Quanto costerà all’ambiente il Natale degli italiani? Molto. Se consideriamo che una famiglia media, di 3 persone, contribuirà con le emissioni con 386 Kg di CO2 e in totale gli oltre 60 milioni di italiani immetteranno nell’atmosfera 7,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Spiega LifeGate che con il progetto Impatto Zero®, propone di ridurre le emissioni di CO2 compensandole con la creazione di nuove foreste:
Il calcolo è stato effettuato su un nucleo familiare medio di tre persone durante le festività natalizie, ovvero nel periodo compreso tra il 25 dicembre e l’Epifania, cioè i giorni in cui si innalza la soglia dei consumi: 386 i kg di CO2 stimati, generati dagli spostamenti (acquisto regali, visite a parenti ed amici, gite fuori porta), dall’energia elettrica (consumi domestici, luci decorative), dalla produzione di rifiuti (carta da pacco, packaging vari), dall’utilizzo di acqua e dal riscaldamento per la maggior presenza in casa.
Ci sono diversi comportamenti che possono rendere il Natale sostenibile e con un impatto sull’ambiente più dolce. I francesi, nel post sotto, hanno dato il loro contributo. Ecco ora il decalogo di LifeGate:
Dopo il salto la ricetta della crostata di tortellini

Prima che la Settimana a Impatto zero finisca, è giusto dare il nostro contributo, partecipando all’esperimento a Impatto zero, sulla scia di quello fatto dai protagonisti di No Impact Man, che hanno dimostrato che si può vivere per un anno senza rifuti. Quali sono le ragioni che ci spingono a volere una vita a impatto zero?
Per ora si sono iscritte all’esperimento circa 4000 persone, che hanno spiegato per quali motivi hanno aderito all’iniziativa e come cercano di limitare il proprio impatto nei gesti della vita quotidiana. Dai sistemi per risparmiare acqua al solare domestico, ogni partecipante all’esperimento può condividere con gli altri trucchi e consigli per una vita a minor impatto.
Chi vuole può scaricare la guida della settimana a Impatto zero - senza stamparla - qui sul sito dell’Huffington Post, che ha lanciato e promosso l’iniziativa. Ora, scrivete a Ecoblog cosa significa per voi adottare uno stile di vita a impatto zero, cosa avete scelto e a cosa avete rinunciato.

Se un gioiello è sempre un gioiello, e il suo valore è simbolo d’amore, può capitare che vogliate regalare alla vostra fidanzata un anello ecologico o un gioiello che sia stato prodotto in modo eco-sostenibile, per limitare l’impatto del vostro amore sull’ambiente e consacrare l’amore per la natura insieme a quello per l’amata.
Ecco quindi Ecojewel, una linea di gioielli ecosostenibili, prodotti in Italia nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. I gioielli sono realizzati impiegando materie preziose riciclate, quali oro e argento provenienti da gioielli o da scarti di lavorazione.
Le scelte dell’azienda sono orientate alla sostenibilità in tutte le fasi, dalla produzione alla promozione, tanto che tutti i materiali destinati ai sistemi espositivi, alla comunicazione ed il packaging dei gioielli sono in carta riciclata. A conferma dell’attenzione di Ecojewl per la tutela dell’ambiente vi è la certificazione di LifeGate: tutte le attività dell’azienda sono a Impatto Zero. Se eravate alla ricerca di un anello ecologico, Ecojewel è una buona proposta.

Le barriere fonoassorbenti sono quelle barriere costruite lungo i tratti autostradali che si trovano in prossimità di centri abitati per ridurre l’impatto acustico. Lungo l’autostrada del Brennero, all’altezza di Marano d’Isera, in provincia di Trento, tali barriere sono state ottimizzate inserendovi dei pannelli fotovoltaici.
In questo modo si arriva ad ottenere una quantità tale di energia pulita utilizzabile per il fabbisogno dell’autostrada stessa. La potenza di picco complessiva del generatore è data da 3.846 moduli da 185 Wp cadauno, per un totale di 712 KW e una produttività annua pari a 680.000 KWh. Per coniugare l’esigenza di una buona produzione elettrica e un’efficacia barriera acustica i pannelli sono stati disposti a due diverse inclinazioni, 35° e 60°.
La lunghezza complessiva della barriera è di 1041 metri per un altezza di 5,60 metri, che danno una superficie fotovoltaica totale di 4907mq. L’energia prodotta in eccesso verrà immessa nella rete pubblica tramite linee di media tensione. Insomma un’ottima realizzazione che combina l’ottimizzazione delle risorse con la produzione di energia rinnovabile garantendo uno sviluppo autostradale ad impatto zero.
Via | autobrennero
Foto | autobrennero

