stream. Il gas naturale russo e l’elettricità prodotta con essa garantiranno una fornitura energetica stabile ai consumatori del continente e aumenteranno la loro sicurezza energetica.
Nord Stream, inaugurata la prima linea del gasdotto russo-tedesco






Via | EastJournal
Foto | Nord Stream
Dopo le numeroso proteste dei cittadini è stato bloccato dal consiglio regionale dell’Abruzzo la procedura di autorizzazione al metanodotto della Snam, ossia un gasdotto per metano lungo 700 Km che da Taranto arriva a Bologna.
Si legge nel comunicato stampa:
La Seconda Commissione del Consiglio regionale ha espresso, all’unanimità, parere favorevole sulla proposta di legge volta a fermare il processo autorizzativo del metanodotto Snam, contro il quale sono insorti comitati, associazioni ed enti locali della Valle Peligna e della provincia dell’Aquila. Trattasi di un intervento dal fortissimo impatto ambientale e paesaggistico che dovrebbe attraversare l’intera dorsale appenninica, dalla Puglia fino alla Pianura Padana, e che in Abruzzo attraversa aree a rischio sismico.
Resta però da completare l’iter politico con il voto del consiglio Regionale del prossimo 22 marzo che dovrebbe sancire definitivamente il blocco. Con la Libia in fiamme sembrava forse più facile far accettare alle popolazioni locali il metanodotto della Snam. Il progetto è conosciuto anche come “Rete Adriatica” e consiste nel creare un metanodotto di 700 Km che da Massafra vicino Taranto arriva a Minerbio vicino Bologna.
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Uno scoppio lungo il tratto ucraino del gasdotto che porta il metano dalla Russia all’Europa ha interrotto ieri per una ventina di minuti le forniture di gas naturale verso il vecchio continente. L’esplosione ha distrutto circa 30 metri di gasdotto: il tubo, del diametro di 1,40 metri, ha sparato frammenti fino a 150 metri di distanza. Lo scoppio è avvenuto alle 12:30 ora italiana nella regione di Kiev – in un’area paludosa – ed ha causato un incendio che in mezz’ora si è divorato un ettaro di terreno, ma senza provocare vittime o danni.
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