Domani è la Giornata Mondiale dell’acqua e la situazione per quanto riguarda il diritto di accesso al prezioso liquido è complessa. Se in molte parti del Pianeta l’acqua non è per tutti, in altre lo è ma a costi esorbitanti; in altre ancora i Governi si organizzano per rendere l’acqua un business simile ad un altro. E’ il caso dell’Italia che ha visto recentemente l’approvazione di una legge che ne privatizza la gestione. Ieri, dunque si è tenuta ieri a Roma una manifestazione enorme: in 200mila sono scesi in piazza per chiedere che sia abolito il decreto Ronchi che di fatto ha travisato quelle che erano le disposizioni europee in materia.
Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua sta promuovendo la raccolta di firme per la richiesta di un referendum abrogativo. La raccolta procede bene e all’attivo ci sono già 400mila firme. La campagna proseguirà anche per il prossimo aprile. A Parigi, intanto, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata, l’acqua torna a essere pubblica.
Si è appena conclusa la giornata mondiale dell’acqua e al V Forum di Instanbul, che proprio di acqua parlava e organizzato dalla Banca Mondiale, è stato deciso per ora non tutti hanno ” diritto di accesso all’acqua” ma che si tratta , di un generico “bisogno fondamentale umano”. Dunque se oltre la metà della popolazione umana dal 2030 vivrà in carenza d’acqua non è un problema che riguarda quanti nel mondo gestiranno questa preziosa risorsa.
Ha detto Ban Ki-moon segretario generale dell’ONU:
L’acqua è la nostra risorsa naturale più preziosa. Gestire con attenzione il suo uso e bilanciare le diverse esigenze è pertanto di vitale importanza.
Belle parole, certo, ma di fatto il Forum, come denunciano le ONG ( che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell’Acqua) protagoniste di un contro Forum incentrato sui temi della salvaguardia del diritto di tutti gli esseri umani a usufuire dell’acqua, ha escluso che vi sia questa possibilità per tutti.
Continua a leggere: Turchia, dal controforum dell'acqua la richiesta a non privatizzarla
Fabio Caressa presta la voce per uno spot di Amref, messo ieri su YouTube in occasione della Giornata Mondiale per l’Acqua. Che oramai (visto che vi stiamo tempestando da giorni) dovreste sapere benissimo essere oggi. Il filmato è simpatico e molto istruttivo, prendete carta e penna. Molti dei consigli per risparmiare acqua già li conoscete e li applicate (a giudicare dal sondaggio lanciato giovedì), bravi, buon risparmio a tutti.

Ieri, a proposito della giornata mondiale dell’acqua, abbiamo affrontato il problema delle acque di fogna. Acque che in parte partono dai gabinetti che abbiamo in casa e su cui si può agire in molti modi per ridurre la propria impronta ecologica. Espletare i propri bisogni fisiologici crea problemi ad esempio con l’uso di carta igienica prodotta tagliando foreste che sarebbe meglio lasciar crescere. Greenpeace ha accusato la Klinex di “buttare le foreste canadesi nel wc” con la sua politica di produzione della carta.
L’uso dello sciacquone ha suscitato un gran dibattere tra chi appoggiava l’abitudine del sindaco di Londra Ken Livingstone di cambiare l’acqua nella tazza del gabinetto solo dopo avervi deposto qualcosa di solido o di Fulco Pratesi che si vanta di lavarsi poco e chi pensa che questo genere di azioni creino disgusto tra la gente “normale” e impediscano agli ambientalisti di essere presi come esempi.
Un gabinetto che abbiamo sconsigliato e’ quello che una ditta giapponese ha iniziato a pubblicizzare negli USA: ha la tavola che si riscalda e ci e’ sembrato proprio un modo inutile di sprecare energia in casa. Anche i gatti possono usare un gabinetto da umani, basta un po’ di pazienza per insegnare loro come si fa e alla fine avrete un gran risparmio di sabbietta.
Se l’argomento vi appassiona, vi ricordo che lo scorso novembre si e’ tenuto il World Toilet Day, in cui i problemi di un sacco di persone che non hanno a disposizione gabinetti e fogne per i loro bisogni sono stati ampiamente discussi.
Foto | TedsBlog

“Delle 50 specie di pesci che vivono nelle nostre acque dolci l’unica fuori pericolo è il Cavedano, un pesce molto resistente agli inquinamenti e capace di nuotare persino in acque cosiddette eutrofiche a causa di scarichi industriali. ” Questo si legge nel rapporto del WWF “2008. Acque in Italia. L’emergenza continua: a rischio molte specie di pesci”.
