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Tutti gli articoli con tag impatto ambientale

Mario Monti scrive a #Salvacislisti: "Vi incoraggio a pedalare"

pubblicato da Marina

Mario Monti scrive a #Salvaciclisti Non è uno scherzo. Anche Mario Monti il nostro presidente del Consiglio solidarizza con la campagna #salvacicisliti e scrive ai sorpresi attivisti, di continuare a “pedalare” per attirare l’attenzione sulla sicurezza delle strade e per sostenere chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto. Magari se si unisse anche il ministro per l’Ambiente Corrado Clini con qualche sostanziosa e concreta iniziativa, sarebbe davvero più facile pedalare.

Prima che Presidente del Consiglio sono stato un appassionato di ciclismo e un cicloamatore io stesso. Anche se non ho più, come un tempo, l’opportunità di muovermi in bicicletta come vorrei, conosco le problematiche che devono affrontare coloro che utilizzano la bicicletta per muoversi, soprattutto nelle grandi città.

La bicicletta è un mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.

Come già fatto in Europa, finanziando diversi progetti legati alle piste ciclabili, anche in Italia è necessario riservare maggiore attenzione alla “mobilità leggera”. In questo senso il governo è impegnato a favorire politiche di mobilità sostenibile, anche con l’obiettivo di ridurre il tasso di incidenti stradali che coinvolgono i ciclisti.

Mi rendo tuttavia conto che molto resta ancora da fare.

Vi incoraggio dunque ad andare avanti, oserei dire a “pedalare”, per attirare l’attenzione su quanto si può fare a tutti i livelli per migliorare le condizioni di mobilità di chi usa la bicicletta per muoversi in città.”

Mario Monti

Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Via | Salvaciclisti
Foto TMNews

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Spazzolini compostabili: non è tutto verde quel che è sostenibile

pubblicato da Marina

spazzolini da denti non riciclabili

Lo spazzolino da denti è uno di quegli oggetti in plastica che risulta difficile da riciclare. Leggo su GreenProphet che negli Stati Uniti finiscono in discarica ogni anno 450milioni di spazzolini da denti. Ovvio che queste cifre cozzano con la necessità di ridurre questo devastante impatto ambientale: ma i denti ce li dobbiamo pur lavare! Ovviamente esistono molte soluzioni alternative e non di massa: dai bastoncini in radice di miswak all’argilla verde superventilata, che però non sempre possono interessare o piacere.

World Centric, commercializza lo spazzolino in Ingeo, ossia plastica derivata da vegetali compostabile. Tra l’altro ritira lo spazzolino usato e provvede all’invio in compostiera. Il prezzo è di 4,55 dollari Usa, diciamo in linea con il prezzo degli spazzolini medio alti. Soluzione a portata di mano ma non interessante per le multinazionali che producono spazzolini da denti? Forse le cose non stanno proprio così. Marco Pagani su Ecoalfabeta fa due conti sull’Ingeo, plastica vegetale e marchio di proprietà dell’americana Natureworks e analizza il LCA. Ebbene occorre 1kg di petrolio per ottenere 1k di bioplastica.

E allora per uscire dall’impasse è necessario che il design industriale rivoluzioni il proprio sistema di impatto ambientale, progettando dalla culla alla culla, magari sotto la pressione dei consumatori critici. Nel frattempo noi consumatori possiamo provare a alternare lo spazzolino da denti a sistemi di lavaggio naturali, ma è solo un pallido tentativo, questa volta è l’industria a doverci venire incontro.

Foto | Flickr

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Taranto, tonnellate di carburante in mare da falla in nave

pubblicato da AlterEco

nave porto taranto

Non c’è pace per Taranto, in aria e… nelle acque. Oggi, infatti, diverse tonnellate di carburante sono finite in mare. La causa probabilmente, dalle prime informazioni trapelate, sarebbe da imputarsi ad una falla in una nave panamense, il cui carico era destinato all’area industriale. Lo sversamento è avvenuto in prossimità del terzo sporgente del porto, nel Mar Grande.

