Il boom del costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, e le dichiarazioni dell’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), riguardo ad un ulteriore aumento dei costi nei prossimi 25 anni, fanno pensare.Tuttavia aumenta una maggior consapevolezza dei nostri consumi, che ci spinge ad adottare nuove tecnologie immesse sul mercato. Ma dobbiamo considerare che possiamo agire integrando l’illuminazione artificiale con quella naturale, fornita dalla luce del sole. I costi energetici diminuiranno e aumenterà invece il nostro comfort visivo.
L’illuminazione diurna, infatti, aiuta a creare un ambiente visivamente stimolante e produttivo e costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili. La luce naturale è dinamica e influisce positivamente sull’organismo, sull’umore e sull’attività cognitiva mentre quella artificiale è statica e influisce invece sulla percezione visiva e sull’ambiente circostante. Da qui il controllo dell’illuminamento naturale è, secondo la disciplina dell’illuminotecnica, uno dei requisiti che concorrono al benessere umano, con benefici psicologici-emotivi, in relazione dinamica con contesto ambientale.
La norma UNI-EN 12464-1, ad esempio, detta un vincolo normativo in materia di illuminazione naturale per i luoghi di lavoro: affermando che l’illuminazione naturale può fornire tutta o parte dell’illuminazione di un compito visivo e che è opportuno che la distribuzione delle luminanze all’interno del locale seguano un’appropriata integrazione tra luce artificiale e luce naturale, per garantire l’illuminamento sul posto di lavoro e per bilanciare la distribuzione delle luminanze all’interno del locale.
Continua a leggere: Illuminazione naturale per il risparmio energetico
L’inquinamento luminoso è sempre stato considerato di ordine secondario rispetto a quelli di tipo acustico e atmosferico. In realtà, esso avrebbe effetti preoccupanti sull’avifauna alterandone i comportamenti riproduttivi, non solo - quindi - modificando bioritmi e abitudini, come è facile osservare di notte sugli alberi delle nostre città… Ad affermarlo, è un recente studio del professore Bart Kempenaers del Max Planck Institute for Ornithology.
Più in dettaglio, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dell’illuminazione artificiale su alcune specie di uccelli che, pur vivendo in aree boschive, si trovano in prossimità di strade molto illuminate. Hanno così potuto appurare che tutti i maschi che posizionati a distanze sufficientemente limitate da una intensa fonte luminosa, tendono a cantare molto prima di quelli che si trovano più lontani dalla stessa. E le femmine, di conseguenza, stimolate da questi canti “affabulatori”, arrivavano in numero maggiore rispetto a quanto normalmente accade nelle parti più buie di foresta e, spesso, indipendentemente dalla reale “possenza e dalla qualità riproduttiva” dei maschi interessati. Si metterebbe, di conseguneza, a dura prova il principio della selezione naturale avvantaggiando, spesso, proprio i soggetti più deboli. E, questo, sottolinea Kempenaers,non è affatto un vantaggio. Inoltre,
i maschi dormono meno e sono più a rischio di predazione se iniziano a cantare con molto anticipo rispetto all’alba.
Ma l’intensa illuminazione artificiale arrecherebbe problemi anche agli uccelli migratori che sarebbero disorientati dalle forti intensità luminose e facendo perdere colpi anche al loro complesso sistema di “navigazione”. A tal proposito, il gruppo ambientalista della Grande Mela, Nyc Audubon, ha dichiarato che ogni anno, durante la stagione migratoria, oltre 80.000 uccelli si schianterebbero contro i grattacieli della City perché attirati dalle luci.
Ed infatti, in questi giorni, proprio nella metropoli statunitense, si sta portando avanti il progetto “lights out” che propone lo spegnimento delle lampade più disturbanti ai piani più alti degli edifici durante ore notturne.. Intanto, altrove - in particolare in Germania e Olanda -, alcune aziende sono già all’opera per arginare il problema tentando di mettere a punto luci che abbiano un impatto ambientale ridotto…
Via | science codex, max planck institute
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Il Ministero dell’Ambiente finanzierà, con un investimento di circa 160mila euro, la nascita di Weolo, un mini impianto eolico che servirà ad alimentare l’illuminazione pubblica della zona 167 di Lecce.