Lampreda padana, lampreda di ruscello, storione cobice, trota macrostigma, carpione del Fibreno, trota marmorata, carpione del Garda, panzarolo, ghiozzo di ruscello e anguilla sono le specie più a rischio. I problemi dei pesci derivano in massima parte dalla scarsità di acque pulite in cui nuotare. Ci sono un sacco di interessi di parte che cercano di erodere le portate minime vitali, ovvero che cercano di prendere acqua per l’agricoltura, per l’industria e per la produzione di energia elettrica lasciando a secco i fiumi.
La cosa peggiore e’ che se il flusso di acqua dalle montagne cala, a non calare sono gli apporti delle fogne. Andrea Agapito Ludovici, Responsabile Acque del WWF Italia, arriva al punto di ricordare il giro d’affari della pesca sportiva, pur di farsi ascoltare da chi non si farebbe impietosire dalla vista di un pesce nella m. fino al collo.
Nelle conclusioni il WWF auspica un maggior coordinamento tra le varie autorità che usano le acque dolci, per evitare il frazionamento delle competenze, e d’altra parte vedrebbe con favore “la creazione di un organo tecnico-scientifico simile all’INFS, che potrebbe chiamarsi Istituto Nazionale per la Fauna Ittica d’acqua dolce.” Se questo non fosse possibile, si augurano almeno di poter estendere le competenze dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica ai pesci d’acqua dolce.
Via | WWF
L’acqua (e il suo settore produttivo/distrubitivo) sono la nuova destinazione per gli investimenti dei fondi comuni mentre la liquidità (danarosa) che proviene dal mercato del credito finisce in quello del petrolio e dell’oro. La penuria in alcune zone ed il problema dell’accessibilità o dell’immagazzinamento in altre sta spostando l’attenzione degli addetti ai lavori verso le imprese che operano nel settore della distribuzione soprattutto nei paesi in via di sviluppo e in quelli con le economie più giovani e dinamiche (leggi Cina e India) dove è presente solo il 7% della risorsa idrica mondiale, pur concentrando più di un terzo della popolazione.
Il gioco speculativo si fa sporco, se si considera che nei PVS gli investitori istituzionali (Banche d’Affari, Fondi Comuni d’Investimento specializzati, Banca Mondiale…) portano i loro soldi per barattare impianti per l’acqua - pozzi, cisterne, piccoli acquedotti - con (titoli rappresentanti) materie prime a buon prezzo da rivendere nel mondo occidentale. Ad ogni modo, al di là della speculazione, si deve considerare che circa 1,8 milioni di bambini ogni anno muoiono per problemi legati all’igiene e all’acqua (stime di Merryl Lynch) e che per 1 kg di carne bovina serve qualcosa come 16000 litri d’acqua (fonte: www.waterfootprint.org).
Non bisogna vedere questa speculazione come negativa: questi fondi partecipano in forma di capitale proprio (azioni o quote, quindi non debiti per cui si dovranno pagare interessi) nelle imprese locali. Investendo direttamente all’estero si affiancano gli imprenditori locali, si diffonde la cultura della riduzione delle emissioni anche nei paesi in via di sviluppo (ricordiamoci cosa ha permesso il protocollo di Kyoto in nome dell’avvio dello sviluppo dei pvs) e delle problematiche ambientali. Per noi Europei? Un modo alternativo di diversificare i nostri portafogli, rischiando meno e favorendo lo sviluppo del resto del mondo con le dovute cautele.
Ad onor di cronaca, il Pictet Funds-Water è uno dei più potenti al mondo in questo settore con 2,28 miliardi di euro investiti e vi avevamo già parlato del fondo comune d’investimento di ABN AMBRO. Passate alla vostra banca e chiedete informazioni che fanno al vostro caso.
Via | Washingtonpost.com
Nella giornata mondiale dell’acqua le Nazioni Unite propongono di riflettere sui problemi della pulizia delle acque. Il tema scelto per questa edizione del World Water Day e’ la depurazione delle acque.
Non e’ un problema solo del Terzo Mondo, vi ricordo che in Campania e’ commissariata anche la depurazione delle acque e che i depuratori esistenti non riescono a funzionare a regime. Il risultato sono acque sporche. Parlavamo pochi giorni fa di come la Puglia intenda rendere le acque reflue disponibili per usi produttivi, dopo un passaggio di depurazione. Le acque reflue sono quelle raccolte dal sistema fognario, quindi comprendono gli scarichi domestici, la pioggia raccolta in città e parte di scarichi di attività produttive.
