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Tutti gli articoli con tag gran bretagna

Lo Scoiattolo rosso in Gran Bretagna a rischio estinzione entro 20 anni

pubblicato da Nestor Carnevali


Il pericolo dell’estinzione per lo sciurus vulgaris (meglio noto come Scoiattolo Rosso o Scoiattolo comune) è sempre più reale, almeno in Gran Bretagna. Lo certifica il rapporto dell’Università di Oxford sullo stato dei mammiferi nel territorio britannico, che ha individuato come fortemente a rischio la situazione del simpatico roditore. La situazione non è molto diversa nemmeno negli altri paesi europei, ma il report parla di un calo della popolazione del 50% negli ultimi 50 anni, un calo che non accenna a fermarsi.

I problemi sono sempre gli stessi, in primis l’aggressività e la maggior robustezza degli Scoiattoli Grigi di origine nord americana, ma ai loro cugini d’oltreoceano è legata anche la piaga del vaiolo degli scoiattoli che sta decimando la popolazione della specie di roditori europea. Anche i ricci non se la passano poi così bene: dai 30 milioni presenti nel 1950 siamo arrivati ad 1.5 di esemplari in Gran Bretagna, questo nonostante gli sforzi attuati dai programmi tesi a proteggere la biodiversità. I risultati ci sono, ma secondo i due autori dello studio, Dawn Burnham e David MacDonald, non in tutti casi si è riusciti ad ottenere successi per una ragione molto semplice:

Gli ultimi 15 anni sono stati caratterizzati da alcuni successi, in particolare nel recupero di alcune specie rare, tuttavia è ormai chiaro che con il declino in corso fra le specie un tempo molto comuni, come ricci e scoiattoli, gli obiettivi della Convenzione sulla diversità biologica per il 2010 non saranno raggiunti. In generale i maggiori progressi sono arrivati per le specie che vivono in un habitat ristretto, in quei casi gli animali possono beneficiare di specifici sforzi per favorire la loro conservazione, ma si riesce a fare poco per le specie che vivono in zone più vaste.

Via | Ptes

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In UK vendite di auto elettriche giù, nonostante gli incentivi

pubblicato da Nestor Carnevali

La auto elettriche non decollano. Un altro segnale arriva dalla Gran Bretagna, dove i dati di vendita fanno segnare un allarmante calo. Secondo Will Nicholls del The Guardian fra aprile e giugno di quest’anno sono stati venduti appena 215 veicoli contro i 465 del primo trimestre 2011. Meno di 500 vetture in tre mesi non indicavano certamente un grande successo commerciale, ma il calo di oltre il 50% nonostante permangano i forti incentivi statali in vigore lascia basiti.

Per ogni EV venduta il governo britannico riconosce un bonus di 5000 sterline, uno dei più alti incentivi “green” di sempre, ma i consumatori continuano a non essere convinti e a non voler considerare, nemmeno con un atteggiamento “pionieristico”, l’acquisto delle vetture che utilizzano l’energia elettrica al posto della benzina o del diesel.

I problemi sono i soliti: autonomia ritenuta ancora scarsa, difficoltà per il rifornimento, prestazioni che non esaltano quanti vedono ancora nell’automobile uno strumento d’espressione della propria virilità piuttosto che un semplice mezzo di trasporto (nemmeno di quelli più pratici ed economici). La diffidenza nei confronti delle auto elettriche potrebbe però avere anche motivi inconsciamente fondati. Forse la soluzione sarebbe piuttosto quella di investire in sistemi di mobilità pubblici integrati che disincentivino l’uso dell’automobile, a prescindere dal tipo di combustibile. Che i consumatori siano arrivati da soli a questa conclusione? Sarebbe una spiegazione confortante.

