Ci sarà o no domani 11 maggio il terremoto a Roma previsto dall’astronomo e geofisico autodidatta Raffaele Bendandi? Prevedere terremoti è una di quelle abilità che sfuggono all’uomo. Sia chiaro, ne sfuggono tantissime altre, ma sembra che questa sia considerata una delle più necessarie oltreché importanti. Bene, qui su ecoblog abbiamo spesso scritto degli studi e dei sistemi empirici più o meno usati per prevedere terremoti, non da meno quelli del discusso Giampaolo Giuliani che considera le emissioni di radon come segnali di possibili sismi. Ma, naturalmente la scienza necessità di ben altre prove e studi. Dunque in alto un filmato da 6 minuti preparato dal INGV, Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia che smonta, con metodo scientifico e divulgativo la previsione del terremoto di domani 11 maggio a Roma.
La profezia, come nota l’INGV però è smentita dalla stessa Fondazione che raccoglie scritti e memorie di Bendandi. Però ancora qualcuno pensa “non è vero ma ci credo!”, Scrive 06blog:
Insomma: bisogna essere totalmente razionali e affidarsi alle parole degli esperti o conservare un po’ di paura e dubbi confidando nelle previsioni di un personaggio che - ricordiamolo - ha previsto con un’esattezza impressionante il sisma nella Marsica del 1915, quello delle Marche nel 1924 e il terribile terremoto in Friuli del 1976?
A dispetto delle polemiche sollevate dal Presidente dell’ INGV Enzo Boschi, in alto nel video la risposta di Giampaolo Giuliani . La questione è stata sollevata dopo gli allarmi lanciati a seguito dello sciame di scosse che si è verificato nei giorni scorsi a Montereale.
Appena ieri, il presidente Enzo Boschi dichiarava:
Non daremo più notizie sui terremoti così i falsi profeti di tragedie non faranno più affari con i nostri dati.
Oggi il passo indietro e il chiarimento che i dati saranno sempre diffusi ma con qualche precauzione. Ha detto Boschi a Tifeo:
Noi pubblichiamo anche di piccole scosse e spesso c’è chi è pronto a trarre conclusioni affrettate e a poi ad accusarci di poca accuratezza. Adesso stiamo valutando come rendere disponibili i dati che inseriamo sul sito, in maniera tale che non ci sia margine di fraintendimento. Chi si preoccupa dei terremoti poi dovrebbe più badare alla stabilità delle case che in molte zone italiane non sono state costruite secondo le moderne leggi antisismiche.
Giocchino Giuliani detto Giampaolo, è l’uomo che da quel terribile 6 aprile 2009, giorno del terremoto in Abruzzo, sta destabilizzando il mondo scientifico con le sue teorie, asserendo di essere in grado di prevedere i terremoti.
Gli scienziati hanno sempre chiesto a Giuliani delle relazioni scientifiche considerate necessarie a sostenere gli esperimenti condotti dal tecnico abruzzese. Il Giuliani però ha semplicemente risposto che i dati erano sulla sua scrivania e a disposizione di chi li volesse leggere. Ma la prassi scientifica e accademica è ben diversa e dunque ecco arrivare un primo studio sui precursori dei terremoti presentato nei giorni scorsi al EGU (European Geosciences Union) che si è tenuto a Vienna. Il titolo della ricerca è: Atmosphere Awakening Prior to Abruzzo, Italy M 6.3 Earthquake of April, 6 2009 revealed by joined satellite and ground observation scritto in collaborazione con Sergey Pulinets, Dimitar Ouzounov, Luigi Ciraolo e Patrik Taylor.
Ha detto Giuliani:
Sicuramente questo convegno internazionale sarà ricordato come la pietra miliare per lo studio dei precursori sismici e la possibilità di poter prevedere forti terremoti con un largo margine di anticipo. Molti sono stati gli scienziati che si sono trovati concordi nel valutare la possibilità di unire gli sforzi a livello internazionale, costituendo dei gruppi di ricerca nelle varie specializzazioni scientifiche per trarre informazioni da tutti gli elementi che permettono di osservare anomalie preventive sui terremoti. Vale la pena ricordare alcuni nomi degli scienziati presenti a Vienna, non ultimi gli italiani, dall’Università di Bari il Prof. Pierfrancesco Biagi, dall’Università della Basilicata il Prof. Valerio Tramutoli, Michael E. Contadakis dalla Grecia, Katsumi Hattori dall’Università di Chiba Giappone, Tsanyao Frank Yang dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Taiwan. E’ stata per me motivo di grande soddisfazione, ricevere da parte di tutti i ricercatori presenti a Vienna, un consenso unamine e una volontà di realizzare a livello mondiale l’Early Warnig System.
