
Ho letto, come al solito, con profondo interesse un post del maggiore Guido Guidi sul suo blog Climate Monitor a proposito del clima e dei cambiamenti climatici in relazione alle macchie solari.
Dunque, secondo gli scienziati, dopo una fase attuale di intensa attività solare seguirà una fase di quiete che porterà a una consistente diminuzione se non assenza di macchie solari. Il Ciclo solare 25, potrebbe o ritardare o non iniziare proprio, il che potrebbe avere come conseguenza un raffreddamento del Pianeta e non il paventato riscaldamento globale. Per tutti i dettagli scientifici e tecnici vi rimando alla lettura del post di Guidi.
Scrive Guidi:
Mettiamola così. Nella malaugurata ipotesi che costoro avessero ragione, vorrà dire che la Terra, stufa marcia di stare a sentire tutte le nostre diatribe climatiche, ha deciso di fornirci l’esperimento più reale che si potesse immaginare. Se il Sole va in quiete e il global warming prosegue (nei fatti però, non nei fogli excel dei gestori di dataset di temperatura), vuol dire che ci abbiamo messo lo zampino, o meglio, zampone. Se così non sarà, catastrofisti tutti a casa, gli scenari climatici li buttiamo nel cestino e ci dedichiamo tutti diligentemente all’adattamento, cosa che comunque converrebbe fare già ora.
Foto | Nasa In foto l’ultimo brillamento solare di classe M.
Molto spesso sul blog abbiamo discusso di cambiamenti climatici, di origini antropiche delle emissioni di CO2, di azioni da intraprendere per contrastarli. Il punto, però come già ci aveva fatto notare Guido Guidi, maggiore dell’aeronautica militare, meteorologo televisivo nonché blogger di climatemonitor è che mancano evidenze scientifiche o meglio modelli di previsione certi che ci dicano come e quando il presunto riscaldamento globale influirà sui cambiamenti climatici.
Dice Franco Prodi, già direttore dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr che da 40 anni si occupa di clima:
Non sono negazionista né catastrofista ma la scienza sa ancora troppo poco dell’evoluzione climatica e i nostri modelli, quelli dell’Intergovernmental panel of climate change (Ipcc), sono nella loro infanzia. Questo non significa che il clima non può peggiorare. Anzi, proprio perché non è lineare ed è scarsamente prevedibile, il futuro potrebbe essere peggiore delle peggiori previsioni. Bisogna però evitare che di clima parlino solo gli economisti, gli agronomi o qualsiasi incompetente di passaggio.
Spiega Prodi a proposito del vertice di Copenaghen:
A Copenhagen mica ci vanno gli scienziati del Cnr, ci vanno quelli che ha nominato il ministero…Adesso il filone dominante è quello dell’ “adattamento”, ossia si deve correre ai ripari per rimediare a un cambiamento climatico in atto. E si prende come dato di fatto un rapporto (quello dell’Ipcc, NdR) di scenari possibili. Ma se non siamo neppure certi se sarà di 1 grado o di 8, che genere di previsione è mai possibile? Si discute soltanto di “principio di precauzione”. Ricordo una discussione che feci con mio fratello Romano, quando era presidente del Consiglio. Lui sosteneva che il politico deve comunque prendere in mano il problema e provvedere. Io gli risposi che la conoscenza scientifica, quella vera, si ha soltanto con una spiegazione e una previsione. Questo mi hanno insegnato all’università. La spiegazione e la previsione sul clima, oggi, non ci sono.Perché non si conoscono le nubi, la loro variabilità per effetto indiretto dell’aerosol (particelle e corpuscoli in sospensione in atmosfera, ndr), gli effetti diretti dell’aerosol stesso sui bilanci di radiazione… La CO2 influisce, ma lo stesso fa il metano. Se uno prende un modello di radiazione e l’adatta alla CO2 “vede” il riscaldamento, ma poi bisogna tener conto di tante altre variabili e incognite.
Continua a leggere: Franco Prodi:"Pensate all'ambiente e lasciate stare i cambiamenti climatici"

Secondo molti scettici dei cambiamenti climatici è bastata la violazione da parte di hacker di diverse caselle di posta elettronica per mettere in discussione il riscaldamento globale e tutte le nefaste conseguenze previste dall’IPCC. Se davvero così fosse, se davvero sul Pianeta Terra non si sta verificando nessun cambiamento di clima né di origine naturale, né di origine antropogenica, ebbene ci sarebbe da arrabbiarsi sul serio con gli scienziati che fino a oggi hanno sostenuto appunto questa tesi.
Ma veniamo ai fatti e al primo sospetto: mancano poco meno di 14 giorni al vertice di Copenaghen, quello presso cui tutti i leader mondiali cercheranno accordi per la riduzione delle emissioni di CO2, che appunto salta fuori questa novità, cioè che i cambiamenti climatici non esistono. Le mail, che attesterebbero appunto che il global warming sia frutto di una manipolazione scientifica sono quelle inviate tra vari scienziati tra il 1996 e pochi giorni fa. Il server violato il 20 novembre è quello del Climatic Research Unit, CRU, della University of East Anglia.
Scrive Real Climate:
Tuttavia, queste e-mail (presumibilmente una selezione accurata di (eventualmente modificate?) una corrispondenza risalente al 1996 e fino al corrente 12 novembre) sono state ampiamente diffuse e quindi richiedono qualche commento. Alcuni di esse ci coinvolgono (l’archivio comprende la prima e-mail RealClimate inviata ai colleghi) e includono le discussioni che abbiamo avuto con il CRU su argomenti relativi alla registrazione della temperatura di superficie e a alcune questioni legate al paleoclima.

