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Tutti gli articoli con tag guido bertolaso

Costa Concordia, Bertolaso:"La protezione civile arriva tardi"

pubblicato da Marina

Guido Bertolaso Antonello Piroso questa domenica porta a casa un bel pezzo di giornalismo: intervista a Ma anche no su La7 un redivivo Guido Bertolaso. Molte le questioni sul tavolo nero di Piroso: dalla Protezione civile che Bertolaso ha lasciato andando in pensione, ai molti scandali, intercettazioni, massaggi e non ultimo due esposti per omicidio colposo, dopo una nuova intercettazione telefonica pubblicata, per le morti del terremoto dell’Aquila di quasi 3 anni fa. Ma prima di raccontarvi cosa ha risposto l’ex capo della Protezione civile oggi in pensione a 7500 euro netti (glielo chiede Piroso e lui pronto risponde):

Si almeno questo! (riferendosi al netto Ndr). Come un Generale tre stelle o un Prefetto.

vi riporto le dichiarazioni fatte in merito ai soccorsi alla Costa Concordia. Tutti bravi, buoni e generosi i soccoritori, dice Bertolaso ma è mancato chi coordinasse tanta bravura. Chiede l’ex-capo della PC:

Chi era alla regia?

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Rifiuti: a Napoli torna l'ipotesi israeliana di Arrow Bio

pubblicato da Marina

un impianto arrow bio

Del metodo Arrow-bio ne scrivevo 3 anni fa a proposito della emergenza rifiuti in Campania, atto primo. Era la soluzione suggerita durante una trasmissione radiofonica all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Lui si mostrò incredulo e quel primo atto si risolse con il nascondere l’immondizia sotto il tappeto. Il resto è storia, fino alle nuove emergenze (in proposito il racconto della trattativa Stato-camorra per la gestione dei rifiuti), alla chiusura delle discariche (qui la mappa di quelle fino a oggi emerse e gestite dal clan dei Casalesi) non perché i napoletani amano complicarsi la vita ma perché è l’Europa a vietarlo e alle elezioni di de Magistris che ha scelto Tommaso Sodano come vice sindaco e assessore all’ambiente. Ossia, l’unico capace di controbattere la camorra dei rifiuti. Ebbene, in questo giro pazzesco, riecco spuntare via WWF Abruzzo la proposta dell’Arrow-Bio. Che torna a interessare anche i napoletani.

In Abruzzo sembra andare tutto liscio perché trasferiscono in Emilia Romagna l’umido a 220 euro a tonnellata. E per quanto funzionerà uno smaltimento pagato dagli abruzzesi al doppio del suo prezzo? Eh si, perché non è che sia poi così facile aprire nuove discariche e non solo in Campania: ma in Europa (direttiva comunitaria numero 98 del 2008). E dunque a mano a mano che andiamo avanti, quelle regioni che non hanno predisposto un circolo virtuoso della gestione dei rifiuti finiranno come la Campania.

Vi segnalo la discussione fatta in seno alla Commissione Europea il 18 gennaio scorso, presente anche Luigi de Magistris a pochi mesi dalla sua elezione a primo cittadino di Napoli. Leggete gli interventi dei deputati europei e quelli degli italiani e poi ne riparliamo…

Foto | Flickr

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Emergenza Rifiuti e percolato in mare: ai domiciliari Marta Di Gennaro e l'ex-prefetto Catenacci

pubblicato da Marina

le proteste per il malfunzionamento del depuratore di cuma

Scattano le manette per Marta De Gennaro, braccio destro di Guido Bertolaso e per Corrado Catenacci, ex Prefetto, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre risultano indagati Antonio Bassolino, Luigi Nocera e Gianfranco Nappi e i reati contestati sono: associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.

Cosa è successo? Che la Procura di Napoli ha disposto delle indagini nell’ambito dell’operazione “Rifiuti in mare” eseguita in tutto il Paese dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, dopo che nell’estate 2009, ve ne parlavo qui, ci fu una insolita invasione di vermi e zecche sul bagnasciuga del litorale di Cuma. Si sospettò che la causa fosse dovuta a del percolato sversato nel depuratore.

Riporta Il Mattino:

è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.