Le due pale di Weolo sorgeranno lungo la Tangenziale Est della città, all’altezza dello svincolo per lo Stadio, e con la loro produzione di energia permetteranno al Comune di risparmiare circa il 60% sulla spesa attualmente sostenuta per illuminare la zona 167. All’interno dello stesso programma, è prevista anche la modernizzazione dell’impianto di illuminazione della scuola elementare Armando Diaz.
Il bando di gara per assegnare i lavori per la costruione del mini parco è stato pubblicato il 22 aprile ed il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato alle h.12 del 21 maggio. Il Salento non è nuovo a progetti per la creazione di parchi eolici, ma lo spuntare di torri e pale ha già fatto insorgere gli ambientalisti più volte, come nel caso della serra di Minervino o del parco eolico di Martano-Zollino. Anche per questo, il comune di Lecce ha pensato al microeolico, così come ha riferito il responsabile del procedimento di gara, Luciano Mangia, al Corriere del Mezzogiorno:
“È stata fatta la scelta del microeolico per limitare l’impatto ambientale e per poter ottenere celermente l’autorizzazione delle autorità competenti“.
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Si chiude oggi a Milano il Salone del Mobile 2010, la grande vetrina espositiva dedicata al design. Tra i padiglioni del Salone e gli spazi aperti del Fuori Salone, un’attenzione sempre maggiore è rivolta ai progetti di design sostenibile. Siamo andati a sbirciare tra le novità per quanto riguarda l’illuminazione, ad opera dei nuovi designer, le cui creazioni sono state presentate nel Salone Satellite, lo spazio dedicato agli emergenti.
Le luci del green design del futuro sono una lampada alimentata a pomodori, una fatta di sapone ed una serie fatta di carta ricicalta. La lampada alimentata a pomodori si chiama Still Light ed è stata progettata da Cygalle Shapiro per lo studio D-vision: è una lampada a led alimentata da una reazione elettrochimica tra lo zinco e il rame presenti nei pomodori.
Dello stesso studio sono le lampade Poly, realizzate con scarti di cavi in plastica: ogni lampada è fatta con gli scarti di politilene che un’azienda produce simbolicamente in un giorno. Sempre di D-vision le lampade Soap 97%, realizzate con scarti di sapone: la bassa temperatura dei led permette l’uso di materiali morbidi e facilmente lavorabili come il sapone. Le lampade sono realizzate con sapone a base di glicerina, materiale economico, facilemente lavorabile per una luce soffusa e profumata.
Vengono poi le lampade di carta riciclata trasformata in meravigliosi pendenti di luce simili a lampadari di cristallo, di Yves Behar, battezzati appunto Sustainable Crystal.
“Badare meno all’estetica a vantaggio della sostenibilità ambientale”. Potrebbe essere questo lo slogan dell’iniziativa che a breve verrà applicata in Francia ed in particolare al suo monumento più celebre: la Torre Eiffel. Infatti a partire dal prossimo 22 settembre l’illuminazione della famosissima torre verrà ridotta.
Il monumento attualmente è illuminato da ventimila lampadine, che abitualmente vengono accese per dieci minuti all’inizio di ciascuna ora fino alle 2:10 del mattino. Con la nuova politica di risparmio energetico verranno accese solamente per cinque minuti. Questo provvedimento permetterà una diminuzione del consumo energetico che passerà da 400 a 200 ore annuali.
La decisione, presa dal governo francese in tema di politica ambientale, giunge dopo altre misure come l’utilizzo di carta ecologica, l’impiego di energia che provenga da fonti rinnovabili e l’installazione di pannelli solari sopra ai tetti dei ristoranti. La Torre Eiffel, che ha ospitato più di 250 milioni di visitatori nella sua storia, è stata rivestita dall’impianto di illuminazione dall’ingegnere Pierre Bideau nel 1985.
Via | Lastampa.it
Foto | Flickr
Ormai credo che la maggior parte di noi faccia un lavoro che comporta l’uso del computer. Una scrivania, un computer. Anche gli studenti non riescono più a farne a meno. E ovviamente consumano energia. Pensiamo a un ufficio, diciamo in cui lavorano 20 persone, con 20 computers accesi per almeno 8 ore, poi la stampante, la fotocopiatrice, il fax, le luci, il condizionatore (o il riscaldamento d’inverno). Direi che un ufficio anche piccolo produce un certo impatto sull’ambiente.
Se ovviamente non possiamo farne a meno, allora vediamo di usare i vari apparecchi con parsimonia. Svecchiare il parco macchine con qualcosa di più recente e più efficiente dal punto di vista energetico è buona cosa (ovviamente pensando anche al recupero e al riuso di delle macchine vecchie, magari anche donandole a scuole o a piccole cooperative, se funzionanti!)
