A Torino, in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro di ricerca General Motors all’interno della Cittadella della Ricerca del Politecnico, è stato presentato HydroGen4, il primo veicolo elettrico a celle combustibili a idrogeno.
L’auto è costruita sulla scocca del modello Chevrolet Equinox, che General Motors produce in Canada, ed è dotata di un motore a idrogeno che riduce i consumi e azzera le emissioni di Co2.
La Regione Piemonte, che ha contribuito alla nascita di HydroGen4, fa sapere che investirà circa 10 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno sull’autostrada Torino-Milano e per la produzione di vetture prova. E’ in programma la messa su strada di 10 auto e tre bus, per dimostrare che a Torino si va a idrogeno e continuare le sperimentazioni per mantenere Torino al secondo posto in Europa per specializzazioni sull’elettrico a idrogeno.

Il 12 giugno scorso si è tenuto presso il Senato degli Stati Uniti il “Congressional Briefing: Hydrogen and Fuel Cells in Transportation – the Future is Arriving”, cui hanno partecipato quattro tra i costruttori maggiormente impegnati nello sviluppo di auto a idrogeno.
Lo scopo delle presentazioni tenute dai costruttori era quello di informare il Congresso sullo stato della ricerca sui veicoli a idrogeno, così da ripristinare il relativo programma di finanziamento del Dipartimento dell’Energia, recentemente tagliato dal Segretario Chu.
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Presentato il programma della seconda edizione del Festival dell’Energia, che si terrà a Lecce dal 14 al 17 maggio per “Decidere oggi l’energia di domani”.
Questo il tema dell’edizione 2009 che si sviluppa lungo due direttive principali, in un festival aperto al pubblico e gratuito, che riunisce momenti di dibattito, di scambio di opinioni, convegni ed attività culturali per spiegare l’energia che sarà. La prima linea guida dell’edizione 2009 è “Quale energia tra vent’anni?”, tema su cui il festival ha raccolto opinioni, visioni, aforismi e riflessioni di esperti e divulgatori, disponibili sul sito del Festival dell’Energia. La seconda linea si sviluppa attorno al tema “Crisi globale e governance energetica” per un dibattito strettamente politico e strategico, per trasformare la crisi in occasione di incontro, scambio e crescita.
Nei quattro giorni del festival si parlerà di nucleare, di idrogeno, di auto elettriche , di case ecologiche con altri momenti in cui sarà posta al centro la questione della difficoltà di definire le priorità energetiche per il nostro Paese attraverso un Piano condiviso.
Al Festival dell’Energia parteciperanno circa 130 ospiti per un programma di eventi in quattro giornate tra dibattiti, incontri, convegni, tavole rotonde, spettacoli, documentari, mostre e giochi scientifici. Tra i protagonisti il matematico Piergiorgio Odifreddi, il Ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente Enea Luigi Paganetto, il presidente del World Council for Renewable Energy Wolfang Palz, Corrado Clini, direttore del Ministero dell’Ambiente e Guido Bortoni, capo dipartimento energia del Ministero dello Sviluppo Economico.

Avete sempre sognato di rivolgere una domanda a Rifikin su tematiche ambientali ed energetiche? Di farvi spiegare direttamente da lui perchè l’idrogeno sì, l’eolico forse e il nucleare no? Bene, domani sarà possibile, dalle 11 alle 12, sentire Rifkin che risponde a tutte le domande e ai dubbi degli italiani, in diretta da Rovereto, grazie al progetto Avoicomunicare, .
Per porre a Rifkin la vostra domanda, potete compilare il form on-line e sperare che il consigliere sull’energia di Obama risponda alla vostra. Qualora abbiate ancora dubbi o domande in sospeso, potete proporle anche a ecoblog e, nel nostro piccolo, cerceremo di darvi risposta!
Nautica a idrogeno è il nome di un progetto siglato tra la Regione Liguria e H2U - Univerisità dell’Idrogeno per iniziare proprio dal Porto di Genova e dalla Liguria l’alimentazione per navi e barche con l’idrogeno.
Secondo l’accordo sarà realizzato un prototipo di barca a vela alimentato a idrogeno e una serie di punti di rifornimento in diversi porti con idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili.
Franco Zunino Assessore all’Ambiente della Regione Liguria dice:
E’ fondamentale per la Regione sperimentare e adottare percorsi di sostenibilità nel campo della nautica. Il rapporto con il mare è per noi di grande importanza ed un progetto come questo potrà essere un tassello significativo per salvaguardare l’ecosistema.
Dopo il salto i dettagli del progetto.
