Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag impatto ambientale

Borgofuturo - Dal 1 al 3 luglio, Convegni e musica "ecologica"

pubblicato da Nestor Carnevali


Dal 1 al 3 luglio andrà in scena la seconda edizione di Borgo Futuro, Festival della Sostenibilità organizzato dal comune di Ripe San Ginesio. Un fitto programma che prevede convegni, laboratori sulla sostenibilità e concerti “ecologici”. Si parte dall’agricoltura biologica e di qualità con la partecipazione delle associazioni più impegnate nel settore del cibo buono per noi e buono anche per la natura, Slowfood, Coldiretti, Aiab e Res Tipica.

Andrea Vianello, conduttore di Agorà su RaiTre, sarà ospite del convegno su “Le prospettive per un’agricoltura biologica e di qualità” mentre Elio Veltri, ex sindaco di Pavia, racconterà il tema dell’amministrare sostenibile, quello che i sindaci possono fare per rendere migliore la qualità della vita nelle loro comunità a partire dallo sviluppo delle aree verdi e sulla pedonalizzazione delle città.

L’organizzazione delle tre giorni punta sulla riduzione dell’impatto ambientale degli eventi come spiega Damiano Giacomelli, ideatore e direttore artistico di Borgofuturo:

La musica è un elemento strategico per Borgofuturo, perchè aggrega, intrattiene e lascia ampio margine alla riflessione. Abbiamo cercato band e cantautori che avessero forte attinenza con le tematiche della manifestazione e le veicolassero con le loro esibizioni, non solo nei contenuti, ma anche attraverso un sound fresco, libero, ma comprensibile a tutti. Non mancheranno piccoli ma importanti accorgimenti per ridurre l’impatto dei concerti, come l’utilizzo di bicchieri e stoviglie biodegradabili. In un periodo in cui si accusa la musica di essere altamente impattante dal punto di vista ambientale, Borgo Futuro va in netta controtendenza, dimostrando che realizzare concerti ecosostenibili è possibile.

Sul sito ufficiale potete trovare tutti i dettagli sul programma della manifestazione.

....
condividi 0 Commenti

A Porto Torres nascerà il primo polo chimico verde d'Europa

pubblicato da Simone Muscas

Polo industriale verdeLa sfida è di quelle importanti: trasformare un’area che da anni sacrifica il proprio territorio in nome dell’industria e riqualificarla come sito di produzione a basso impatto ambientale. E’ il caso di Porto Torres in Sardegna, sede di un polo industriale che da qualche anno sta attraversando una grave crisi economica e i cui impianti nell’ultimo periodo sono finiti sotto l’occhio del ciclone per alcuni danni ambientali provocati dal riversamento a mare di ingenti quantità di olio combustibile.

La svolta però potrebbe davvero essere dietro l’angolo; la scorsa settimana si è infatti gettato il primo mattone per la trasformazione del sito nel primo polo produttivo di chimica verde in Europa. L’annuncio del nuovo progetto era stato già dato da Eni e Novamont agli inizi di febbraio, ora però sembra si stia dando l’input decisivo: sul piatto oltre 1,2 miliardi di euro di investimento in sei anni per la creazione di una filiera integrata per le bioplastiche biodegradabili che prevederà la nascita di sette nuovi impianti, un centro ricerche, la costruzione di una centrale termoelettrica da 40 MW che, almeno secondo gli intenti, utilizzerà biomasse locali.

Nel dettaglio il progetto prevede l’utilizzo di sostanze organiche oleoginose dalle quali, attraverso un processo particolare, si riuscirà ad estrarre olii biologici che poi consentiranno la realizzazione di prodotti biodegradabili come buste o pellicole di plastica per alimenti. I presupposti sembrano esserci tutti, lo stesso ministro del lavoro Sacconi ha lodato l’iniziativa definendola un evento di straordinaria rilevanza per l’alto contenuto tecnologico, per la filiera agroindustriale che vi è interessata e per il significativo impatto occupazionale.

