I Gorilla condividono con noi oltre il 97% del loro patrimonio genetico. E gli studi etologici non fanno che sottolineare le nostre somiglianze. Ne è un esempio la recente ricerca sul gioco in questi magnifici primati, effettuata dal team internazionale della dott.ssa Davila Ross, University of Portsmouth, che ha avuto modo di osservare in loro dinamiche, scopi e modalità di divertimento del tutto simili a quelli dei bambini. I gorilla osservati, ad esempio, sono soliti colpire i loro compagni di gioco per poi scappare inseguiti da questi ultimi, salvo poi scambiarsi di ruolo quando l’altro, finalmente, ha la meglio… Inoltre, è significativo che la rapidità della fuga sia direttamente proporzionale alla forza del corpo inferto quasi a voler sottolineare, dichiarono gli etologi, che le grandi scimmie percepiscono la violenza di un proprio comportamento in violazione di una situazione sociale preesistente, ma anche e soprattutto che tendono a modificare il proprio atteggiamento tentando di riparare ad una “ingiustizia” in un’alternanza di ruoli che mira a sperimentare e sviluppare capacità comunicative e sensazioni in modo spontaneo e raffinato insieme… I gorilla, in pratica, imparano a gestire le situazioni di vantaggio e di svantaggio, apprendendo ciò che è lecito all’interno della comunità e sperimentano l’empatia attraverso modalità a noi assolutamente familiari… Concludono i ricercatori:
Le nostre scoperte che dimostrano che i gorilla reagiscono alle ingiustizie durante i combattimenti fatti per gioco costituisce la prima prova empirica, a quanto ci risulta, che gli animali esplorano giocando le ramificazioni delle ingiustizie. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare le ingiustizie durante le interazioni sociali naturali in specie non umane, tali ricerche accresceranno probabilmente le nostre conoscenze sull’evoluzione della competitività sociale, la correttezza e la moralità anche negli esseri umani
Via | biologyletters, cordis
Foto | Flickr

Io che sono appassionata di riciclo creativo, di arte che viene dal recupero di materiali di scarto, ho sempre sognato l’apertura di un Museo del Riciclo, un luogo dove l’arte fosse il risultato e il veicolo di un messaggio di rispetto e tutela verso l’ambiente e che promuovesse allo stesso tempo la creatività. Il Museo è diventato realtà, almeno virtuale, grazie ad Ecolight, consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici.
Apre la serie di opere del neonato Museo, Lucetrice, di Camillo Fiore, installazione realizzata riciclando pannelli elettrici di lavatrici, spesso abbandonate tra i rifiuti urbani e molto inquinanti, già vincitrice della sezione Design del premio Rifiuti in cerca d’Autore.
La scelta di creare un Museo virtuale deriva dalla volontà di proporre una vetrina fruibile da tutti, aperta alle idee e ai contributi di chiunque abbia la capacità di trasformare un rifiuto in un nuovo oggetto, sia esso di arredamento, design, un gioco per bambini o un gioiello.
Se una buona pratica può diventare arte, perché non creare un museo che possa raccogliere tutte le idee e le testimonianze di chi ricicla invece di consumare, di chi trasforma un rifiuto in nuovo oggetto invece di abbandonarlo? Ora c’è, ed è a portata di click: partecipate all’inaugurazione del Museo del Riciclo con la vostra visita, virtuale.
Chi di noi non ha giocato almeno una volta ai videogiochi Arcade? A partire da questo presupposto, gli ideatori della Teoria del Divertimento, hanno realizzato un raccoglitore di bottiglie vuote che simula un videogioco e assegna tanti punti quanti sono le bottiglie inserite nel raccoglitore-console.
Secondo quelli della The Fun Theory il modo più semplice per cambiare le cattive abitudine e trasformale in buone pratiche è farlo attarverso il divertimento: è bastato richiamare alla memoria un vecchio gioco con la Battle Bank Arcade, o semplicemente inserire nella raccolta differenziata l’elemento del gioco, perchè tutta la città corresse a gettare le bottiglie nei distributori. E a basarsi sulle espressioni della gente, riciclare sembra diventata la cosa più divertente del mondo.
Se l’esempio vi è piaciuto e siete d’accordo che con il divertimento si possa contribuire ad educare la gente a comportamenti sostenibili, affrettatevi: avete tempo fino al 15 dicembre per presentare delle proposte creative al concorso The Fun Theory e metterci in copia perchè se fa bene all’ambiente, su Ecoblog siamo pronti a testare la vostra idea!
Via | Inhabitat

