La Gran Bretagna, nella giornata di domani ( 5 marzo 2010), avrà la possibilità di fare delle Chagos la più grande area marina del mondo dando una concreta chance di conservazione alle specie ittiche in tempi in cui, queste, risultano quanto mai minacciate dall’overfishing e dall’acidificazione degli oceani.
Più in dettaglio, l’arcipelago Chagos (il più grande atollo del mondo) si estende per circa 250.000 miglia quadrate in una porzione dell’Oceano Indiano che ospita oltre 220 specie di corallo e 1.000 di pesce (tonni, squali..) ed è costituito da 55 isole di sovranità britannica tutte disabitate eccetto una, la Diego Garcia, attualmente nota come base militare statunitense. La possibilità di rendere questa meravigliosa porzione di mare un’area marina protetta è stata sollevata durante il summit del Commonwealth del novembre 2009 a Trinidad e Tobago, dal premier delle Mauritius, Ramgoolam, e da Gordon Brown auspicandone l’inclusione tra i beni dell’Unesco. La decisione, al termine di un publico consulto, sarà presa nella giornata di domani ed è violentemente osteggiata dalle compagnie di pesca, su larga scala, e che potrebbero, con le loro pressioni, impedire la realizzazione di questo splendido progetto.
Studi recenti ci regalano proiezioni luttuose di oceani completamente sfruttati dalla pesca nell’arco di soli 38 anni, mentre, nel giro di 100 anni, tutte le barriere coralline potrebbero essere morte. Regalare un’aria marina protetta di così ampia scala non costituirebbe solo un’imponente nursery per i pesci ma anche un’effettiva presa di posizione da parte dei governi nei confronti della tutela della biodiversità. E’ un appuntamento che non possiamo perdere! Fino a domani, è possibile fare sentire la nostra voce firmando qui la petizione..
Foto | Flickr
Via | comunicato stampa
Tutti coloro che in questi giorni arriveranno all’aeroporto di Copenaghen per l’incontro mondiale sull’ambiente, troveranno un Obama invecchiato ad accogliere i viaggiatori, un Obama che chiede scusa perchè avrebbe potuto fermare i cambiamenti climatici, ma non lo ha fatto.
Assieme a Obama, ci sono tutti i leader del mondo che chiedono scusa per quello che a Copenaghen avrebbero potuto fare, ma non hanno fatto: Angela Merkel, Zapatero, Lula, Sarkozy, Gordon Brown, Tusk e Harper.
E’ la nuova campagna provocatoria di Greenpeace, parte dell’iniziativa Tckctkctc, che raffigura i leader mondiali nel 2020, quando sarà troppo tardi per fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici e non potranno far altro che scusarsi. L’invito all’azione di Greenpeace è chiaro Act now - Change the future.
via | weblog.greenpeace
Il vento pro-nucleare non spira soltanto in Italia. Secondo quanto riferisce un noto quotidiano britannico, il primo ministro britannico Gordon Brown si starebbe infatti preparando a dare il via libera alla costruzione di nuove centrali nucleari nel Regno Unito. Questo intento sarebbe stato rivelato dallo stesso protagonista nel corso di una visita di qualche giorno fa presso l’impianto nucleare di Sellafield.
La Nuclear Decommissioning Authority (NDA), ovvero l’ente responsabile del controllo delle centrali nucleari del Regno, avrebbe già individuato quattro siti potenziali per la costruzione di nuovi impianti. L’ente avrebbe già messo al vaglio del governo una richiesta per ottenere la possibilità di iniziare la costruzione di queste nuove quattro centrali nel Paese britannico.
Gordon Brown non solo ha fatto intendere che prenderà seriamente in considerazione le richieste fattegli, ma ha anche lodato l’iniziativa, mettendo in risalto come l’attuazione del progetto permetterebbe di sostituire il lavoro di vecchie centrali nucleari nel Paese e rendere più sicura ed efficiente la produzione di energia da uranio.
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