Continua a leggere: A Porto Torres nascerà il primo polo chimico verde d'Europa

....
condividi 3 Commenti

Etichetta etica, per ora è solo volontaria

pubblicato da Marina

etichetta etica L’etichetta etica è stata presentata ieri durante la 6° edizione di Mangiasano 2011, giornata dedicata all’alimentazione sostenibile e sana. Per ora l’etichetta etica sarà applicata su base volontaria e conterrà una serie di indicazioni che tracceranno il profilo del prodotto:

Le generalità del produttore (non solo il Paese d’origine ma “l’azienda d’origine”); le generalità del trasformatore (quando diverso dal produttore); il metodo di coltivazione impiegato (industriale, biologico, biodinamico, naturale); le dimensioni aziendali (superficie e addetti) e le informazioni relative all’impatto ambientale (uso di acqua, di carburanti, di energie); il prezzo al produttore; l’origine dei semi per i prodotti dell’orto e quella dei mangimi per gli animali.

Perciò potrebbe capitare di leggere su un etichetta etica di un succo di frutta in vetro da 12 cl che:

costa circa 15-20 centesimi tra bottiglia, tappo ed etichettatura, mentre la materia prima per farlo pesa per poco più di 0,1 centesimi, considerato che mediamente un quintale di frutta al produttore non viene pagato più di 15 euro. In sostanza, il contenuto di un succo di frutta da 12 cl vale meno della decima parte del suo involucro.

Continua a leggere: Etichetta etica, per ora è solo volontaria

....
condividi 4 Commenti

Classifica ambientale delle compagnie aeree: male Alitalia

pubblicato da Simone Muscas

Aereo AlitaliaUna Ong tedesca ha pubblicato una classifica, denominata Atmosfair Airline Index, che mette per la prima volta a confronto le compagnie aeree sulla base del loro impatto ambientale. Parliamoci chiaro: stilare una graduatoria fra mezzi di trasporto che in quanto a consumi ed efficienza hanno ben poco a che vedere con la sostenibilità ambientale fa sorridere, tuttavia è utile analizzare la classifica per capire quale potrebbe essere lo sviluppo futuro del settore su ampia scala.

I criteri della classifica ci dicono che a ciascuna compagnia è stato assegnato un determinato numero di punti calcolati in base a fattori quali l’efficienza degli aerei utilizzati in termini di consumi e la densità di posti offerta sui singoli velivoli, quindi, come succede per le etichette energetiche sugli elettrodomestici, sono state assegnate delle classi di valori che vanno dalla lettera A (intervallo di maggior efficienza) alla classe G (a minor efficienza).

Interessante notare che nessuna delle compagnie aeree esaminate sia risultata in una delle prime due classi, segno evidente che quello dei vettori aerei rappresenta, in riferimento alla sfera ambientale, un settore su cui ci sarà molto da lavorare. Continuando a leggere emerge che delle 166 società prese in esame sia risultata la più efficiente o se preferiamo “la meno peggio” l’inglese Monarch Airlines (con 77,4 punti), mentre la South African Airlink, con i suoi 13,8 punti, quella peggiore.

Continua a leggere: Classifica ambientale delle compagnie aeree: male Alitalia

....
condividi 2 Commenti

Le banane insacchettate singolarmente: sono una buona idea?

pubblicato da Luca M.


Solo ieri vi abbiamo parlato dei prodotti venduti alla spina elogiandone, tra gli altri, l’enorme vantaggio della riduzione dei rifiuti grazie alla diminuzione degli imballi. Oggi vi parliamo di un nuovo prodotto che, con la riduzione degli imballi, ha poco a che vedere. La Del Monte, azienda famosa per i suoi prodotti a base di frutta, e per un uomo che se non diceva di si non si vendeva niente, ha deciso di mettere sul mercato degli Stati Uniti le banane confezionate singolarmente, come fossero snack o dolcetti comuni, per un trasporto più pratico.