In previsione di una maggior richiesta d’acqua e di possibile scarsità di questa risorsa (non solo per i cambiamenti climatici, ma anche per l’inquinamento delle falde o per la risalita del cuneo salino nelle zone costiere) si pensa sempre con maggior attenzione a come rendere nuovamente potabili (non solo usabili in agricoltura) le acque reflue.
Il modo migliore di affrontare la depurazione e’, come sempre a monte, ovvero nel pensare bene alle conseguenze prima di diluire qualcosa nell’acqua che poi andrà depurata. Rileggendo quanto abbiamo scritto a proposito di gabinetti e del loro impatto ambientale mi sono ricordata che esistono gabinetti e sistemi fognari differenziati che separano l’urina (ricchissima di fosforo e azoto) dalle feci (più ricche di fibre). Il sistema di raccolta differenziata permette di avviare ad un trattamento ottimizzato le due componenti. Certo, rifare le fogne potrebbe essere difficoltoso, ma sarebbe interessante prendere in considerazione questa ipotesi nella costruzione di nuovi quartieri o nel momento in cui si rende necessaria la manutenzione del sistema esistente.
Se per caso non ve lo abbiamo ancora ricordato, sabato è la Giornata Mondiale dell’Acqua. Appuntamento fisso dal 1993 che le Nazioni Unite usano per ricordarci che l’acqua è un bene prezioso, fondamentale per la vita, che però non è garantito ancora a tutti e che bisogna rimboccarci le maniche per fare in modo che sia così. Ma tu, cosa fai per celebrare questa giornata? Quali sono i tuoi comportamenti virtuosi e rispettosi delle risorse idriche del pianeta? Raccontacelo un po’.
E ricordiamoci di dare un’occhiata al sito dell’ONU dedicato all’evento: www.worldwaterday.org
La Camera di commercio di Bari organizza un convegno sul riuso delle acque reflue in agricoltura. Gli agricoltori hanno preso nota dello stato di allerta lanciato dalla protezione civile sulle scorte di acqua disponibili e sanno che irrigare i campi passerà in secondo piano rispetto alla priorità del rifornimento per uso civile.
La Regione Puglia ha finanziato un progetto che prevede la possibilità per gli agricoltori di usare gratuitamente l’acqua in uscita del depuratore. Sui campi non finisce quindi l’acqua carica di liquami, ma acqua pulita. Coldiretti aveva chiesto di poter sfruttare questa acqua per affiancare alle coltivazioni tradizionali (ciliegi, mandorli e ulivi) che sfruttavano la piovosità in autunno e inverno, altre piante che richiedono acqua anche in primavera ed estate (mais, sorgo, girasole e una varietà di carciofo inglese-danese).
A parte i carciofi, queste nuove coltivazioni non sono destinate all’alimentazione umana, ma a diventare mangimi per animali. Su l’informatore leggo che “si tratta di colture ad altissima produzione di sostanza secca (il sorgo e il mais possono produrre da 600 a 800 q. di massa verde per ettaro), ma a basso valore commerciale e a grosso volume e peso (il che rende sconveniente l’importazione, perché il trasporto costa più della materia prima).”
Ora, trovo più che giusto evitare gli sprechi d’acqua e cercare di riutilizzarla nel miglior modo possibile, ma mi chiedo: perché in una regione con poca acqua si vuole puntare a coltivazioni che ne richiedono in periodi di scarsità e stimolare il settore zootecnico, anch’esso bisognoso di acqua durante tutto l’anno?
Via | ANSA e Regione Puglia
Foto | Franie Frou Frou
Il 22 marzo e’ la giornata mondiale dell’acqua. L’ elenco su come non sprecare questo bene prezioso lo abbiamo pubblicato gli anni scorsi, ora vorrei proporvi delle vignette di Andrea Musso, il fumettista con la passione per gli animali che avevamo intervistato qualche tempo fa.
Penso che siate perfettamente in grado di associare ad ogni disegno un vostro pensiero originale. Penso che siate dotati di abbastanza umorismo per associare ad ogni disegno una battuta. Penso proprio che mi divertirò a leggere i vostri commenti per questa giornata mondiale dell’acqua autogestita.
vignette sull’acqua