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I reattori nucleari nel mondo, visti da Google Earth

pubblicato da Peppe Croce

I reattori nucleari nel mondo, visti da Google Earth

Il servizio gratuito Google Earth si mostra ancora una volta utile per analizzare i temi ambientali. Dopo il progetto Google Abissi, per la protezione del mare, dopo la collaborazione con il governo britannico per la lotta ai cambiamenti climatici, e dopo la mappa mondiale della deforestazione, ora arriva la mappa contenente tutti gli impianti nucleari del mondo.

Informazioni molto utili per capire innanzitutto dove sono i reattori nucleari. Da qui si può partire, incrociando i dati su popolazione, frequenza di terremoti e tsunami, per avere un minimo di idea sul potenziale rischio di ogni reattore. Un incidente nuclare nel deserto non uccide nessuno, a due passi da una metropoli è un bel problema.

La mappa degli impianti nucleari nel mondo la trovate a questo indirizzo, se non funziona scaricate il plug in di Google Earth.

Via | Nature

Tra rimboschimento, internet e gps. I Suruì lo sanno: l'Amazzonia si salva così.

pubblicato da alessandra

Abbiamo parlato molte volte dell’importanza delle nuove tecnologie nella lotta al disboscamento, ma per qualcuno la possibilità di accesso ad esse costituisce davvero l’unica possibilità di denuncia e sopravvivenza. E’ il caso degli indios Suruì che vivono nella Terra Indígena Sete de Setembro (il nome ricorda il primo “contatto” con l’uomo “bianco” avvenuto un giorno di settembre nel 1969) nello stato brasiliano di Rondonia - particolarmente flagellato dalla deforestazione - e per cui le nuove armi di difesa sono costituite da gps e macchine fotografiche digitali. Infatti, benché non siano ridotti ai minimi termini come gli Akuntsu, i Suruì hanno visto diminuire drasticamente il numero dei propri componenti nell’arco di pochi anni, passando da oltre 5.000 individui a poco meno di 1.300. Tutta colpa della pressione delle multinazionali sulla foresta Amazzonica. E della deforestazione illegale.

Abbiamo bisogno di modernità per continuare a vivere secondo le nostre tradizioni.

fa sapere Almir Suruì, il capo della comunità. E così si è appellato alla Rete lanciando accorati appelli per cercare un aiuto. Aiuto presto recepito da Google Earth che ha deciso di portare avanti un progetto volto a digitalizzare l’intera aerea abitata dagli indios ( 2.428 km quadrati, un’area di quasi 3 volte la città di New York) dotandoli di tutti i mezzi necessari perché possano monitorare costantemente la loro riserva e, eventualmente, riconoscere e cacciare i disboscatori illegali. Ma non è tutto: consci dell’importanza vitale della foresta pluviale per la vita sull’intera pianeta i Suruì si sono impegnati, da soli, a piantare un milione di nuovi alberi, in sostituzione di quelli andati in fumo contribuendo, così, alla riduzione delle emissioni di C02 nell’atmosfera. Ora sono già a quota 120 mila. E’ il loro strano, meraviglioso modo per far capire a tutti noi, lontani km e km, che siamo tutti parte della stessa “commedia”…

Via | ABC news
Foto| youtube

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Google earth 5.0: dagli abissi degli Oceani a Marte in viaggio con la macchina del tempo

pubblicato da Marina

Si rinnova Google Earth e arriva alla sua quinta versione, questa volta arricchita della possibilità di viaggiare nei fondali degli Oceani, con Google Ocean. La ricostruzione di quanto si trova sotto le acque marine di tutto il Pianeta è stata fatta grazie alle collaborazioni con diversi enti tra cui il National Geographic e la Comunità europea.

Qualche mese fa invece fu lanciata la versione google degli abissi, per la protezione delle aree marine. Ad essere stata migliorata, inoltre è anche la visita virtuale su Marte. Mentre con la funzione “macchina del tempo” è possibile visionare i mutamenti che si sono attuati sino ad oggi. I tour, infine, possono essere registrati e salvati.

Via | Downloadblog, Jack Tiscali, ciaopeople

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Nasce Google degli abissi per la tutela delle aree marine protette

pubblicato da Marina

Google degli abissiUn nuovo progetto, sta coinvogendo Google Earth nella salvaguardia della aree marine protette in tutto il mondo.

Video, foto e schede serviranno a creare una rete di conoscenza e di trasmissione delle informazioni su una delle risorse più preziose del nostro Pianeta: il mare.

L’Agenzia per la Conservazione del Governo di Sua Maestà ha contribuito con informazioni su 43 siti marini lungo la costa d’Inghilterra che offrono una certa protezione a specie come lo squalo elefante, cavallucci marini, alghe e coralli.

Continua a leggere: Nasce Google degli abissi per la tutela delle aree marine protette

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Da Google Earth il conteggio della deforestazione

pubblicato da Marina

La pagina sulla deforestazione

Un nuovo file KML di Google Earth conteggia il ritmo della deforestazione nel mondo. E’ stato sviluppato da David Tryse che ha utilizzato fonti provenienti dai diversi paesi.

Il mondo ha perso quasi la metà delle sue foreste ad oggi e il persistere di un alto ritmo di deforestazione contribuisce non poco al cambiamento climatico e la perdita di biodiversità

ha scritto Tryse sul suo sito web. Come non dargli ragione e ringraziarlo per il prezioso strumento messo a disposizione?

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Cambiamenti climatici: Google Earth e Governo britannico insieme nel controllo

pubblicato da Marina

La barriera di ghiaccio in Antartide

Quanto e come i cambiamenti climatici colpiranno il nostro Pianeta? E quale sarà il loro impatto sulla vita delle persone? A questa e a molte altre domande provano a rispondere il Governo britannico, il Met Office Hadley Centre e il British Antarctic Survey con un progetto comune presentato oggi dal Primo Ministro Gordon Brown: monitorare le temperature dell’atmosfera e attraverso le proiezioni prevedere i cambiamenti climatici.

Un primo livello è organizzato dal Met Office Hadley Centre che registra le temperature in tutto il mondo presentando le proiezioni per i prossimi cento anni degli effetti devastanti dei gas serra nell’atmosfera. Gli utenti possono così accedere alle informazioni relative alle azioni che possono essere prese singolarmente, dalle comunità, imprese e governi per affrontare i cambiamenti climatici e mette in evidenza un buon lavoro già in corso. Il secondo livello , sviluppato da British Antarctic Survey, mostra il ritiro dei ghiacci antartici dal 1950 e quanto questi influiscano sui cambiamenti climatici.

Nick Owens, direttore del British Antarctic Survey ha detto:

“Questa è una opportunità fantastica di utilizzare la tecnologia e la potenza di Google Earth per presentare alla gente di tutto il mondo l’importanza e la pertinenza dell’ Antartide nella storia dei cambiamenti climatici.”

Dopo aver scaricato Google Earth (se non lo avete già) potete visualizzare i cambiamenti climatici e le proiezioni in Antartide.

Via | Google LatlongBlog
Foto | Antartica

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