La chiazza si estende per circa 800 metri quadrati in un bacino sotto il controllo dell’ILVA. Già sul posto sia la Capitaneria di porto che i tecnici della Ecotaras per provvedere alle operazioni di bonifica. Sono state recuperate già 8 delle 20 tonnellate di olio combustibile ma ci vorranno diversi giorni per completare le operazioni di bonifica. Al momento i funzionari dell’ARPA stanno conducendo delle analisi sul materiale sversato per determinare l’impatto ambientale dello sversamento.

Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi, candidato a sindaco di Taranto contro il sindaco uscente Ippazio Stefàno, ha così commentato lo sversamento:

L’incidente alla nave avvenuto nel Mar Grande di Taranto è un fatto gravissimo e che pone con urgenza la necessità di liberare il Golfo di Taranto dal petrolio. Chiediamo che su questo incidente sia fatta immediata e piena luce visto che quello di oggi non è il primo incidente in cui quantità rilevanti di idrocarburi sono state sversate in mare: lo scorso 19 gennaio 2012 una chiazza di idrocarburi molto estesa è stata rinvenuta sempre nel Mar Grande nei pressi di Punta Rondinella. Tra l’altro, questi ripetuti incidenti, evidenziano un allarme sicurezza enorme visto che, con l’ampliamento già approvato del Progetto Tempa Rossa dell’Eni si avrà un raddoppio del traffico delle petroliere che passeranno dalle attuali 30 a 140.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno; Angelo Bonelli su Facebook
Foto | Flickr

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Claudia Gerini testimonial per Green Cross: "Inizia da te"

pubblicato da Marina

Piccole azioni quotidiane per inquinare meno e sopratutto per pesare meno nell’economia delle risorse naturali. Pensare alle generazioni future ai nostri figli per lasciare loro in eredità un Pianeta che non sia stato depredato e impoverito di ogni materia prima.

Parte la campagna Inizia da te, voluta da Green Cross che ha scelto come testimonial Claudia Gerini. Lo strumento attraverso cui intraprendere buone azioni per il Pianeta e sostanzialmente per noi stessi inizia dal conteggio della propria carbon footprint, si prosegue poi con la messa in atto delle piccole azioni del tipo: riciclo degli abiti, consumo mirato dell’acqua o acquisto di prodotti bio.

Spiega Elio Pacilio presidente Green Cross:

La campagna nasce da una convinzione: per ridurre l’impatto degli attuali modelli di società e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici è necessario l’impegno concreto di tutti, singoli, famiglie, imprese, governi. E nessuno può più girarsi dall’altra parte, dire di non vedere e non sapere. Con le nostre scelte, le nostre azioni, i nostri acquisti possiamo dare il nostro apporto per ridurre l’impronta ecologica, da spettatori diventare attori protagonisti del cambiamento.

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Livia Giuggioli, l'ecorivoluzione passa dal Green Carpet Challenge

pubblicato da Marina

Livia Giuggioli indossa un abito ottenuto riciclando la stoffa di un burqa Livia Giuggioli (a sinistra nella foto) è una straordinaria combattente per i diritti ambientali e le armi che ha scelto sono il bello, il lusso e il glamour. Ma prima di svelare il segreto di questa donna intelligente e sottile conviene mostrare lo scenario entro cui si muove. E’ una celeb., moglie di Colin Firth dal 1997, è italiana, ha due figli e vive a Beverly Hills. Ma ha un chiodo fisso in mente che si ostina a chiamare progetto anche se in realtà è pura rivoluzione sociale: Green Carpet Challenge.

Diciamoci la verità: la moda è un’industria pesante e per essere riconvertita in eco o sostenibile (le due parole tracciano una sottile linea di approccio ma lo spiegherà Livia dopo NdR) necessita di una rivoluzione in termini di approvvigionamento delle materie prime. Non basta acquistare scarpe e borse che non siano di cuoio. Infatti Livia Giuggioli spiega nell’ intervista a Vanity Fair (Nr. 1-2012, pagg. 72-75) :

Per cambiare l’approccio al consumo bisogna ridiscutere tutto il nostro rapporto con i vestiti.

Ma per quali strade passare per ridefinire l’approccio con il consumo? Per giungere alla vera rivoluzione verde Livia ha deciso di partire dalle parole, mattoni che compongono identità, concetti, idee.

