Tutti gli articoli con tag gran bretagna

Nuovi studi confermano l'allarme sulla moria delle api

pubblicato da Simone Muscas in: Scienza Europa Persone

Ape su una pianta melliferaAppena qualche giorno fa abbiamo parlato dell’iniziativa del governo francese di distribuire lungo le strade del Paese numerose piante mellifere per far fronte al problema della diminuzione delle api. In riferimento a quella notizia mi sembra interessante segnalare come nell’ultimo periodo siano stati pubblicati diversi studi in materia che ci indicano come il problema della riduzione del numero di questi insetti sia un fenomeno sempre più preoccupante.

Secondo un primo studio francese si sarebbe scoperto infatti che il problema dell’estinzione starebbe riguardano soprattutto alcune specie di api. Sarebbe infatti emerso che quelle che si nutrono di polline di diverse piante avrebbero un sistema immunitario più forte rispetto a quello che hanno le api che si nutrono invece di una sola pianta.

Tale studio ha concluso che proprio nelle specie di api incapaci di non variare la loro alimentazione si starebbero verificando le più marcate diminuzioni di specie. Vi sarebbe perciò un collegamento tra la varietà alimentare delle api ed il loro sistema immunitario. In sostanza si è scoperto che le api che venivano alimentate con cinque diversi tipi di polline avevano livelli più elevati di glucosio ossidasi (GOX), rispetto a quelle che si nutrivano di un solo tipo di polline di fiore.

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SARTRE (Safe Road Trains for the Environment ): "treni" di auto sulle strade Europee?

pubblicato da Gaia in: Tecnologia Europa EcoComunicazione Auto


Non ci sono binari, né locomotive, ma soltanto un mezzo iniziale e una serie di veicoli a seguito, collegati insieme via wireless. Questa è l’idea del progetto finanziato dall’Unione Europea all’interno del 7º programma quadro. L’UE spera con questo progetto di ridurre il consumo di carburante, i tempi di percorrenza e la congestione di veicoli unendo in plotoni diverse tipologie di mezzi che dovranno raggiungere una meta comune. Ogni “treno” può includere fino a otto veicoli, tra autobus, camion e automobili.

Il convoglio verrebbe guidato da un’autista di professione con ampia familiarità del tratto da percorrere. I mezzi dovranno possedere un sistema wireless capace di rilevare posizione e movimento delle altre “carrozze” e di seguire le istruzioni della “locomotiva”. I guidatori delle “carrozze” durante il tragitto potranno esonerarsi dalla guida e svolgere altre attività, come leggere o guardare la tv e potranno in qualsiasi momento staccarsi dal convoglio per proseguire liberamente. In questo modo si andrebbero a ridurre il numero degli incidenti e il consumo di carburante di un buon 20%.

Il coordinatore del progetto, Tom Robinson, afferma:

Stiamo pensando a cosa fare per ottenere il “plotonamento” su strade pubbliche senza dover fare grandi cambiamenti alle strade stesse.

Il sistema potrà essere a pagamento, per tratto di strada o con abbonamento. Il tutto prende il nome di SARTRE, Safe Road Trains for the Environment e avrà la durata di 3 anni. I primi test su pista inizieranno nel 2011 in Gran Bretagna, Spagna e Svezia mentre quelli su strade pubbliche avverranno in Spagna e il plotone coinvolgerà due camion e tre autovetture. Ma agli automobilisti andrà bene andare alla stessa velocità dei camion?

Via |BBC

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Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna

pubblicato da Simone Muscas in: Animali Natura Associazioni Parchi & aree protette Internazionale EcoConsigli Politica

Tonno rossoDella questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.

Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.

La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.

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A Time Comes, documentario sugli eco-guerrieri non violenti

pubblicato da Marina in: Clima Europa Persone Foto & video

Nick Broomfield in 20 minuti racconta la storia di sei attivisti di Greenpeace che in Inghilterra si battono contro la centrale carbone a Kingsnorth nel Kent, causa di continue emissioni di CO2, usando mezzi di protesta non -violenta come lo scalare gli immensi camini solo con corde e moschettoni. La storia dei sei eco-guerrieri è distaccata e sobria e Broomfield cerca di far emergere il lato umano. I sei furono arrestati, in seguito ad una delle loro manifestazioni e poi rilasciati e la motivazione della sentenza diceva:

Abbiamo le tecnologie pulite a portata di mano è il momento di rivolgerci a loro piuttosto che al carbone. E’ il momento che il Primo ministro intervenga a favore dell’ energia pulita in Gran Bretagna.

