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Missione Groelandia per un futuro pulito: il cortometraggio

pubblicato da Marina

Groelandia
Gestire i rifiuti in Groelandia e in Artico non è semplice e inizia a essere molto costoso. Per educare le nuove generazioni a riciclare è stato ideato dall’EEA - Agenzia europea dell’ambiente il cortometraggio Mission Greenland for a cleaner future (dopo il salto). L’idea è dimostrare come i piccoli sforzi di ogni singola persona possono fare una grande differenza nella gestione dei rifiuti e tutela dell’ambiente.

In Groenlandia giunge al riciclo solo il 25% dei rifiuti così l’ EEA intende convincere in particolare le nuove generazioni della Groelandia e di tutta la regione artica a modificare i loro comportamenti. Il corto dura 12 minuti e è introdotto da Jacqueline McGlade Executive Director dell’EEA e Hon Anthon Frederiksen, ministro degli interni, natura e ambiente della Groenlandia.

Il Paese con il suo ambiente naturale duro e la popolazione dispersa richieste, per la gestione dei rifiuti soluzioni personalizzate: le enormi distanze e i costi hanno fatto sì che i rifiuti fossero gettati in discariche appena fuori i centri abitati dove rifiuti domestici sono mescolati con rifiuti pericolosi come batterie, vernici o prodotti chimici.

Tuttavia, ci sono anche alcune storie positive. Ad esempio, il 99% di tutte le bottiglie di plastica e vetro usate sulla costa occidentale della Groenlandia sono riciclate rendendo il Paese esempio per il resto del mondo. Il film considera questa complessa situazione, proponendo soluzioni che permettono ai groenlandesi gestire i rifiuti senza danneggiare il loro ambiente naturale.

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Clima 2050: esodo verso la Groelandia

pubblicato da Marina

esodo di massa in groelandia nel 2050

Leggo su Il Mattino di oggi (pag. 21) della presentazione di 2050. Il futuro del nuovo Nord scritto da Laurence C. Smith e pubblicato da Einaudi (euro 30). In sostanza dal 2050 in poi l’umanità emigrerà in un grande esodo a Nord verso il Circolo polare artico, Groelandia, Norvegia, Russia, Finlandia e Canada perché le condizioni climatiche e di vita saranno migliori.

Smith è un geografo e non scrive un testo di futurologia ma piuttosto una stretta analisi, su dati attualmente disponibili. Diciamo una previsione ragionata e per niente emotiva o sensazionalistica. In sostanza le quattro forze globali ossia sviluppo demografico, esaurimento e ricerca di risorse naturali, cambiamenti climatici e globalizzazione saranno gli assi su cui si svilupperà o perirà l’umanità ai 4 angoli del Pianeta.

Leggo da Il Mattino a firma di Francesco Romanetti:

E’ dunque tenendo conto di questi modelli che C.Smith azzarda la sua radiografia di un futuro, neanche tanto remoto, dove le regioni e gli stati più vicini al Circolo Polare artico prospereranno. Lassù al Nord ci saranno terre più fertili, riserve idriche in abbondanza, clima più mite, sistemi politici più evoluti. E noi quaggiù subiremo invece siccità, alluvioni, invecchiamento della popolazione, sovraffollamenti urbano…

Curiosamente gli stati indicati da Smith sono quelli che sorgono su un immenso serbatoio di petrolio non ancora sfruttato e causa di parecchi grattacapi internazionali. Il che mi lascia perplessa e mi fa riflettere sul fatto che l’emigrazione-esodo a cui fa riferimento Smith non sarà condizionata dai cambiamenti climatici ma dall’uso del poco petrolio che sarà rimasto.

Foto | Flickr

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Io amo il Global Warming

pubblicato da Marina


Non sparate sulla blogger: “Io amo il global warming” è il titolo di un documentario di Vanguard, canale di approfondimento giornalistico di Current Tv Italia su canale 130 di Sky, andato in onda il 31 marzo scorso (che sarà riproposto nei prossimi giorni, occhio al palinsesto), dove l’autore Adam Yamaguchi mostra l’altra faccia del Global warming e cioè quella della rinascita di una terra, la Groelandia, per secoli sepolta sotto il ghiaccio.

Un parte del documentario la potete seguire in inglese e dalle interviste viene fuori che la gente è entusiasta di questo riscaldamento improvviso: coltivano verdure mai mangiate prima, estraggono dal sottosuolo ricchissimo di giacimenti, ogni genere di metallo e non ultimo sembra ci siano nuovi giacimenti di petrolio.

Si legge nella presentazione del documentario:

Insomma la Groenlandia saluta il surriscaldamento della Terra come un’occasione irripetibile di espansione per la propria economia. Non solo greggio, gas e verdure, ma anche un fiorente mercato di acqua in bottiglia “direttamente” dai ghiacciai della Groenlandia e birra “Greenland”.

Dunque, in Groelandia guardano con stupore allo scioglimento del gigantesco ghiacciaio Russel, che porterà ad un riscaldamento e innalzamento degli oceani dai 7 ai 13 metri nei prossimi 500 anni.