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Breve guida alla termografia e certificazione energetica degli edifici

pubblicato da Olivia

Mentre la Commissione Europea ha richiamato l’Italia, a causa dell’inottemperanza della normativa pertinente al rendimento energetico degli edifici, Legambiente ha promosso la campagna Tutti in classe A, che propone al mercato edilizio di divenire il settore di punta dell’innovazione energetica. A partire dall’osservazione che gli edifici in Europa consumano il 40% dell’energia e producono il 36% delle emissioni di CO2, l’indagine di Legambiente , basata sull’utilizzo dell’analisi termografica, ha rilevato che la quasi totalità degli edifici censiti in Italia (100 in 15 Comuni), presentano carenze strutturali relative alle dispersioni.

L’analisi è stata condotta su edifici costruiti negli ultimi dieci anni, un periodo che noi non potremmo sicuramente definire come buio rispetto alla conoscenza tecnica e normativa dell’efficienza energetica. Unica città “premiata” è Bolzano, che attraverso nuovi modelli costruttivi non solo ha raggiunto ottimi livelli di isolamento dell’involucro edilizio ma è divenuta protagonista attiva nel ciclo di produzione di energia a basso impatto ambientale.

Ciò che emerge è la necessità di riqualificazione dei nostri edifici, con la proposta di riqualificazione e innovazione per migliorare non solo gli edifici ma la loro vivibilità. Un edificio termicamente stabile ed energeticamente sostenibile non significherebbe solo un risparmio sui combustibili ma al contempo un impulso al mercato edile e migliori investimenti per le famiglie italiane. Perché oggi, non c’è motivo di credere che costruire in classe A sia prerogativa di pochi.

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Ridurre i consumi del riscaldamento con la caldaia a condensazione

pubblicato da Olivia

caldaia a condensazione per risparmiare sul riscaldamento

Fra le spese energetiche più gravose c’è quella per il riscaldamento o la produzione di calore, che, durante la stagione fredda, può arrivare a rappresentare circa i tre quarti del consumo energetico complessivo di una casa. A chi si chiede quale sia il sistema di riscaldamento più adatto è difficile dare una risposta sincera e concreta, ma la cosa più importante è che la scelta deve essere fatta sulle proprie esigenze individuali. In sintesi un risparmio energetico, legato all’impianto di riscaldamento domestico, per esempio, si basa su due semplici regole:

  1. Mettere in atto comportamenti più corretti,
  2. Utilizzare apparecchi efficienti.

Con una caldaia a condensazione, rispetto ad una caldaia tradizionale, si risparmia dal 20% al 50% sulle spese in bolletta.

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Franca Sozzani (Vogue): "L'ecologia non interessa a nessuno"

pubblicato da Marina

Franca Sozzani Franca Sozzani è il direttore di Vogue Italia e recentemente è stata nominata goodwill ambassador, ambasciatore di buona volontà, per Fashion 4 development, partner operativo con le Nazioni unite che ha per obiettivo l’autodeterminazione femminile e lo sviluppo sostenibile attraverso la moda. Ho letto di questo progetto attraverso le pagine di Vanity Fair (nr.38).

Il mondo della Moda, per come è concepito oggi, è quanto di più lontano si possa immaginare dallo sviluppo sostenibile e da un approccio rispettoso dell’ambiente. E dunque ben vengano iniziative che quanto meno mettono in discussione questo approccio. Un anno fa proprio dalle pagine di ecoblog vi raccontavo del servizio di moda di Vogue, ispirato ai danni ambientali della marea nera nel Golfo del Messico. L’approccio quella volta lo trovai un po’ troppo sopra le righe.

Ma c’è una considerazione del direttore di Vogue fatta oggi che esprime a fine intervista in cui spiega che tra i temi che vorrebbe affrontare c’è:

L’ecologia legata alla moda. Siamo molto indietro. Ma sa qual’è il problema? Non fa notizia. Le ragazze formose hanno colpito e oggi H&M ha un settore curvy; lo stesso Top Shop. Con l’ecologia finora non ha funzionato. Sembra che alla gente non interessi.

