
Una casa letteralmente avvolta dalla vegetazione, ad eccezione della facciata Ovest interamente in vetro. Si trova a Linkebeek (Bruxelles), in Belgio, e fa sia da studio che da abitazione. A progettarla lo studio di architettura Samyn and partners, partendo da un edificio esistente ad un solo piano.
Il progetto iniziale prevedeva di ricoprire i muri di edera e di ultimare la costruzione con un tetto in rame, ma andando avanti con i lavori si è deciso di optare per una full immersion nel verde.
A realizzare le facciate vegetali il botanico esperto di giardini verticali Patrick Blanc, che si è avvalso di un tessuto reticolato come supporto per le piante ed ha dotato la casa di un sistema di irrigazione e fertilizzazione.
Via | Samyn and partners
Foto | Samyn and partners
Se giardini e fiori sono la vostra passione, arriverà il giorno in cui vorrete sperimentare la verticalità e creare il vostro primo giardino verticale. Per cominciate, potete usare i pannelli di Flora Grubb, quadrati modulari adatti a contenere terra, semi e piante.
Ogni pannello contiene 45 celle, destinate ai semi, che fioriranno in altrettante meraviglie della natura grazie alla vostra cura, purché il giardino verticale sia sistemato su una parete con la giusta esposizione alla luce. La composizione di specie è potenzialmente infinita e la grandezza e la forma del giardino verticale anche: per realizzarlo basterà sistemare i moduli quadrati come si desidera. Mentre pensate a come sarà il vostro primo giardino verticale, potete ammirare le creazioni della gallery.
via | Inhabitat

Se invece di avere paura del giardinaggio vi interessate del rapporto tra natura ed ambienti costruiti, questo è un caso di Savethedate che fa per voi: dall’11 febbraio al 18 marzo 2010, tutti i giovedì dalle h.18.00 alle h.20.00 si svolgerà Natura e Architettura, una serie di incontri aperti dedicati al delicato rapporto tra le due.
Nella Saletta Lab, all’interno della mostra Green Life, Legambiente, Promoverde, Nemeton High Green Tech Magazine organizzano una serie di incontri aperti dedicati alla possibile evoluzione in parallelo di Natura e Architettura, alla loro integrazione.
Se da una parte ingegneri e architetti devono imparare a conoscere la natura e le piante per poterle integrare al meglio nelle future costruzioni, dall’altra gli agronomi devono riuscire ad integrarsi al mondo dell’edilizia: tutte le professionalità devono unirsi per poter sfruttare al massimo le potenzialità dell’architettura sostenibile nel limitare le emissioni di CO2.
Chi fosse interessato agli incontri, trova qui il calendario con i dettagli. Vi anticipo soltanto che si parlerà di biopiscine e di giardini verticali e di altri argomenti interessanti anche per chi non è né arch. né ing., ma ha a cuore il futuro delle città.

Non solo sono belli da vedere, ma sono utili. Purificano l’aria, aumentano l’unidità e rendono gli spazi urbani più gentili. Si trovano un po’ dappertutto in giro per il mondo, in musei, centri commerciali, aeroporti, parcheggi.
Sarebbe bello vederli aumentare nelle nostre bigie metropoli.