Definire i volontari di Greenpeace “Branco di oranghi” ci sta. Anzi, magari lo prendono anche come un complimento. Ma aggiungere che sono fascisti, bè proprio non ci sta. E ecco che scatta la querela per diffamazione da parte dell’associazione ambientalista contro Il Giornale, testata diretta da Vittorio Feltri, per un articolo pubblicato lo scorso 17 maggio, sia sulla versione on line (purtroppo ora non più visibile) sia cartacea, dal titolo:“Un Saviano sibillino fra oranghi e giornalisti” a firma di Luigi Mascheroni.
L’articolo riportava la cronaca della protesta messa in atto durante le giornate del Salone del libro di Torino presso lo stand della Feltrinelli. Oggetto della protesta l’uso cellulosa per produrre carta, proveniente da foreste non certificate e l’estinzione degli oranghi a causa della perdita del loro habitat, le foreste appunto.
Riporta Greenpeace in un comunicato, i passaggi che li hanno indotti a sporgere querela per diffamazione:
1. “…È arrivato, dunque, ma ha rischiato di farsi rubare la scena da un branco di oranghi, per di più “fascisti”…”;
2. “…È anche giusto che i lettori sappiano, però – come racconta al Giornale Salvatore Pisano, responsabile dello stand Feltrinelli e testimone del blitz – non solo che cosa è successo, ma anche come: «Gli attivisti di Greenpeace si sono comportati da fascisti. Tre erano travestiti da orango, cinque-sei avevano le tute dell’associazione, ma molti altri erano vestiti normalmente. Una pura provocazione…»”;
3. “…Già, perché? «Solo perché colpire un editore di sinistra come Feltrinelli garantisce maggior visibilità mediatica: la polemica è garantita. Si è trattato di un’operazione strumentale». E fascista, ci piace ripetere”.
Greenpeace tiene a sottolineare che grazie alla loro azione Feltrinelli dal 25 maggio ha deciso di intraprendere azioni concrete in difesa degli oranghi e del loro habitat, la foresta di Sumatra. Infatti, i libri di Feltrinelli, saranno stampati solo su carta certificata FSC mentre grazie alla collaborazione di Greenpeace si studierà il modo di usare carta riciclata al posto di carta vergine destinata alla stampa di particolari collane.
Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace
Nell’edizione di domenica 1 febbraio del quotidiano il Giornale è apparso un articolo dal titolo Sprechi bestiali. Pagato dalla Regione per ululare nei boschi che, con toni rozzamente ironici, ha aggredito la ricerca scientifica in ambito naturalistico, cercando di farla passare per una futile stravaganza e accusando le amministrazioni regionali, provinciali, comunali e le comunità montane di sprecare enormi quantità di denaro pubblico finanziando iniziative di tutela della biodiversità.
Francesco Cramer, autore dell’articolo, esordisce cercando di mettere in ridicolo l’utilizzo di protocolli standardizzati, elaborati dalla comunità scientifica internazionale e ampiamente adottati in tutto il mondo per il censimento delle popolazioni di lupo, arrivando a sfruttare i più sudici trucchetti della comicità spicciola. Ad esempio, sembra quasi di sentire una grassa risata di gruppo in sottofondo leggendo che:
il professore usa anche la tecnica dello snow-tracking, che in inglese fa più figo ma non è altro che l’individuazione delle tracce sulla neve, e dell’analisi degli escrementi che tuttavia, chissà perché, non è chiamata analysis dropping.
Continua a leggere: "Il Giornale" scrive contro la ricerca scientifica

C’è una lettera su “Il Giornale” di oggi che tira un colpo mancino alla Regione Puglia, al suo Presidente Nichi Vendola e alla gestione delle energie rinnovabili, sopratutto l’eolico. In sostanza, denuncia un lettore:
Sono in Puglia per lavoro e mi ha sorpreso vedere tante pale eoliche, altissime, enormi e tutte ferme. Mi hanno detto che non funzionano per non disturbare le capre che con le rumorose pale in movimento producono meno latte. La prego, mi dica che non è vero e che il prode Nichi Vendola non ha gettato i soldi dalla finestra.
Vi lascio la risposta di Paolo Granzotto su Il Giornale. Io ho telefonato a Michele Losappio Assessore regionale all’ Ecologia a cui ho girato la sconcertata denuncia del lettore. Ecco le risposte.

“L’ultimo fallimento dell’eolico Ora le pale aumentano lo smog” questo il titolo di un articolo su Il Giornale in cui Franco Battaglia racconta di un articolo di Le Monde il cui titolo era “Plus d’éoliennes, pas moins de CO2“. Nel titolo originale manca completamente il nesso di causa effetto suggerito dal titolo italiano. Non sono le pale eoliche ad aumentare lo smog, ma i due fenomeni che avvengono contemporaneamente; le emissioni, senza le pale eoliche, sarebbero aumentate anche di più. Volendo essere pignoli le emissioni di CO2 non sono esattamente “smog”.
Battaglia scrive di una ricerca di “una delle tante associazioni ambientaliste che assillano l’umanità - la Federazione francese dell’ambiente sostenibile - la quale si è accorta che a dispetto dei 18 Gw (gigawatt) eolici (18mila turbine alte 100 metri) installati in Germania e dei 10 Gw eolici installati in Spagna, negli ultimi 5 anni le emissioni tedesche di Co2 sono aumentate dell’1,2% e quelle spagnole del 10,4%”. A voler ben vedere, la Fédération environnement durable raccoglie le associazioni che si oppongono all’eolico, esattamente come Battaglia, che quindi si schiera da solo con “gli assillatori dell’umanità”.
L’articolo continua citando il direttore del Centro delle energie rinnovabili, Raphaël Claustre, che dice: “Una cosa è certa, se non si riducono i consumi d’energia l’eolico non serve a niente” e a quel punto l’originale francese citava un esperto indipendente, Pierre Radanne, che spiegava che “Se il consumo aumenta quando la popolazione aumenta, questo assorbe il piccolo guadagno prodotto dall’eolico”. Le Monde dedicava alla riduzione dei consumi addirittura l’unico titolo di paragrafo dell’articolo. E’ bello grosso e difficile da non notare.
Battaglia preferisce dare spazio alla polemica contro l’eolico e parte con una tirata sulla mancata produzione in assenza di vento spiegando come l’eolico permetta solo di ridurre la produzione di energia convenzionale. Esiste una differenza sostanziale tra ridurre i consumi e spostare la produzione, ma questa non sembra far breccia nemmeno quando scritta a caratteri cubitali.
» La faillite de l’éolien industriel en filigrane dans les statistiques Européennes