Purtroppo l’intervista finisce qui. Peccato! Perché l’analisi è tremendamente vera e sarebbe stato interessante proseguire per capirne i motivi. In fondo se non c’è una domanda non c’è neanche un offerta e questo vale anche per l’ecologia che rientra evidentemente nelle logiche di mercato. Il che fa considerare che forse la green economy potrebbe essere ancora molto lontana.

Comunque il direttore di Vogue Italia, apre uno spartiacque su questo tema e al suo progetto ha dato il titolo di Giving back is the new luxury: restituire è il nuovo lusso. Restituire cosa? Competenze, ricchezza, risorse a quei popoli e paesi che fino a oggi sono sfruttati. Di fatto Vogue Italia potrebbe davvero essere il primo punto di riferimento per una presa di coscienza totale dell’impatto ambientale del sistema moda e Franca Sozzani spiega che ridistribuire la ricchezza non potrà che far del bene a tutti.

Foto | Vogue

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Il nuovo stadio della Juventus è "eco": riciclati e riutilizzati i materiali del vecchio Delle Alpi

pubblicato da Nestor Carnevali


Il nuovo stadio della Juventus è pronto. Il primo di proprietà di una squadra di calcio sarà inaugurato l’8 settembre prima di fare il suo debutto in una gara ufficiale l’11 settembre nella gara di campionato contro il Parma (ammesso sia finito lo sciopero dei calciatori). L’impianto è il vanto della società bianconera, costruito sullo stesso sito del vecchio Delle Alpi, quindi senza nuovo consumo di terreno, ma soprattutto edificato cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Dalla demolizione del vecchio impianto, effettuata senza l’ausilio di esplosivi, i materiali sono stati separati per tipologia e riciclati, ricommercializzati e riutilizzati nella costruzione del nuovo. Il cemento armato dei gradoni è stato frantumato e utilizzato per lo strato portante del terreno, parte dei 40 mila metri cubi di calcestruzzo necessario provengono proprio da materiale legato demolizione.

L’operazione ha portato ad un recupero di 6000 tonnellate fra acciaio, rame ed alluminio con un risparmio valutato in oltre un milione di euro, il Nuovo Stadio rappresenta un’eccellenza anche dal punto di vista ambientale.

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I Papa-boys a Madrid a impatto zero 100% naturale

pubblicato da Marina

Cuatro vientos tetrao della giornata mondiale della gioventù

Arriva oggi a Madrid per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù Papa Benedetto XVI. I Papa-boys che stanno giungendo per l’happenig, si stima, saranno oltre il milione. Il folklore è d’uopo in queste circostanze, ma diciamo la verità: l’impatto ambientale sarà notevole. Il primo passo consiste nel compensare le emissioni di Co2 che si andranno a produrre, con progetti quali: un parco eolico in Nuova caledonia, un progetto di riforestazione in Uganda, un progetto per il recupero di metano da discariche in Cina e Turchia e una mini centrale idroelettrica in Honduras.

Dicono gli organizzatori che l’evento perciò sarà a impatto zero e il calcolo delle emissioni è affidato a Zeroemission, azienda spagnola di Abengoa. Spiega Eva Latonda, responsabile del progetto di compensasione di emissioni chiamato perciò 100% naturale:

Sarà un evento sostenibile, rispettoso dell’ambiente e ad emissioni zero. 100% naturale è il programma che farà da cornice a tutte le attività sostenibili realizzate durante la Giornata e che dimostra l’impegno a voler celebrare una Giornata non inquinante. Consegnare una Terra in buone condizioni alle nuove generazioni è una preoccupazione del cristiano e per tanto anche della Giornata Mondiale.

Alla base aerea di Cuatro Vientos (nella foto in alto), cuore delle manifestazoni madrilene che culmineranno con l’incontro con Papa Benedetto XVI il 20 e 21 agosto, è stata predisposta la Via Sostenibile, una strada cioè che si potrà percorrere solo a piedi o in bicicletta. Nella stessa zona sono state installate biciclette per la ricarica di devices elettronici. Per raggiungere Cuatro Vientos che dista 8km da Madrid, gli organizzatori suggeriscono di usare la biciletta o di organizzarsi con mezzi pubblici e car-pooling.

Via |JMJ 2011, ConsoGlobe
Foto | La Vigna del Signore

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