Se non abbiamo in programma di cambiare il “parco macchine”, allora vediamo di usare quello che abbiamo con qualche accorgimento in più. Ovvero usando il buon senso. Spegnendo il computer ogni volta che non ci serve (se andiamo a pranzo o a casa –pare strano ma c’è chi lascia acceso il computer anche di notte!!), e usando la funzione di stand by quando abbiamo qualche breve riunione o lunga telefonata, magari accorciando il tempo di attesa prima che questa funzione parta in automatico. E non dimentichiamoci di spegnere anche la lucetta dello schermo, meno utile del led della tv. Oppure usiamo quegli apparecchi già in commercio che mettono in stand by direttamente le ciabatte a cui attacchiamo le spine della corrente, questo per gli sbadati che si dimenticano le buone pratiche.
Continua a leggere: Risparmiare energia nell'ufficio ecologico

Il Ponte di Verrazzano a New York cambia il sistema d’illuminazione: lunghe file di LED sostituiranno le lampade a bulbo, tagliando del 73% i consumi di energia elettrica. Il ponte non perderà grazia e l’eleganza che lo hanno sempre contraddistinto e soprattutto avrà bisogno di minori interventi di manutenzione. In precedenza infatti per sostituire le lampadine si doveva intralciare il traffico (già di per sè sostenuto) chiudendo una corsia del ponte: il nuovo sistema a LED invece si prevede possa reggere per 5-10 anni senza alcun tipo di intervento.
Non sarà il solo ponte brillante ed ecologico al mondo visto che l’amministrazione comunale ha in mente di procedere con la sostituzione del sistema d’illuminazione in gran parte della Grande Mela, tagliando ulteriormente i costi a beneficio della collettività e dell’ambiente.
Via | Smogr.com
I fattori che possono determinare l’acquisto di una lampadina sono il consumo, la quantità di luce emessa, il costo, ma anche l’ambiente e il colore della luce stessa. Qui di seguito alcuni dei pro e dei contro delle principali lampadine in commercio.
Lampadina ad incandescenza: sono quelle classiche, utilizzate generalmente per un illuminazione diffusa. Pro: il costo, decisamente basso circa 0.50 Euro. Contro: bassissima efficienza (13 lm/W), trasformano solo il 10% della potenza assorbita in luce. Hanno una durata media di circa 1.000 ore e consumano molta energia. La luminosità diminuisce con il passare del tempo.
Lampadina alogena: appartengono alla categoria delle incandescenti, utilizzate dove è necessario un fascio di luce localizzato, come una scrivania. Pro: efficienza luminosa superiore a quelle tradizionali, fino a 22 lm/W, durata fino a 6000 ore. Contro: il costo più alto rispetto a quelle tradizionali e molto variabile in base alla potenza e alla tensione.
Esiste un paese in Italia dove le strade, i parchi e le gallerie sono illuminate non da lampade ad incandescenza, ma da LED. Torraca, comune in provincia di Salerno di poco più di 1.200 anime, vanta un impianto di illuminazione comunale a LED. Per la cittadina sono installati 700 punti luce per un investimento, grazie a fondi regionali, di 280mila euro che si prevede rientreranno entro 6 anni.
L’impianto è stato realizzato dalla Elettronica Gelbison di Ceraso e ha generato un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e dell’inquinamento luminoso del 90%.
Il comune sarà al centro di un convegno internazionale organizzato dal sindaco della cittadina, Daniele Filizola. L’incontro, dal titolo “La via del risparmio energetico. Il caso Torraca, prima Led City al mondo”, si terrà il 30 novembre e il 1° dicembre a Torraca.
In quella occasione L. Di Fraia dell’università di Napoli dirà al pubblico perché i numeri relativi al risparmio energetico, manutentivo, etc… riportati in questo articolo non sono corrispondenti alla realtà.
Combinare il tecnologicamente avanzato con i rifiuti è uno delle qualità che più apprezziamo degli ecodesigner come Emma Caselton. Pre-Package è un sistema di illuminazione che combina l’avanzata tecnologia LED (che ricordiamo consuma poco garantisce una maggiore longevità rispetto alle normali lampadine) con dei contenitori PS riciclati. Per maggiori info vi rimando al post gemello su designerblog
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