Se da un lato posso capire che si tratta di una mossa commerciale devo ammettere che, in paesi dove la cultura del “mangiar sano” sia quasi sconosciuta come negli USA, avvicinare l’idea di un frutto ad un più familiare snack può essere vincente, dall’altro penso a quanti rifiuti si produrranno (senza pensare all’inquinamento sviluppato per creare le confezioni di plastica). Pensando ad invadere anche il Regno Unito con questa loro trovata, quelli della Del Monte hanno trovato la porta chiusa da parte dell’ Environment Board of the Local Government Association che ha espresso i propri dubbi sull’impatto ambientale di questo nuovo prodotto accusando la società di abusare dell’over packaging. Se arrivassero nel nostro Paese voi le comprereste?

Via| Ghana Nation

Pantelleria: stop all'eolico off shore, plauso di Greenpeace

pubblicato da Peppe Croce

Pantelleria: stop all'eolico off shore, plauso di GreenpeaceIl Ministero dell’Ambiente, Commissione Via-Vas, ha detto no al progetto di parco eolico off shore a Pantelleria: 228 MW, 38 pale da 6 Mega Watt, con un diametro del rotore di 126 metri, distanti dalle coste siciliane tra le 35 e le 26 miglia nautiche. Se ne rallegra la Regione Sicilia, che aveva dato parere negativo sia per questioni di impatto paesaggistico (a dire il vero relative, viste le distanze dalla costa) che ambientale.

Impatto ambientale su un sito rientrante nella rete “Natura 2000″ dell’Unione europea per la sua biodiversità e il suo delicato equilibrio. Comprensibile, quindi, che associazioni ambientaliste come Greenpeace plaudano al no del Ministero:

Greenpeace è a favore dell’energia eolica, ma questo progetto avrebbe messo a serio rischio un ecosistema unico, quello dei banchi di Talbot, Avventura e Pantelleria nel Canale di Sicilia

E infatti Greenpeace rilancia, perché non di solo eolico vive, o almeno dovrebbe vivere, la Commissione Via-Vas:

Questi mari però non sono ancora salvi, su di loro incombe una ben più pericolosa minaccia, quella delle trivellazioni petrolifere. La Northern Petroleum ha infatti annunciato di voler fare delle esplorazioni nei prossimi mesi proprio a nord di Pantelleria, sfruttando le autorizzazioni già in suo possesso per fare ricerche petrolifere

Via | Raffaele Lombardo Blog, Comunicato stampa Greenpeace
Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

Rigassificatore di Livorno, per Greenpeace è un "complotto in alto mare". Il dossier

pubblicato da Peppe Croce

Rigassificatore di Livorno, per Greenpeace è un "complotto in alto mare". Il dossier“Complotto in alto mare”, senza dubbio un nome che fa colpo per l’ultimo dossier di Greenpeace, dedicato alla procedura autorizzativa del rigassificatore off shore di Olt (Iren e E.ON) di fronte le coste di Livorno e Pisa, in pieno santuario dei cetacei. Non si tratta più delle lamentele dei residenti, che rischiano di veder scappare i turisti, sono cose più gravi quelle denunciate dall’associazione ambientalista.

I gravi rischi procurati dal rigassificatore, secondo Greenpeace, sarebbero stati volutamente ignorati dal Ministero dell’Ambiente durante la fase autorizzativa. In particolare durante la seconda fase, quella con la quale Olt ha chiesto (e ottenuto) l’esclusione dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale per alcune modifiche al progetto.

Tutto ciò nonostante il rumore generato dalle navi gasiere e dal rigassificatore possa disorientare i cetacei e nonostante l’impianto produrrà, in piena area marina protetta, ben 3,6 tonnellate di cloro all’anno. Questo, afferma Greenpeace, porterà alla formazione di composti organo-clorurati tossici, mutageni e non facilmente biodegradabili. Queste, ed altre, osservazioni di Greenpeace non sono state minimamente prese in considerazione dalla Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente incaricata di pronunciarsi in merito all’impianto.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Olt

....
condividi 4 Commenti

Quanto inquina uno spazzolino da denti?

pubblicato da Peppe Croce

Quanto inquina uno spazzolino da denti

I ricercatori adorano gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti c’è una ricerca su tutto. Anche sull’impatto ambientale degli spazzolini da denti. Fondamentali per l’igiene orale, gli spazzolini sono fatti soprattutto di polipropilene. Cioè plastica.