Pensato e realizzato da Antonno Versteeg, che si occupa di unire design, creatività e sostenibilità, Solar DJ è un gioco interattivo destinato ai visitatori dei festival all’aperto. Per giocare con Solar DJ ci vogliono 4 partecipanti, ognuno dei quali si sfida cercando di catturare il maggior numero possibile di raggi solari con un pannello solare che viene dato in dotazione all’inizio della partita.
Ogni pannello è collegato al modulo principale, che emette musica a volume maggiore tanti più raggi arrivano: il partecipante che cattura più raggi sente aumentare il volume della propria canzone. Oltre a sentire la propria colonna sonora su tutte le altre, man mano che conquista raggi, il giocatore può salire di livello nel gioco e sfidare il modulo in una competizione uno a uno.
Solar DJ sarà presente in alcuni green festival olandesi, dando ai visitatori l’opportunità di imparare ed informarsi sul valore dell’energia solare, giocando e divertendosi. Che ne dite di una sfida a Solar DJ invece che di una partita alla play?
via | ecofriend

Una Fiera, Naturalmenteshow, che parte da se stessa per dare il buon esempio: promo e sconti a chi lascia l’auto a casa e sceglie per raggiungerla un mezzo non meccanico. Dai pattini, alla bicicletta, allo skate, va tutto bene per entrare gratuitamente approfittando anche dei mezzi pubblici. L’appuntamento con la natura parte venerdì 11 e termina domenica 13 aprile, nel quartiere fieristico udinese.
Naturalmente è una fiera dedicata innanzitutto al movimento e al benessere. E le attività proposte dal ricchissimo programma sono tutte attive: dalla Lezione aperta di Qi Gong, al nordic walking, con percorsi prova nel quartiere; dalla dimostrazione di kubb, antico gioco vichingo, alle dimostrazioni di Massaggio Hawaiano Lomilomi Nui. Insomma una tre giorni dedicata al benessere e alle tecniche per apprenderlo e conservarlo.
Per chi ama invece camminare è possibile prenotarsi per le escursio: la prima, in agenda sabato 12 aprile in Val Resia attraverso il Sentiero Natura Ta Lipa Pot da Stolvizza per scoprire le bellezze del territorio che si snoda attorno a Stolvizza attraverso mulattiere, strade e sentieri con un percorso circolare lungo il quale si potranno osservare i boschi di fondovalle ed il corso del torrente Resia sotto la guida di un esperto del Parco delle Prealpi Giulie;
Non so voi, ma io ho sempre avuto una grandissima ammirazione per chi, con tanto ingegno, riesce a riutilizzare materiali di “scarto”. In questa fotogallery, presentiamo una serie di simpaticissimi robot, ottenuti da pezzi di recupero. Se anche qualcuno di voi si diletta in lavoretti del genere, potrebbe inviarci le immagini delle proprie creazioni.

Avete presente il pongo o il play-doh? Girovagando in rete ho trovato questa simpatica “ricetta” per produrre questo gioco per i bimbi, in maniera assolutamente artigianale quanto naturale.
Niente “schifezze che non si sa bene da dove arrivano” (questa frase mi vale il premo per la peggior ovvietà del giorno) ma semplicemente acqua, farina, olio e “crema tartara“. Ho qualche dubbio che quest’ultimo ingrediente si trovi in Italia, ma probabilmente ha qualche altro nome e quindi mi sbaglio. Si tratta di una crema acida originaria dell’Iran ottenuta dall’uva.
A parte questo, se qualcuno vorrà sperimentare la ricetta, come al solito ce lo faccia sapere!