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Discarica di Chiaiano, indaga l'Antimafia

pubblicato da Marina

L'antimafia indaga sulla discarica di chiaiano

Altro tassello nell’emergenza rifiuti in Campania. Sotto inchiesta ci finisce la discarica di Chiaiano, quella voluta fortemente dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.

La Procura sta indagando sullo stato di impermeabilizzazione del fondo dell’invaso. L’argilla usata non sarebbe a norma. Fatto denunciato da almeno un anno dai comitati cittadini. I carabinieri, perciò, indagano sulla Ibi Idroimpianti. Ne riferisce Il Mattino ( 13-01-211 pag. 41) dove si legge:

E non è questo il solo aspetto finito nel mirino degli inquirenti. La ditta che ha gestito la discarica, la Ibi Idroimpianti, è stata colpita prima da un interdittiva “atipica” e poi da un vero e proprio stop da parte della prefettura di Napoli: il gruppo ispettivo antimafia avevano riscontrato elementi che facevano ritenere l’impresa inadatta a lavorare con enti pubblici.

La Ibi Idroimpianti ha presentato ricorso al Tar.

Foto |Retecivica Napoli

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Bertolaso, l'ultimo regalo alla Sicilia: due inceneritori

pubblicato da Peppe Croce

Bertolaso, l'ultimo regalo alla Sicilia: due inceneritoriTorna lo spettro degli inceneritori in Sicilia: Guido Bertolaso, poco prima di andare in pensione, ha bocciato il Piano Rifiuti inviato dal governatore Raffaele Lombardo e ha chiesto che in Sicilia si costruiscano almeno due impianti. Il discorso fatto dalla Protezione Civile, in estrema sintesi, è questo: niente termovalorizzatori, niente ok al piano rifiuti e rimozione del commissario straordinario.

Commissario che, al momento, è lo stesso Lombardo. Ma, ecco il gioco, se Lombardo non è disponibile a partecipare al grande affare da cinque miliardi di euro dei termovalorizzatori, allora sarà qualcun altro inviato da Roma a farlo.

Che il piano rifiuti siciliano fosse stato bocciato dal governo si intuiva dalle voci che giravano da giorni. Ora è arrivata la certezza, anche se non c’è ancora la reazione del governatore siciliano che, assai probabilmente, verrà a breve con un videopost sul suo blog. Lombardo, ormai, comunica così nonostante il robusto ufficio stampa della Regione Sicilia. Per i siciliani, in ogni caso, non è affatto una buona notizia: qualunque cosa si decida alla fine, sarà sempre una volontà calata dall’alto che risponde ad un modello già visto.

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Bertolaso va via, Legambiente ringrazia

pubblicato da Peppe Croce

Bertolaso va via, Legambiente ringrazia

Che Guido Bertolaso si sarebbe dimesso oggi da sottosegretario con delega alla Protezione Civile lo sappiamo tutti dal mese scorso. La novità è nelle reazioni di rito e di saluto a questo personaggio che, dalle alluvioni nel messinese al terremoto dell’Aquila, dall’emergenza rifiuti in Campania ai presunti scandali sessuali, da nove anni è protagonista delle cronache italiane. E lo sarà, nel bene e nel male, anche nella storia.

Tra i vari commenti c’è quello di Legambiente, molto diplomatico:

Ringraziamo Guido Bertolaso per l’impegno profuso in questi anni e la capacità di aver portato l’Italia ad avere una Protezione Civile modello a livello internazionale, sempre pronta a rispondere in modo adeguato alle emergenze del Paese

Legambiente non ha tutti i torti: Bertolaso ha il merito di aver trasformato un copro semisconosciuto in uno degli orgogli italiani. Il problema, però, è che cosa ci fai con quel corpo. E, in effetti, l’associazione ambientalista in passato non ha mancato di criticare il “modello Protezione Civile” nella gestione di alcune emergenze, rifiuti in primis.

Certo, per dare un giudizio su nove anni di attività della “nuova Protezione Civile” è ancora presto. E ricordare Bertolaso solo come l’uomo che ha fatto conoscere il corpo e ha portato le tv di tutto il paese a parlare di prevenzione dei disastri e del dissesto idrogeologico è importante ma non basta di certo. Vogliamo ricordarlo così?

