
Circa ventiquattro ore dopo l’esplosione della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, conseguenza del tremendo terremoto seguito dallo tsunami che ha colpito ieri il Giappone, viene smentito dai fatti Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano e intervistato appena ieri daLilli Gruber a Otto e mezzo su La7.
Testa con assoluta sicumera aveva dichiarato durante l’intervista di ieri, che nelle centrali nucleari i sistemi di sicurezza sono talmente affidabili che un incidente risulta essere una remota ipotesi. E riporta le sue informazioni, presumo date dalle stesse autorità Giapponesi, che saranno poi qualche ora dopo smentite dal botto. Da quel che sa lui sono intervenuti con i sistemi elettrogeni e che il reattore è stato messo in sicurezza:
Fino a adesso, in tutto il sistema energetico giapponese le centrali nucleari sono quelle che hanno retto e si sono arrestate.
Gianni Silvestrini direttore scientifico del Kyoto Club è l’altro ospite e avrà il duro compito di smontare le inutili faziosità di Testa e di provare a spiegare un po’ come stanno le cose, il che per un anti nuclearista è una doppia fatica. Chiarisce subito che in Giappone le autorità non hanno mai brillato per trasparenza e considerati i danni che ci sono stati anche a una diga e a una raffineria lo scenario non è dei più rassicuranti. Un incidente a una centrale nucleare è certamente più complesso e già nel 2007 in Giappone ci fu un incidente alla centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa fatto per cui restò ferma per un paio di anni.
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Ricordate la vicenda del parco fotovoltaico ad inseguimento solare di Cutrofiano, proposto da Legambiente e AzzeroCO2? Abbiamo già raccontato delle forti polemiche che sta sollevando e dato spazio alla risposta di Legambiente. Ora, però, un servizio dell’emittente Tele Rama (emittente televisiva salentina che porta avanti, oltre ad una guerra aperta al fotovoltaico a terra, anche una curiosa battaglia per il Salento regione indipendente dal resto della Puglia) aggiunge pepe alla questione.
Il servizio, va detto, è fatto molto bene. Va a scavare nella compagine societaria che ha proposto il parco fotovoltaico a Cutrofiano mettendo in evidenza soprattutto un fatto: a costruire fisicamente e gestire il parco sarà Exalto, una società che ha per presidente Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore responsabile della rivista QualEnergia. Ma anche componente del Comitato Scientifico di Legambiente.
Altro proprietario di Exalto è Mario Gamberale, che è sia in AzzeroCO2 che nel già citato Comitato Scientifico. I guadagni del parco, quindi, andranno a due uomini di Legambiente, ma non a Legambiente stessa. Questo non è piaciuto ad alcuni circoli locali dell’associazione, specialmente al nord Italia. Il risultato di questo giro di nomi e società, si faccia o no il parco, è una frattura in Legambiente che di certo non farà bene all’associazione ambientalista e alla sua immagine.
Via | Tele Rama
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