Via | Impronta l’Aquila
L’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, studia il radon anche se precisa che non esiste al momento alcuna possibilità di previsione dei terremoti. Il dato sin qui osservato è sintetizzato da Sergio Vinciguerra, coautore della ricerca attualmente in pubblicazione su Geophysical Reaserch Letters (GRL). Il progetto che ha studiato l’aumento e la diminuzione di gas radon nei processi di rottura delle rocce prima dei terremoti ha ottenuto finanziamenti attraverso TRIGS (www.trigs.eu). Ha detto Vinciguerra a Report On Line:
La nostra scoperta ha permesso di isolare i meccanismi fondamentali che determinano la diminuzione e l’aumento dell’emissione di radon prima dei processi di rottura, che avvengono durante terremoti o eruzioni vulcaniche. Stiamo estendendo l’analisi ad altre litologie con diversi contenuti di vuoti per studiarne l’emissione di radon in funzione del carico applicato. Questo ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello per i cambiamenti di emissione di radon osservati e fornire un supporto quantitativo all’interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici. Colgo l’occasione per precisare che solo attraverso l’integrazione di studi sistematici, come questo, di un fitto monitoraggio del radon e degli altri segnali precursori e una conoscenza dettagliata del contesto geologico, che il nostro istituto ha sviluppato negli anni è possibile giungere al riconoscimento di segnali premonitori, con bassi margini di errore.
E precisa, cautamente l’Ingv che:
I risultati finora raggiunti in questo campo, compreso l’articolo GRL in questione, ci hanno permesso di comprendere meglio molti dei segreti del nostro pianeta ma finora non hanno assolutamente alcuna possibilità di applicazione pratica per la previsione deterministica dei terremoti. Tale possibilità non esisteva nel recente passato (all’epoca del terremoto de L’Aquila), non esiste nel presente e possiamo affermare che non esisterà nel futuro a breve e medio termine.
In una intervista rilasciata a Abruzzo24ore.tv Giampaolo Giuliani, il tecnico che studia da anni il radon, dopo essere stato messo alla berlina da un video dell’Ingv si dice soddisfatto del fatto che gli scienziati si stiano occupando di quello che ha sempre definito il suo campo di ricerca. E se iniziassero a collaborare?
L’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia attacca Giampaolo Giuliani, lo studioso del radon e della previsione dei terremoti e controbatte in un video punto per punto le affermazioni del tecnico. Giuliani non ci sta e conferma in un intervista telefonica a Abruzzo24h tv di essere in grado di prevedere i terremoti da 6 a 24h di anticipo.
I ricercatori dell’Ingv, vale la pena ricordalo molti precari, sostengono che non hanno mai potuto accertare la veridicità delle previsioni di Giuliani poiché tutti i dati in suo possesso non sono mai stati resi pubblici. Dall’altro lato Giuliani sostiene di essersi sempre accostato agli scienziati per informarli delle sue ricerche e dei suoi studi ma che nessuno lo ha mai preso in considerazione; ecco perché non esistono delle pubblicazioni scientificamente accettate che attestino le sue scoperte.
Dopo il salto la risposta di Giampaolo Giuliani.

Oggi la scossa di terremoto alle 14,21 di magnitudo 4.2 con epicentro in Valle del Tevere in Umbria ha riacceso il panico tra gli abitanti di Perugia e della sua provincia. La faglia interessata è quella tra Toscana e Umbria. Ebbene su facebook, lo scorso mese di ottobre si era diffusola notizia a proposito di un inusuale aumento di radon registrato da Giampaolo Giuliani, saltato alle cronache, nel dopo terremoto in Abruzzo, quello dello scorso 6 aprile, quando sostenne che grazie ai suoi studi sulla presenza di gas radon nelle vicinanze delle faglie era possibile stabilire con un certo margine di precisione l’arrivo di un terremoto.
La presunta previsione di Giuliani voleva una scossa di terremoto nelle Marche per il 27 ottobre. La previsione fu poi smentita dallo stesso Giuliani che disse:
Non sono in grado di prevedere terremoti nelle Marche, tantomeno con giorni di anticipo. Per prevedere un terremoto nelle Marche dovremmo avere una macchina Pm4, il rilevatore gamma che consente di determinare l’epicentro dei terremoti di potenza superiore ai 3-3,5 gradi della scala Richter, 50 chilometri a nord di L’Aquila. Se le amministrazioni locali decidessero di investire in tutto 50.000 euro e installassero una di queste macchine tra Foligno e Assisi, saremmo in grado di determinare l’epicentro di un terremoto per Marche, Abruzzo e Umbria, con un anticipo di sei-24 ore. Attualmente ci sono cinque Pm4 installate in Abruzzo fino ad ora, tre guardano verso sud, due verso nord. Le macchine possono essere installate in uno scantinato non ventilato e almeno due o tre metri sotto il piano stradale.
Intano la memoria corre perciò a quel 26 settembre del 1996 quando nella notte una scossa di magnitudo 5.5, VIII grado scala Mercalli, colpì duramente Assisi, con la perdita di parte della Basilica superiore di Assisi, dedicata a San Francesco, Gubbio, Foligno, Norcia, Valfabbrica, Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Sellano, in Umbria, ma anche nelle Marche dove i danni più ingenti si ebbero a Serravalle del Chienti, Camerino, Fiordimonte, Castelsantangelo sul Nera.
Foto |INGV
Il tintinnio del lampadario, l’armadio che batteva contro il muro e lo strano dondolio che ho sentito mentre dormivo: mi sono svegliata di colpo e ho capito che era il terremoto e ho solo sperato che finisse presto. Qui in provincia di Caserta il sisma che ha colpito l’Abruzzo si è sentito “forte e chiaro”.
Qualche ora dopo le prime notizie hanno raccontato di un terremoto magnitudo 5.8 della scala Richter.
Le domande che ora ci si pone sono due: perché non ci sono accorgimenti antisismici in una zona riconosciuta sismica e se questo terremoto si poteva prevedere.
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