[Via | Businessgreen]

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Gran Bretagna, gatto salvato da 22 vigili del fuoco

pubblicato da Marina

gatto sul tetto La notizia è curiosa ma in Gran Bretagna sta scatenando un mare di polemiche: ci sono voluti 22 vigili del fuoco per salvare un gatto rimasto bloccato sul tetto di una casa di Leiston. Che diavolo sarà mai successo? Lo racconta Metro nell’edizione di oggi: lunedì un gatto gironzolando sui tetti resta bloccato. Arriva, dunque, una richiesta di aiuto ai vigili del fuoco. Sul posto però si presentano 5 squadre per un totale di 22 vigili. L’operazione di salvataggio è durata 13 minuti ed è stata portata a termine dalla squadra di vigili di Leiston giunti per primi, seguiti poi dalle squadre speciali di soccorso provenienti dalle stazioni di Felixstowe a 50 km e Bungay a 32 km.

Secondo il fisco l’intera operazione sarebbe costata ai contribuenti 10mila sterline, il che ha fatto gridare allo spreco di risorse; secondo i vigili del fuoco è costata appena 250 sterline.

Ha detto Andy Vingoe, a capo delle Fire Brigades nel Suffolk:

E’ pazzesco e fuori luogo se siamo costretti a mandare cinque squadre per un incidente come quello. Cosa sarebbe accaduto se si fosse verificato un incidente grave, da qualche altra parte?

Via | Metro
Foto | Flickr

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Inaugurata la più grande centrale eolica off shore al mondo a Thanet in Kent

pubblicato da Marina

Inaugurata oggi la più grande centrale eolica off shore al mondo. Il parco è composto da 100 turbine alte 115 metri che serviranno ad alimentare 240mila abitazioni. La centrale si trova al largo di Thanet nel Kent e già ha iniziato a produrre energia.

L’impianto è stato costruito da Vattenfall e completato in due anni. Costo dell’operazione è di 780milioni di sterline.

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Gran Bretagna, confermati i bonus alle auto elettriche e ibride dal 2011

pubblicato da Marina

La gran bretagna conferma per il 2011 gli incentivi alle auto elettriche e alle ibride David Cameron benedice le auto elettriche e conferma gli incentivi anche per le auto ibride da gennaio 2011 e che dureranno fino a marzo 2012. Lo ha annunciato il nuovo segretario ai trasporti Philip Hammond.
Dunque, agevolazioni per un massimo di 5000 sterline che pesaranno alle casse dello stato per 43milioni di sterline, circa 60 milioni di euro.

E per favorire la diffusione delle auto elettriche e degli ibridi plug-in sono state investite sostanziose risorse per mettere in piedi la rete di distribuzione. A Londra, Milton Keynes e nor est dell’Inghilterra saranno disponibili entro fine anno 11mila colonnine elettriche per la ricarica. A seguire sarà coperta poi l’intera Gran Bretagna.

Via | Autoblog, Quattroruote
Foto | Flickr

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Entro il 2020, taxi a idrogeno a Londra

pubblicato da alessandra

I taxi neri di Londra sono uno dei leitmotiv della capitale britannica. Ampi, comodi, spaziosi… e terribilmente inquinanti! Per questo motivo, come già anticipato dagli amici di autoblog, è stato presentato nei giorni scorsi dal governo britannico il prototipo dei nuovi taxi “puliti” che, entro il 2020, sono destinati a sostituire completamente quelli attualmente in circolazione.

Il Fuel Cell Black Cab, frutto di un lavoro sinergico tra Intelligent Energy, Lotus Engineering, LTI Vehicles e TRW Conekt, pur mantenendo inalterarato l’aspetto della capitale inglese ne migliorerà senz’altro la qualità. Infatti, grazie a un sistema di celle a combustibile idrogeno combinato con batterie ai polimeri di litio, e garantendo un’autonomia di oltre 400 km, il taxi sprigionerà dal tubo di scappamento solo vapore acqueo e potrà “ricaricarsi” agevolmente in appena 5 minuti…

Foto | Flickr

Chiuso lo spazio aereo di Regno Unito, Norvegia, Svezia e Islanda causa ceneri eruzione vulcano Eyjafjallajökull (video e foto)

pubblicato da Marina

L'eruzione del vulcano islandese provoca la chiusura della spazio aereo nel Regno Unito, Finlandia e Svezia

Lo spazio aereo su Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svezia è stato chiuso a causa delle ceneri eruttate dal vulcano islandese Eyjafjallajokul che prende il nome dal ghiacciaio in cui si trova. L’eruzione è iniziata lo scorso 2o marzo dopo che per 200 anni il vulcano aveva dormito profondamente.