Il Franklin Associates for the Plastics Division of the American Chemistry Council ha fatto due conti per arrivare a capire le emissioni di CO2, altri gas serra e gas inquinanti derivanti dalla produzione di uno spazzolino, partendo dal dato di 1.343 kg di inquinanti rilasciati in atmosfera per ogni tonnellata di polipropilene prodotto.

Siccome ogni spazzolino pesa in media 25 grammi, facendo due conti emette 34 grammi di gas serra (calcoli americani, gli americani adorano fare i calcoli). Moltiplicate adesso il dato per il numero di spazzolini che ogni abitante utilizza in un anno e per il numero degli abitanti e avrete dati poco felici per l’ambiente anche perché, come ben ricorderete, la stragrande maggioranza degli spazzolini è fatto di plastica non riciclata e non riciclabile.

Via | Occhio del riciclone
Foto | Flickr

....
condividi 9 Commenti

Niente eolico per pagare le maestre: a Castelguidone la Via è negativa

pubblicato da Peppe Croce

L'eolico per pagare le maestre? La storia di Castelguidone in provincia di ChietiVi ricordate la storia di Castelguidone? Un paesino in Abruzzo, 400 e rotti abitanti e un progetto da dieci pale eoliche per 20 MW totali. Neanche tante, un piccolo parco eolico, ma che scatenò un putiferio.

Wwf, Lipu e alcuni comitati locali si opposero al progetto affermando che l’impatto ambientale, e specialmente quello visivo, sul paesaggio montano sarebbe stato eccessivo. Raccolsero anche molte firme per opporsi. Con un piccolo giallo: con 434 abitanti (194 maschi e 240 femmine) le firme erano 900 e passa. Chi lo sa chi ha firmato quella petizione…

In ogni caso i comitati del no hanno avuto ciò che volevano: il Comitato valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha bocciato il progetto, non concedendo la Via all’impianto. Lo rende noto, con grande gioia, il Wwf con un comunicato. L’avrà presa male il sindaco del paesino abruzzese, che con le royalties delle pale eoliche ci voleva pagare le maestre della scuola comunale.

Via | Wwf
Foto | Flickr

....
condividi 4 Commenti

Putin apre l'artico alle trivelle Bp

pubblicato da Peppe Croce

Putin apre l'artico alle trivelle Bp

Il gigante russo del petrolio e del gas naturale Rosneft e quello britannico Bp hanno siglato un accordo da 16 miliardi di euro che ha per oggetto l’Artico. Sotto i ghiacci del Polo Nord ci sono immense riserve di idrocarburi, ma sono difficili e costose da sfruttare.

Lo stesso Artico, poi, è al centro di una controversia internazionale tra Usa, Canada, Norvegia, Russia e Danimarca per la definizione dei suoi confini. Ecco, allora, che l’alleanza russo-britannica ha anche un sapore tutto politico: Vladimir Putin cerca alleati che appoggino le sue mire sulle risorse artiche.

In questo accordo Bp (che qualche mese fa ha dovuto vendere mezzo giacimento polare in Alaska, per pagare i danni della marea nera) ci mette la tecnologia, mentre Rosneft ci mette i giacimenti. Sarà molto più difficile per gli ambientalisti, ora, contrastare le trivellazioni nell’artico.

Le polemiche già abbondano, visto l’impatto ambientale dell’industria del petrolio su una zona così “pura” e delicata come quella del Polo Nord. Celebre il caso di Biancaneve, un giacimento norvegese sull’isola di Melkoya dove da pochi anni è arrivato il più grande impianto di liquefazione di gas d’Europa. I cittadini dell’isola già l’anno ribattezzato “Cenerentola”: da quando c’è l’impianto il villaggio è pieno di fuligine…

Via | Bloomberg
Foto | Flickr

....
condividi 3 Commenti