Via | Comunicato Legambiente
Foto | Flickr

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Emergenza rifiuti finita a Napoli: ma la monnezza (per miracolo) ricompare a Giugliano

pubblicato da Marina

discarica giugliano

Sacchetto vince, sacchetto perde: il gioco delle tre carte. Guido Bertolaso, dichiara che l’emergenza rifiuti a Napoli è finita. Certo, ma a quale prezzo? Le cronache ci dicono che i tafferugli e i disordini non sono finiti. Tace Terzigno ai piedi del Parco Nazionale del Vesuvio, ma ha preso a gridare Giugliano (già provata dalle ecoballe nel 2007). Oggi Terzigno è blindata dal rifiuto della Comunità europea di far usare altre cave per buttare l’immondizia; resta lo Stir di Giugliano con il sito di stoccaggio di Taverna del Re, siamo nei pressi dell’ipermercato Auchan di via Santa Maria a Cubito.

Ma la gente anche lì si incazza e cerca di non far passare gli autocompattatori. E sapete perché si incazza ? Perché lo Stir riesce a smaltire circa 3000 tonnellate di rifiuti al giorno. Con una ordinanza firmata dal presidente della Provincia Luigi Cesaro si è deciso che proprio li vanno conferiti, alias sversati, i rifiuti raccolti dalle strade di Napoli. Così la promessa berlusconiana del miracolo, cioè non della resurrezione, ma della ripulitura in tre giorni (per l’esattezza sono 4) è mantenuta.

Racconta Stefano Franciosi (autore della foto in alto e tra coloro che hanno visitato la piazzola numero 12 di Taverna del Re con Lucia De Cicco e altri consiglieri comunali di Giugliano) del WWF di Lago Patria a Franco Ortolani su Altocasertano :

Sono poche le prescrizioni dell’ Asl che sono state rispettate in questa situazione. Veniamo trattati peggio delle bestie. Questa ordinanza è solo un pretesto per scaricare quanto e come si vuole. Veniamo selvaggiamente picchiati per permettere di scaricare agli autocompattatori pieni di spazzatura proveniente da Napoli mentre noi continuiamo a tenere i nostri rifiuti in strada.

Dunque, se lo Stir è occupato a triturare i rifiuti di Napoli, non può triturare i rifiuti di Giugliano, che restano a terra. Dice il sindaco Giovanni Pianese:

La città di Giugliano produce in media circa 200 tonnellate di rifiuti al giorno. La raccolta è quasi paralizzata da circa una decina di giorni perchè, «lo stir di Giugliano lavora al 15 per cento delle sue capacità. Ci sono altre piazzole da poter utilizzare in provincia? Allora si utilizzi tutto perchè non c’è un’emergenza di serie A e un’emergenza di serie B.

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Annozero, si parla dei sindaci di Capannori e Camigliano (commissariato) comuni senza rifiuti

pubblicato da Marina

annozero la vicenda di terzigno

Stasera Michele Santoro presenta a Annozero la realtà dei comuni che sanno vivere senza rifiuti, senza discariche e senza inceneritori. In studio ospiti Alessio Ciacci, Assessore a Capannori e Vincenzo Cenname sindaco di Camigliano, sollevato dal suo incarico perché a capo di un comune virtuoso che fa il 65% di raccolta differenzia e perché si è rifiutato di pagare con i suoi cittadini la Tarsu alla Provincia.

La puntata dall’emblematico titolo “Il Miracolo no!” va in onda con un collegamento in diretta con in comitati cittadini di Terzigno, mentre in studio ci sono con Ciacci e Cenname anche Roberto Saviano, Concita De Gregorio, Maurizio Belpietro, Enrico Mentana il sottosegretario Guido Bertolaso, il viceministro della Lega Nord Roberto Castelli, il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, il giornalista di Repubblica Antonello Caporale e l’Eurodeputata Judith Merkies.

Stasera dunque si parlerà anche della visita del Premier che è tornato a tenere una conferenza stampa dall’inceneritore di Acerra, dove ha annunciato che in tre giorni l’immondizia sparirà da Napoli. Il che potrebbe anche essere vero.Resta da capire dove ricomparirà. In quale cava, se alla SARI o altrove. Già nel 2008 il Premier annunciava il pugno duro contro chi impediva l’accesso alle discariche. Altrettanto pugno duro però non fu mai annunciato contro chi inquinava.