Quella che vedete nella foto è la citta di Ostuni, in Puglia, che come altre piccole città sul mare Jonio e nel Mediterraneo in genere, ha le case con le mura e i tetti dipinti di bianco come sistema per combattere la calura estiva.
Tempo fa ne parlavamo su Ecoblog della possibile soluzione di verniciare di bianco i tetti cittadini per abbassare le temperature nelle metropoli.

Innanzitutto un doveroso ringraziamento a Guido Guidi per la sua arguzia e prontezza.
Ed ecco il fatto: la notizia dell’avvistamento di un arcobaleno sottosopra o meglio di un arco circumzenitale a Cambridge, gira da qualche giorno tra le testate e i blog più blasonati della rete.
In pratica una astronoma, Jacqueline Mitton, 60 anni ha avvistato nei cieli di Cambridge un arcobaleno al contrario e lo ha definito un evento insolito a quelle latitudini essendo un fenomeno tipico delle ragioni polari.
Continua a leggere: Cambiamento climatico: l'arcobaleno sottosopra e la bufala de "la Repubblica"
Ecoblog ve ne parlava qualche settimana fa: il polo Nord si sta sciogliendo. I media classici sembrano esserci arrivati solo oggi, con l’afa che attanaglia questi giorni di fine giugno (fino alla scorsa settimana con il clima fresco, il riscaldamento globale era solo un ricordo) e un articolo del National Geographic. In sostanza alcuni scienziati su una rompighiaccio canadese hanno rilevato quanto sia sottile lo strato di ghiaccio al polo. Ha dichiarato al NG, David Barber dell’Università di Manitoba e a bordo della CCGS Amundsen:
Effettivamente la proiezione di quest’anno è che il Polo Nord potrà non avere più ghiaccio per la prima volta nella storia.
E i modelli di scioglimento proposti vedevano il Polo Nord senza ghiaccio tra il 2013 e il 2030. Cosa avrebbe fatto accelerare il processo? O si tratterebbe come spesso sostenuto in varie sedi di modelli matematici non troppo affidabili? (vedi intervista a Guido Guidi). Il singolare inverno freddo di certo aveva fatto sperare gli scienziati che qualcosa al clima sarebbe accaduto. Commenta Guidi dal suo blog climatemonitor ai lettori che gli chiedono informazioni circa lo scioglimento del Polo:
Continua a leggere: Il polo Nord si scioglierà quest'estate?

Vi avevo già parlato di Guido Guidi qualche post fa e del suo blog climatemonitor, osservatorio privilegiato sui cambiamenti climatici, se non altro perché come ama dire: “sappiamo di cosa parliamo”.Il clima è e sarà nei prossimi anni uno degli elementi che dovremo considerare e provare a conoscere. Da lui e dal suo equilibrio dipende anche la nostra sopravvivenza sul Pianeta. E di questo e di altro ancora ne ho parlato con Guido che di fatto è un blogger che sta mettendo a disposizione la sua conoscenza assieme agli altri collaboratori del blog.
Gli ho fatto domande semplici, terra terra se volete, mettendo a nudo anche la mia ignoranza in materia. E gli ho chiesto se non risposte, spunti per iniziare a comprendere la realtà che stiamo vivendo. Se non altro per provare a capire dove ci sta portando. Ecco cosa ne è venuto fuori.
Tu pensa il mondo tra dieci anni
Intervista Guido Guidi parte 1
Continua a leggere: Che tempo farà tra dieci anni? Intervista a Guido Guidi
Colgo la segnalazione di clayco per parlarvi finalmente del blog del Maggiore Guido Guidi noto alla cronache per le sue previsioni meteo nei vari TG della RAI.
Guidi è un climatologo dell’aeronautica militare che dalle sue pagine informa in maniera diretta e
abbastanza semplice, noi comuni mortali, sulle questioni climatiche. Effettivamente le sue disquisizioni sul riscaldamento globale o “global warming” (GW) come preferisce chiamarlo lui, tracciano un po’ la cronaca di quello che sta accadendo alla nostra atmosfera e provano anche a dare qualche spiegazione se non la risposta e svelando subito che il gas serra più temibile non è la CO2 ma il vapore acqueo. E veniamo alla ciccia. Scrive Guidi nel suo post: Houston we have a problem…
Per quel che ne sappiamo il GW per come è stato sin qui rappresentato potrebbe essersi temporaneamente o definitivamente arrestato. Nonostante ciò continuano ad essere decisamente evidenti i segnali di reazione del pianeta al riscaldamento, proprio come continua ad essere evidente l’inarrestabile aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Questi i dati più recenti disponibili presso l’Osservatorio di Mauna Loa. Dati e segnali di cui non si può non tener conto. Ma il problema è diverso, a mio modestissimo parere.
Continua a leggere: Riscaldamento globale: di chi fu la colpa?