Eyjafjallajökull si trova nel sud dell’Islanda a circa 120 km a est di Reykjavik, la capitale.

L'eruzione del vulcano in islanda

Dopo il salto il video dell’eruzione.

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Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Un network collegherà le rinnovabili del nord EuropaAi primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.

L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.

La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.

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Nuovi studi confermano l'allarme sulla moria delle api

pubblicato da Simone Muscas

Ape su una pianta melliferaAppena qualche giorno fa abbiamo parlato dell’iniziativa del governo francese di distribuire lungo le strade del Paese numerose piante mellifere per far fronte al problema della diminuzione delle api. In riferimento a quella notizia mi sembra interessante segnalare come nell’ultimo periodo siano stati pubblicati diversi studi in materia che ci indicano come il problema della riduzione del numero di questi insetti sia un fenomeno sempre più preoccupante.

Secondo un primo studio francese si sarebbe scoperto infatti che il problema dell’estinzione starebbe riguardano soprattutto alcune specie di api. Sarebbe infatti emerso che quelle che si nutrono di polline di diverse piante avrebbero un sistema immunitario più forte rispetto a quello che hanno le api che si nutrono invece di una sola pianta.

Tale studio ha concluso che proprio nelle specie di api incapaci di non variare la loro alimentazione si starebbero verificando le più marcate diminuzioni di specie. Vi sarebbe perciò un collegamento tra la varietà alimentare delle api ed il loro sistema immunitario. In sostanza si è scoperto che le api che venivano alimentate con cinque diversi tipi di polline avevano livelli più elevati di glucosio ossidasi (GOX), rispetto a quelle che si nutrivano di un solo tipo di polline di fiore.

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SARTRE (Safe Road Trains for the Environment ): "treni" di auto sulle strade Europee?

pubblicato da Gaia


Non ci sono binari, né locomotive, ma soltanto un mezzo iniziale e una serie di veicoli a seguito, collegati insieme via wireless. Questa è l’idea del progetto finanziato dall’Unione Europea all’interno del 7º programma quadro. L’UE spera con questo progetto di ridurre il consumo di carburante, i tempi di percorrenza e la congestione di veicoli unendo in plotoni diverse tipologie di mezzi che dovranno raggiungere una meta comune. Ogni “treno” può includere fino a otto veicoli, tra autobus, camion e automobili.

Il convoglio verrebbe guidato da un’autista di professione con ampia familiarità del tratto da percorrere. I mezzi dovranno possedere un sistema wireless capace di rilevare posizione e movimento delle altre “carrozze” e di seguire le istruzioni della “locomotiva”. I guidatori delle “carrozze” durante il tragitto potranno esonerarsi dalla guida e svolgere altre attività, come leggere o guardare la tv e potranno in qualsiasi momento staccarsi dal convoglio per proseguire liberamente. In questo modo si andrebbero a ridurre il numero degli incidenti e il consumo di carburante di un buon 20%.

Il coordinatore del progetto, Tom Robinson, afferma:

Stiamo pensando a cosa fare per ottenere il “plotonamento” su strade pubbliche senza dover fare grandi cambiamenti alle strade stesse.

Il sistema potrà essere a pagamento, per tratto di strada o con abbonamento. Il tutto prende il nome di SARTRE, Safe Road Trains for the Environment e avrà la durata di 3 anni. I primi test su pista inizieranno nel 2011 in Gran Bretagna, Spagna e Svezia mentre quelli su strade pubbliche avverranno in Spagna e il plotone coinvolgerà due camion e tre autovetture. Ma agli automobilisti andrà bene andare alla stessa velocità dei camion?

Via |BBC

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