Ha detto John Sauven, direttore di Greenpeace:

Non abbiamo mai realmente umanizzato gli attivisti che rischiano la vita e la libertà di resistere ai cambiamenti climatici. Non abbiamo mai fatto emergere la dimensione umana, e questo è ciò che Nick è stato in grado di stuzzicare così brillantemente: questo film ti fa ridere e piangere.

C’è la possibilità di vedere il video integrale o di scaricare la colonna sonora, Mayday, composta da Nick Laird-Clowes e Dave Gilmour, mentre qui è possibile ordinare il DVD.

Via | The Guardian

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Traformare l'anidride carbonica in acqua minerale per contrastare il riscaldamento globale

pubblicato da missunderstanding in: Clima Natura Internazionale Acqua

acqua  mineraleUno studio pubblicato su Nature dimostra che l’anidride carbonica, naturalmente conservata nel sottosuolo per migliaia di anni, si dissolve in acqua, aprendo la strada ad una possibilità per contrastare il riscaldamento globale. La ricerca, condotta da Gran Bretagna e Canada, è la prima basata su dati racccolti sul campo in nove siti naturali, dall’America alla Cina, passando per l’Ungheria.

I giacimenti di CO2 presenti nel sottosuolo hanno un’età compresa tra i 10 e i 42 milioni di anni e dagli studi è emerso che, in un arco di tempo esteso, il sottosuolo perde l’anidride carbonica in esso imprigionata, che si dissolve nell’acqua delle falde acquifere sottorranee, così come avviene per l’anidride aggiunta all’acqua imbottigiliata per ottenere l’acqua frizzante. Quindi, da circa 40 milioni di anni, l’acqua smaltisce naturalmente l’anidride carbonica.

Lo studio apre un importante filone di indagine, poichè ogni sottosuolo ricco di falde potrebbe trasformarsi in un sito di stoccaggio di anidride carbonica, a patto che le acque sotterranee non risalgano in superficie. Io mi chiedo dopo quanti milioni di anni il sottosuolo ceda l’anidride all’acqua, perchè tra 10 milioni di anni sarà un pò tardi… A voi sembra una strada percorribile?

Foto | Flickr

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Per salvare il pianeta non più di due figli

pubblicato da Simone Muscas in: Clima Associazioni Internazionale EcoConsigli Persone EcoComunicazione

Due figliSe vogliamo salvare il pianeta, sarà fondamentale, oltre che preservarlo dal riscaldamento globale con il nostro ingegno, fare in modo che le coppie non abbiano più di due figli. Questa la conclusione, riportata da un noto quotidiano inglese, a cui sarebbe arrivato Jonathon Porritt, presidente della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del governo britannico.

La Commissione pubblicherà nelle prossime settimane un rapporto con un invito ai governi a ridurre la loro popolazione attraverso una migliore pianificazione familiare. Secondo il Porritt-pensiero avere più due figli sarebbe irresponsabile e deleterio per l’ambiente e qualsiasi altro sforzo atto a preservare il pianeta, che non tenga in considerazione quest’aspetto, sarà totalmente inutile.

Ci attende un futuro con importanti restrizioni sociali? Secondo l’Optimum Population Trust, organizzazione ambientalista di cui Porritt è sostenitore, ciascun bambino nato nel Regno Unito nel corso della sua vita brucerà indirettamente una quantità di carbone equivalente a circa un ettaro di bosco di querce secolari.

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Londra, quattro animalisti in manette

pubblicato da Marina in: Animali Associazioni Europa Persone Foto & video Politica

L’accusa è quella di aver terrorizzato per sei anni (dal 2001 al 2006) i dipendenti della Huntingdon Life Sciences (HLS), ma anche quelli delle aziende che la rifornivano di anlimali per i loro esperimenti.

Sono finiti in manette Gerrah Selby, 20, Daniel Wadham, 21, Gavin Medd-Hall, 45 e Heather Nicholson, 41, membri dell’associazione Stop Huntington Animal Cruelty (SHAC).