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Apprendiamo dai colleghi di motoblog.it che due studenti di ingegneria americari hanno realizzato un prototipo di moto ad idrogeno. Loro intenzione è quella di confrontare tre differenti tipi di propulsione: motore endotermico, motore elettrico a batteria e fuell cell a idrogeno.
L’impresa di Alex Bell e Andres Pacheco nasce all’interno del College Swarthmore; la moto da cui sono partiti è una Buell Cyclone, il cui telaio è stato modificato per poter collegare la sospensione posteriore, originariamente ancorata al motore bicilindrico che è stato rimosso.
La cella a combustibile è una Ballard, da 1.2Kw (1.6Cv), e il motore elettrico è costruito in Italia dalla CFR di Modena. L’idrogeno è stoccato chimicamente in due cilindri Ergenics, e viene rilasciato attraverso un processo di riscaldamento. Non viene quindi trasportato gas ad elevata pressione. Si stima che l’efficienza media della moto sia inizialmente del 50%. A seguire un secondo video test.
Continua a leggere: Moto ad idrogeno fatta in casa? E' possibile
E’ la domanda che molti si pongono: l’auto di domani sarà a idrogeno o a batterie? In proposito, segnaliamo la risposta dell’Associazione tedesca per l’idrogeno e le celle a combustibile (DWV), che risolve il dilemma: entrambe, poiché le due tecnologie sono complementari.
Mentre da un lato un veicolo a batterie “puro” non rappresenta la soluzione per le esigenze di mobilità del futuro, dall’altro le celle a combustibile necessitano le batterie; tutti i prototipi a celle a combustibile, infatti, includono le batteria come buffer per lo stoccaggio ed il recupero di energia.
Ne avevamo parlato oltre 2 anni fa, adesso è effettivamente partito il progetto del vaporetto a celle a combustibile a idrogeno per Venezia. Il vaporetto a idrogeno, già denominato Vision, fa parte del piano del Ministero dello Sviluppo Economico Industria 2015, relativo alla Mobilità sostenibile, e vede tra i partecipanti Fincantieri ed Ansaldo.
Vision, è a tutti gli effetti un mezzo elettrico alimentato a idrogeno ed elettricità fotovoltaica, prodotta dai pannelli sul tetto, che contribuirà a risolvere il problema dell’inquinamento in laguna provocato dai motori diesel convenzionali, ma anche alla riduzione dello spostamento d’acqua delle imbarcazioni (che danneggia le fondamenta dei palazzi della Serenissima). I tecnici hanno dichiarato che Vision “sarà silenzioso come una gondola”.
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Degli scienziati americani hanno trovato il modo di produrre in massa il grafene, un nanomateriale prodotto a partire dalla grafite (sì, quella delle matite). Questa scoperta promette di spianare la strada a futuri progressi nel campo dell’immagazzinamento dell’idrogeno così come dell’elettricità prodotta da altre fonti rinnovabili, come il solare e l’eolico.
Il grafene è prodotto riducendo la grafite ad un foglio sottilissimo, il cui spessore è dell’ordine di grandezza degli atomi, ed è uno dei materiali più resistenti in natura che, come ricorderete, mostra le sue potenzialità nelle tecnologie di stoccaggio energetico o come elettrodo nelle celle solari o nei sensori, ma fin’ora il suo utilizzo è stato limitato per insufficienza di materiale.
Ora un team di scienziati del California NanoSystems Institute (C.N.S.I.) dell’Università della California a Los Angeles (U.C.L.A.), ha scoperto un metodo per produrre i fogli di grafene in grandi quantità e ha pubblicato i risultati del suo studio sul numero 9 della rivista Nature Nanotechnology.
Continua a leggere: Produzione in massa di grafene: una spinta alle rinnovabili
Dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno scoperto un nuovo modo di immagazzinare energia dalla luce del sole, che potrebbe condurre all’uso di energia solare illimitata.
Basandosi sulla fotosintesi delle piante, si usa l’energia solare per scindere molecole di acqua in idrogeno e ossigeno. Successivamente, questi gas possono venire ricombinati in una pila a combustibile, andando a produrre elettricità carbon-free, sia con il sole che senza. Secondo i ricercatori del MIT, questo renderebbe l’energia ricavata dal sole una valida alternativa alle sorgenti mainstream di energia elettrica.
E’ un fatto che in un’ora, la terra viene raggiunta da abbastanza luce solare per rifornire l’intero pianeta per un anno, il problema è come immagazzinarla; secondo il Prof. Daniel Nocera, leader del progetto “Questo è il Nirvana di cui si va parlando da anni. L’energia solare è sempre stata una soluzione con dei limiti. Adesso, possiamo seriamente pensarla come illimitata, fin da subito.”
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