2012 è il colossal di Roland Emmerich, regista specializzato nel mettere in scena le catastrofi, dedicato alla fine del mondo a causa di un disastro ambientale, causato dall’incuria umana verso l’ambiente e dai cambiamenti climatici. 2012 mette in scena la catastrofe ambientale, ma d’altra parte fa bene all’ambiente, perché il film arriverà in Italia a impatto zero.
La produzione in Italia ha aderito al progetto Impatto Zero di LifeGate per ridurre e compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla distribuzione e dal lancio del film, per compensare circa 45.000 kg di CO2 attraverso la creazione e tutela di 21.680 mq di foreste in Costa Rica. Nell’analisi d’impatto ambientale sono stati considerati i consumi di energia elettrica per l’organizzazione dell’anteprima del film, il materiale di comunicazione e promozione prodotto e la distribuzione della pellicola nelle sale.
2012 si basa sulla profezia legata al calendario Maya secondo la quale il mondo finirà il 12/12/2012 Emmerich mette in scena la catastrofe ecologica e un immaginario G8 spagnolo nel 2010 per cercare di prevenire l’emergenza e salvare le popolazioni, ma poi si dice scettico su leggende e profezie. Voi intanto segnatevi la data, quella del 13 novembre, giorno in cui 2012 sarà nelle sale cinematografiche d’Italia ad impatto zero.

Sulla scia di Tapped e dei documentari ecologici che segnaliamo su Ecoblog, vi parlo oggi di No Impact Man, un documentario sulla possibilità di una vita senza rifiuti, che uscirà a breve.
No Impact Man è Colin Beavan, che ha sperimentato un anno di vita a New York senza produrre rifiuti. Accanto a lui, la moglie e la figlia di 18 mesi, soggetti per i quali è stato molto più difficile passare ad uno stile di vita ecologico. Da Starbucks e Prada alla vita senza rifiuti, Michelle ha sperimentato su se stessa il passaggio ad uno stile di vita ecosostenibile, apprezzandone i vantaggi in una città dove lo spreco è all’ordine del giorno.
L’esperimento di una vita senza rifiuti, a impatto zero, senza emissioni, da cui Colin ha tratto un libro e il film, ha fatto sì che dopo un anno No Impact Man e la sua famiglia si sentissero felici e realizzati. La pellicola uscirà a breve in America, mentre in Italia dovremo aspettare qualche mese per vederlo sottotitolato. Intanto, potete ascoltare qui in un’intervista il parere di Laura Gabbert, regista e produttrice, che ne ha parlato al Sundance 2009.

Siete dei viaggiatori responsabili, amanti dei viaggi all’aria aperta alla scoperta della natura e attenti all’impatto ambientale che la vostra vacanza potrebbe avere? Allora non perdete l’occasione di vincere 5000euro da spendere per la prossima destinazione, raccontando la vostra esperienza di viaggio sostenibile.
Il concorso si chiama Movimenti ed è organizzato dal Cts; vi possono partecipare giovani tra i 18 e 35 anni che hanno tempo fino al 15 settembre per inviare la propria proposta. Si può partecipare al concorso raccontando della propria esperienza per la sezione “Il mio viaggio a Impatto zero”, attraverso una vignetta, una fotografia, un racconto scritto o un messaggio sul cellulatre. Ce la fate a raccontare tutto ciò che i vostri occhi hanno visto e tutte le esperienze vissute condensandole in 160 caratteri?
La sfida è aperta ai più creativi e a tutti coloro che scelgono di viaggiare nel rispetto delle comunità locali delle mete di viaggio, limitando il proprio impatto sull’ambiente e scegliendo, prima di qualsiasi altra cosa, un percorso di turismo sostenibile.
Foto | Flickr
Un paio di settimane fa i Subsonica dal loro sito annunciavano un concerto gratuito il 24 maggio in Piazza Vittorio a Torino, la loro piazza, per celebrare 11 anni di concerti e di storia della band. Un annuncio quasi commovente per noi fan (ebbene sì), che proseguiva con la dichiarazione che con questo concerto daranno “il contributo alla prima fase di quella che alcuni visionari amministratori piemontesi hanno battezzato con disinvoltura “la guerra d’indipendenza dal petrolio”. Ovvero, in parole più semplici, che il concerto rappresenta l’evento conclusivo della manifestazione “Uniamo le Energie” promossa dalla Regione Piemonte.
La manifestazione prevede incontri e seminari sui temi delle energie rinnovabili e dintorni, è previsto anche un intervento di Carlo Rubbia, per lanciare il progetto della Regione di puntare sulle rinnovabili e affrancarsi sempre più dalla dipendenza del petrolio. Ovvero di essere tra i principali soggetti in Italia ad applicare i principi europei della direttiva “2020″: meno 20% di consumi, meno 20% di emissioni, più 20% di rinnovabili.
Che c’entrano i Subsonica in tutto questo? Me lo sono chiesta anche io. A parte la felice coincidenza delle ricorrenze (anniversario e manifestazione), la band torinese già famosa per una certa sensibilità sociale (ricordo il premio Amnesty International per la canzone Canenero che parla di violenze sui minori) pare mostrare sempre più anche una certa coscienza ambientalista. E ovviamente da fan sfegatata ne sono felicissima. Ma all’inizio ammetto di avere avuto qualche dubbio.