Dopo il salto il video girato dai comitati cittadini su come sta avvenendo la messa in sicurezza della cava SARI, già satura e la visita di Angelo Bonelli presidente dei Verdi e di Giobbe Covatta.

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Terzigno, la discarica di Cava Vitiello non apre ma non si cancella. E Bertolaso dice che è colpa sua

pubblicato da Marina


Dopo il richiamo della Commissaria Judith Merkies al Governo Berlusconi a proposito delle italiche promesse di non aprire più discariche, Guido Bertolaso ha annunciato ieri che Cava Vitiello non apre.

Ha detto il capo della Protezione civile, nonché sottosegretario agli interni che viene procrastinata la sua apertura alle:

Calende greche.

Le parole però non hanno rassicurato i quattro sindaci direttamente coinvolti che non hanno voluto firmare un accordo, scritto velocemente e che consta di 6 punti. Come riporta Roberta Lemma sul suo blog sono:

LE PARTI CONCORDANO LA SEGUENTE INTESA
1. sospensione dei conferimenti in cava Sari dalla data odierna per 3 giorni onde consentire la copertura con terreno adeguato, nonché l’avvio di prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientali disposti dalle istituzioni; alle attività di prelievo dei campioni ed all’analisi dei risultati partecipano tecnici individuati dagli enti locali interessati;
2. successivamente a detta sospensione, in attesa degli esiti degli accertamenti di cui sopra potranno conferire in cava sari i comuni dell’area vesuviana (zona rossa), fino ad esaurimento della stessa, tranne che in situazioni di accertata criticità;
3. relativamente a cava Vitello ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato, per conseguire ottimali condizioni di compatibilità ambientale e sanitaria del contesto, nell’ottica della migliore tutela della salute e dell’ambiente;
4. contestualmente è consentita la partecipazione degli enti locali interessati e dei rappresentati dei cittadini ad un tavolo tecnico con le istituzioni, per la formulazione di proposte utili alle attività istruttorie e propedeutiche alla definizione del piano rifiuti;
5. ci si impegna ad avviare in consiglio regionale un approfondimento sul piano rifiuti, compresa la definizione degli ambiti;
6. si sospendono con effetto immediato tutte le manifestazioni di protesta anche allo scopo di consentire la corretta attuazione delle misure sopra previste.

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Nel Parco del Vesuvio i rifiuti avvelenati del Nord: Luca Zaia vieni a riprenderti la tua immondizia

pubblicato da Marina

Qualche giorno fa Luca Zaia, governatore del Veneto espresse la sua opinione in merito a un bando del Comune di Napoli per ricercare aziende capaci di smaltire i rifiuti campani (in alto una video clip del Gruppo operaio i Zezi con il la tammorriata, il rap dei napoletani, a’razza da munnezza). Scrisse sul suo blog:

La spazzatura ognuno se la deve tenere a casa propria.

Giusto, giustissimo, in nome del federalismo più estremo. E proprio per rendere merito a questa linea riporto di seguito l’audizione resa dal generale Mario Morelli, vice di Guido Bertolaso, alla commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Dichiara Morelli come registra puntualmente Il Mattino di oggi pag. 49 in un articolo a firma di Daniela De Crescenzo:

Quando si parla di un parco si pensa al verde, agli uccellini. Io ho girato l’area in lungo e in largo e mi è sembrata un immenso immondezzaio dove tutti sono andati a buttare spazzatura e dove arrivavano anche rifiuti tossici, molto probabilmente dal Nord.

Meno carinamente, infine, sempre qualche giorno fa al Corriere della Sera, il governatore Zaia ha dichiarato che il Veneto non poteva proprio aiutare la Campania poiché l’immondizia napoletana puzzava:

se lei i rifiuti li lascia per strada, più rimangono a contatto con l’aria, più i processi putrefazione li fanno puzzare. Al contrario, prima si elimina la spazzatura, più in fretta torna il profumo.

Il ragionamento non fa un plissè tant’é che secondo questa logica come ebbero modo di appurare i carabinieri furono sversati fanghi velenosi, (probabilmente profumati?) di Porto Marghera a Acerra.

Che fa caro Zaia, se li viene a riprendere lei o glieli restituiamo noi?

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