La stampa inglese li sta trattando come dei veri criminali e terroristi, rei di aver spaventato a morte i dipendenti di HLS con lettere minacciose a cui allegavano tamponi sporchi di sangue (le perizie valuteranno se contaminate da HIV), o pesanti minacce rivolte alle loro famiglie.

Lo scopo degli attivisti era quello di far assaggiare a chi lavora in HLS un po’ del terrore che gli animali provano nelle gabbie dei laboratori, ma evidentemente di ciò non ne terrà conto il 19 gennaio il giudice che emetterà la sentenza di condanna.

Via | The Guardian
Video | Telegraph

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Stern: La lotta al cambio climatico come soluzione alla recessione economica mondiale

pubblicato da Simone Muscas in: Clima Persone Asia Politica

Nicholas SternA tenere banco in questi giorni è il “Pacchetto Clima” in sede di Comunità Europea.

Gli Stati ratificatori del Protocollo di Kyoto stanno discutendo sulla fattibilità dell’obiettivo del 20-20-20, il quale è considerato da alcuni (fra cui il governo italiano) fin troppo ambizioso.

Da Hong Kong, nel corso di un importante convegno, è Nicholas Stern, ex economista del tesoro britannico (che nel 2006 ha scritto una relazione esaustiva apprezzata in tutto il mondo sui benefici economici che apporterebbe la lotta al riscaldamento globale) ad esprimere la propria opinione in materia.

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Nucleare, Gran Bretagna a rischio black out

pubblicato da silvia in: Energia Nucleare

Tower Bridge a Londra L’inverno in Gran Bretagna si preannuncia non solo piovoso e umido ma anche freddo e buio. Le 10 centrali nucleari, attualmente presenti nello stato, rischiano di non fare bene il loro lavoro. Lo rileva The Independent che in una sua inchiesta racconta la realtà dell’energia nucleare nel paese: gran parte degli impianti sono in pessime condizioni, così pessime da non poter garantire l’elettricità necessaria ai cittadini inglesi per affrontare la stagione fredda.

Due delle 10 centrali sono ferme da circa un anno perchè i reattori sono fuori uso. Da mesi sono chiusi i reattori di altri due impianti, mentre altri due lavorano a potenza ridotta per motivi di sicurezza. Ne rimangono 4 in funzione. Peccato che uno dovrà chiudere tra un paio di anni, un altro è quasi chiuso per lavori di manutenzione e un terzo sembra avere problemi di sicurezza.

John Large, un esperto nucleare indipendente ha dichiarato al The Independent: “Siamo stati fortunati perchè per due anni abbiamo avuto inverni miti, ma se quest’anno la stagione dovesse essere molto fredda già immagino le luci delle case tremolare per la mancanza di corrente”. In tutto questo mi chiedo: se fossimo così fortunati da avere delle temperature miti i reattori continuerebbero a lavorare in queste condizioni di poca sicurezza?

Via | The Independent
Foto | fishandchinkers

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Acqua potabile sotto esame in Gran Bretagna

pubblicato da simona in: Inquinamento Persone Acqua

tap waterIl prossimo anno partirà in Gran Bretagna un progetto che analizzerà la fornitura di acqua potabile allo scopo di verificare la quantità di farmaci da prescrizione contenuta nelle acque fluviali, il cui livello di contaminazione è in continua crescita.

Gli esperti si incontreranno nelle prossime settimane al fine di decidere quali medicinali dovranno cercare e dove dovranno essere effettuati i test (presumibilmente saranno selezionate alcune zone ad alta densità abitativa del fiume Tamigi). A destare particolare preoccupazione sono alcuni medicinali utilizzati per la cura del cancro: tali sostanze sono ritenute potenzialmente pericolose perché altamente tossiche per la divisione delle cellule, si dissolvono facilmente in acqua e sono inoltre difficili da distruggere con le convenzionali tecniche di trattamento delle acque.

Il test è stato ordinato dal Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra) e dal Drinking Water Inspectorate, responsabile del controllo delle risorse idriche in Gran Bretagna. I test saranno effettuati da un consorzio di laboratori guidati dal Defra del Central Science Laboratory di York. In base alle norme europee, l’acqua potabile britannica viene analizzata per circa 50 diversi contaminanti, ma nessuno di questi include i principi attivi dei farmaci da prescrizione, come ad esempio i potenti farmaci citotossici utilizzati per trattare il numero crescente di pazienti affetti da tumore.

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